martedì 28 febbraio 2012
244. "Eroe No-Tav? No, un cretinetti!"
domenica 26 febbraio 2012
243. Mills: per S.B. prescrizione, non assoluzione vera!
"Ancora una volta la prescrizione salva S.B. dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione", conclude.
venerdì 24 febbraio 2012
242. Bufala in rete su Messa allucinogena.
Al di là delle prese di posizione esiste, però, un problema serio nell'informazione web: l'attendibilità della notizia.
martedì 21 febbraio 2012
241. Brillante sentenza anche secondo Gabriella!!
lunedì 20 febbraio 2012
240. GrandeMistero
Continuerà a domandarlo il merlo picchiando la grondaia
Col becco sfoderato che è l’unica sua spada
Notte, notte, perché ci abbracci tutti?
E sembra che alla fine poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti tra i fiori calpestati
Onda, onda, perché riporti tutto?
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto con curve che non sai
Buio, buio, perché mi hai quasi preso?
Ma appena io mi arrendo tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi e fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio sopra il vecchio cancello
Vento, vento, ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri e poi li ruberai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
mercoledì 15 febbraio 2012
239. "Ho fatto un altro sogno"
Movimento Agende Rosse - http://www.19luglio1992.com/
martedì 14 febbraio 2012
238. "Un-ministro-dovrebbe-parlare-da-ministro" da blogsicilia.it
Questa è l’ultima eclatante sortita del Senatur della Lega Nord, Umberto Bossi.
Due sole domande spontanee, secche e dirette all’Onorevole:
E gli altri 50 milioni 367 mila di Italiani, quel giorno che lei deciderà, insieme alle sue truppe pontidiane, di battersi per la Padania, dove andranno al mare o in montagna?
O forse rimarranno a giocare a tressette o a scala quaranta, oppure a guardare la televisione italiana oramai imbavagliata da una legge sulle intercettazioni, che potrebbe essere presto emendata?
Oh! come siamo ridotti: siamo alla frutta! Se un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà sulla Carta Costituzionale, fa delle affermazioni del genere, ditemi voi cosa ci riserva il futuro.
In linea di principio, sono d’accordo che la nostra Repubblica possa essere riformata in senso federalista, ma la sua riforma deve avvenire con gli strumenti messi a disposizione della collaudata democraticità del Popolo italiano.
E giova qui ricordare che sussulti golpisti di “delorenziana” memoria e progetti piduisti sono stati rintuzzati in quell’antro buio, del quale il dotto Dante ha descritto egregiamente.
È perfettamente inutile lagnarsi ogni giorno che nel nostro Paese non ci siano garanzie Costituzionali: le continue esternazioni d’impotenza avviluppano la mente e non fanno vedere al di là del proprio naso.
Ma, affinché in Italia possa avvenire la riforma della Carta Costituzionale, occorre seguire specifici percorsi normativi già esistenti.
E sarebbe inutile specificarlo, ma poiché sembra che qualcuno, facendo lo gnorri, se ne dimentica, in Italia esiste una sola sede deputata ad emendare le leggi, ed è il Parlamento, sovrano della volontà del Popolo. Non ci sono né scorciatoie né altri percorsi diversi dall’iter costituzionale.
Poi, se a qualcuno non piace, ebbene, esiste il trattato di Schengen; può benissimo emigrare per altri lidi e rimanerci: non occorre neanche il passaporto, anzi non effettuano nemmeno i controlli e quindi può esportare capitali, tanto poi ci penserà Tremonti a farli rientrare.
Ritornando sulle esternazioni di Bossi, capisco la folcloristica scena mediatica dell’ampolla, del diniego di Bossi junior di non riconoscere il Tricolore o di Zaia di non annettere l’inno di Mameli, ma un ministro dovrebbe parlare da ministro.
Se vuol fare dichiarazione in contrasto con la Carta Costituzionale, si dimetta e faccia attività specifica.
lunedì 13 febbraio 2012
237. Bisogna far qualcosa / These boots Rmade 4walking
...
Adriano Celentano
martedì 7 febbraio 2012
236. Lutto costrutto.
lunedì 30 gennaio 2012
235. Carne Veloce alla Crucca (ricetta)
domenica 29 gennaio 2012
234. Lupus et Gruis / il Lupo e la Gru
martedì 17 gennaio 2012
233. La morale della Hack: brava!!
232. Compendio mediorientale da http://www.uaar.it/
venerdì 13 gennaio 2012
231. Se un boy ama una Litizzetto...
martedì 10 gennaio 2012
230. Solidarietà a Ovadia e Gomel !!!
giovedì 29 dicembre 2011
229. Un filo d'Arianna per la Dviri (estratto)
mercoledì 28 dicembre 2011
228. Gnocchi di zucca della Enza
martedì 29 novembre 2011
227. COMPENDIO DELL’ADDIO A LUCIO MAGRI, L’UOMO A SINISTRA DELLA SINISTRA
venerdì 25 novembre 2011
226. Zuppa nel pesce - di cavolo nero e razza
300 gr di cavolo nero già mondato / 300 gr di ali di razza / 300 gr di patate / Olio extra vergine di oliva di primissima qualità e possibilmente nuovo / Pepe / Sale / Pane raffermo o crostini / cipolla / 8 pomodorini ciliegini e 2 spicchi d’aglio.
Monda e sciacqua il pesce. Taglia il cavolo nero a pezzi non troppo piccoli. Sbuccia le patate e tagliale a pezzi grossi. Il cavolo va lessato, o fritto in pochissimo olio, con 2 spicchi d’aglio interi: una volta scurito e/o ammorbidito mettilo in almeno 1,5 litro d’acqua a bollore, con pesce, patate, cipolla sottilissima e pomodorini. Salare il tutto. Una volta a cottura completa le patate, il piatto è pronto. Aglio, pomodorini e cipolla sono facoltativi.
Disponi il pane sul fondo del piatto e bàgnalo col liquido di cottura della zuppa, poi aggiungi il cavolo e per ultimo il pesce.e le patate. Màcina il pepe nero direttamente sui singoli piatti e condisci abbondantemente con l’olio.
martedì 22 novembre 2011
225. Il lupo malato
LUPPO, CHE OCCI GRANDI CHE TI G'HA...!E il Lupo: PRòVAGHE Tì A CAGAR Tò NONA!
lunedì 21 novembre 2011
224. Besciamella greca
LATTE (anche di soia o brodo vegetale) 500 CC
FARINA (anche integrale) 50 GR
OLIO 20/40 GR
FORMAGGIO GRATTATO (grana, pecorino o gruviera 25/50 GR)
SALE, PEPE, NOCEMOSCATA (o droga mista Saporita)
1 UOVO INTERO DA AGGIUNGERE A SALSA TIEPIDA O FREDDA
223. "Il Tao di Passalacqua" di Alessandra Daniele
La sguaiata arroganza, l'ignoranza ridicola, l'incessante sequela di pu77anate sono ciò che ha reso il Circo Berlusconi così impresentabile e inaffidabile agli occhi dei suoi referenti nazionali e internazionali, che hanno finito per liberarsene come di una ciabatta che ha pestato una m3rda.
In diretta Tv le lagnanze della Marcegaglia, le litanie della CEI, le ca22iate della BCE, gli sghignazzi di Merkel e Sarkozy, Obama schifato: quel Circo ha perso la piazza. Troppo rumore, troppi giocolieri cialtroni, troppe bestie puzzolenti, troppo spu77anamento: tempo di sbaraccare.
Secondo il Tao dell'Acqua di Lao Tzu, il modo più efficace per dominare qualcuno è fargli credere di volerlo servire: l'acqua senza forma scorre fluida adattandosi agli argini, che la plasmano e apparentemente la controllano ma ogni alluvionato tragicamente sperimenta che ''il fiume è il vero padrone della valle che attraversa''.
Dopo i domatori, di nuovo i servitori dello Stato: ''tecnici'' senza volto che apparentemente si adattano alle necessità del paese, e scorrono quieti negli argini costituzionali, con appena un tenue sciabordio.
Dopo un ventennio di strepito suino, tanto decoroso silenzio è stato accolto da milioni di italiani con un comprensibile, stordito sollievo, che li ha portati ad accontentarsi d'una Liberazione solo acustica, da un Berlusconi sollevato dall'incarico non per i piedi, ma soltanto scansato, allontanato dalla ribalta, ancora libero di usare il proprio patrimonio mediatico-finanziario ancora intatto per dare del borseggiatore allo stesso governo che in parlamento deve sostenere.
L'attuale gestione infatti ha assimilato la precedente. L'esecutivo Monti è un monocolore la cui maggioranza comprende tutto il parlamento, da Berlusconi a Di Pietro, tranne finora la Lega. È un vasto fiume che già ha inghiottito gli opposti più inconciliabili della storia d'Italia, fino ad assimilarli, riconducendoli a una matrice comune.
È il vero padrone della valle. E da padrone si comporterà.
riassunto da www.megachipdue.info / carmillaonline.com
222. Delphinus et pisciculus / Il delfino e il pesciolino
Un delfino stava inseguendo un pesciolino, che per sfuggirgli si riparò nella scogliera. E il delfino, a quel punto, per acchiapparlo, lo assaltò così violentemente da arenarsi e morirne là fuori. Quando il pesciolino lo vide se ne consolò un pochino e, mezzo morto, si disse: "La mia morte stessa mi pare più dolce ora che davanti agli occhi ho già il cadavere di chi l'avrà causata."
221. zucca al forno alla barese
1 kg polpa di zucca napoletana / 10 pomodorini pachino
/un cucchiaio di foglie di prezzemolo o un cucchiaino di aromi misti secchi
/ 400 trita scelta di manzo / 100 g grana o pecorino grattato / sale pepe olio
Nella pirofila unta d'olio metti la zucca tagliata a fettine abbastanza sottili, la trita a fiocchi, i pomodori a spicchi, formaggio, sale, pepe, e aromi e ricominciare a strati e finisci con un filo d'olio e una tazzina d'acqua.
Cuoci in forno preriscaldato a 200 gradi per 30/40 minuti.
venerdì 18 novembre 2011
220. Evviva le differenze?
domenica 13 novembre 2011
219. GLI ALTARINI DI MARIO MONTI
venerdì 4 novembre 2011
218. Vulpes et Corvus / La volpe e il Corvo.
217. Vulpecula et Ciconia / La Volpe e la Cicogna
(traduzione da Fedro di W.S.)
venerdì 28 ottobre 2011
216. Porta Marengo e Porta Manzoni a Milano.
Della cinta muraria medievale di Milano edificata a partire dal 1171 lungo l’antica cerchia dei Navigli dopo la distruzione della città da parte del Barbarossa nel 1162 sopravvivono bellissimi monumenti, che ne erano parti integranti.
L’arcone doppio di Porta Manzoni, cioè la Porta Nuova medievale, in fondo a via Manzoni e su Piazza Cavour: monumento eclettico in pietra e marmo bianco del 1171 tra il barbàrico e il carolingio, coi 2 piccoli portici laterali, un tempo torri. Imprigionata qui da suo padre, Bernarda Visconti vi fu lasciata morir di fame per “disobbedienza sentimentale”. D’epoca romana sono le lapidi sul lato di via Manzoni mentre dalla parte di piazza Cavour spicca il bel tabernacolo marmoreo con Madonna, Bambino, Santi Ambrogio, Gervasio e Protasio, aggiunto tra il 1330 e il 1340. L’ultima ristrutturazione dell’inizio del xx secolo fu per adeguarla alla viabilità “moderna”.
Porta Marengo, cioè la Porta Ticinese medievale, è considerata molto singolare. Sorta nel 1171 all’imbocco di corso di Porta Ticinese che incrocia via Molino delle Armi, venne ristrutturata dopo 150 anni da Azzone Visconti e fu teatro di torbide congiure intestine, proprio dei Visconti. La grande arcata centrale è stretta lateralmente da 2 torri di altezze diverse in cui furono aperte le 2 arcate ad ogiva nel 1861, durante i lavori di Camillo Boito che le diedero l’aspetto attuale: carrabile al centro e pedonale ai lati. Costruita in laterizi e pietra, sfoggia sul suo lato esterno il pregevole tabernacolo con Madonna con Bambino e Sant'Ambrogio "che offre il modello della città".
giovedì 27 ottobre 2011
215. Il crocicchio di Sant'Ambrogio a Milano
Il Castello Cova, del 1915, è un palazzo all'angolo tra via Carducci e via SanVittore che non passa inosservato, progetto eccentrico di Adolfo Coppedé, per l’aspetto fortemente medievale dato dalle merlature guelfe, dalle balconate massicce e dai veroni: pezzo forte è la caratteristica torre in stile. Furono evitate decorazioni eccessive: solo pietra bianca e grossi mattoni di cotto. Eclettismo e asimmetrie ne accentuano il fascino: la loggia coperta, il bugnato per un solo piano, le finestre di varia taglia e forma danno monumentalità a quest’edificio posto tra 2 strade di una zona dove l’architettura revivalista è molto presente. All’aggetto della sua loggia coperta si ispireranno negli anni ’50 i progettisti della Torre Velasca, grattacielo sempre di Milano, per quella famosa e caratteristica svasatura, su una struttura neoliberty di cemento armato a vista.
All’angolo opposto dello stesso incrocio c’è la Pusterla di Sant'Ambrogio eretta da Gino Chierici nel 1939 ad imitazione di un'antica porta difensiva della città. Per le 2 torri e l'ingresso a doppio fòrnice fu impiegato laterizio originale dell'antica cinta muraria del 1171. Il portale, in mattoni su una base di serizzo, coi 2 fòrnici a sesto acuto accennato, è affiancato dalle 2 torri. E sopra il portale c’è, proveniente dall’antico Ospedale di sant'Ambrogio, il bel tabernacolo di marmo coi 3 santi Ambrogio, Gervasio e Protasio, risalente al XIV secolo. Prima d'oltrepassare la Porta in direzione del sagrato di Sant’Ambrogio, c’è sulla destra un piccolo fossato che, unitamente a quello profondo che si apre a sinistra una volta passati gli archi, accentua l’atmosfera medievale, assolutamente in carattere con le costruzioni prospicienti, contorno della bellissima Basilica romanica intitolata al Patrono di Milano.
venerdì 21 ottobre 2011
214. Blackblock
Blackblock, scritto così in molti paesi occidentali, non è un’organizzazione precisa bensì una tattica di guerriglia urbana mirata al dissenso verso uno stato di polizia repressivo, che s’accompagna a una generica critica sociale di stampo anarchico. L’originale Schwarzer Block venne infatti utilizzato per la prima volta dalla polizia tedesca nei primi anni ’80 per identificare gli Autonomen della sinistra extraparlamentare che, nelle manifestazioni contro il “nucleare” e a favore della Baader-Meinhof, vestivano abiti, maschere e caschi neri proprio per mostrarsi come massa compatta e per proteggersi fisicamente ed evitare l’identificazione da parte di polizia e autorità: l’effetto di apparire numericamente superiori catturava pure solidarietà e aiuto di altri gruppi omogenei all'interno dei cortei.
Venne ripreso e tradotto in inglese come Black Bloc: black sta per schwarz, nero mentre bloc senza kappa finale significa embargo, censura, settore, area, blocco, squadrone. Ci fu nelle manifestazioni in U.S.A. contro il Pentagono nell’88 e contro la Prima Guerra del Golfo del ’91. E poi a Praga e a Seattle nel ’99 e nel 2001 al G8 di Genova. A Quebec nel 2007 al vertice delle Americhe un Black Bloc distrusse con catapulte le reti metalliche che proteggevano quel vertice. C’era anche nel giugno 2011 a Goeteborg contro il Consiglio Europeo in corso. Si sono anche riscontrati casi, finora a Genova e a Quebec, in cui le stesse forze dell'ordine si sono infiltrate tra i blackblocker.
Ad inscenare un blackblock per un determinato avvenimento c'è di solito un piccolo gruppo iniziale che s'organizza per coordinare l'inizio dell'azione, cui altri soggetti si uniscono poi spontaneamente per il desiderio di protestare più attivamente e incisivamente.
Le azioni che caratterizzano un blackblock sono la marcia compatta come effetto visivo, la ricerca dello scontro diretto con le forze dell'ordine, le barricate, il vandalismo sistematico e simbolico, il non-rispetto dei percorsi imposti, resistenza all’arresto proprio e altrui: l’oggetto delle distruzioni programmate sono le istituzioni, le banche, la videosorveglianza e le attività in franchising delle multinazionali, compresi i distributori di benzina.
wikipedia.org - mlcastle.net - infoshop.org - it.bab.la
giovedì 20 ottobre 2011
213. Piazza Mercanti a Milano
martedì 18 ottobre 2011
212. San Sebastiano a Milano.
Si trova in via Torino lungo il marciapiede opposto a quello di San Satiro. Il corpo cilindrico di questo stranissimo "civico tempio votivo" suggerisce un battistero monumentale di carattere anche neo-classico, dotato di balaustra superiore esterna, ma non è possibile ammirarlo in una prospettiva di ampio respiro, stretto com'è tra la strada e altri edifici, lì incuneato da sempre: la sua singolare imponenza non interrompe con sagrato o piazza il corso stradale.
L’interno, completamente affrescato, risulta spiazzante visto che il volume cilindrico corrisponde a una pianta rigorosamente centrale, ispirata a quella del Pantheon di Roma, con uno spazio dove nessuno degli altari sarebbe normalmente individuabile come quello maggiore. A una ristrutturazione della cupola corrispose pure la creazione di una cripta.
Fondato su un Voto del 1576 per la fine della peste fatto dalla cittadinanza, su progetto mai completato del Tibaldi, venne modificato da Bassi e Mangone: ospita opere lombarde tra il '700 e il '900. Ora è più santuario che chiesa vera e propria e resta proprietà comunale.
giovedì 6 ottobre 2011
211. De cicada et formica / La Cicala e la Formica
domenica 28 agosto 2011
210. Vulpes et uva / La volpe e l'uva
venerdì 26 agosto 2011
209. 26 aprile 2001: www.independent.co.uk
(compendio e traduzione dall'inglese)
sabato 20 agosto 2011
208. lupus et agnus / il lupo e l'agnello
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi: superior stabat lupus, longeque inferior agnus. Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit: "Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?" Laniger contra timens: "Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor." Repulsus ille veritatis viribus: "Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi". Respondit agnus: "Equidem natus non eram!" "Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!" Atque ita correptum lacerat iniusta nece. Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.
Capitò che un lupo e un agnello, assetati, si abbeverassero allo stesso torrente: a monte il lupo, un bel po’ più a valle l’agnello. Il predatore, mai sazio, s’inventò così un motivo di litigio: “perché mentre bevo m’intorbidisci l’acqua?” L’altro, timido e lanuto, ribattè: “mi chiedo come questo sia possibile, lupo: l’acqua scorre da te a me!” E quello, sbugiardato dall’evidenza, aggiunse: “6 mesi fa m’hai calunniato!”. E l’agnello di nuovo: ” veramente non ero ancora nato” e gli venne risposto: “accidenti, allora è stato tuo padre!!” e, afferrato, venne sùbito e ingiustamente sbranato. Questa favola insegna che c'è chi s’inventa fandonie per aver ragione pure su chi è innocente!
(traduzione da Fedro di W.S.)
domenica 10 luglio 2011
207. cotizza (merenda lariana per 4)
mercoledì 25 maggio 2011
206. Una poesia vera e una vera vergogna....
Stralcio dal "Giornale"
Quei cattolici rossi pronti a farsi fregare!
Laudato sii, o mio Pisapia. I fraticelli del convento rosibindi&C hanno scritto il loro Cantico delle creature rifondarole. E si sono alla fine schierati apertamente a fianco del candidato della sinistra estrema, quello che da sempre sostiene unioni gay, aborto ed eutanasia. I valori cristiani possono aspettare, l’antiberlusconismo, evidentemente, no: pur di dare una botta al Cavaliere, i cattolici Dio&bandiera rossa non esitano a dare una botta anche ai precetti del catechismo. Uccidere? Ma sì, dai, un po’ si può. Purché muoia anche la giunta Moratti. Del resto se Parigi vale una messa, il Comune di Milano non varrà almeno una confessione? La tentazione era già nell’aria. Lo ricorderete. Nel sabato preelettorale la diocesi di Milano aveva pensato bene di lanciare un richiamo alla città, secondo il noto Vangelo di Repubblica: andate e predicate il rispetto del silenzio elettorale. Il quotidiano debenedettiano temeva un discorso di Berlusconi alla festa del Milan, il vicario episcopale ritenne di dover intervenire, suscitando qualche perplessità: il rispetto del voto amministrativo è un tema importante, per carità. Ma davvero è prioritario per la Chiesa? Davvero nostro Signore si preoccupava dei regolamenti del seggio più che della salvezza delle anime? Davvero, più che buoni pastori, chiedeva di essere buoni scrutatori? Da qualche tempo sul sagratodel Duomo si ha l’impressione che possa succedere di tutto: bivacchi di musulmani, preghiere alla Mecca, consacrazioni islamiche. Purché non parli Berlusconi alla festa del Milan, si capisce.Quello è un vero peccato. Ieri un gruppo di cattolici di sinistra, tutti molto vicini alla Curia, ha scelto di uscire allo scoperto. Da Mariapia Garavaglia (indimenticata ministro della Sanità Dc) a Lino Duilio, da Franco Monaco a Patrizia Toia, tutto l’establishment dei compagnucci di Dio si è apertamente schierato al fianco di Pisapia perché dicono «è l’unico in grado di garantire il rispetto delle diverse culture». Per non farsi mancare niente, da Roma, monsignor Domenico Mogavero, responsabile Cei per gli affari giuridici, ha tenuto a far sapere che, in vista del ballottaggio di Milano, non «c’è nessun pericolo-islamizzazione» (tradotto: i cattolici possono appoggiare Pisapia e i suoi progetti di moschea).