martedì 28 febbraio 2012

244. "Eroe No-Tav? No, un cretinetti!"

compendio da Sallusti su "il Giornale" 28.02.2012
Luca Abbà ha fatto il bullo ed è caduto da un traliccio dell'alta tensione in val Susa. Folgorato da una scossa, ora è in coma. Ma per gli antagonisti è già un eroe. Si era arrampicato per protesta. Morale: fratture e ustioni in tutto il corpo più un coro di solidarietà dei novelli rivoluzionari al quale onestamente non ci sentiamo di aderire. Non è un eroe, è uno che mette in pratica cose cretine ed illegali. Nel caso c'è pure l'aggravante dell'età, 37 anni, che rende il tutto pure patetico. Abbà è vittima di se stesso ma non l'unico responsabile della sua autodistruzione. A soffiare sul fuoco della protesta il lungo elenco di cattivi maestri, intellettuali, ex comici, politici con e senza orecchino che giocano con le parole e ora, senza nulla rischiare, pure con la vita degli altri.

domenica 26 febbraio 2012

243. Mills: per S.B. prescrizione, non assoluzione vera!

Di Pietro (Idv): "L'ha scampata anche stavolta"
"Ancora una volta la prescrizione salva S.B. dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione", conclude.

venerdì 24 febbraio 2012

242. Bufala in rete su Messa allucinogena.

Interviene l'Arcidiocesi di Campobasso per dire che la Chiesa del Santo Spirito non esiste, e lo stesso Vescovo ha tacciato il sito di "un chiaro attacco verso la Chiesa Cattolica".compendio da una bufala di www.abruzzo24ore.it

Al di là delle prese di posizione esiste, però, un problema serio nell'informazione web: l'attendibilità della notizia.

Normale messa domenicale in una qualsiasi parrocchia e poi all'improvviso il caos: questo è quanto è accaduto domenica 19 febbraio nella chiesa del SantoSpirito di Campobasso.
Era tutto come in mille altre funzioni, ma al momento dell'eucarestia tutti i presenti, dopo aver ingerito le ostie, si sono letteralmente scatenati.
C'era chi sosteneva di vedere il proprio santo prediletto, chi in balia di visioni infernali abbracciava il crocifisso, chi rubava il calice del vino al prete, che s'è addirittura visto costretto a nascondersi in confessionale per 2 vecchine che lo prendevano a borsettate dandogli del demonio. Lo stesso celebrante, approfittando della bolgia è riuscito poi, dalla sagrestia, a chiamare le forze dell'ordine che sono riuscite a sgomberare l'edificio, nonostante la guerriglia dei fedeli, convinti che i poliziotti fossero "cavalieri dell'apocalisse".
La polizia scientifica ha poi spiegato quel comportamento collettivo con l'ergotismo, intossicazione alimentare acuta data da farine di cereali contenenti gli sclerozi della segale cornuta, il principio di base dell'LSD.
Infatti la farina usata per quelle ostie doveva essere infetta e allucinogena: l'effetto di questa droga sopravviene in meno di un minuto, quando assunta in quella forma.

martedì 21 febbraio 2012

241. Brillante sentenza anche secondo Gabriella!!

compendio da Linda Chiaromonte su IlManifesto 19.2.12
E’ un successo importante la sentenza del 13 febbraio del tribunale di Reggio Emilia, dopo la 138 del 2011 della Corte Costituzionale che ha riconosciuto alle coppie dello stesso sesso il diritto di vivere liberamente come coppia col diritto all'unità della famiglia. E’ stato accolto il ricorso sostenuto dall'associazione radicale Certi Diritti e presentato da Giulia Perin, dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), per una coppia omosessuale sposata in Spagna, al diniego della questura della città emiliana al ricongiungimento familiare e al permesso di soggiorno per il compagno di origini uruguayane. Si è fatta leva sull'applicazione della norma per la libera circolazione dei cittadini in Europa, valida anche per i familiari dei comunitari. È la prima volta in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che viene riconosciuto il diritto a 2 persone dello stesso sesso di vivere insieme in un paese senza riconoscimento del loro matrimonio spagnolo. Lo straniero, considerato familiare, potrà vivere a ReggioEmilia col suo compagno, senza rischiare il rimpatrio. «È il primo tassello di una battaglia che ha l'obiettivo di spingere il governo a legiferare sulle unioni civili e in generale sul diritto di famiglia compiendo una riforma complessiva - dice Gabriella Friso, da 10 anni responsabile dell'ufficio Diritti dell'associazione Les Cultures di Lecco e dal 2010 nel direttivo di Certi Diritti -. Questa sentenza apre un dibattito per l'Italia, fanalino di coda in Europa». L'Ue si è data delle normative valide per tutti gli stati, fra cui la libera circolazione dei cittadini. Altre sono di appannaggio di ogni singolo stato, come il diritto di famiglia. La linea non è stata quella della richiesta di riconoscimento del matrimonio, che avrebbe incontrato sicura bocciatura oltre ad essere materia governativa, ma del diritto di libera circolazione e della discriminazione verso lo straniero per il rifiuto del permesso di soggiorno. Considerare un familiare il coniuge, pur nell'assenza del riconoscimento dell'istituto del matrimonio spagnolo, ha portato all’accoglimento. E’ una causa-pilota su materia ancora inesplorata. Gabriella Friso è convinta sia necessario far emergere contraddizioni e discriminazioni risultato delle unioni civili non riconosciute fra persone dello stesso sesso: «Per lo Stato riconoscere il compagno come familiare significa dare un duro colpo all'omofobia e iniziare un cammino sul lungo percorso del cambio di cultura. Ora si aprono le porte a una serie di iniziative volte a consolidare questo brillante risultato».

lunedì 20 febbraio 2012

240. GrandeMistero

di Davide VanDeSfroos - Sanremo 2012

Continuerà a domandarlo il merlo picchiando la grondaia
Col becco sfoderato che è l’unica sua spada
Notte, notte, perché ci abbracci tutti?
E sembra che alla fine poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti tra i fiori calpestati
Onda, onda, perché riporti tutto?
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto con curve che non sai
Buio, buio, perché mi hai quasi preso?
Ma appena io mi arrendo tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi e fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio sopra il vecchio cancello
Vento, vento, ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri e poi li ruberai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…

mercoledì 15 febbraio 2012

239. "Ho fatto un altro sogno"

Martedì 14 Febbraio 2012
Sognavo una Polizia diversa di come poi l'ho conosciuta negli ultimi anni. Tentai, insieme ad altri, di cambiarla aderendo al “movimento” che costituimmo in gran segreto. Poi, quando ottenemmo la smilitarizzazione, formammo il Sindacato e assunsi anche incarichi dirigenziali. Ma, ahimè, in tutti questi anni di smilitarizzazione noto scarsi risultati nel cambiamento che noi tutti auspicavamo, ovvero avere una Polizia tra le gente e per la gente. Sognavamo un diverso approccio con i manifestanti, non utilizzando il manganello o essere meno “interventisti” su taluni impieghi decisamente opinabili e che di certo non erano quelli auspicati dal “movimento”.
Non avrei voluto vedere come lo scorso ottobre/dicembre gli scontri di Roma, ove un nutrito gruppetto di black bloc, mise a ferro a fuoco le vie della Capitale. E, come spesso accade, nessuno si assunse la responsabilità dei gravi fatti, mentre era dovere del Ministro dell'Interno assicurare la libertà di manifestare pacificamente e non che Roma divenisse campo di battaglia. I black bloc, andavano fermati in tempo, attraverso l'opera di prevenzione, che nei fatti di Roma è mancata. Forse, è stato sottovaluto il pericolo o peggio “distrattamente” voluto che tutto ciò accadesse.
No! Non era questa la Polizia che sognavo e la mia, la nostra visione del poliziotto era un'altra: assicurare a tutti la libertà di manifestare pacificamente. Interloquire con maestranze, studenti e manifestanti, per concordare all'unisono un piano di svolgimento pacifico delle manifestazione e perché no! Insieme a loro ricercare ed espellere dalle manifestazioni i promotori di violenza.
No! Non volevo vedere gli scontri di Roma che, mi hanno riportato nei miei primi anni di poliziotto, quando in più occasioni fui coinvolto negli scontri tra operai della Fiat a Torino e poi coi portuali di Genova: quanti cubetti di porfido mi lanciarono addosso o gli sputi in faccia, per non parlare di Genova ove alcuni miei colleghi, furono letteralmente arpionati e gettati nella fontana nella piazza di Genova.
Avevo da poco compiuto vent'anni e proprio da quegli scontri, nacque in me la necessità di aver un diverso rapporto con gli scioperanti, talchè nonostante gli scontri, io stavo dalla parte degli operai.
Poi, quando divenni adulto ed ecco la prospettiva di formare un “movimento” per cambiare dall'interno la forma mentis di tanti. All'inizio, noi del movimento fummo, schedati, pedinati e qualcuno pagò duramente per il profuso impegno. Ma, quando Cossiga ci diede la libertà di poter esprimere i nostri ideali, cominciammo a fare “comizi” e confronti all'interno delle fabbriche e nelle scuole. Portammo, finalmente la Polizia tra la gente. In un'assemblea di fabbrica, ricordo l'acredine e diffidenza che un operaio aveva espresso verso di me che stavo parlando: riuscii alla fine, dopo uno scambio di opinione a convenire sul cambiamento reciproco. Noi riuscii, invece, a convincere un senatore della DC, che dissenziente, abbandonò per protesta la sala Consiliare del Comune ove mi cimentavo come oratore.
Non era questa la Polizia che sognavo; mai avrei immaginato di assistere alla destituzione dalla Polizia di Stato, di un funzionario di Polizia per motivi che esulano il servizio. L'averlo destituito non ha giovato all'immagine stessa della Polizia, soprattutto per le motivazione addotte: ritengo sia stato un grave errore. Sto parlando di Gioacchino Genchi, espulso dalla Polizia di Stato, per volere di un uomo politico, ovvero Silvio Berlusconi, risentito da una presunta offesa rivolta alla sua persona. Le motivazioni della destituzione sono davvero risibili: "Ha continuato pervicacemente, con ostentata pertinacia (...) a porre in essere un comportamento fortemente scorretto in assoluto contrasto con i doveri che ogni appartenente all'amministrazione della polizia di Stato solennemente assume con il giuramento all'atto della nomina". Così recita il provvedimento di destituzione: "Ha fatto delle dichiarazioni dal contenuto gravemente lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato, arrecando in tal modo disdoro all'immagine e all'onore dell'amministrazione di appartenenza".
Su questa presunta offesa ci sarebbe molto da disquisire, se si pensa a tutte le offese poste in essere dal citato uomo politico e rivolte ai Magistrati, con l'assordante silenzio degli uomini delle Istituzioni che sarebbero dovuti intervenire. O se vogliamo ricordare alcuni appartenenti alla Polizia di Stato che con condanne passate ingiudicate, hanno arrecato disdoro all'immagine della Polizia.
Comunque auspico, un rapporto proficuo intenso e collaborativo tra Polizia e organizzazioni studentesche e mondo del lavoro, affinchè tutti possano manifestare in libertà e senza violenze.
In buona sostanza una Polizia al servizio del cittadino!
di Pippo Giordano
Movimento Agende Rosse - http://www.19luglio1992.com/

martedì 14 febbraio 2012

238. "Un-ministro-dovrebbe-parlare-da-ministro" da blogsicilia.it

di Pippo Giordano 23 giugno 2010 -
“Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste. Non c’è uno Stato padano, ma la Padania esiste“.
Questa è l’ultima eclatante sortita del Senatur della Lega Nord, Umberto Bossi.
Due sole domande spontanee, secche e dirette all’Onorevole:
E gli altri 50 milioni 367 mila di Italiani, quel giorno che lei deciderà, insieme alle sue truppe pontidiane, di battersi per la Padania, dove andranno al mare o in montagna?
O forse rimarranno a giocare a tressette o a scala quaranta, oppure a guardare la televisione italiana oramai imbavagliata da una legge sulle intercettazioni, che potrebbe essere presto emendata?
Oh! come siamo ridotti: siamo alla frutta! Se un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà sulla Carta Costituzionale, fa delle affermazioni del genere, ditemi voi cosa ci riserva il futuro.
In linea di principio, sono d’accordo che la nostra Repubblica possa essere riformata in senso federalista, ma la sua riforma deve avvenire con gli strumenti messi a disposizione della collaudata democraticità del Popolo italiano.
E giova qui ricordare che sussulti golpisti di “delorenziana” memoria e progetti piduisti sono stati rintuzzati in quell’antro buio, del quale il dotto Dante ha descritto egregiamente.
È perfettamente inutile lagnarsi ogni giorno che nel nostro Paese non ci siano garanzie Costituzionali: le continue esternazioni d’impotenza avviluppano la mente e non fanno vedere al di là del proprio naso.
Ma, affinché in Italia possa avvenire la riforma della Carta Costituzionale, occorre seguire specifici percorsi normativi già esistenti.
E sarebbe inutile specificarlo, ma poiché sembra che qualcuno, facendo lo gnorri, se ne dimentica, in Italia esiste una sola sede deputata ad emendare le leggi, ed è il Parlamento, sovrano della volontà del Popolo. Non ci sono né scorciatoie né altri percorsi diversi dall’iter costituzionale.
Poi, se a qualcuno non piace, ebbene, esiste il trattato di Schengen; può benissimo emigrare per altri lidi e rimanerci: non occorre neanche il passaporto, anzi non effettuano nemmeno i controlli e quindi può esportare capitali, tanto poi ci penserà Tremonti a farli rientrare.
Ritornando sulle esternazioni di Bossi, capisco la folcloristica scena mediatica dell’ampolla, del diniego di Bossi junior di non riconoscere il Tricolore o di Zaia di non annettere l’inno di Mameli, ma un ministro dovrebbe parlare da ministro.
Se vuol fare dichiarazione in contrasto con la Carta Costituzionale, si dimetta e faccia attività specifica.





lunedì 13 febbraio 2012

237. Bisogna far qualcosa / These boots Rmade 4walking

Se io potessi farei qualcosa in più
ma qualcosa che dico io
una pastiglia da far prendere alla gente
che fa renda tutta quanta sorridente
Eh… bisogna far qualcosa
perche non si può più
guardali tutti li con quelle facce sempre giù
/
L’autostrada che va verso il mare
ma quale mare e una raffineria
si va via solo per ritornare
con addosso qualche nuova malattia
Bisogna far qualcosa
perché così non va
non ci si vive più
con quelle facce sempre giù
/
Son vent’anni ma io lo canto ancora
non e protesta ma verità
E lui l’aveva detto state attenti
l’ha detto quasi due millenni fa…eh!…
Bisogna far qualcosa
ma che canzone è
e sto cantando io
e non cantare insieme a me!
...
Adriano Celentano

martedì 7 febbraio 2012

236. Lutto costrutto.

Due parole per quattro zampe.
Giorni fa uno dei cani di casa ci ha lasciato. Lola. Chi ha cani e gatti o li ha avuti sa di cosa parlo quando uso la parola dolore nel caso della morte di un animale di casa. Sono nostri compagni di vita, sono amici veri, gli si vuole bene, un bene ricambiato in una forma non umana ma per certi versi anche più che umana, più incondizionata, più pura.
Queste parole le scrivo per lei, d’accordo con mia moglie e mia figlia che mi hanno spinto a farlo, anche se a molti potrà sembrare una cosa da poco. La Lola l’avevamo presa al canile di Ossaia, qui a due passi da Cortona, dove, come in tutti i canili, è pieno di animali pronti a far felice qualcuno. E’ stata con noi qualche anno prima che morisse e sono stati anni bellissimi, per lei che non perdeva occasione di dimostrarcelo, e per noi che ci metteva un sacco di allegria col suo carattere e le sue abitudini da “trovatella” che non aveva mai abbandonato anche se viveva viziata come una regina. I nostri cani li abbiamo sempre presi al canile oppure da qualcuno che li aveva trovati abbandonati da qualche parte.
Vengo al punto: se volete prendere un cane prendetelo al canile, ve ne sarà grato per tutta la vita e scoprirete una forma di felicità e di rapporto tra esseri viventi che vi insegnerà delle cose importanti, garantito. Non andate a comprare un cane a meno che non abbiate della ragione molto valide per farlo, invece valutate bene l’idea di salvarne uno da un canile, di portarlo a casa, di stringere con lui quel patto tra essere umano e animale che è tra le esperienze più belle della vita(molti sanno di cosa parlo). Un cane non è un vestito, che si compra alla boutique e si indossa davanti allo specchio o per far bella figura, è un essere vivente e negli esseri viventi il concetto di razza e di pedigree è una cosa sorpassata, nel 2012. I cani sono tutti unici. In qualsiasi città voi viviate di sicuro c’è un canile dove si raccolgono i trovatelli, i cani smarriti, abbandonati, rifiutati, scappati, allora se avete intenzione di prendere un cane con voi valutate questa possibilità, fateci un giro, è una bella cosa.
Ciao Lola e grazie amica mia.
Lorenzo Jovanotti Cherubini. (da Facebook)

lunedì 30 gennaio 2012

235. Carne Veloce alla Crucca (ricetta)

Fettine Crucche di Donatella

fettine (2 o 3 a testa di lonza, o pollo, o manzo, o tacchino) o costolette con osso (1 a testa) - cetriolini sott'aceto / quantità a gusto – salsa worcestershire o di soia - marsala secco ( o sake, o vino bianco, o vino rosso) – farina integrale – sale/pepe/olio
Se usi la costoletta battila leggermente vicino all'osso. Trita i cetriolini, che caratterizzano irrinunciabilmente questa ricetta. Infarina leggermente la carne e falla rosolare fino a metà cottura a fuoco appena allegro in una padella ampia.
Sala, pepa e aggiungi l’alcol prescelto e fa’ sfumare senza coperchio ma non completamente.
A questo punto aggiungi i cetriolini tritati e qualche spruzzata di salsa worcestershire o di soia.
Rigira la carne un paio di volte, copri e lascia addensare il sughetto ancora un po’.
Servi con contorno di patate arrosto o purea, oppure anche su fettine di pane tostate, e buon appetito!

domenica 29 gennaio 2012

234. Lupus et Gruis / il Lupo e la Gru

Qui pretium meriti ab improbis desiderat, bis peccat. Primum quoniam indignos adiuvat, impune abire deinde quia iam non potest.
Os devoratum fauce cum haereret lupi, magno dolore victus coepit singulos Illicere pretio, ut illud extraherent malum. Tandem persuasa est iure iurando gruis, gulaeque credens colli longitudinem, periculosam fecit medicinam lupo. Pro quo cum pactum flagitaret praemium: “Ingrata es” inquit “ore quae e nostro caput incolume abstuleris et mercedem postules”.
Se t’aspetti una ricompensa da un malvagio, fai 2 sbagli: il primo è soccorrere un malfattore e il secondo è aspettarti che ciò finisca senza conseguenze.
Al Lupo s’era ficcato un osso in gola mentre mangiava e, vinto dal gran dolore, cominciò a promettere ai vari animali un compenso per farsi estrarre quell'osso malefico. Alla fine, davanti al giuramento fatto e contando sulla lunghezza del proprio collo, la Gru si convinse ad eseguire sul Lupo quell’operazione rischiosa. Dopodiché, quando chiese il premio pattuito, si sentì rispondere: “Sei un’ingrata a pretendere una gratifica, dopo che hai salvato anche il becco dalle mie fauci!”   
(traduzione da Fedro di W.S.)      

martedì 17 gennaio 2012

233. La morale della Hack: brava!!

“Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l'etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell'aldilà. Senza leggi etiche ci sarebbe il branco e non la società”
“Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in paradiso”
Margherita Hack

232. Compendio mediorientale da http://www.uaar.it/

16 gennaio 2012: nuovi scontri a Gerusalemme e Beit-Shemesh per le ire degli ultra-ortodossi haredyim dopo gli arresti di 2 loro leader accusati di riciclaggio di denaro, frode fiscale e sulle donazioni per decine di milioni di shekel, arresti da loro ritenuti l'ennesima persecuzione nei loro confronti per cui hanno manifestato in divisa da deportati nei lager. Tutto era culminato nell'aggressione ad una bambina mentre andava a scuola con un abbigliamento "non consono" per un gruppo di haredyim, successivamente aggrediti a loro volta. E i poliziotti, assieme a giornalisti che giravano servizi sulla bambina, sono stati aggrediti con lanci di pietre mentre provvedevano alla rimozione di un cartello stradale per la separazione di uomini e donne. E la presenza delle donne nell’esercito acuisce i contrasti tra laici e ultra-ortodossi, che non presenziano alle occasioni in cui le donne cantano, anche quando si tratta di commilitoni.
Al contrario in Iran il parlamento integralista attacca gli oppositori al Regime, di cui viene chiesta l'impiccagione, e bracca sempre come oppositori gli assassini di scienziati nucleari.  

venerdì 13 gennaio 2012

231. Se un boy ama una Litizzetto...

Continuiamo a indagare debolmente nel misterioso mondo dei boy e delle girl. La saggezza non è mai stata il mio forte, ma ho dato tanto per la ricerca, più di trenta ore... e poi mi intendo di p1rla. E allora ci provo. Uno dei difetti dell'essere umano che proprio non riesco a mandar giù è la pigrizia. La molle lentezza dell'accidia. E in fatto di indolenza, scusate se mi permetto, i maschi sanno essere dei fuoriclasse. Credo che la palma d'oro spetti a un exfidanzato della Molly che non si degnò mai di accompagnarla a casa perché non voleva spostare la macchina e rischiare di perdere il posteggio. Al limite la scortava in pullman... roba da manicomio criminale. Certo, meglio lui che gli uomini senza patente. Se tu, essere per tua natura denominato maschio, non hai la patente per qualche motivo fisico, ok. Non ho rimostranze. Ma se la tua è solo pigrizia allo stato puro o, peggio ancora, sei animato da false convinzioni ecologiche, che peste ti colga. Io li detesto quelli che dicono: «No, io la macchina non la prendo perché inquina». Ok. È cosa buona e giusta. Allora muoviti a piedi, in bici, sul tapis roulant, usa il monopattino, veleggia in aliante, prova a spostarti nell'aria come il mago Copperfield, ma non stracciare l'esistenza a me chiedendomi di venire a prenderti sotto casa, immenso p1rla che non sei altro! Fammi capire: per quale cavolo di motivo mai la mia auto non inquina e la tua sì? Tu sei pazzo, amico ciliegia, sei pazzo e pericoloso. Poi i pigri doc hanno un altro vizio difficile da estirpare: svernano in bagno. Come le talpe d'inverno nel loro cunicolo. Lì ci conservano collezioni complete di fumetti e numeri rarissimi di rotocalchi sportivi. Ci vorrebbe un'impresa di derattizzazione per stanarli. C'è comunque una prova inconfutabile per verificare l'entità della pigrizia del vostro lui. Il modo in cui fa pipì. Datemi retta. Spiatelo. Se fa la pipì da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto.
di L.Litizzetto su ti-amo-bastardo.blogspot.com

martedì 10 gennaio 2012

230. Solidarietà a Ovadia e Gomel !!!

Sul muro esterno della scuola ebraica di Roma ignoti (ma non troppo) energumeni hanno incollato un attacco volgare e intimidatorio contro due autorevoli esponenti dell’ebraismo italiano: “Ogni ebreo è nostro fratello, Moni Ovadia e Giorgio Gomel no”. Se l’avessero fatto persone estranee alla Comunità, si griderebbe compatti all’antisemitismo. Invece l’attacco minatorio è stato perpetrato per mano di altri ebrei, in dissenso con le posizioni di sinistra espresse da Moni Ovadia e Giorgio Gomel. Tanto basta perchè l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane taccia ipocritamente, manifestando viltà d’animo e falsa equidistanza. Me ne rammarico, e spero ci sia ancora tempo per rimediare. L’ebraismo italiano è sempre stato plurale, questa è la sua vera ricchezza. Chiunque non sia obnubilato dal fanatismo riconosce l’apporto culturale d’eccellenza recato dall’opera di Moni Ovadia a tutti noi. Dovrebbero essergliene grati anche coloro che non condividono le sue idee sulla politica israeliana o italiana. Una Comunità che tollera un simile trattamento delle sue minoranze interne, senza denunciarlo, non solo contravviene ai precetti fondamentali dell’ebraismo, ma manifesta un degrado di costumi preoccupante. Da parte mia, tutta la solidarietà e la condivisione a Moni Ovadia e Giorgio Gomel.

da http://www.gadlerner.it/ / 24 maggio 2011

giovedì 29 dicembre 2011

229. Un filo d'Arianna per la Dviri (estratto)

29 dicembre 2011
"Nei giorni scorsi, in Israele, in molti hanno protestato contro il fanatismo religioso e per mantenere il carattere liberale e democratico dello Stato. 
Aliaa Elmahdi, la blogger egiziana di arebelsdiary.blogspot.com, nuda sul web, viene coperta di insulti: come una sirena tentatrice la giovanissima mi ha fatto entrare nel suo mondo e in quello dei suoi compagni, dei giovani egiziani arrabbiati, ormai tutti come spariti dalle piazze egiziane dopo la vittoria dei fratelli musulmani e dei salafiti nel primo e secondo turno di elezioni parlamentari.
Ogni giorno torno alla pagina del suo blog per vedere se è ancora lì, se non l'hanno oscurata: da Facebook è sparita e dal 23 ottobre tace. Ma finché esiste mi sento più tranquilla: si definisce laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista, ha 20 anni e spiega alla CNN che gli adesivi gialli di alcune pose rappresentano "la censura sulla nostra conoscenza, la nostra espressione e la nostra sessualità", e sulla sua pagina che il suo è "un grido contro la società della violenza, del razzismo, della molestia sessuale e dell'ipocrisia", in un Egitto in cui si moltiplicano le donne coperte con il hijiab o il niqab nonché gli stupri e le molestie sessuali. 
E Or Tepler, israeliana, 28 anni, su Facebook ha fatto incontrare 40 ragazze israeliane che hanno posato nude per una foto di gruppo che reca in primo piano la scritta in arabo ed ebraico "sostegno ad Aliaa Elmahdi dalle sorelle israeliane": anche le sorelle israeliane hanno di che preoccuparsi da quando la loro bellezza, così libera e sfacciata a Tel Aviv, è sempre più rara a Gerusalemme, dove si può scegliere di viaggiare in bus "segregati", uomini davanti, donne e bambini dietro, e dove dai cartelloni pubblicitari sono sparite le donne per non "offendere la sensibilità" dei religiosi. Il conflitto tra il mondo religioso e quello laico è in atto. E poco importa quale sia la religione. 
Aliaa è ancora lì. E al blog si sono aggiunte foto, disegni e vignette di simpatizzanti dal mondo intero." 
compendio da manuela dviri / israel day by day

mercoledì 28 dicembre 2011

228. Gnocchi di zucca della Enza

Cannella 1 pizzico / Nocemoscata 1 pizzico / Farina 180 gr / Patate 350 gr / Pepe a piacere / Sale q.b. / Uovo 1 / Zucca in polpa 350 gr / Burro e salvia q.b. La Saporita può sostituire cannella e nocemoscata e il condimento può essere anche ghee.
Accendi il forno a 180°. 
Taglia la polpa di zucca a fette piuttosto grossolane, e per ammorbidirle, infòrnale per circa 20-25 minuti su una placca o teglia rivestita con carta-forno. Una volta cotta estraila dal forno e una volta tiepida passala al setaccio o al mulinetto. Nel frattempo avrai messo a lessare le patate con tutta la buccia in acqua salata: a cottura, scolale e sbucciale tiepide e poi passale come la zucca.
Aggiungi alle 2 puree riunite in una terrina la farina, l’uovo, la cannella, la noce moscata, il sale e il pepe. Impasta bene il tutto fino ad avere un composto omogeneo, liscio ma non duro.
Porta a bollore una grande pentola d’acqua, e intanto, su una spianatoia o un vassoio, forma dall’impasto bastoncini lunghi che taglierai a pezzetti grossi come nocciole: l’atto finale prima della lessatura sarebbe la rigatura degli gnocchi fatta coi rebbi d’una forchetta.
Una volta pronti tutti quanti gèttane una porzione per volta nell’acqua bollente, attendendo che vengano a galla per scolarli con una schiumarola. Per condirli, burro o olio caldo dove si saranno dorate foglie di salvia o basilico. Facoltativo il formaggio grattato.

martedì 29 novembre 2011

227. COMPENDIO DELL’ADDIO A LUCIO MAGRI, L’UOMO A SINISTRA DELLA SINISTRA

da Repubblica / Fatto Quotidiano / il manifesto

Lucio Magri, nato a Ferrara nel ’32, già dagli anni ’50 giornalista e politico, approda prima del ’60 al PCI e ne viene espulso nel 1969, per la critica alla strategia del Partito, con lo shock dell’invasione sovietica della Cecoslovacchia, assieme al gruppo de “il Manifesto”, che aveva fondato come periodico nello stesso anno. Ma per lui nel ’79 Berlinguer che va ai cancelli della Fiat, in appoggio a un movimento destinato a perdere, era determinato, senza Luciano Lama ma con la base popolare del Partito: poi con fasi diverse resta in parlamento fino al ’95. Ora a casa Magri nulla pare fuori posto, la collezione del Manifesto vicina a quella dei fascicoli di cucina. Intorno al tavolo di legno chiaro la sua famiglia allargata, Famiano Crucianelli e Filippo Maone, amici sin dai tempi del Manifesto, Luciana Castellina, compagna di sentimenti e politica per un quarto di secolo. Valentino Parlato non c'è. In cucina Lalla, la cameriera sudamericana, prepara il Martini con cura. Aspettando che qualcuno dica che Lucio non c'è più. Da qui s'è mosso venerdì sera diretto in Svizzera, vicino a Zurigo, dal suo amico medico. L'aveva già fatto una volta, forse 2. Però era sempre tornato, non convinto fino in fondo: domenica mattina rassicura gli amici. "Ma no, non preoccupatevi, torno domani". La sera, un tono più affannato e indecifrabile. Lunedì mattina appare sereno, lucido, determinato. Ha scelto. Poi basta chiudere gli occhi. L'ultima telefonata nel pomeriggio, poi il silenzio. Una depressione vera, incurabile. Un buio provocato da un intreccio di ragioni, pubbliche e private. Sul fallimento politico - conclamato, evidentissimo - s'era innestato il dolore privato per la perdita di una moglie molto amata, Mara, suo filtro col mondo. Lucio non sapeva usare bancomat né cellulare, si racconta. Mara oggi sorride dalle fotografie, in color ciclamino nel giorno delle nozze. Un vuoto che Magri riempie in questi anni con le ricerche per il suo ultimo libro, una possibile storia del Pci. Non a caso titola “Il sarto di Ulm”, il sarto di Brecht che si sfracella a terra perché non sa volare, ucciso da un'ambizione troppo grande per i suoi contemporanei. Anche Magri voleva volare e cambiare il mondo, che negli ultimi anni gli appariva un segno intollerabile del fallimento di un’utopia: per la constatazione amarissima della separazione tra sé e la realtà ha deciso di tagliarsi le ali da sé, evitando agli amici lo spettacolo del sangue sul selciato. Aspettando l'ultima telefonata, a casa Magri: Lalla va a fare la spesa per il pranzo, ha ricevuto le ultime disposizioni dal padrone di casa. È stata lei ad assistere Mara nei 3 anni di agonia per il tumore, e poi ha visto spegnersi lui, quasi blindato in casa. Ogni tanto qualche amico. “Che fai, ti lasci andare proprio ora? Ora che esce l'edizione inglese del tuo libro? Dài, c'è ancora da fare.” Ma lui non era convinto. Lucido e razionale, fino alla fine. E poi s'era spenta la sua stella, così scrive anche nell'ultima lettera ai compagni. Arriva Valentino Parlato, invecchiato improvvisamente di 10 anni, accolto con calore. Ancora niente. Ricordi privati e ricordi pubblici, grande giocatore di scacchi, grande sciatore, politico generoso che preparava i documenti e nascondeva la sua firma. Non era un vanesio, non era un mondano. Dietro alla sua foto più seducente, una dedica asciutta. "A Emma, il suo nonno". Neppure Emma, la bambina di sua figlia Jessica, è riuscita a fermarlo. Poi la telefonata. Ultimo capitolo di una vita ora davvero finita che ha segnato per anni il mondo politico e giornalistico della sinistra italiana. L'ultimo viaggio verso Recanati, dove sarà sepolto vicino alla sua Mara. Luciana Castellina s'appoggia allo stipite della porta, tramortita. Il tempo dell'attesa è concluso, comincia quello del dolore. -28/29 novembre 2011-

venerdì 25 novembre 2011

226. Zuppa nel pesce - di cavolo nero e razza

Per 4 persone

300 gr di cavolo nero già mondato / 300 gr di ali di razza / 300 gr di patate / Olio extra vergine di oliva di primissima qualità e possibilmente nuovo / Pepe / Sale / Pane raffermo o crostini / cipolla / 8 pomodorini ciliegini e 2 spicchi d’aglio.
Monda e sciacqua il pesce. Taglia il cavolo nero a pezzi non troppo piccoli. Sbuccia le patate e tagliale a pezzi grossi. Il cavolo va lessato, o fritto in pochissimo olio, con 2 spicchi d’aglio interi: una volta scurito e/o ammorbidito mettilo in almeno 1,5 litro d’acqua a bollore, con pesce, patate, cipolla sottilissima e pomodorini. Salare il tutto. Una volta a cottura completa le patate, il piatto è pronto. Aglio, pomodorini e cipolla sono facoltativi.
Disponi il pane sul fondo del piatto e bàgnalo col liquido di cottura della zuppa, poi aggiungi il cavolo e per ultimo il pesce.e le patate. Màcina il pepe nero direttamente sui singoli piatti e condisci abbondantemente con l’olio.

martedì 22 novembre 2011

225. Il lupo malato

CappuccettoRosso incontra nel bosco, appartato in un cespuglio, il Lupo tutto sudato, che digrigna i denti con gli occhi rossi fuori dalle orbite.....
LUPPO, CHE OCCI GRANDI CHE TI G'HA...!E il Lupo: PRòVAGHE Tì A CAGAR Tò NONA!

lunedì 21 novembre 2011

224. Besciamella greca

per 3 / 4 porzioni:

LATTE (anche di soia o brodo vegetale) 500 CC
FARINA (anche integrale) 50 GR
OLIO 20/40 GR
FORMAGGIO GRATTATO (grana, pecorino o gruviera 25/50 GR)
SALE, PEPE, NOCEMOSCATA (o droga mista Saporita)
1 UOVO INTERO DA AGGIUNGERE A SALSA TIEPIDA O FREDDA

223. "Il Tao di Passalacqua" di Alessandra Daniele

Dal mafioso Calogero Passalacqua una grande lezione: ''Bisogna comandare senza fare scruscio'', cioè rumore, che è ciò che meglio può spiegare l'attuale transizione politica italiana. Quel grottesco regime di Berlusconi era troppo rumoroso, ecco la vera ragione della sua caduta.
La sguaiata arroganza, l'ignoranza ridicola, l'incessante sequela di pu77anate sono ciò che ha reso il Circo Berlusconi così impresentabile e inaffidabile agli occhi dei suoi referenti nazionali e internazionali, che hanno finito per liberarsene come di una ciabatta che ha pestato una m3rda.
In diretta Tv le lagnanze della Marcegaglia, le litanie della CEI, le ca22iate della BCE, gli sghignazzi di Merkel e Sarkozy, Obama schifato: quel Circo ha perso la piazza. Troppo rumore, troppi giocolieri cialtroni, troppe bestie puzzolenti, troppo spu77anamento: tempo di sbaraccare.
Secondo il Tao dell'Acqua di Lao Tzu, il modo più efficace per dominare qualcuno è fargli credere di volerlo servire: l'acqua senza forma scorre fluida adattandosi agli argini, che la plasmano e apparentemente la controllano ma ogni alluvionato tragicamente sperimenta che ''il fiume è il vero padrone della valle che attraversa''.
Dopo i domatori, di nuovo i servitori dello Stato: ''tecnici'' senza volto che apparentemente si adattano alle necessità del paese, e scorrono quieti negli argini costituzionali, con appena un tenue sciabordio.
Dopo un ventennio di strepito suino, tanto decoroso silenzio è stato accolto da milioni di italiani con un comprensibile, stordito sollievo, che li ha portati ad accontentarsi d'una Liberazione solo acustica, da un Berlusconi sollevato dall'incarico non per i piedi, ma soltanto scansato, allontanato dalla ribalta, ancora libero di usare il proprio patrimonio mediatico-finanziario ancora intatto per dare del borseggiatore allo stesso governo che in parlamento deve sostenere.
L'attuale gestione infatti ha assimilato la precedente. L'esecutivo Monti è un monocolore la cui maggioranza comprende tutto il parlamento, da Berlusconi a Di Pietro, tranne finora la Lega. È un vasto fiume che già ha inghiottito gli opposti più inconciliabili della storia d'Italia, fino ad assimilarli, riconducendoli a una matrice comune.
È il vero padrone della valle. E da padrone si comporterà.

riassunto da www.megachipdue.info / carmillaonline.com

222. Delphinus et pisciculus / Il delfino e il pesciolino

Persequebatur pisciculum delphinus. Hunc ut vitaret, pisciculus ad rupem confugit. Quem ut captaret, delphinus tam violento sequebatur impetu ut arenis illideret et, haerens, morti succumberet. Quod cum vidisset pisciculus, sibi paululum consolatus est, moribundulus, inquiens, "Dulcior mihi profecto mea mors futura est, quod prius auctorem meae mortis defunctum prae oculis viderim."
Un delfino stava inseguendo un pesciolino, che per sfuggirgli si riparò nella scogliera. E il delfino, a quel punto, per acchiapparlo, lo assaltò così violentemente da arenarsi e morirne là fuori. Quando il pesciolino lo vide se ne consolò un pochino e, mezzo morto, si disse: "La mia morte stessa mi pare più dolce ora che davanti agli occhi ho già il cadavere di chi l'avrà causata."

(traduzione da Fedro di W.S.)


221. zucca al forno alla barese

1 kg polpa di zucca napoletana / 10 pomodorini pachino

/un cucchiaio di foglie di prezzemolo o un cucchiaino di aromi misti secchi

/ 400 trita scelta di manzo / 100 g grana o pecorino grattato / sale pepe olio

Nella pirofila unta d'olio metti la zucca tagliata a fettine abbastanza sottili, la trita a fiocchi, i pomodori a spicchi, formaggio, sale, pepe, e aromi e ricominciare a strati e finisci con un filo d'olio e una tazzina d'acqua.

Cuoci in forno preriscaldato a 200 gradi per 30/40 minuti.

venerdì 18 novembre 2011

220. Evviva le differenze?

"Questo veramente si esige dall'uomo: che egli sia utile agli altri". Da Seneca il motto scelto da Andrea Pollastri, consigliere PdL in Emilia-Romagna, per il suo sito web. Bello: ma l'altruista Pollastri ha proposto un'interrogazione contro i 100mila euro erogati dall'AUSL per l'assistenza sanitaria alle persone transessuali, per lui vero spreco dal momento che il transessualismo riguarderebbe scelte comportamentali personali, senza ricadute sulla società, i cui costi dovrebbero essere a carico di chi le opera (Blitz quotidiano). La profonda arroganza di quest’uomo che dimostra completa ignoranza su questioni per cui metterebbe in campo azioni, svela però la strategia delle destre di continuare a usare la crisi per colpire i diritti dei più deboli. In Italia va sempre peggio per i diritti mentre per esempio in Polonia proprio l'assistenza sanitaria per chi è transessuale e relative operazioni di riassegnazione del sesso, oltre a politiche su coppie di fatto e norme antidiscriminatorie relative all’identità di genere, sono al centro del programma portato da Anna Grodzka, transessuale eletta di recente in parlamento nelle liste del Ruch Palikota, il partito laico guidato da Janusz Palikot contro il clericalismo della politica polacca, che ha superato a sorpresa il 10% delle preferenze: la sua campagna elettorale, incentrata, oltre che sui diritti LGBTQ*, fecondazione assistita, legalizzazione delle droghe leggere e liberalizzazione dell'aborto ha fatto eleggere oltre ad Anna Grodzka anche l’attivista gay Robert Biedròn.
compendio da www.ilgrandecolibri.com

domenica 13 novembre 2011

219. GLI ALTARINI DI MARIO MONTI

Di Claudio Messora, blogger di ByoBlu un ritratto di Mario Monti che getta ombre sui reali motivi che porterebbero il mondo economico finanziario a fare pressioni perché diventi il premier di un esecutivo tecnico nel nostro Paese: la rete mediatica tace o ignora ben 3 cariche ricoperte dal neopresidente del Consiglio dei Ministri italiano.
La prima quella di International Advisor di Goldman Sachs, primaria banca d’affari, già dall’inizio del ‘900 guida per le società che vogliono quotarsi e pioniera dei Fondi d’Investimento.
Poi sarebbe tra i 130 partecipanti alle riunioni annuali non ufficiali del Club Bilderberg, attivo dagli anni ’50, in cui si tratta una gran varietà di temi globali, economici, militari e politici: la lista degli invitati in Resort esclusivi sempre diversi è pubblica, ma l’accesso dei media e di esterni è interdetto e la mancanza di diffusione esterna delle decisioni ha nutrito la teoria del complotto.
La terza carica è quella di Rappresentante dell’Europa nella Commissione Trilaterale di U.S.A., Unione Europea e Giappone per il Governo Mondiale, creata negli anni ’70 anche da elementi di Chase Manhattan Bank e del Club Bilderberg per sopperire al declino dell’influenza delle Commissioni di Strategia Politica, le Think Tank, che tanto avevano scontentato i cittadini statunitensi durante la Guerra in Vietnam: pare ne abbia fatto parte anche Bill Clinton.
L’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio a Saint Moritz in Svizzera s’è preso un pugno sul naso da una guardia del servizio d’ordine perché aveva cercato di “imbucarsi” senza invito all’ultima riunione Bilderberg: la segretezza degli argomenti trattati ha suggerito l’idea che vi vengano annualmente stabilite le sorti di alcuni Stati attraverso una privatizzazione selvaggia, per favorire l’alta finanza in un “Nuovo Ordine Mondiale”. L’ultimo incontro italiano di Bilderberg si è tenuto nel maggio del 2004 a Stresa: tra quei nomi italiani presenti in internet, John Elkann, Giulio Tremonti, Romano Prodi, Emma Bonino, Mario Draghi, Ignazio Visco e Mario Monti, appunto. Accanto ai loro anche quelli di Barroso e Trichet.

compendio/riassunto www.wikipedia.org / www.byoblu.com / www.ilquotidianoitaliano.it

venerdì 4 novembre 2011

218. Vulpes et Corvus / La volpe e il Corvo.

Cum de fenestra corvus raptum caseum comesse vellet, celsa residens arbore, vulpes hunc vidit, deinde sic coepit loqui:"O qui tuarum, corve, pennarum est nitor! Quantum decoris corpore et vultu geris! Si vocem haberes, nulla prior ales foret." At ille stultus, dum vult vocem ostendere, emisit ore caseum, quem celeriter dolosa vulpes avidis rapuit dentibus. Tum demum ingemuit corvi deceptus stupor. Qui se laudari gaudet verbis subdolis, fere dat poenas turpes poenitentia. Hac re probatur quantum ingenium valet: virtute semper praevalet sapientia.

Un corvo aveva rubato un pezzo di formaggio da un davanzale e voleva mangiarselo appollaiato su un albero alto. Ma una volpe lo vide e così cominciò a dirgli: - Ma che piumaggio lucido hai, Corvo! E che bellezza mostri nel corpo e nel capo! Se tu avessi voce, nessun uccello ti supererebbe. -Ma quello sciocco, per far sentire la propria voce, aprì il becco lasciando cadere dall'alto quel cacio, che al volo la volpe adulatrice prese in bocca con avidità. Solo allora il corvo sciocco gemette all'inganno. Chi gode di parole adulatorie, per arrivare a pentirsene, si dovrà umiliare. Ed ecco provato quanto valga la furbizia: l'intelligenza vince sempre sul coraggio!

(traduzione da Fedro di W.S.)




217. Vulpecula et Ciconia / La Volpe e la Cicogna



Vulpecula ad cenam invitavit Ciconiam, obsoniumque in mensam effundit et, cum liquidum esset, lingua lingebat, quod Ciconia frustra rostro tentavit. Abit elusa Avis, pudet pigetque iniuriae. Paucis diebus interlapsis, invitat ad cenam Vulpeculam. Vitreum vas situm erat, obsonii plenum. Quod cum esset arti gutturis, Vulpeculae licuit obsonium videre, gustare non licuit. Ciconia enim rostro facile exhausit.
Vulpecula ad cenam invitavit Ciconiam, obsoniumque in mensam effundit et, cum liquidum esset, lingua lingebat, quod Ciconia frustra rostro tentavit. Abit elusa Avis, pudet pigetque iniuriae. Paucis diebus interlapsis, invitat ad cenam Vulpeculam. Vitreum vas situm erat, obsonii plenum. Quod cum esset arti gutturis, Vulpeculae licuit obsonium videre, gustare non licuit. Ciconia enim rostro facile exhausit.
Fraudem fraude refellere licet, risus enim risum, iocus iocum, dolus meretur dolum.
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Volpacchio ricevette l'amica Cicogna a cena: ma servì la pietanza versandola su un vassoio e, visto che era liquida, lui la leccò mentre l'ospite, col lungo becco, invano cercò d'assaggiarla. La trampoliera beffata se ne andò via, offesa e svergognata: a distanza di pochi giorni, però, invitò lei a cena Volpacchio. La pietanza, questa volta, riempiva un lungo vaso di vetro: a causa del suo muso troppo corto l'ospite dovette stare a guardare quel cibo senza poterselo godere, mentre Cicogna con quel suo becco lo finì in un lampo.
Alla frode si può reagire con la frode, come la risata richiama altre risa, lo scherzo altre burle e l’inganno altre bugie.

(traduzione da Fedro di W.S.)

venerdì 28 ottobre 2011

216. Porta Marengo e Porta Manzoni a Milano.

Della cinta muraria medievale di Milano edificata a partire dal 1171 lungo l’antica cerchia dei Navigli dopo la distruzione della città da parte del Barbarossa nel 1162 sopravvivono bellissimi monumenti, che ne erano parti integranti.

L’arcone doppio di Porta Manzoni, cioè la Porta Nuova medievale, in fondo a via Manzoni e su Piazza Cavour: monumento eclettico in pietra e marmo bianco del 1171 tra il barbàrico e il carolingio, coi 2 piccoli portici laterali, un tempo torri. Imprigionata qui da suo padre, Bernarda Visconti vi fu lasciata morir di fame per “disobbedienza sentimentale”. D’epoca romana sono le lapidi sul lato di via Manzoni mentre dalla parte di piazza Cavour spicca il bel tabernacolo marmoreo con Madonna, Bambino, Santi Ambrogio, Gervasio e Protasio, aggiunto tra il 1330 e il 1340. L’ultima ristrutturazione dell’inizio del xx secolo fu per adeguarla alla viabilità “moderna”.

Porta Marengo, cioè la Porta Ticinese medievale, è considerata molto singolare. Sorta nel 1171 all’imbocco di corso di Porta Ticinese che incrocia via Molino delle Armi, venne ristrutturata dopo 150 anni da Azzone Visconti e fu teatro di torbide congiure intestine, proprio dei Visconti. La grande arcata centrale è stretta lateralmente da 2 torri di altezze diverse in cui furono aperte le 2 arcate ad ogiva nel 1861, durante i lavori di Camillo Boito che le diedero l’aspetto attuale: carrabile al centro e pedonale ai lati. Costruita in laterizi e pietra, sfoggia sul suo lato esterno il pregevole tabernacolo con Madonna con Bambino e Sant'Ambrogio "che offre il modello della città".

giovedì 27 ottobre 2011

215. Il crocicchio di Sant'Ambrogio a Milano


Il Castello Cova, del 1915, è un palazzo all'angolo tra via Carducci e via SanVittore che non passa inosservato, progetto eccentrico di Adolfo Coppedé, per l’aspetto fortemente medievale dato dalle merlature guelfe, dalle balconate massicce e dai veroni: pezzo forte è la caratteristica torre in stile. Furono evitate decorazioni eccessive: solo pietra bianca e grossi mattoni di cotto. Eclettismo e asimmetrie ne accentuano il fascino: la loggia coperta, il bugnato per un solo piano, le finestre di varia taglia e forma danno monumentalità a quest’edificio posto tra 2 strade di una zona dove l’architettura revivalista è molto presente. All’aggetto della sua loggia coperta si ispireranno negli anni ’50 i progettisti della Torre Velasca, grattacielo sempre di Milano, per quella famosa e caratteristica svasatura, su una struttura neoliberty di cemento armato a vista.


All’angolo opposto dello stesso incrocio c’è la Pusterla di Sant'Ambrogio eretta da Gino Chierici nel 1939 ad imitazione di un'antica porta difensiva della città. Per le 2 torri e l'ingresso a doppio fòrnice fu impiegato laterizio originale dell'antica cinta muraria del 1171. Il portale, in mattoni su una base di serizzo, coi 2 fòrnici a sesto acuto accennato, è affiancato dalle 2 torri. E sopra il portale c’è, proveniente dall’antico Ospedale di sant'Ambrogio, il bel tabernacolo di marmo coi 3 santi Ambrogio, Gervasio e Protasio, risalente al XIV secolo. Prima d'oltrepassare la Porta in direzione del sagrato di Sant’Ambrogio, c’è sulla destra un piccolo fossato che, unitamente a quello profondo che si apre a sinistra una volta passati gli archi, accentua l’atmosfera medievale, assolutamente in carattere con le costruzioni prospicienti, contorno della bellissima Basilica romanica intitolata al Patrono di Milano.




venerdì 21 ottobre 2011

214. Blackblock

Blackblock, scritto così in molti paesi occidentali, non è un’organizzazione precisa bensì una tattica di guerriglia urbana mirata al dissenso verso uno stato di polizia repressivo, che s’accompagna a una generica critica sociale di stampo anarchico. L’originale Schwarzer Block venne infatti utilizzato per la prima volta dalla polizia tedesca nei primi anni ’80 per identificare gli Autonomen della sinistra extraparlamentare che, nelle manifestazioni contro il “nucleare” e a favore della Baader-Meinhof, vestivano abiti, maschere e caschi neri proprio per mostrarsi come massa compatta e per proteggersi fisicamente ed evitare l’identificazione da parte di polizia e autorità: l’effetto di apparire numericamente superiori catturava pure solidarietà e aiuto di altri gruppi omogenei all'interno dei cortei.

Venne ripreso e tradotto in inglese come Black Bloc: black sta per schwarz, nero mentre bloc senza kappa finale significa embargo, censura, settore, area, blocco, squadrone. Ci fu nelle manifestazioni in U.S.A. contro il Pentagono nell’88 e contro la Prima Guerra del Golfo del ’91. E poi a Praga e a Seattle nel ’99 e nel 2001 al G8 di Genova. A Quebec nel 2007 al vertice delle Americhe un Black Bloc distrusse con catapulte le reti metalliche che proteggevano quel vertice. C’era anche nel giugno 2011 a Goeteborg contro il Consiglio Europeo in corso. Si sono anche riscontrati casi, finora a Genova e a Quebec, in cui le stesse forze dell'ordine si sono infiltrate tra i blackblocker.

Ad inscenare un blackblock per un determinato avvenimento c'è di solito un piccolo gruppo iniziale che s'organizza per coordinare l'inizio dell'azione, cui altri soggetti si uniscono poi spontaneamente per il desiderio di protestare più attivamente e incisivamente.

Le azioni che caratterizzano un blackblock sono la marcia compatta come effetto visivo, la ricerca dello scontro diretto con le forze dell'ordine, le barricate, il vandalismo sistematico e simbolico, il non-rispetto dei percorsi imposti, resistenza all’arresto proprio e altrui: l’oggetto delle distruzioni programmate sono le istituzioni, le banche, la videosorveglianza e le attività in franchising delle multinazionali, compresi i distributori di benzina.

wikipedia.org - mlcastle.net - infoshop.org - it.bab.la

giovedì 20 ottobre 2011

213. Piazza Mercanti a Milano

Il "gioiello" milanese di Piazza Mercanti fu creato come centro “laico” della vita cittadina in epoca medievale: a partire dalla metà del XIII secolo ebbe pianta rettangolare, in origine più ampia dell'attuale. Vi si aprivano 6 accessi e vie, riferiti ad altrettante attività economiche della città, Armorari, Spadari, Cappellari, Orefici, Speronari, Fustagnari e al centro aveva il Broletto Nuovo, o Palazzo della Ragione, antica sede giudiziaria che ora è il lato nord dell’attuale piazza: una sala sovrapposta a una loggia, prototipo di altri edifici analoghi in Lombardia. Nel ‘700 fu aggiunto un piano di sottotetto con finestre circolari e fu realizzata la voltatura del soffitto del portico, per secoli rimasto a travi e assi. Ad ovest la gotica Casa Panigarola, o palazzo dei Notai, e a sud le Scuole del Broletto, soppiantate dalle più recenti Scuole Palatine barocche. Ad est il Palazzo dei Giureconsulti dominato dalla preesistente Torre del Comune affiancato dalla Loggia degli Osii dalla cui “parlera” del piano superiore venivano promulgati gli editti. Al centro l’antico pozzo medievale in seguito sormontato da 2 colonne con timpano. Monumenti, sculture, elementi architettonici, rilievi e altorilievi, dall’epoca romana in poi, impreziosiscono la piazza.
compendio e riassunto

martedì 18 ottobre 2011

212. San Sebastiano a Milano.

Si trova in via Torino lungo il marciapiede opposto a quello di San Satiro. Il corpo cilindrico di questo stranissimo "civico tempio votivo" suggerisce un battistero monumentale di carattere anche neo-classico, dotato di balaustra superiore esterna, ma non è possibile ammirarlo in una prospettiva di ampio respiro, stretto com'è tra la strada e altri edifici, lì incuneato da sempre: la sua singolare imponenza non interrompe con sagrato o piazza il corso stradale.

L’interno, completamente affrescato, risulta spiazzante visto che il volume cilindrico corrisponde a una pianta rigorosamente centrale, ispirata a quella del Pantheon di Roma, con uno spazio dove nessuno degli altari sarebbe normalmente individuabile come quello maggiore. A una ristrutturazione della cupola corrispose pure la creazione di una cripta.

Fondato su un Voto del 1576 per la fine della peste fatto dalla cittadinanza, su progetto mai completato del Tibaldi, venne modificato da Bassi e Mangone: ospita opere lombarde tra il '700 e il '900. Ora è più santuario che chiesa vera e propria e resta proprietà comunale.


giovedì 6 ottobre 2011

211. De cicada et formica / La Cicala e la Formica


Clara est formica industria sua, cicada autem vita otiosa et nimia imprudentia. Aestate summa - sic narrat fabella - cicada beate cantat, operas vitat et consumit escas quas florida natura sponte silvarum beluis praebet. Sedula formica autem magnam micarum copiam per rimas terrae trahit et in latebram suam congerit; frustra formica cicadam eius stultitia reprehendit et industria sua a cicada deriditur. Sed postea bruma procellas inducit, terram herbasque siccat; assiduae pluviae beluas prohibent e latebris evadere. Stulta cicada in latebra sua escam non habet et inedia laborat; formicae autem magna micarum copia est et imprudentia cicadae a formica merito luditur.
Della Formica è proverbiale l'operosità, come invece della Cicala lo è l'ozio imprudente. In piena estate, così si racconta, la Cicala canta e ricanta beata, evita la fatica e dà fondo alle offerte spontanee che la natura generosa fa a tutti gli abitanti dei boschi. La Formica operosa invece trascina una gran quantità di briciole dalle fessure della terra dentro alla sua tana. A vuoto la Formica rimprovera per la sua stoltezza la Cicala che di rimando la deride per la sua operosità. Ma poi il maltempo spoglia coi venti terra e piante, e con piogge impetuose impedisce agli animali di uscire dalle tane. Così la stupida Cicala nella sua tana non ha provviste ed è tormentata dalla fame, mentre la Formica può godere di quella gran riserva di briciole e pure del diritto di deridere l'imprevidenza della Cicala.
(traduzione da Fedro di W.S.)

domenica 28 agosto 2011

210. Vulpes et uva / La volpe e l'uva


Fame coacta vulpes alta in vinea uvam appetebat summis saliens viribus, quam tangere ut non potuit, discedens ait: "Nondum matura es, nolo acerbam sumere!"
Qui facere quae non possunt verbis elevant, ascribere hoc debebunt exemplum sibi.
Una volpe affamata cercava di raggiungere a grandi balzi l'uva d'una pergola, ma non essendo riuscita a toccarla, andandosene disse: "Non sei ancora matura: di certo non ti mangio acerba!"

Di questo esempio dovrebbe far tesoro chi deforma a parole quel che non riesce a fare.
(traduzione dal latino di W.S.)

venerdì 26 agosto 2011

209. 26 aprile 2001: www.independent.co.uk

26/04/2001
S.B. l’imprenditore più ricco d’Italia, con le elezioni del prossimo maggio, dovrebbe ridiventare, nelle aspettative, primo ministro, ancora invischiato in battaglie legali: le sue imprese avrebbero usato capitali provenienti da fonti non tracciabili, magari la Mafia.Il 20 Aprile scorso in un’aula del tribunale di Milano, 3 giudici hanno ascoltato le prove per un grande processo che coinvolge l’addotta corruzione della magistratura. In cima alla lista dei nomi degli accusati c'era quello di S.B.
Ma S.B. non si è buttato I suoi problemi alle spalle. Non molto prima di diventare per la prima volta Presidente del Consiglio nel Maggio del 1994 pure il suo impero finanziario, Fininvest, divenne oggetto dell’indagine ManiPulite, istruita dai magistrati di Milano a partire dal 1992 sulla radicata corruzione tra politica, burocrazia, e affari. E in quegli anni dei metodi di fare affari da parte di S.B. poco si sapeva: la maggior parte della gente lo considerava uno che s'era fatto da sé e che era riuscito a costruire un impero televisivo di grande capacità contrattuale infrangendo il monopolio della RAI e tagliando veramente col passato corrotto dell'Italia pubblica. Ma dal '94 molte accuse a suo carico: riciclaggio di denaro sporco, contiguità alla Mafia, evasione fiscale, complicità in assassinio, corruzione di politici, giudici e guardia di Finanza. S.B. ha sempre negato tutto sostenendo che Mani Pulite partì come attacco politico da magistrati disonesti di sinistra.Nel '96 un Magistrato Anziano del Regno Unito, il Giudice Simon Brown, palesò un'opinione ben diversa a riguardo: quel caso riguardava un tentativo mancato da parte di S.B. di bloccare la richiesta dei Magistrati italiani di mettere le mani su un dossier raccolto dall'Ufficio Frodi Gravi britannico, dossier necessario come prova in un caso di finanziamento illecito dei partiti. Ma S.B. ha una seconda linea difensiva: "L'Italia non è un paese normale: Lui non ha fatto nulla di peggio di qualunque altro uomo d'affari che operi in Italia”. E in Italia ci vogliono 3 gradi di giudizio per essere considerati colpevoli: il giudizio della Cassazione è definitivo. Ma ad oggi (siamo nel 2001) solo 3 su 9 dei proccessi a Suo carico hanno raggiunto l'ultimo grado di giudizio, per vari motivi e principalmente per la Prescrizione (o decorrenza dei termini), che estingue il reato. Ma la televisione è solo una parte dell'impero mediatico di S.B.: socio di maggioranza della Mondadori, ha un'influenza preponderante su editoria e informazione cartacea e possiede uno dei quotidiani italiani più letti, il Giornale.

(compendio e traduzione dall'inglese)

sabato 20 agosto 2011

208. lupus et agnus / il lupo e l'agnello


Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi: superior stabat lupus, longeque inferior agnus. Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit: "Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?" Laniger contra timens: "Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor." Repulsus ille veritatis viribus: "Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi". Respondit agnus: "Equidem natus non eram!" "Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!" Atque ita correptum lacerat iniusta nece. Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.
Capitò che un lupo e un agnello, assetati, si abbeverassero allo stesso torrente: a monte il lupo, un bel po’ più a valle l’agnello. Il predatore, mai sazio, s’inventò così un motivo di litigio: “perché mentre bevo m’intorbidisci l’acqua?” L’altro, timido e lanuto, ribattè: “mi chiedo come questo sia possibile, lupo: l’acqua scorre da te a me!” E quello, sbugiardato dall’evidenza, aggiunse: “6 mesi fa m’hai calunniato!”. E l’agnello di nuovo: ” veramente non ero ancora nato” e gli venne risposto: “accidenti, allora è stato tuo padre!!” e, afferrato, venne sùbito e ingiustamente sbranato. Questa favola insegna che c'è chi s’inventa fandonie per aver ragione pure su chi è innocente!
(traduzione da Fedro di W.S.)

domenica 10 luglio 2011

207. cotizza (merenda lariana per 4)

Sbatti in una ciotola 3 uova intere, unendo prima 200 grammi di farina e un pizzico di sale, poi 1 bicchiere di latte: facoltativa una grattatina di buccia di limone.
Versa il composto ben lavorato in padella con poco olio già molto caldo.
Una volta che comincia a rapprendersi potresti aggiungere una cucchiaiata di burro.
Cuoci bene da un lato come se fosse una frittata, quindi vòltala e cuòcila dall’altro lato.
Una volta impiattata, la nonna chiedeva se sopra ci andava marmellata, zucchero e cannella, o formaggio grattato.
Ed era bello cambiare ogni volta!!


mercoledì 25 maggio 2011

206. Una poesia vera e una vera vergogna....

Stralcio dal "Giornale"

Quei cattolici rossi pronti a farsi fregare!

Laudato sii, o mio Pisapia. I frati­celli del convento rosibindi&C hanno scritto il loro Cantico delle creature rifondarole. E si sono alla fine schierati apertamente a fian­co del candidato della sinistra estrema, quello che da sempre so­stiene unioni gay, aborto ed euta­nasia. I valori cristiani possono aspettare, l’antiberlusconismo, evidentemente, no: pur di dare una botta al Cavaliere, i cattolici Dio&bandiera rossa non esitano a dare una botta anche ai precetti del catechismo. Uccidere? Ma sì, dai, un po’ si può. Purché muoia anche la giunta Moratti. Del resto se Parigi vale una messa, il Comune di Milano non varrà almeno una confessione? La tentazione era già nell’aria. Lo ricorderete. Nel sabato preelettorale la diocesi di Milano aveva pensato bene di lanciare un richiamo alla città, secondo il noto Vangelo di Repubblica: andate e predicate il rispetto del silenzio elettorale. Il quotidiano debenedettiano temeva un discorso di Berlusconi alla festa del Milan, il vicario episcopale ritenne di dover intervenire, suscitando qualche perplessità: il rispetto del voto amministrativo è un tema importante, per carità. Ma davvero è prioritario per la Chiesa? Davvero nostro Signore si preoccupava dei regolamenti del seggio più che della salvezza delle anime? Davvero, più che buoni pastori, chiedeva di essere buoni scrutatori? Da qualche tempo sul sagratodel Duomo si ha l’impressione che possa succedere di tutto: bivacchi di musulmani, preghiere alla Mecca, consacrazioni islamiche. Purché non parli Berlusconi alla festa del Milan, si capisce.Quello è un vero peccato. Ieri un gruppo di cattolici di sinistra, tutti molto vicini alla Curia, ha scelto di uscire allo scoperto. Da Mariapia Garavaglia (indimenticata ministro della Sanità Dc) a Lino Duilio, da Franco Monaco a Patrizia Toia, tutto l’establishment dei compagnucci di Dio si è apertamente schierato al fianco di Pisapia perché dicono «è l’unico in grado di garantire il rispetto delle diverse culture». Per non farsi mancare niente, da Roma, monsignor Domenico Mogavero, responsabile Cei per gli affari giuridici, ha tenuto a far sapere che, in vista del ballottaggio di Milano, non «c’è nessun pericolo-islamizzazione» (tradotto: i cattolici possono appoggiare Pisapia e i suoi progetti di moschea).

sabato 14 maggio 2011

205. Aforismi?

"Non penso mai al futuro. Arriva così presto."
"E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio."
"L'immaginazione è più importante della conoscenza."
(Albert Einstein)

204. Pubblicità dell'Ikea secondo LuceLitz

Polemicone di Giovanardi per il nuovo manifesto dell'Ikea. E' andata così. Qualche giorno fa, sui muri di Catania sono comparsi dei nuovi manifesti in cui si vedono due uomini di schiena che si tengono per mano e sopra la scritta: «Noi dell'Ikea siamo aperti a tutte le famiglie». Io ho subito pensato: Che bel messaggio di civiltà e di accoglienza. E ho anche canticchiato Cremonini: «Ho visto un posto che mi piace si chiama mondo…».

Peccato che invece il Giova sia andato giù di testa. Quando ha visto il manifesto le pupille sono andate a sbattergli contro gli occhiali… sbeng. Gli fumavano gli amici di Maria come la carbonella dei barbecue. Han dovuto cercare di raffreddarlo come il nocciolo di Fukushìma. Allora. Io li ho visti, ’sti due uomini nella foto. Sono assolutamente e indiscutibilmente normali. A parte che uno dei due potrebbe anche essere Giusy Ferreri di spalle coi capelli corti, quindi cadrebbe ogni polemica. Tra l'altro sembra che si tengano per mano, ma magari si stanno solo passando la matitina di legno dell’Ikea.

Ma anche appurato che siano due che stanno insieme, io non capisco tutto ’sto casino. Perché? Due uomini o due donne che vivono insieme e condividono l'armadio 4 stagioni non sono una famiglia? Certo non classica e regular, ma che importa. E qual è la famiglia? Quella tradizionale? Un marito, una moglie e l'amante che non si vede perché è nascosto nell'armadio Sgnuffa dell’Ikea?

Poi a ben vedere non è affatto un manifesto offensivo, tutt'altro… No, dico, capisco se avessero fotografato due che si frugavano nelle brache con la scritta: «Eccolo qua, il pezzo che non trovavo!». Oppure i due incastrati uno sull'altro come i ripiani di una libreria con sopra la scritta: «Noi dell'Ikea siamo aperti a qualsiasi tipo di montaggio». Allora sì. C'era ostentazione. Ma così no.

Guarda Giovannone, basterebbe così poco, per avere finalmente un'Italia veramente all'avanguardia in fatto di legislatura per le coppie gay. Sai cosa? Basterebbe che Berlu si stufasse della jolanda. A volte capita agli uomini di una certa età… Basterebbe che il sire stanco e stufo della troppa jolanda ingurgitata negli anni, avesse un leggero scarto omosex. A forza di mandar giù gnocca sera e mattina, mattina e sera succede, che ti venga voglia di cannelloni, no? E, in preda a questa nuova sollecitazione ormonale, cominciasse a guardare con interesse le sue poderose guardie del corpo. O magari capisse finalmente che ciò che lo lega ad Angelino Alfano non è interesse, ma amore vero. A quel punto, cari amici e amiche gay, sarebbe fatta. Leggi a piovere, matrimoni agevolati, viaggi di nozze a Mikonos omaggio… e soprattutto Vladimir Luxuria ministra delle Pari opportunità, Signorini sottosegretario, e Giovanardi lo mandano poi a prendere lezioni di recupero dai Village People.

(Luciana Litizzetto su www.lastampa.it)

venerdì 13 maggio 2011

203. Aforismi?

"La cosa più importante è non smettere mai di domandare."
"La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire"
(Albert Einstein)