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mercoledì 25 maggio 2016

393. Economie alternative per salvarci


A partire dalla fine del 2014, terminate le risorse rinnovabili, si sarebbe dovuto cominciare a fare i conti con un nuovo deficit, difficilmente recuperabile, quello ecologico.
Chi s'occupa di biodiversità vorrebbe diffondere questi dati a grandi titoli, perché finora la gente non s'è ancora resa conto che l'inversione dell'autodistruzione planetaria in corso può essere evitata solo da un ribaltamento della logica politica tanto sbandierata, basata su ricrescita dei consumi, sviluppo economico e sfruttamento delle risorse come ricetta anti-crisi.
Invece la riduzione di consumi e produttività può limitare drasticamente inquinamento e sprechi, per riprender tempo per se stessi e spazio ambientale, lasciando che il pianeta rigeneri piante, atmosfera e modi di vivere.
Rendiamoci conto che le ideologie si auto-negano ma ci continuano a governare: è imperativo sostituire la politica consumistica dominante e sempre più dilagante con una scienza sociale che s'ingegni a portarci nel più breve tempo possibile a una rete interconnessa di microeconomie autosufficienti, rivalutando la biodiversità, il riciclo, la riparazione e il ricupero assieme a vecchi mestieri e pratiche, per uscire dal consumismo, dalla manipolazione genetica delle colture, dal circolo vizioso degli allevamenti intensivi, dalla schiavitù animale, e dalla dipendenza dai combustibili fossili che hanno inquinato fin qui l’ambiente e la nostra salute. E' urgente per non distruggerci.
Si tenga conto che è stato calcolato che se il livello dei consumi di tutta la popolazione terrestre fosse ora pari a quello degli Statunitensi, l'ecosistema sarebbe imploso quest’anno: ma Menzogna e Dogma sono le armi mediatiche più in voga, e sono in grado da sole di scatenare guerre vere.
“Menzogne” sono le campagne mediatiche sfrenate contro o a favore di individui, luoghi e avvenimenti, basti pensare a Expo2015, alla Grecia da salvare, alla Puglia Infetta, a Hillary Rodham-Clinton, agli Studi di Genere, all’efficienza Renziana, alla persecuzione di Berlusconi e dei suoi beni,  e a tanto altro.
Il “Dogma” sono le campagne religiose e politiche che strombazzano la cattiveria dei Giudei, il terrorismo dei Palestinesi, l’arroganza pacifista dei Cattolici e di gran parte dei Cristiani, l'immoralità dell'Occidente, la disonestà italiana, l’imperialismo Statunitense e Russo, la mentalità coloniale Francese e Britannica, la spregiudicatezza capitalista cinese e la santità jihadista del Califfato, tutte campagne contrapposte di Terrore Globale.
Una realtà forte e pregnante con un consenso cospicuo è la campagna di un pacifismo costruttivo per sopravvivere tutti insieme su questo pianeta da salvare in extremis con consumi sostenibili: purtroppo non fa cassa per nessun potente.
Con questo obbiettivo, un laicismo globale, lucido e privo di pregiudizi potrebbe governare i Popoli salvandoci dall’autodistruzione.
fonti:
http://www.giornalistinellerba.it/
http://ilmanifesto.info/
www.beppegrillo.it
press.slowfood.it
wabesmemo.blogspot.it

venerdì 5 giugno 2015

381. Contessa

Non puoi più pretendere di avere tutti quanti attorno a te.

Non puoi più trattare i tuoi amanti come fossero bignè.

Vuoi solo le cose che non hai,

parli delle cose che non sai,

cerchi di giocare ma non puoi,

pensi solamente ai fatti tuoi.

Chi sei contessa?

Tu non sei più la stessa.

Vuoi che io rimanga nel tuo letto per poi sbattermi su e giù.

Non ti lamentare se domani non ti cercheremo più.

Ma vorrei soltanto averti qui,

sei accattivante già così,

ti difendi con il D.D.T.,

fai pesare troppo quei tuoi 'si'.

Chi sei contessa?

Tu non sei più la stessa.

Pensi che ogni cosa di concreto sia da riferire a te,

tu fai la misteriosa per nascondere un segreto che non c'è.

Ma nel tuo castello come va?

Vivi la tua vecchia nobiltà,

non sai neanche tu la verità,

vendi a caro prezzo la realtà.

Nel tuo castello come va?

Vivi la tua vecchia nobiltà,

non sai neanche tu la verità,

vendi a caro prezzo la realtà.

venerdì 24 aprile 2015

377. Capisaldi del pensiero "umanitario" di Zamenhof, l'ideatore dell'Esperanto.

Ludwig Zamenhof concepì questi principii a cavallo tra il XIX e il XX secolo!!!
"Considero la tendenza dell'umanità a separarsi in diverse etnie reciprocamente nemiche e in comunità etno-religiose come una delle più grandi infelicità della Storia, che presto o tardi devono scomparire e per la cui scomparsa devo adoperarmi per quanto sia in mio potere.
In ogni uomo vedo soltanto un essere umano, lo valuto solamente secondo il suo valore personale e il valore delle sue azioni.
Considero una barbarie qualsiasi tipo d'offesa o d'oppressione verso qualcuno di etnia, religione o stato sociale diversi dai miei."

domenica 15 marzo 2015

374. Il mito dell'androgino nel "Simposio" di Platone

Platone fa dire ad Aristofane che in origine tutti gli esseri umani dei 3 sessi, maschi, femmine e androgini, avevano 2 teste, 4 braccia, 4 gambe e 2 organi sessuali e così erano “tondi” e potenti.
Per la loro superbia scalarono l'Olimpo per spodestare gli Dèi, ma Zeus decise di intervenire e divise in 2 quegli aggressori a colpi di saetta.
Così indeboliti gli umani si misero alla ricerca della loro unità che poi Eros rese possibile infondendo nelle loro menti l’atto sessuale.
Dunque al desiderio e alla ricerca dell'intero si dà nome Amore.
Siccome i sessi erano 3, le tipologie d'amore oggi sono 2: il rapporto omosessuale, se i 2 partner facevano parte in principio di un essere umano completamente maschile o completamente femminile, e il rapporto eterosessuale, se i 2 facevano parte di un essere androgino. 
La caratteristica interessante del discorso di Aristofane risiede nel fatto che la relazione erotica fra 2 esseri umani non è messa in atto solo per giungere a un fine quale potrebbe essere la procreazione, ma ha valore per se stessa, prescindendo così dalle conseguenze.

lunedì 4 novembre 2013

338. Riflessioni d'una sindacalista bancaria: sopralluogo in un palazzo in sciopero.

Non pensavo che una giornata di sciopero potesse farmi quest'effetto. Io ho 52 anni, troppo giovane per una pensione, troppo vecchia per un mondo produttivo alla ricerca di forze a cui richiedere un contributo più alto.
Io ho sempre lavorato tanto fuori e dentro casa, con coscienza e con il desiderio di partecipare alla realtà produttiva di questo paese mal gestito ma pur sempre il nostro paese: vedere un palazzo vuoto come fosse sera inoltrata, anzi notte, senza telefoni che squillano, senza schermi accesi, senza il rumore delle stampanti che segnano il passo di un'attività lavorativa che a noi viene richiesto di sentire propria senza che essa lo sia davvero, fa un certo effetto, forse più di quando si è giovani, perché si sa che dietro ad ogni posto di lavoro c'è una storia.
L'attività che molti di noi oggi svolgono in un paese e in aziende incapaci di rinnovarsi non lascia ormai molti margini di soddisfazione ma è pur sempre l'attività che permette al lavoratore di avere una dignità altrimenti difficilmente riconoscibile dalla collettività. Quindi uno sciopero pesa. Forse ha sempre pesato, ma oggi di più.
Quanti amici e parenti abbiamo che hanno perso il posto di lavoro negli ultimi anni, spazzati via da una crisi che non hanno sicuramente voluto né hanno contribuito a creare? Girare per gli uffici vuoti e immaginare i pensieri, i sentimenti, le vite di ciascuno, il portafoglio che è sempre più leggero e con il quale parliamo senza accorgercene, mentre siamo in coda alla cassa del supermercato, è come attraversare un paese dopo una scossa di terremoto: pensieri che girano e rigirano, come sostanza alleata delle nostre braccia, delle dita che volano ogni giorno sulle tastiere davanti ai computer per versare ricchezza in un grandissimo cappello che non appartiene ai lavoratori, a cui è concesso solo guardare da fuori, come attraverso una vetrina.
In questi momenti si capisce cosa è il lavoro: il silenzio di una macchina che non produce in una fabbrica, un computer spento in una banca, il rumore dei passi che sentono se stessi uno dopo l'altro tra gli spazi vuoti e tristi, brutti, di un ambiente produttivo dai contorni sempre decisi da altri ma che, comunque, ci ospita. Sì, perché un ambiente produttivo ha una sua bellezza, ha la bellezza di essere insieme, in tanti, con tanti pezzetti di cose da fare, da mettere in comune per cucire quel grande tappeto su cui, anche se noi non sediamo, ci assicura un posto nella storia, tra i microspazi del suo ordito.
Il silenzio d'uno sciopero è pesante. Si taglia col coltello, come quello di un funerale. Ed è per questo che è ancora più doloroso che chi decide cosa fare e non fare con la ricchezza che noi gli mettiamo a disposizione ogni giorno con le nostre rinunce di carriera, i compromessi con i capi e i colleghi, il tempo regalato e non retribuito, la tolleranza dei clienti che non ci apprezzano perché noi siamo per loro i guardiani del denaro, la flessibilità nell'uso di procedure obsolete, la sopportazione dei demansionamenti e dei trasferimenti, ci costringano a questo gesto estremo, a questa apnea produttiva e relazionale per chiedergli un ravvedimento su un comportamento irresponsabile, egoista, oserei dire, infantile.
Immaginare di poter fare a meno dei lavoratori per produrre, è come immaginare di guidare un'auto senza le ruote. Il lavoro di una macchina è legato saldamente ai suoi ingranaggi e non c'è dinamismo senza intelligenza.
Se agli ingranaggi viene chiesto di fare sempre lo stesso lavoro con meno spessore, meno olio, meno aria, reggendo il peso di una macchina che è sempre più sofisticata e complessa, la macchina alla fine si ferma. Il dolore dello sciopero serve a far capire a chi gioca con la vita delle persone che la macchina richiede responsabilità e coscienza, e una generosità intelligente. Richiede di passare dall'autoritarismo all'autorevolezza, dalla dimensione dei diktat alla dimensione della condivisione della strategia per raggiungere un obiettivo più alto.
Credo che i colleghi che hanno rinunciato ad una giornata di salario per mandare un messaggio forte a chi li considera di importanza secondaria abbiano dimostrato di essere adulti, di saper volare molto in alto, nello spazio dei diritti e della lealtà. Hanno compiuto un sacrificio per far capire a chi guida la macchina che, senza di loro, non è nessuno e questo deve darci la serenità di condurre anche le prossime lotte con la tranquilla determinazione di chi sa di essere dalla parte del bene e della ragione.

giovedì 6 giugno 2013

328. Montalbano nel mondo...!

Da esplorare il sito www.vigata.org!!
In francese si direbbe “je suis Montalbano”. Ma come si fa a rendere all’estero la difficile prosa di Andrea Camilleri?
“Montalbano sono!” Perché piace questo personaggio semplice, misantropo, disincantato e sarcastico? Forse perché è un burbero, ma di una durezza un po’ goffa, e di grande sensibilità e umanità. Un vincente per il solo fatto di essere leale e onesto fino in fondo. Il fatto è che il commissario disegnato da Andrea Camilleri piace anche all’estero, dove la particolare lingua dello scrittore siciliano potrebbe non essere assaporata, nelle sue tante sfumature, come da noi.
Oltre che nelle lingue più parlate e diffuse al mondo, è stato tradotto persino in catalano, giapponese, turco e finlandese.
In Francia non si usa solo la solita “r” francese, ma a Sud e sui Pirenei anche una “r” arrotolata e dura, simile a quella siciliana e spagnola: questo ha pensato Serge Quadruppani, scrittore e traduttore parigino adottato dalla Sicilia, che con metodo e fantasia è riuscito a far sentire la diversità delle tre lingue usate da Camilleri. Dice: “Ho usato il francese per tradurre l’italiano vero e proprio, mentre per l’italo-siciliano ho preso in prestito vocaboli e modi di dire dialettali del sud della Francia". Per esempio, “picciriddu”, bambino, in Provenza si dice “minou” o “pitchounet”, però i dialetti francesi non hanno un vocabolario così vasto come il siciliano e quindi alcuni termini, come ‘taliare’ o ‘spiare’, sono andati persi, tradotti con gli equivalenti francesi di guardare e chiedere. Le frasi in siciliano stretto sono invece state riportate tali e quali, traducendole tra parentesi. Il Maigret di Sicilia parla una lingua originale, tutta sua ed esilarante, e i suoi gialli vendono in media 30-40 mila copie ciascuno. Oggi Camilleri è l’autore italiano più letto in Francia, e Quadruppani, ora suo amico, va spesso a trovarlo a Roma, città d’adozione di entrambi. Il traduttore ha una compagna palermitana, la traduttrice dei suoi libri in italiano, e per questo è doppiamente legato alla Sicilia.

lunedì 7 gennaio 2013

299. Sonno Convulsivo?

L'epilessia notturna del lobo frontale è una rara forma parziale, geneticamente inquadrata come autosomica dominante, di recente definizione: causa frequenti, brevi e violente crisi convulsive durante il sonno, con complessi movimenti quali pugni serrati, innalzamento o abbassamento delle braccia e piegamento delle ginocchia, spesso accompagnati da grida, gemiti o pianto.
Spesso erroneamente diagnosticata come incubo o disturbo psichiatrico, a causa dei sintomi comuni alle parasonnie, consiste in serie ravvicinate di attacchi anche sin dall’infanzia.
da varie fonti

domenica 30 dicembre 2012

296. poesia da una Missione in Asia

Senza

Qui a Monglin vivo senza casa,
m’alzo senza sveglia, mi lavo senza catino, 
mangio senza tovaglia, 
vado a caccia senza licenza, 
viaggio senza soldi, 
imbroglio senza colpa, 
lavoro senza posa, 
vado a spasso senza scarpe, 
sono allegro senza teatro, 
studio lingue senza fine, 
non passo giorno senza fastidi, 
campo senza amici, 
sfamo quaranta ragazzi senza scrupoli, 
invecchio senza accorgermi, 
e di certo morrò senza rimorsi.

mercoledì 12 dicembre 2012

293. Berlusconi: strategie e interessi

compendio da wikipedia.org e da marcodellaluna.info/sito/ 
Marco Della Luna, teorico del complotto sul signoraggio: 11/12/2012. 
Il signoraggio è l'insieme dei redditi di un governo, da una base monetaria monopolistica: al giorno d'oggi le banche centrali stampano le banconote mentre le zecche governative coniano le monete metalliche, ed entrambi hanno un reddito da signoraggio, che è tra le fonti che finanziano la spesa pubblica eccedente alla raccolta di tributi.
Italia: se alle elezioni politiche vince il PD, si completerà il dissanguamento monetario e la cessione di sovranità dal nostro Paese al corporate capital franco-tedesco, e saremo fritti, ma lo saremo anche se vince Berlusconi, perché la sua vittoria non andrebbe oltre a una sostanziale parità in Senato, col Paese ingovernabile, scatenando attacchi giudiziari e speculazione internazionale e aprendo l' emergenza con un Monti-bis + Troika commissariale: depredazione rapida e violenta di quel che resta di valido nel paese,  verso una letale depressione.
Drammatica convalida a breve del mio ormai decennale consiglio: chi può, emigri.
Escludendo che Berlusconi segua personalmente il mio consiglio, ha due strategie tra cui scegliere:
a) Mettersi nella posizione di massima forza politica per negoziare sua ritirata o collaborazione in cambio di una soluzione per i suoi processi e per le sue aziende di famiglia da cui un programma ambiguo e oscillante tra il moderato e il populista;
b) Rompere il meccanismo generale spiegando che l’Euro, come non-moneta ma sistema di blocco dei cambi, ha avuto, e lo si sapeva, effetti distruttivi sui paesi meno competitivi, indebitati e assoggettati ai più forti, che l’eurosistema e le sue austerità sono per asservire l’Italia e i suoi lavoratori agli interessi del capitale franco-tedesco, che la Germania è forte perché nasconde il suo enorme debito implicito e i buchi di bilancio delle sue banche, e che quindi se non ci si ribella si sarà schiavi di un nuovo sistema di Lager di lavori forzati al servizio del popolo superiore da cui un programma per proporre a Germania, Francia e altri Stati forti una riforma dell’eurosistema che riequilibri le bilance commerciali, che finanzi investimenti pubblici e privati a lungo termine, che ristabilisca la parità di diritti tra i paesi membri. 
Il ricatto è l'uscita dall’eurosistema, il ritorno alla Lira, alla banca centrale pre-1981, e ai vincoli di portafoglio per le banche di credito, togliendo il rifinanziamento del debito pubblico dai mercati speculativi, visto che con l'affido alla speculazione esso è raddoppiato senza alcun beneficio per l’efficienza del paese, e visto che paesi che hanno un debito pubblico molto più grosso rispetto al pil, come USA e Giappone, pagano tassi di interesse molto bassi proprio perché il loro debito non è posto sui mercati speculativi e la loro banca centrale garantisce il suo acquisto. Necessaria anche l'uscita dal Mercato Comune ripristinando controlli e limitazioni sull’ingresso di capitali stranieri, per impedire che questi vengano a fare shopping degli assets italiani. Controllando la banca centrale e potendo regolare il credito, assicureremo liquidità agli investimenti sani, pubblici e privati, ridaremo fiato ai consumi, riassorbiremo la disoccupazione. 
Berlusconi non raccoglierà la forza per governare il paese, ma, con un’opportuna campagna d'informazione e denuncia, e magari bocciando la legge di bilancio, può essere abbastanza forte da far saltare eurosistema e eurostrategie, che non sono certamente nell’interesse nazionale italiano, ma di chi ha avuto la forza di imporle. Se vuole passare alla storia, questa è la via. 

venerdì 26 ottobre 2012

285. Ultima fermata Dallas di Massimo Gramellini

Dopo Silvio, anche J. R. ha fatto un passo indietro, precipitando in un burrone di sbadigli che ha costretto Canale 5 a sospendere la nuova serie di Dallas già alla seconda puntata: coincidenze ineffabili. Chi fra voi è diversamente giovane ricorderà come la saga dei petrolieri texani abbia segnato il destino pubblico del Cavaliere: prima di "Dallas", imprenditore in carriera come tanti, dopo "Dallas", il rabdomante dei gusti popolari che acquista uno sceneggiato americano rottamato dalla Rai e trasforma Canale 5 e se stesso in fenomeni televisivi di massa. Senza "Dallas" non avremmo avuto il ventennio berlusconiano? Fu quel telefilm a lanciare la tv commerciale in Italia e a rieducare al ribasso i palati degli italiani, abituandoli al lusso volgare, alla ricchezza ostentata, al cinismo simpatico e agli altri stereotipi con cui la cultura pop degli Anni Ottanta ha innervato la proposta politica del berlusconismo.
La riproposizione 30 anni dopo di quei valori di sfrontato materialismo va letta come ultimo tentativo di restare aggrappati a un mondo della memoria: patetico. La seconda serie, coi divi incartapecoriti fra giovani affamati di denaro e potere, restituiva l’atmosfera falsamente allegra di certe «cene eleganti» o, nei momenti peggiori, dei vertici di palazzo Grazioli. E la faccia liftata dell’ottantenne J.R. richiamava inesorabilmente quella che ieri, col sopracciglio sinistro ormai paralizzato dal bisturi, ha letto sul gobbo di una telecamera il suo testamento politico.
 
da La Stampa 26/10/2012

lunedì 22 ottobre 2012

284. La "bufala" su Hollande: ma perché inventarla?

Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo: ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo-welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento (12 righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo che un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o stupido, o disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure.
Via con le Peugeot e le Citroen! 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.
Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito socialmente immorale) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.
Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.
Ha istituito il “bonus-cultura” presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociali.
Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di imprenditori statali che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani-business legati a strategie di mercato avanzate.
Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare.
Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno. 
Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo-garanzia-welfare che attribuisce a donne mamme singole in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di 5 anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per 3 anni se il bambino è più grande: il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.
Risultato: ma guarda un po’!!! SURPRISE!! Lo spread coi bund tedeschi è sceso, per magia, arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470). L’inflazione non è¨ salita. La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da 3 anni a questa parte.
da Repubblica e Il Sole 24 ore

giovedì 18 ottobre 2012

283. Neuromodulazione

La neuromodulazione è un processo elettrofisiologico o chimico che interagisce con la normale attività di neurotrasmissione sensoriale del sistema nervoso centrale di un soggetto.
Ad esempio l'applicazione di un campo elettrico a radio frequenza pulsata nel canale epidurale costituisce una neuromodulazione delle radici spinali. L'interazione di tale segnale con i segnali neurofisiologici del paziente, produce un effetto che viene interpretato come "shock" o "stupore" cellulare delle cellule nervose. Queste sopravvivono al trattamento perché l'applicazione del campo avviene a 42 °C.

mercoledì 26 settembre 2012

279. Spagna Indignada in sommossa!!

Compendio da “Il Manifesto” e “Repubblica” dal 22 al 25 settembre 2012, e da Wikipedia.

Catalogna, Paese Basco e Galizia tolgono il sonno ai governi spagnoli dalla fine della dittatura franchista a oggi. Queste tre comunità autonome sono nazionalità storiche: la costituzione si basa sull'indissolubile unità della Nazione spagnola, che però riconosce e garantisce il diritto all'autonomia delle nazionalità e regioni che la integrano. L'arrivo di Zapatero fece leva proprio su un'idea di una Spagna plurale, in cui le comunità che lo hanno desiderato hanno ri-scritto i propri statuti.
Le tensioni stanno esplodendo oggi fra le mani di Rajoy. Lo scontento che sta montando in tutto il paese, in Catalogna prende la forma di un nazionalismo che non era mai sembrato tanto maggioritario come oggi, dopo la manifestazione dell'11 settembre. Il CiU, al governo in Catalogna, è in difficoltà: nel capoluogo Barcellona campeggia ovunque la scritta «L'indipendenza è la soluzione», segno che la sinistra catalana ha smarrito la capacità di agglutinare le forze per combattere le iniquità sociali. Dopo un incontro fra Rajoy e il presidente catalano Artur Mas, si scioglierà il “Parlament” catalano per elezioni anticipate in cui il partito CiU spera di vincere a man bassa, nonostante gli spaventosi tagli a cui ha sottoposto i catalani. Si aggiunge la probabile sconfitta dell'attuale presidente galiziano popolare Alberto Núñez Feijóo e la probabile vittoria nazionalista basca nelle prossime elezioni a ottobre.
Il 24 settembre scontri a Madrid tra polizia e "Indignados", a migliaia in piazza per protestare contro una manovra economica giudicata durissima e iniqua del governo Rajoy, al grido di "Dimissioni", "Democrazia sequestrata dai mercati finanziari" e "Non ce ne andremo finché non sarà uscito l'ultimo deputato". Cortei senza incidenti fino alle 19, poi gli animi si sono surriscaldati: almeno 28 arresti e 64 feriti. Le forze di sicurezza antisommossa hanno usato anche proiettili di gomma per disperdere in plaza Neptuno i drappelli di manifestanti che lanciavano oggetti e premevano sulle alte recinzioni di ferro della Camera, riunita in sessione plenaria. Obiettivo della manifestazione, convocata nelle reti sociali dal coordinamento 25-S, era cingere in maniera simbolica il Parlamento, che forse correva il rischio di un’occupazione, e "salvare" la sede della sovranità popolare dal "sequestro” compiuto dalla Troika e dai mercati.
Allarmi lanciati sul fronte dell'ordine pubblico da Cristina Cifuentes, delegata governativa alla Comunità autonoma di Madrid, e da Maria Dolores de Cospedal, segretaria generale del Partito Popolare: paragone della mobilitazione col tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981, con l'irruzione dei militari golpisti nel Parlamento.
Previste nuove manifestazioni: comincia a vacillare il potere Popolare.

martedì 25 settembre 2012

278. Bilderberg: le premesse non parevano così tremende....

Traduzione di uno stralcio d'un discorso d'intenti del Principe Consorte Bernardo d'Olanda a una delle prime riunioni promosse da lui, dal polacco Jòzef Retinger e dai Rockefeller nel 1954: il Club Bilderberg diventò poi, per i nomi intervenuti negli anni, il primario appuntamento della politica economica mondiale, assolutamente segretato e scarsissimamente mediatizzato.  
"Alcuni anni fa, un ampio gruppo di persone accusò la propria crescente sfiducia verso gli Stati Uniti, scatenando la paura diffusa su entrambi i lati dell'Atlantico: nel 1952 ho incontrato la possibilità di rimuovere diffidenza, sospetto e mancanza di fiducia verso gli accordi stretti tra Alleati alla fine della II^ Guerra Mondiale. I nostri incontri offrono una grande causa, degna della fiducia della gente, per rispettare chi lavora nella politica nazionale ed internazionale e coloro che hanno avuto rapporti personali coi leader in tali difficoltà."

martedì 11 settembre 2012

276. La compagna Anghela!!

dal Manifesto 04/09/2012 - articolo di Alessandro Robecchi
La stagione dei testacoda è lunga e complessa. Il «compagno» Fini che mandava a quel paese il principale era già una follia. Il «compagno» Monti che usava la parola «equità» era una visione. E ora, come dovremmo catalogare il duro attacco della «compagna» Angela Merkel nientemeno che al moloch più potente e inafferrabile del pianeta, il famigerato mercato che tremare il mondo fa? «I mercati sono contro il popolo», ha detto la Merkel in Baviera, ospite dei soci-cugini della Csu. Una frase che probabilmente in tedesco suona benissimo, ma che pareva credibile soltanto - finora - se detta un secolo e mezzo fa da un filosofo con grossa barba e idee chiare non ancora passate di moda. Invece no.
A tuonare contro i mercati che «hanno permesso a pochi di arricchirsi e invece hanno impoverito la maggioranza» è proprio Angela Merkel, e come testacoda non c'è male davvero.
Contrordine, liberali! Avete presente quella manina che tutto sistema, che tutto livella, che lasciata senza regole se la lasci fare sistema tutto lei tipo Padre Pio in stato di grazia che fa il miracolo? Ecco, invece era una falce sterminatrice, una specie di veleno che frega i molti per far felici pochi, pochissimi, anzi, che possono essere felici solo nella misura in cui gli altri patiscono. Liberisti di tutto il mondo, pentitevi! Se lo dice Angela, che del mercato ha fino a ieri tenuto la bandiera, la spada e i cordoni della borsa (chiedete ai greci!), allora i casi sono due. O il testacoda è clamoroso e inaudito - qualcosa che potrebbe cambiare gli equilibri europei, se non mondiali - oppure la tattica comanda, le elezioni si avvicinano, la Merkel e la sua Cdu annusano aria di disastro, e le parole in libertà non sono una peculiarità solo italiana. La seconda ipotesi sembra la più probabile, ovvio, anche se la tentazione di alzare il ditino e dire: «Noi lo diciamo da sempre» è forte. Ma c'è un'altra possibilità da prendere in considerazione. Che la «compagna» Merkel, campionessa di un mercato finora florido e vincente (industria, manifattura, fabbriche, prodotti), veda alfine lo strapotere di un altro mercato: finanza, speculazione, strumenti avvelenati di economia senza produttori. Insomma: ecco il padrone di un'economia materiale che si accorge (era l'ora!) che un altro mercato - non meno cinico, non meno baro - lo minaccia da vicino. Questo spiegherebbe il plurale (i mercati), ma rivelerebbe anche una vecchia immutabile realtà: che nel mondo del Capitale, ognuno è proletario a qualcun altro, che il mercato alla fine frega tutti, anche gli alfieri del mercato che tirano i cordoni della borsa agli altri. Può sembrare giustizia, alla fine, ma è un abbaglio: è la solita ingiustizia del mercato, singolare o plurale che sia.

mercoledì 18 luglio 2012

268. PROGRAMMA 1976 della P2: ORWELL O GELLI?

Da http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/

IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DELLA P2

Quanto di questo programma è stato fino ad oggi realizzato?
Il Piano di rinascita democratica fu sequestrato all’aeroporto di Fiumicino nel sottofondo malamente camuffato di una valigia di Maria Grazia, figlia di LICIO GELLI, che stava tornando in Italia da Nizza.
Il documento è databile attorno al 1976.
Dopo averli fatti rinvenire, GELLI ha avuto cura di introdurre nuovi elementi di confusione precisando, nel giugno del 1984, che il Piano di rinascita non è mai esistito. Esso era solo un insieme di appunti che dovevano servire da scaletta per una serie di articoli e relazioni.
“Non era altro – dirà lo stesso Gelli - che un'esposizione sullo stato della nazione, lecita per qualsiasi cittadino che voglia esprimere il suo punto di vista sull'andamento generale del paese".
Sta di fatto che – a ben vedere – "alcuni" obiettivi contenuti in quel Piano di Rinascita risultano oggi applicati.
Lasciamo al lettore il giusto e la curiosità di scoprire quali.

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PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA

PREMESSA
1) L'aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistem.a
2) Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi – di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione - successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI
1) Nell'ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: quotidiani Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia e periodici Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana.
La RAI-TV va dimenticata.
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori.
d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da preporre ai singoli dicasteri.
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi.
f) il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell'operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico-finanziario.
La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare.
Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI

1) Nei confronti del mondo politico occorre:

a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica.
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti - con i dovuti controlli - a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti.
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti club promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominatim.

Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovrà
essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente.
Ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.

In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia.
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata.
c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale.
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art.21 della Costituzione.
3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.

3) Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell'incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all'altra potesi.

4) Governo, Magistratura e Parlamento.

E' evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze.
E' comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono – salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa ed ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass.Naz.Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E' sufficiente stabilire un raccordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell'interno del corpo anche ai fini di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elemento di equilibrio della società e non già di evasione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di una équipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee di "ripresa democratica" è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all'attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi ed anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI

Per programmi s'intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in forma di:

a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare – concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l'attuale tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di "registrare" - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL ed una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduto;
2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi lo anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei abbisogni in tema d'occupazione.
Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici – nonché la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'equalitarismo assoluto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata. Il rimedio consiste nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo “ titolo di studio – posto di lavoro”, nel predisporre strutture docenti valide, nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tendendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.

Detti programmi possono essere resi esecutivi - occorrendo – con normativa d'urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine. Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario per cui le modifiche più urgenti investono:
- la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati
- il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari
- la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari)
- la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata - nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull'ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo

1- legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost.art.95) per determinare competenze e numero ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2- legge sulla programmazione globale (Costit.art.41) incentrata su un Ministero dell'economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PP.SS - Medicredito - Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d'incontro delle forze sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d'incontro con il Parlamento e le Regioni;
3- riforma dell'amministrazione.(Costit.articoli 28-97 e 98) fondata sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4- definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazioni delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell'ambito delle leggi cornice.

a3) Ordinamento del Parlamento:

1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost.art.64) fra maggioranza-Governo, da un lato, e opposizione, dall'altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica.
3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.

b) Provvedimenti economico-sociali;
b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30' effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno - Natale - Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività - anche per sorteggio - in tutti i periodi dell'anno, sia per annualizzare l'attività dell'industria turistica, sia per evitare la "sindrome estiva" che blocca le attività produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
1- revisione delle aliquote per i lavoratori. Dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2- nettizzazione all'origine di tutti gli stipendi e i salari della P. A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
3- inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4- abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare indirettamente la ricerca pura ed il relativo impiego di intellettualità;
5- alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
6- reciprocità fra Stato e dichiarante nell'obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed accertati;
b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e sollecitare meglio l'autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciproci che si risolvono – nel gioco degli interessi - in passività inutili dello stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case-ospedali-scuole-trasporti) da alimentare con:
1 - sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili- generi di lusso);
2 - proventi dagli inasprimenti fiscali ex b5)4;
3 - finanziamenti e prestiti esteri su programmi di spesa;
4 - stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 - diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L.7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto).
Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall'intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all'edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I - turistico;
Il - trasporti marittimi
III - agricolo-specializzato (primizie-zootecnica);
IV - energetico convenzionale e futuribile (Nucleare-geometrico-solare);
V - industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d'opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.
c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il Paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda . Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano annata e di violenza in generale.
d) Altro punto chiave è l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".

MEDIO E LUNGO TERMINE
Nel presupposto dell'attuazione di un programma di emergenza a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l'avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d'ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economicosociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l'elencazione di problemi e relativi rimedi.

a) Provvedimenti istituzionali

a1) Ordinamento giudiziario

I unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M. è distinto dai Giudici),

Il responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M. (modifica costituzionale);

III istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici

giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi d'istruzione;

IV riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);

V riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile

VI esperimento di elezione di magistrati (Costituzione art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in

possesso di particolari requisiti morali;

a2) Ordinamento del Governo

I modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto daIla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;

Il modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari

III revisioni della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per

modificarne la natura da competenza in cassa);

IV revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;

V riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari

a3) Ordinamento del Parlamento

I nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proprozionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);

Il modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed al Senato preponderanza economica (esame del bilancio);

III Stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);

IV Stabilire che i decreti-legge sono inemendabili:

a4) Ordinamento di altri organi istituzionali

1) Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);

2) Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l'ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);

3) Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici.

Provvedimenti economico sociali:

b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro ed un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);

b2) nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;

b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l'obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;

b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;

b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo:

1) Il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità;

2) il controllo rigido sulle pensioni di invalidità;

3) l'eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;

b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati e limitando il diritto di sciopero nel senso di:

1) introdurre l'obbligo di preavviso dopo avere esperito il concordato;

2) escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;

3) limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;

b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco)

b8) nuova legislazione sull'assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);

b9) legislazione antimonopolio (modello USA);

b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);

b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);

b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco

c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI - TV.

ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA

- Governatore Banca d'Italia
- Direttore Generale B.ca It.
- Presidente IRI (e finanziarie dipendenti)
- Dir. Gen. - “
- Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
- Dir. Gen. “
- Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM-EFIMCinema
- Terme)
- Presidente Cassa Mezzog
- Dir. Gen. “
- Presidente IMI
- Dir. Gen. “
- Presidente Mediobanca
- Dir. Gen. “
- Presidente Mediocredito Centrale
- Dir. Gen. “
- Presidente ICIPU
- Dir. Gen. “
- Presidente INA
- Dir. Gen. “
- Presidente INPS
- Dir. Gen. “
- Presidente INAM
- Dir. Gen. “
- Presidente INADEL
- Dir. Gen. “



MAGISTRATURA

Primo Pres. Corte Cass.
Proc. Gener. “ “
Avv. Gener. “ “
Pres. C.A. Roma
Proc. Gen. C.A. Milano
Pres. Trib. Torino
Proc. Repubbl. Venezia
Cons. Istrutt. Bologna
Firenze
Napoli
Bari
Catanzaro
Palermo

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

- Presidente Consiglio di Stato
- Presidente Corte dei Conti
- Procuratore Generale Corte dei Conti
- Ragioniere generale dello Stato
- Segretario Generale Ministero Affari Esteri
- Segretario Generale Programmazione
- Capo della Polizia
- Direttore Generale FF.SS
- Direttore Generale PP.TT
- Direttore Generale ANAS
- Direttore Generale Tesoro
- Direttore Generale II.DD.
- Direttore Generale II. Indiri.
- Direttore Generale UTE
- Direttore Generale fonti d'energia
- Direttore Generale produzione industriale
- Direttore Generale produzione industriale
- Direttore Generale valute
- Direttori Generali istruzione elementare

secondaria 1° grado
superiore
tecnica
professionale
universitaria

CORPI MILITARI

- Capo S.M. Difesa
- Capo S.M. Esercito
- Capo S.M. Marina
- Capo S.M. Aeronautica
- Com.te Arma CC.
- Capo S.M. Guardia Fin.
- Com ti Regioni Territoriali Eserc
- Com.ti Zone Aeree
- Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
- Com.te Guardie PS
- Com.te Guardie Forestali
- Com.te Guardie Carcerarie
- Com.te Sid.