lunedì 16 aprile 2012

259. Al di là del tifo calcistico...

Per ricordare un grande amico dell'Inter, lunedì 16 aprile, alle 10.30, presso Palazzo Jung, in v.Lincoln 73 a Palermo, ci sarà Mario Corso, in rappresentanza dell'Inter, a presentare "Il cane di Zenone è molto più veloce di me", romanzo verità di Claudio Zarcone a ricordo del figlio Norman che il 13 settembre 2010 si lasciò cadere dal settimo piano della Facoltà di Lettere come segno di protesta contro le baronie univesitarie.
Norman, 27 anni, due lauree in filosofia con lode, un dottorato al terzo e ultimo anno, bagnino d'estate per apprendere l'etica del lavoro, Interistissimo: papà Claudio ha scritto il libro che non avrebbe mai voluto scrivere, con l'Inter  ancora una volta a fianco della famiglia: già Massimo Moratti c'era il 4 maggio 2011 all'inaugurazione dello "Spazio Generazione Norman", a Palermo. in questo romanzo-verità si racconta una storia che ha commosso e commuove: Norman Zarcone è diventato icona di una generazione di giovani dal futuro incerto, di cervelli costretti a fuggire all'estero per vedersi riconosciuti. Nelle scorse settimane,  l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha istituito due borse di studio alla memoria di Norman, dedicate ai giovani aspiranti pubblicisti che sosterranno i migliori colloqui. E non casualmente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il proprio, personale cordoglio alla famiglia Zarcone nel corso di un'udienza privata.

sabato 7 aprile 2012

258. Tu sei il mio sole

traduzione di 'O sole mio

Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!

Ma che bellezza un giorno di sole, aria serena dopo la tempesta!
Con l'aria fresca sembra già una festa, ma che bellezza un giorno di sole!

Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!

Brillano i vetri della tua finestra, una lavandaia canta e se ne vanta
e mentre strizza, stende e canta, brillano i vetri della tua finestra!

Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!
Quando viene sera ed il sole tramonta, mi assale la malinconia, ..
Resterei sotto la tua finestra, quando fa sera ed il sole tramonta.

Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio e in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!

venerdì 6 aprile 2012

257. Petizione in rete per legge antiviolenza in Marocco

riassunto da avaaz.com / aprile 2012  -  http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl
In Marocco giorni fa Amina Filali, 16enne stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: unico modo per sfuggire all'inferno in cui il suo stupratore e la legge l'avevano rinchiusa.
L'articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne: dal 2006 il governo promette contro questo orrore di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne......!
A centinaia i marocchini sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento reale, accendendo i riflettori sul Primo ministro e su tutto il governo, e i media internazionali hanno raccontato la notizia.
Dopo che Amina è stata violentata, la sua famiglia ha sporto denuncia nella città di Larache. Invece di processare lo stupratore, il giudice gli ha offerto la possibilità di sposare la sua vittima, e la famiglia di Amina ha accettato.
A fronte dell'ondata d'indignazione globale, il governo ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene che la relazione è stata consensuale, senza prove che lo dimostrino: il governo spesso colpevolizzerebbe le vittime per insabbiare tutto, mentre la legge è ancora chiusa in un cassetto.
Da tempo le associazioni per i diritti delle donne portano avanti questa battaglia: ora l'ordinamento marocchino DEVE rinunciare a questa tradizione sciagurata e proteggere finalmente le donne.
Ci vuole una legge forte che fermi la violenza contro le donne e che includa l'abolizione dell'articolo 475. Appena raggiunte le 250.000 firme la petizione internazionale verrà consegnata direttamente ai magistrati competenti!!

venerdì 30 marzo 2012

256. L'Assenza

L’attesa così lunga esaurisce la pazienza
Ricordi così fitti hanno ucciso l’innocenza
Mi riempio di paure, mi chiudo alla vita,
Ho in mente il tuo affetto e il tuo sorriso

La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati

Ci sono voci antiche in un pozzo di tristezza
e un sentimento azzurro sta dietro la tua assenza
s’io fossi un gabbiano davanti a te sarei
s‘io fossi una lepre io mai mi stancherei

La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati

Mi manca il tuo conforto, la tua voce e il tuo sguardo,
Se mai ci rivedremo non so neanche dove e quando,
La nostalgia è l’unica amica con cui esco
Nemmeno viaggio più, né rido più né mi diverto

La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati


traduzione da Ausencia (Tu ausencia) di Goran Bregovic ispirata da entrambi i testi,
quello capoverdiano per Cesària Evora e quello in spagnolo per gli Amparanoia.

255. 2 belle chiacchiere con Ahdaf Sweif.

Compendio di un'intervista di Radiopopolare
Cairo, per tutti gli egiziani, è anche Masr, la stessa parola che si usa per definire l’intero paese. Masr, Egitto, e il Cairo è la parte per il tutto. Lo stesso è successo con la rivoluzione. Diffusa su tutto il territorio, da nord a sud. Eppure, di questa rivoluzione difficile e ancora in corso, ricordiamo quasi solo Tahrir, la piazza della Liberazione.
“Ehi, Masr, ne è passato di tempo. Ci eri mancata”, dice un uomo, mentre osserva la folla in piazza Tahrir, il 1 febbraio del 2011. Accanto a lui lo ascolta Ahdaf Sweif, e dopo poco meno di 1anno ne ricorda questa frase, così semplice, nel suo "viaggio" nella sua rivoluzione, libro appena edito da Bloomsbury, con un titolo che dice già tutto: Cairo, my City, our Revolution.
“E’ vero. La città ha riaffermato se stessa come centro civile del paese”, dice la scrittrice egiziana dalla sua casa cairota nel quartiere di Zamalek. E' tra le più note esponenti della "diaspora" egiziana in Gran Bretagna, giornalista sul "Guardian", autrice di romanzi affascinanti, Ahdaf Sweif ha raccontato la rivoluzione del 25 gennaio 2011 sulle grandi tv britanniche. E la sua doppia anima egiziana e inglese ha lasciato, per il momento, la sua villetta silenziosa di Wimbledon.
“Intendiamoci, gli attivisti di Tahrir vogliono la decentralizzazione. Per esempio, per la riforma delle forze di sicurezza, o quella dei consigli locali rinnovati che dovrebbero avere un ruolo importante”, precisa l’autrice de Il Profumo delle Notti sul Nilo (Piemme). “Il Cairo, però, rimane il cuore della rivoluzione. La città si è ripresa la sua centralità: il potere l’aveva abbandonata da anni al suo destino gestito nei quartieri-bene, nelle città satellite, nelle macchine nere dei cortei ufficiali, praticamente trasferito a Sharm el Sheykh, perché lì  Mubarak riceveva i suoi ospiti stranieri, e convocava i summit internazionali. Non nella capitale, megalopoli da venti milioni di abitanti, un quarto della popolazione egiziana. Al Cairo era stata tolta autorità. La città era stata lentamente uccisa, ma con la rivoluzione è tornata al centro del paese. E ora è tutto un rifiorire di arte, di attività, di vita”. Nonostante la violenza degli ultimi mesi.
La sua Cairo decaduta. La città della sua infanzia, adolescenza, gioventù. La città delle donne della sua famiglia: forti, appassionate. Ahdaf Sweif racconta se stessa, e gli altri intellettuali egiziani, i dettagli della Cairo di un tempo, assieme a una rivoluzione non ancora conclusa.
Una rivoluzione di ragazzi. Dei suoi ragazzi. A piazza Tahrir c’è suo figlio, Omar Robert Hamilton, regista di corti e documentari che con altri attivisti di Tahrir ha creato un collettivo per la produzione e la distribuzione di video su YouTube, Mosiryin. Ci sono i suoi nipoti, i figli di sua sorella Leyla e di suo cognato Ahmed Seif al Islam, entrambi figure storiche dell’opposizione. Figlio e nipoti sono tra gli attivisti più importanti. Mona Seif, che si batte contro i tribunali militari. E soprattutto Alaa Abdel Fattah, a buon titolo una delle figure carismatiche di Tahrir. Un ruolo che, però, a lui sta stretto, nonostante il paese si sia mobilitato, lo scorso autunno, quando un tribunale militare lo ha messo in galera per due mesi, da fine ottobre a Natale, e la sua famiglia è stata a suo modo adottata dalla rivoluzione. “Mi fermavano per strada”, racconta. “Mi chiedevano se ero la zia di Alaa. Mi lasciavano regali per lui. Come quel signore che mi ha fermato, ha aperto il suo portafogli, e ha tirato fuori una piccola foto di sua figlia, dicendomi: ‘Gliela dia, perché è la cosa più preziosa che ho’. Mi chiedevano come stesse sua moglie Manal Hassan, che ha poi partorito il piccolo Khaled,  mentre lui era in prigione.
“Alaa, mio nipote, non è un leader. Lui si definisce un facilitatore. Uno che riesce a tirar fuori quello che la strada vuole. D’altro canto gli attivisti più conosciuti non potrebbero imporre quel che pensano alla piazza”.
Ahdaf Sweif è orgogliosa degli shabab, dei ragazzi. A loro ha dedicato il libro.
“Sono diversi da noi. Diretti. Estremamente sicuri di se stessi. Sanno perfettamente ciò che vogliono. Hanno una precisa coscienza politica, e non sono per nulla ingenui. Certo, li abbiamo tirati su noi: un ruolo che ci riconoscono, con estremo garbo, quando ci dicono che senza la nostra dissidenza non sarebbero dove sono ora”. Nonostante questo garbo, però, Ahdaf Sweif sa perfettamente che a far la rivoluzione sono stati i ragazzi, e non loro, gli ex giovani. “Mi si spezza il cuore”, dice commossa. “Perché sono loro a rischiare. Sono i ragazzi i martiri, gli shuhada di questa rivoluzione. Hanno perso la vita, gli occhi, sono rimasti mutilati. Su questo, l’atteggiamento dei genitori dei martiri è lo stesso: E’ per il loro coraggio che non si può tornare indietro. Perché non siano morti invano”. Un atteggiamento, quello di Ahdaf Sweif, che si può descrivere come romantico? “E allora? Che cosa c’è di male a essere romantiche? Pensi alle richieste semplici, chiare di Piazza Tahrir. Le tre parole che hanno segnato la nostra rivoluzione. Pane, libertà, giustizia sociale. Se questo vuol dire essere romantiche, sì, allora lo sono”.

giovedì 29 marzo 2012

254. In Cile morto il giovane gay torturato dai neonazisti

(Compendio dal Corriere della Sera)
Morto martedì sera DANIEL ZAMUDIO, il giovane gay aggredito e torturato dai neonazi per 6 ore d’inferno in pieno centro a Santiago del Cile: l'annuncio è stato dato dal direttore del Policlinico di Santiago del Cile, il Posta Central.
Zamudio, che aveva 24 anni, era stato assalito a inizio marzo in un parco della città, il San Borja: gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia, lo hanno colpito al cranio con un masso e poi è stato ridotto in fin di vita a calci e pugni. Tutto questo in un punto centrale della città, nonostante la presenza di una casermetta dei carabinieri a guardia di un monumento nazionale. Il 10 marzo sono stati arrestati 4 neonazisti tra i 19 e i 26 anni con l'accusa di tentato omicidio, accusa che ora naturalmente sarà modificata. Rischiano dai 10 anni all'ergastolo. Da domenica sera, decretata la morte cerebrale per Zamudio, numerosi si sono recati all'ospedale per testimoniare il proprio dolore e sostegno, lasciando fiori e candele. Il portavoce del Movilh, Movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno, ha ribadito al giornale El Mostrador che Zamudio «è una vittima dell'intolleranza, dell'omofobia e dell'odio che certe persone coltivano», e che coloro che non hanno voluto una legge antidiscriminazione «sono i primi discriminatori».

martedì 27 marzo 2012

253. Ho ucciso e ucciderò.....

lunedì 24 ottobre 2011
Ho ucciso e ucciderò
Me stesso.
Ho cominciato da me, ad uccidere; attraverso comportamenti ed azioni. Ho proseguito.
Ogni giorno, con comportamenti ed azioni, ad uccidere il mio prossimo, per anni, inconsapevolmente, più o meno, ma me stesso sì.
I miei vicini, i miei connazionali, gli extracomunitari, le persone di tutto il mondo; con il mio singolo comportamento ho ucciso e sto continuando a farlo; senza nessuna scelta etica, contribuendo con il mio enorme apporto, così come altri milioni di miei simili, uccidendo miliardi di persone: pochi milioni che ne uccidono miliardi, compresi loro stessi: Noi stessi.
Penso che proprio sottovalutando il proprio singolo apporto si sia arrivati a far coincidere un disastro planetario: l’apporto di ognuno è enorme e sottovalutarlo è criminale.
Conduco una vita senza soddisfazioni e faccio ben poco per cambiare lo scenario della mia vita, e così come me tantissime persone: ci accontentiamo e ci sentiamo fortunati. Ma abbiamo troppo se lo confrontiamo con altri popoli meno “fortunati”, e non mancano i conflitti, le lotte politiche; la rincorsa ad una Crescita impossibile da sostenere.
Non è solo la violenza che genera la violenza, ma anche la scelta del modo di vivere, che genera violenza a migliaia di chilometri da noi. Ed è pensando a questo che si dovrebbe ragionare sul perché i Governanti sono così distanti dal voler cambiare questo modo di vivere di una piccola parte del mondo; perché incalzano le solite tesi fasulle della finanza e del commercio; del debito; perché rifinanziano le Banche con i soldi dello Stato facendo finta che non siano proprio le Banche ad aver creato il debito: in somma si occupano di tutt’altro fuorché delle persone di cui uno Stato è fatto.
Ed io uccido, e sto continuando a farlo: attraverso la mia non rinuncia al modo di vivere che conosco e che, tutto sommato, mi piace.
Non sono del tutto certo che io non possa farci nulla: «ma che ci puoi fare tu, da solo, o voi, pochi, rispetto alle moltitudini che se ne infischiano!».
Ma uccido, ogni giorno, è bene ricordarselo, rendersene conto, attraverso il normale agire di ogni giorno; a causa della scelta, di un’etica assente, di un piacere effimero, dell’abitudine al massacro, dell’Amore che si è estinto fuori delle mura domestiche, fuori dalle amicizie, dalle cerchie; e che cozza con il sangue di innocenti ma anche di criminali; Amore che si estinguerà nel sangue nostro, del nostro prossimo, dei nostri vicini, conoscenti, connazionali, extracomunitari, della gente di tutto il mondo. E tanto più tarda sarà la reazione alla miseria umana, tanto più sfocerà in violenza la disperazione. Violenza inaudita, perché non rimarrà testimone, non resterà memoria; solo resti del mondo che conosciamo e che, come la Storia che si ripete, si è dissolto nella polvere, lasciando dietro sé rovine di Civiltà sulle quali forse qualcuno potrà fantasticare.
Il fallimento delle Civiltà antiche nulla ci ha insegnato, e la terra è lì, pronta ad assorbire i nostri resti, ad accogliere le macerie dei nostri palazzi, a restituire l’aria a chi la vuole respirare, disinfestata, finalmente, dalla presenza umana.
Quanto tempo ci vorrà è solo un’illusione: il concetto di Tempo è un’invenzione tutta umana, che non ha significato nell’esistenza dell’universo.
Se immagino la Natura come un’entità, credo che non possa che ridere di noi, e di come ci affanniamo per autodistruggerci; anche se penso sia più appropriato pensarla come un qualcosa che, accortasi dell’errore, ci sta semplicemente scrollando di dosso.

DA  :  robybulgaro.blogspot.it

252. Peperoni Ripieni alla Romena - Ardeiumplutzi

Ingredienti: 6 peperoni grandi / 400 gr. di carne macinata / 150 gr. di riso / 2 cipolle / prezzemolo o basilico / finocchietto / alloro / 700 gr. di passata di pomodoro / pepe, sale, zucchero, olio /
Lessa il riso in tanta acqua salata a metà-cottura, poi scolalo e sciacqualo.
Lava e monda i peperoni lasciandoli interi coi coperchietti. Per il ripieno aggiungi il riso alla cipolla rosolata 2 minuti in olio e con un goccino d’acqua lascialo gonfiare 5 minuti coperto. A fuoco spento mischia riso, carne, odori e l'altra cipolla: poi sala e pepa. Riempi ora i peperoni e mettili in pentola con la passata, un po’ di sale, una foglia d’alloro e poco zucchero a cuocere per 60 minuti a fuoco moderato.

253. Lettera circolare di Pasqualetti 26/03/12

1) Stamattina, nel corso della trasmissione televisiva di Vianello, ho sentito la docente di Scienze Politiche a Bologna, Sofia Ventura, affermare che la corsa di un partito al centro é contraria agli interessi del paese e della democrazia. Il centro é indefinito politicamente ed eticamente e tende a fare scomparire quelle che dovrebbero essere la chiarezza di programmi e la necessaria forza a realizzarli. Quindi il PD....................... si regoli con Casini.
2) Leggere l' articolo di Michele Ciliberto (pagg. 1 e 2) sull 'Unità di oggi che - oltre alle sue varie argomentazioni sull' ideologia ed obiettivi del governo tecnico - contiene (spero sia sta riportata fedelmente) un' affermazione di Monti a Camusso che ritengo pericolosissima: "dobbiamo avvicinare la Costituzione formale a quella materiale". Mi ricorda qualcuno che, senza parole molto forbite, questa Costituzione voleva stracciarla per i suoi scopi privati.
3) Sempre oggi su Repubblica articolo di Tito Boeri "I quattro dilemmi che lacerano il PD". E' vero, ci sono e dobbiamo superarli, con la direzione di Bersani, a tutt' oggi considerato l'unico che può tenere il partito sulla strada della sinistra. Se dobbiamo scegliere cosa siamo, facciamolo riconoscendo che la nostra strada é il "laburismo" e non il liberismo, che ad oggi - complice l'assenza di regole mondiali - ci ha regalato un' altra crisi finanziaria, miseria diffusa e riduzione di quel welfare che ha contribuito a sviluppare l' Italia e l' Europa. Le scelte saranno difficili, ma necessarie. Senza ascoltare chi continua a credere che la nostra strada sia verso il centro e non verso l' altro lato, ovviamente con molta attenzione a Di Pietro, che considero il "berlusconi degli incontentabili e dei sempliciotti"!
Anche se i sondaggi sono da considerarsi indicativi e non verità accertate, il fatto che la base del PD apprezza Monti per gli interventi salvifici, lo condanna per la mancanza di equità, per la guerra ideologica sull' art. 18 (che danneggerebbe i 50/60 soprattutto, senza fare molto per i giovani), sempre la base del PD intende un appoggio condizionato, nell' attesa delle prossime amministrative, senza farsi spaventare dagli alti lamenti di Alfano, mentre il governo dovrebbe accellerare su giustizia e RAI. Al mometo. Poi misure per lo sviluppo, facendo attenzione che l'inflazione non solo si mangi il residuo potere d'acquisto delle classi a reddito fisso, ma riduca le esportazioni e l'afflusso di turisti extracomunitari che possono dare un contributo alla bilancia dei pagamenti.
Un saluto circolare e personale.
Gianfranco Pasqualetti

mercoledì 21 marzo 2012

251. Il Leone troppo ingordo.

Leo, per silvam discurrens, leporem dormientem apud fontem invenit. Dum appropinquat furtim, parvam praedam capere cupiens, iamque cibi dulcedinem praegustat, e longinquo cervum ingentis magnitudinis vidit; tum leporem neglexit et novam praedam agitare incepit. Cervus autem statim insidias animadvertit et celeri fuga salutem invenit; interea etiam lupus, ferarum rumore e somno expergefactus, velocibus cruribus triste fatum effugit. Cum leo ab inutili insectatione destitit et cervum omisit, ad fontem et ad leporem remeavit: sed interea etiam lepus salutem fuga invenerat.
Il Leone, girando la foresta, scorse vicino a una fonte una Lepre addormentata. Ma mentre s'avvicinava furtivamente alla piccola preda, col suo gusto dolce già quasi in bocca e la voglia d'afferrarla, s'accorse d’un bel Cervo maestoso in lontananza, e lasciò perdere la Lepre. Quando il Leone si preparò ad attaccare la nuova preda, il Cervo s'accorse subito del rischio e si mise in salvo fuggendo via veloce: anche un Lupo, risvegliato dai tramestii delle altre bestie si sottrasse a una brutta fine correndo via a gambe levate. Una volta che rinunciò a un inutile inseguimento del Cervo già lontano, il Leone ritornò alla fonte dov'era la Lepre: ma intanto pure quella s'era salvata scappando lontana.
traduzione di W.S. 

250. Capponmagro per 4

Ingredienti
1 gambo di sedano / 2 hg di fagiolini verdi / 2 hg di patate / 2 hg di carote / 1 piccola barbabietola precotta / galletta o pambiscotto o carasau / un filetto di branzino o pescecappone / gamberi, muscoli, vongole / 2 uova sode, olio d'oliva, aceto e sale q.b.
e per la salsa, 20 gr di prezzemolo / 20 gr di basilico / 4 filetti d’acciuga / 1 cucchiaio di capperi / 1 spicchio d’aglio / 1 cucchiaio di pinoli / 12 cucchiai d’olio / 1 cucchiaio di pangrattato / 1 cucchiaio d’aceto / pepe e spezie.
A vapore fa’ cuocere separati, o calcolandone i tempi diversi, il gambo di sedano, i fagiolini, la patata e la carota. Sempre a vapore va cotto il filetto di pesce. Condisci i singoli ortaggi e il filetto a pezzi con un goccio d’olio e aceto.
Su 4 pezzi di pane biscottato o seccato spruzzato appena d’aceto, in fondo a un contenitore abbastanza largo da ospitarli uno accanto all’altro, disponi appunto le verdure, il pesce e poi le fettine di barbabietola. Chiudi con altri 4 pezzi di “biscotto” acetato. Sarebbe da lasciare diverse ore pressato da un peso, al fresco. Sforma poi il tutto in un grande piatto da portata, contornato dalla salsa ottenuta frullandone semplicemente gli ingredienti come per un pesto veloce. Obbligatoria la decorazione: gamberi, cozze, vongole e le uova sode a metà o a spicchi.

giovedì 15 marzo 2012

249. Allarme-eruzione a Santorini!! 14/03/2012

L'isola vulcanica di Santorini,  l'antica Tera, definita nel 2011 la piu' bella, è una vera perla turistica:  panorami mozzafiato, promontorii, spiagge con sabbie di tutti i colori, tramonti fantastici e siti archeologici ne giustificano la fama e in più è relativamente tranquilla dall'ultima eruzione del 1950.
Ma la sua caldera ha ora livelli di deformazione mai visti ultimamente, secondo più di 20 stazioni GPS istallate nell'isola dal 2006. E' dal gennaio 2011 che una serie di terremoti e deformazioni è iniziata dentro la caldera, secondo una ricerca pubblicata dal Geophysical Research Letters.
La camera magmatica del vulcano si sta riempiendo, e se ne sta monitorando l'attivita': di sicuro vi sono affluiti milioni di metri cubi di lava la cui fuoruscita provocherebbe onde anomale localmente molto pericolose. Il terremoto legato all'eruzione del 1700 a.C., ben prima dei Micenei, propagandosi fino a Cnosso distrusse gran parte della civilta' minoica cretese: Santorini si trova su una sorta di faglia sottomarina tra Mediterraneo ed Egeo, e la distanza tra le 2 isole è intorno ai 120 kilometri. Ma nulla può confermare il disastro imminente. 
wikipedia.org / terrarealtime.blogspot.com / santorinigrecia.it

domenica 11 marzo 2012

248. Comunicato Stampa dell’ Associazione Radicale Certi Diritti su Alfano.

ALFANO ESPRIME LA PEGGIORE CULTURA CONTRO CIVILTA’ LIBERALE E MODERNA E CONTRO LA SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE 138/2010 SUI DIRITTI DELLE COPPIE CONVIVENTI.
Roma, 10 marzo 2012
Il Segretario del Pdl Alfano con le sue affermazioni dimostra non solo di essere fuori dai valori liberali ma anche fuori dalla destra europea. In tutta Europa le destre promuovono iniziative a livello parlamentare e governativo per la difesa dei diritti delle coppie lesbiche e gay. In Spagna il Partito Popolare è stato tra i sostenitori delle prime proposte sulle unioni civili, in Gran Bretagna il Primo Ministro conservatore si è detto d’accordo per il matrimonio tra persone dello stesso sesso e in Europa il Ppe sostiene le diverse iniziative che mirano a tutelare i diritti delle coppie conviventi. Sappiamo di chiedere troppo ma Alfano dovrebbe leggersi la sentenza della Corte Costituzionale 138/2010 che sollecita la classe politica a legiferare sui temi del riconoscimento dei diritti alle coppie gay anziché continuare ad alimentare antiche e conservatrici posizioni clericali. E’ davvero sorprendente sentir dire da Alfano che i socialisti spagnoli sono al minimo storico perché hanno fatto leggi come quella del matrimonio tra persone dello stesso sesso. E allora il Pdl che in pochi mesi è calato di oltre il 15% dovremmo associarlo alle 'innovative e ‘moderne’ politiche sulla famiglia del mulinaro bianco Giovanardi? Bene, sarà senz'altro così!

sabato 10 marzo 2012

247. Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre

Compendio da Simone Fanti su invisibili.corriere.it

Ho una confessione da fare: anche i disabili fanno sesso. Sessualità&Disabilità sono un tabù per la società. Questa volta non scriverò io ma lascerò la parola alla lettera di Ann, una mamma-coraggio: "Proprio stamane l’insegnante di mio figlio si è lamentata del fatto che se una compagna di classe passa vicino alla carrozzina il mio ragazzo l’afferra per il braccio non la lascia andare etc etc. «La pulsione sessuale è terribile» mi dice come se fossi un’anima bella che non si è accorta che il figlio è cresciuto. Ovviamente le ho risposto in modo brutale sconcertandola. Avrà fatto pure il suo addestramento come sostegno ma non può comprendere proprio tutto perché non lo vive. «Una madre della mia sottotribù invece mi ha insegnato parecchio, quando mi ha telefonato alle 2 di notte chiedendomi di andarla a prendere in una certa via e di portare la macchina grande con il mio tagliando perché era con suo figlio e la carrozzina: li trovo per strada con 2 tutori dell’ordine imbarazzatissimi e rossi come peperoni. Carico in macchina figlio, carrozzina e madre e andiamo in un locale del centro ancora aperto dove mi racconta. Figlio maggiorenne, lei divorziata e il padre che si è rifatto una famiglia con 2 figli sani ancora pargoli: è toccato a lei provvedere (alla sessualità del figlio ndr) perché la nuova moglie non gradisce. Indagini per trovare una “casa” con una tenutaria e ragazza disponibili, ovviamente a prezzo maggiorato, ad accogliere un disabile. Per un po’ va bene e il ragazzo è felice e la ragazza è “fissa”. Purtroppo quella sera arriva un'incursione. Lei, insegnante, seduta vicino all’entrata con un libro di matematica, capelli brizzolati e figura pesante. Sconcerto dei tutori dell’ordine, poi una tutrice dell’ordine arriva trafelata «c’è di là un ragazzo che chiede della mamma». La mia amica si alza e dice «mbe' penso che dovrei vestirlo se c’è qualcuno che mi aiuta». Alla fine permettono alla “ragazza fissa” di aiutare la madre. Poi bisogna portare tutti, clienti e ragazze, in centrale dove verranno identificati mentre la tenutaria viene arrestata. Pronti 2 furgoni. La mia amica propone di seguirli con il figlio con la propria macchina ma i tutori rifiutano. Altro panico e la maitresse blatera che lei fa un buon servizio sociale e che aiuta i bisognosi. Alla fine 2 forzuti tutori scaraventano ragazzo e carrozzina sul furgone delle ragazze che lo accolgono con urla e risate. In Centrale arriva subito il magistrato che messo al corrente della particolarità non sa che pesci pigliare. E qui la mia amica mi racconta un colloquio surreale: «dove è suo marito?» Io non ho marito, mi ha lasciato, pochi disabili hanno il padre». «ma lei non ha un fratello o un amico per queste cose?» «No sono figlia unica e questa faccenda non si delega agli amici». Il resto lo tralascio e dico solo che non ho mai riso tanto in vita mia. Sì, Simone, c’è da ridere perché nella vita normale ci sono mariti e amici, che spariscono nella vita con un disabile. Certi argomenti sono da uomini normali, ma le madri dei disabili a volte devono comportarsi da uomini, che lo vogliano o no. E uomini che fanno le leggi, che comandano, che abbandonano noi donne e madri diverse, non lo capiscono. Anche se c’è un danno cerebrale, i nostri figli crescono e gli ormoni quelli sono. I danni cerebrali a volte provocano modifiche fisiche significative (bava alla bocca, incapacità di camminare) ma la voglia di affetto, di un abbraccio, di un rapporto, c’è sempre. Però nessuno dei normali si sofferma su questo problema: per tutti il disabile è un “infelice” e non un essere umano con i suoi sentimenti e i suoi bisogni. Forse si considera il disabile un angioletto puro, a volte brutto da vedere, ma comunque un qualcosa di amorfo e non un qualcuno. Ho l’impressione, poi, che molti non si rendano conto che i nostri figli debbano farsi la barba come tutti e dobbiamo fargliela noi e così per tante altre cose, elementari e sgradevoli che raramente vengono mostrate per intero in un film, mitico per tutti “il figlio della luna”. E allora come invocare la società perfetta, come meravigliarsi dello sconcerto e dell’imbarazzo di un normale quando nessuno gli scaraventa sotto il naso una realtà elementare: un disabile ha bisogno di tutto ma proprio di tutto, senza ipocrisie nè repulsione, nè distinzione tra padre e madre perché Madre Natura non fa sconti anche quando fa un torto. Sarebbe meglio spingere tutti noi a una riflessione più concreta, meno moralistica, e “più naturale”! E infine, finale come in tutti i film che si rispettino: la mia amica ha trovato un’altra “casa”, il figlio sembra contento della “nuova ragazza”, non ha avuto conseguenze, l’ex marito non ha saputo niente e il 14 febbraio ha ricevuto un mazzetto di roselline. Perché spesso quello che si nega ad un disabile si nega anche alla madre".

venerdì 2 marzo 2012

246. estratto dal monologo di Agrado

Mi chiamano Agrado perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri... oltre che gradevole sono molto autentica.
Guardate che corpo... tutto su misura. Occhi a mandorla 80 mila. Naso, 200 buttateli tutti perché l'anno dopo me l'hanno ridotto cosi con una altra bastonata. Tette, due, perché non sono mica un mostro, però le ho già super ammortizzate. Silicone.. naso,fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle 100 mila, perciò fate voi il conto perché io già l'ho perso. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie quanto l'uomo, sino a 4 sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di più è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica signora mia... e in questo non bisogna essere tirchie, perché una più è autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di se stessa.

dal film "Tutto su mia madre" di Pedro Almodovar

giovedì 1 marzo 2012

245. GESU' BAMBINO 4 marzo 1943

poesia originale di Paola Pallottino su musica di Lucio Dalla, subito censurata, tradotta prestissimo in  portoghese per Chico Buarque de Hollanda da Pino Ulivi: una serenata per voce e violino!!  
 
Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare
parlava un'altra lingua, però sapeva amare;
E quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato:
l'ora più dolce prima di essere ammazzato.

Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto,
con l'unico vestito ogni giorno più corto,
e benché non sapesse il nome e neppure il paese
mi riconobbe subito proprio all'ultimo mese

Compiva sedici anni quel giorno la mia mamma,
le strofe di taverna le cantò a ninna nanna!
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
giocava alla Madonna con il bimbo da fasciare.

E forse fu per gioco, o forse per amore
che mi volle chiamare come nostro Signore.
della sua breve vita, il ricordo, il ricordo più grosso
e' tutto in questo nome che io mi porto addosso.

E ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino
per i ladri e le signore sono Gesù bambino.

martedì 28 febbraio 2012

244. "Eroe No-Tav? No, un cretinetti!"

compendio da Sallusti su "il Giornale" 28.02.2012
Luca Abbà ha fatto il bullo ed è caduto da un traliccio dell'alta tensione in val Susa. Folgorato da una scossa, ora è in coma. Ma per gli antagonisti è già un eroe. Si era arrampicato per protesta. Morale: fratture e ustioni in tutto il corpo più un coro di solidarietà dei novelli rivoluzionari al quale onestamente non ci sentiamo di aderire. Non è un eroe, è uno che mette in pratica cose cretine ed illegali. Nel caso c'è pure l'aggravante dell'età, 37 anni, che rende il tutto pure patetico. Abbà è vittima di se stesso ma non l'unico responsabile della sua autodistruzione. A soffiare sul fuoco della protesta il lungo elenco di cattivi maestri, intellettuali, ex comici, politici con e senza orecchino che giocano con le parole e ora, senza nulla rischiare, pure con la vita degli altri.

domenica 26 febbraio 2012

243. Mills: per S.B. prescrizione, non assoluzione vera!

Di Pietro (Idv): "L'ha scampata anche stavolta"
"Ancora una volta la prescrizione salva S.B. dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione", conclude.

venerdì 24 febbraio 2012

242. Bufala in rete su Messa allucinogena.

Interviene l'Arcidiocesi di Campobasso per dire che la Chiesa del Santo Spirito non esiste, e lo stesso Vescovo ha tacciato il sito di "un chiaro attacco verso la Chiesa Cattolica".compendio da una bufala di www.abruzzo24ore.it

Al di là delle prese di posizione esiste, però, un problema serio nell'informazione web: l'attendibilità della notizia.

Normale messa domenicale in una qualsiasi parrocchia e poi all'improvviso il caos: questo è quanto è accaduto domenica 19 febbraio nella chiesa del SantoSpirito di Campobasso.
Era tutto come in mille altre funzioni, ma al momento dell'eucarestia tutti i presenti, dopo aver ingerito le ostie, si sono letteralmente scatenati.
C'era chi sosteneva di vedere il proprio santo prediletto, chi in balia di visioni infernali abbracciava il crocifisso, chi rubava il calice del vino al prete, che s'è addirittura visto costretto a nascondersi in confessionale per 2 vecchine che lo prendevano a borsettate dandogli del demonio. Lo stesso celebrante, approfittando della bolgia è riuscito poi, dalla sagrestia, a chiamare le forze dell'ordine che sono riuscite a sgomberare l'edificio, nonostante la guerriglia dei fedeli, convinti che i poliziotti fossero "cavalieri dell'apocalisse".
La polizia scientifica ha poi spiegato quel comportamento collettivo con l'ergotismo, intossicazione alimentare acuta data da farine di cereali contenenti gli sclerozi della segale cornuta, il principio di base dell'LSD.
Infatti la farina usata per quelle ostie doveva essere infetta e allucinogena: l'effetto di questa droga sopravviene in meno di un minuto, quando assunta in quella forma.

martedì 21 febbraio 2012

241. Brillante sentenza anche secondo Gabriella!!

compendio da Linda Chiaromonte su IlManifesto 19.2.12
E’ un successo importante la sentenza del 13 febbraio del tribunale di Reggio Emilia, dopo la 138 del 2011 della Corte Costituzionale che ha riconosciuto alle coppie dello stesso sesso il diritto di vivere liberamente come coppia col diritto all'unità della famiglia. E’ stato accolto il ricorso sostenuto dall'associazione radicale Certi Diritti e presentato da Giulia Perin, dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), per una coppia omosessuale sposata in Spagna, al diniego della questura della città emiliana al ricongiungimento familiare e al permesso di soggiorno per il compagno di origini uruguayane. Si è fatta leva sull'applicazione della norma per la libera circolazione dei cittadini in Europa, valida anche per i familiari dei comunitari. È la prima volta in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che viene riconosciuto il diritto a 2 persone dello stesso sesso di vivere insieme in un paese senza riconoscimento del loro matrimonio spagnolo. Lo straniero, considerato familiare, potrà vivere a ReggioEmilia col suo compagno, senza rischiare il rimpatrio. «È il primo tassello di una battaglia che ha l'obiettivo di spingere il governo a legiferare sulle unioni civili e in generale sul diritto di famiglia compiendo una riforma complessiva - dice Gabriella Friso, da 10 anni responsabile dell'ufficio Diritti dell'associazione Les Cultures di Lecco e dal 2010 nel direttivo di Certi Diritti -. Questa sentenza apre un dibattito per l'Italia, fanalino di coda in Europa». L'Ue si è data delle normative valide per tutti gli stati, fra cui la libera circolazione dei cittadini. Altre sono di appannaggio di ogni singolo stato, come il diritto di famiglia. La linea non è stata quella della richiesta di riconoscimento del matrimonio, che avrebbe incontrato sicura bocciatura oltre ad essere materia governativa, ma del diritto di libera circolazione e della discriminazione verso lo straniero per il rifiuto del permesso di soggiorno. Considerare un familiare il coniuge, pur nell'assenza del riconoscimento dell'istituto del matrimonio spagnolo, ha portato all’accoglimento. E’ una causa-pilota su materia ancora inesplorata. Gabriella Friso è convinta sia necessario far emergere contraddizioni e discriminazioni risultato delle unioni civili non riconosciute fra persone dello stesso sesso: «Per lo Stato riconoscere il compagno come familiare significa dare un duro colpo all'omofobia e iniziare un cammino sul lungo percorso del cambio di cultura. Ora si aprono le porte a una serie di iniziative volte a consolidare questo brillante risultato».

lunedì 20 febbraio 2012

240. GrandeMistero

di Davide VanDeSfroos - Sanremo 2012

Continuerà a domandarlo il merlo picchiando la grondaia
Col becco sfoderato che è l’unica sua spada
Notte, notte, perché ci abbracci tutti?
E sembra che alla fine poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti tra i fiori calpestati
Onda, onda, perché riporti tutto?
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto con curve che non sai
Buio, buio, perché mi hai quasi preso?
Ma appena io mi arrendo tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi e fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio sopra il vecchio cancello
Vento, vento, ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri e poi li ruberai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…

mercoledì 15 febbraio 2012

239. "Ho fatto un altro sogno"

Martedì 14 Febbraio 2012
Sognavo una Polizia diversa di come poi l'ho conosciuta negli ultimi anni. Tentai, insieme ad altri, di cambiarla aderendo al “movimento” che costituimmo in gran segreto. Poi, quando ottenemmo la smilitarizzazione, formammo il Sindacato e assunsi anche incarichi dirigenziali. Ma, ahimè, in tutti questi anni di smilitarizzazione noto scarsi risultati nel cambiamento che noi tutti auspicavamo, ovvero avere una Polizia tra le gente e per la gente. Sognavamo un diverso approccio con i manifestanti, non utilizzando il manganello o essere meno “interventisti” su taluni impieghi decisamente opinabili e che di certo non erano quelli auspicati dal “movimento”.
Non avrei voluto vedere come lo scorso ottobre/dicembre gli scontri di Roma, ove un nutrito gruppetto di black bloc, mise a ferro a fuoco le vie della Capitale. E, come spesso accade, nessuno si assunse la responsabilità dei gravi fatti, mentre era dovere del Ministro dell'Interno assicurare la libertà di manifestare pacificamente e non che Roma divenisse campo di battaglia. I black bloc, andavano fermati in tempo, attraverso l'opera di prevenzione, che nei fatti di Roma è mancata. Forse, è stato sottovaluto il pericolo o peggio “distrattamente” voluto che tutto ciò accadesse.
No! Non era questa la Polizia che sognavo e la mia, la nostra visione del poliziotto era un'altra: assicurare a tutti la libertà di manifestare pacificamente. Interloquire con maestranze, studenti e manifestanti, per concordare all'unisono un piano di svolgimento pacifico delle manifestazione e perché no! Insieme a loro ricercare ed espellere dalle manifestazioni i promotori di violenza.
No! Non volevo vedere gli scontri di Roma che, mi hanno riportato nei miei primi anni di poliziotto, quando in più occasioni fui coinvolto negli scontri tra operai della Fiat a Torino e poi coi portuali di Genova: quanti cubetti di porfido mi lanciarono addosso o gli sputi in faccia, per non parlare di Genova ove alcuni miei colleghi, furono letteralmente arpionati e gettati nella fontana nella piazza di Genova.
Avevo da poco compiuto vent'anni e proprio da quegli scontri, nacque in me la necessità di aver un diverso rapporto con gli scioperanti, talchè nonostante gli scontri, io stavo dalla parte degli operai.
Poi, quando divenni adulto ed ecco la prospettiva di formare un “movimento” per cambiare dall'interno la forma mentis di tanti. All'inizio, noi del movimento fummo, schedati, pedinati e qualcuno pagò duramente per il profuso impegno. Ma, quando Cossiga ci diede la libertà di poter esprimere i nostri ideali, cominciammo a fare “comizi” e confronti all'interno delle fabbriche e nelle scuole. Portammo, finalmente la Polizia tra la gente. In un'assemblea di fabbrica, ricordo l'acredine e diffidenza che un operaio aveva espresso verso di me che stavo parlando: riuscii alla fine, dopo uno scambio di opinione a convenire sul cambiamento reciproco. Noi riuscii, invece, a convincere un senatore della DC, che dissenziente, abbandonò per protesta la sala Consiliare del Comune ove mi cimentavo come oratore.
Non era questa la Polizia che sognavo; mai avrei immaginato di assistere alla destituzione dalla Polizia di Stato, di un funzionario di Polizia per motivi che esulano il servizio. L'averlo destituito non ha giovato all'immagine stessa della Polizia, soprattutto per le motivazione addotte: ritengo sia stato un grave errore. Sto parlando di Gioacchino Genchi, espulso dalla Polizia di Stato, per volere di un uomo politico, ovvero Silvio Berlusconi, risentito da una presunta offesa rivolta alla sua persona. Le motivazioni della destituzione sono davvero risibili: "Ha continuato pervicacemente, con ostentata pertinacia (...) a porre in essere un comportamento fortemente scorretto in assoluto contrasto con i doveri che ogni appartenente all'amministrazione della polizia di Stato solennemente assume con il giuramento all'atto della nomina". Così recita il provvedimento di destituzione: "Ha fatto delle dichiarazioni dal contenuto gravemente lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato, arrecando in tal modo disdoro all'immagine e all'onore dell'amministrazione di appartenenza".
Su questa presunta offesa ci sarebbe molto da disquisire, se si pensa a tutte le offese poste in essere dal citato uomo politico e rivolte ai Magistrati, con l'assordante silenzio degli uomini delle Istituzioni che sarebbero dovuti intervenire. O se vogliamo ricordare alcuni appartenenti alla Polizia di Stato che con condanne passate ingiudicate, hanno arrecato disdoro all'immagine della Polizia.
Comunque auspico, un rapporto proficuo intenso e collaborativo tra Polizia e organizzazioni studentesche e mondo del lavoro, affinchè tutti possano manifestare in libertà e senza violenze.
In buona sostanza una Polizia al servizio del cittadino!
di Pippo Giordano
Movimento Agende Rosse - http://www.19luglio1992.com/

martedì 14 febbraio 2012

238. "Un-ministro-dovrebbe-parlare-da-ministro" da blogsicilia.it

di Pippo Giordano 23 giugno 2010 -
“Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste. Non c’è uno Stato padano, ma la Padania esiste“.
Questa è l’ultima eclatante sortita del Senatur della Lega Nord, Umberto Bossi.
Due sole domande spontanee, secche e dirette all’Onorevole:
E gli altri 50 milioni 367 mila di Italiani, quel giorno che lei deciderà, insieme alle sue truppe pontidiane, di battersi per la Padania, dove andranno al mare o in montagna?
O forse rimarranno a giocare a tressette o a scala quaranta, oppure a guardare la televisione italiana oramai imbavagliata da una legge sulle intercettazioni, che potrebbe essere presto emendata?
Oh! come siamo ridotti: siamo alla frutta! Se un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà sulla Carta Costituzionale, fa delle affermazioni del genere, ditemi voi cosa ci riserva il futuro.
In linea di principio, sono d’accordo che la nostra Repubblica possa essere riformata in senso federalista, ma la sua riforma deve avvenire con gli strumenti messi a disposizione della collaudata democraticità del Popolo italiano.
E giova qui ricordare che sussulti golpisti di “delorenziana” memoria e progetti piduisti sono stati rintuzzati in quell’antro buio, del quale il dotto Dante ha descritto egregiamente.
È perfettamente inutile lagnarsi ogni giorno che nel nostro Paese non ci siano garanzie Costituzionali: le continue esternazioni d’impotenza avviluppano la mente e non fanno vedere al di là del proprio naso.
Ma, affinché in Italia possa avvenire la riforma della Carta Costituzionale, occorre seguire specifici percorsi normativi già esistenti.
E sarebbe inutile specificarlo, ma poiché sembra che qualcuno, facendo lo gnorri, se ne dimentica, in Italia esiste una sola sede deputata ad emendare le leggi, ed è il Parlamento, sovrano della volontà del Popolo. Non ci sono né scorciatoie né altri percorsi diversi dall’iter costituzionale.
Poi, se a qualcuno non piace, ebbene, esiste il trattato di Schengen; può benissimo emigrare per altri lidi e rimanerci: non occorre neanche il passaporto, anzi non effettuano nemmeno i controlli e quindi può esportare capitali, tanto poi ci penserà Tremonti a farli rientrare.
Ritornando sulle esternazioni di Bossi, capisco la folcloristica scena mediatica dell’ampolla, del diniego di Bossi junior di non riconoscere il Tricolore o di Zaia di non annettere l’inno di Mameli, ma un ministro dovrebbe parlare da ministro.
Se vuol fare dichiarazione in contrasto con la Carta Costituzionale, si dimetta e faccia attività specifica.





lunedì 13 febbraio 2012

237. Bisogna far qualcosa / These boots Rmade 4walking

Se io potessi farei qualcosa in più
ma qualcosa che dico io
una pastiglia da far prendere alla gente
che fa renda tutta quanta sorridente
Eh… bisogna far qualcosa
perche non si può più
guardali tutti li con quelle facce sempre giù
/
L’autostrada che va verso il mare
ma quale mare e una raffineria
si va via solo per ritornare
con addosso qualche nuova malattia
Bisogna far qualcosa
perché così non va
non ci si vive più
con quelle facce sempre giù
/
Son vent’anni ma io lo canto ancora
non e protesta ma verità
E lui l’aveva detto state attenti
l’ha detto quasi due millenni fa…eh!…
Bisogna far qualcosa
ma che canzone è
e sto cantando io
e non cantare insieme a me!
...
Adriano Celentano

martedì 7 febbraio 2012

236. Lutto costrutto.

Due parole per quattro zampe.
Giorni fa uno dei cani di casa ci ha lasciato. Lola. Chi ha cani e gatti o li ha avuti sa di cosa parlo quando uso la parola dolore nel caso della morte di un animale di casa. Sono nostri compagni di vita, sono amici veri, gli si vuole bene, un bene ricambiato in una forma non umana ma per certi versi anche più che umana, più incondizionata, più pura.
Queste parole le scrivo per lei, d’accordo con mia moglie e mia figlia che mi hanno spinto a farlo, anche se a molti potrà sembrare una cosa da poco. La Lola l’avevamo presa al canile di Ossaia, qui a due passi da Cortona, dove, come in tutti i canili, è pieno di animali pronti a far felice qualcuno. E’ stata con noi qualche anno prima che morisse e sono stati anni bellissimi, per lei che non perdeva occasione di dimostrarcelo, e per noi che ci metteva un sacco di allegria col suo carattere e le sue abitudini da “trovatella” che non aveva mai abbandonato anche se viveva viziata come una regina. I nostri cani li abbiamo sempre presi al canile oppure da qualcuno che li aveva trovati abbandonati da qualche parte.
Vengo al punto: se volete prendere un cane prendetelo al canile, ve ne sarà grato per tutta la vita e scoprirete una forma di felicità e di rapporto tra esseri viventi che vi insegnerà delle cose importanti, garantito. Non andate a comprare un cane a meno che non abbiate della ragione molto valide per farlo, invece valutate bene l’idea di salvarne uno da un canile, di portarlo a casa, di stringere con lui quel patto tra essere umano e animale che è tra le esperienze più belle della vita(molti sanno di cosa parlo). Un cane non è un vestito, che si compra alla boutique e si indossa davanti allo specchio o per far bella figura, è un essere vivente e negli esseri viventi il concetto di razza e di pedigree è una cosa sorpassata, nel 2012. I cani sono tutti unici. In qualsiasi città voi viviate di sicuro c’è un canile dove si raccolgono i trovatelli, i cani smarriti, abbandonati, rifiutati, scappati, allora se avete intenzione di prendere un cane con voi valutate questa possibilità, fateci un giro, è una bella cosa.
Ciao Lola e grazie amica mia.
Lorenzo Jovanotti Cherubini. (da Facebook)

lunedì 30 gennaio 2012

235. Carne Veloce alla Crucca (ricetta)

Fettine Crucche di Donatella

fettine (2 o 3 a testa di lonza, o pollo, o manzo, o tacchino) o costolette con osso (1 a testa) - cetriolini sott'aceto / quantità a gusto – salsa worcestershire o di soia - marsala secco ( o sake, o vino bianco, o vino rosso) – farina integrale – sale/pepe/olio
Se usi la costoletta battila leggermente vicino all'osso. Trita i cetriolini, che caratterizzano irrinunciabilmente questa ricetta. Infarina leggermente la carne e falla rosolare fino a metà cottura a fuoco appena allegro in una padella ampia.
Sala, pepa e aggiungi l’alcol prescelto e fa’ sfumare senza coperchio ma non completamente.
A questo punto aggiungi i cetriolini tritati e qualche spruzzata di salsa worcestershire o di soia.
Rigira la carne un paio di volte, copri e lascia addensare il sughetto ancora un po’.
Servi con contorno di patate arrosto o purea, oppure anche su fettine di pane tostate, e buon appetito!

domenica 29 gennaio 2012

234. Lupus et Gruis / il Lupo e la Gru

Qui pretium meriti ab improbis desiderat, bis peccat. Primum quoniam indignos adiuvat, impune abire deinde quia iam non potest.
Os devoratum fauce cum haereret lupi, magno dolore victus coepit singulos Illicere pretio, ut illud extraherent malum. Tandem persuasa est iure iurando gruis, gulaeque credens colli longitudinem, periculosam fecit medicinam lupo. Pro quo cum pactum flagitaret praemium: “Ingrata es” inquit “ore quae e nostro caput incolume abstuleris et mercedem postules”.
Se t’aspetti una ricompensa da un malvagio, fai 2 sbagli: il primo è soccorrere un malfattore e il secondo è aspettarti che ciò finisca senza conseguenze.
Al Lupo s’era ficcato un osso in gola mentre mangiava e, vinto dal gran dolore, cominciò a promettere ai vari animali un compenso per farsi estrarre quell'osso malefico. Alla fine, davanti al giuramento fatto e contando sulla lunghezza del proprio collo, la Gru si convinse ad eseguire sul Lupo quell’operazione rischiosa. Dopodiché, quando chiese il premio pattuito, si sentì rispondere: “Sei un’ingrata a pretendere una gratifica, dopo che hai salvato anche il becco dalle mie fauci!”   
(traduzione da Fedro di W.S.)      

martedì 17 gennaio 2012

233. La morale della Hack: brava!!

“Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l'etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell'aldilà. Senza leggi etiche ci sarebbe il branco e non la società”
“Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in paradiso”
Margherita Hack

232. Compendio mediorientale da http://www.uaar.it/

16 gennaio 2012: nuovi scontri a Gerusalemme e Beit-Shemesh per le ire degli ultra-ortodossi haredyim dopo gli arresti di 2 loro leader accusati di riciclaggio di denaro, frode fiscale e sulle donazioni per decine di milioni di shekel, arresti da loro ritenuti l'ennesima persecuzione nei loro confronti per cui hanno manifestato in divisa da deportati nei lager. Tutto era culminato nell'aggressione ad una bambina mentre andava a scuola con un abbigliamento "non consono" per un gruppo di haredyim, successivamente aggrediti a loro volta. E i poliziotti, assieme a giornalisti che giravano servizi sulla bambina, sono stati aggrediti con lanci di pietre mentre provvedevano alla rimozione di un cartello stradale per la separazione di uomini e donne. E la presenza delle donne nell’esercito acuisce i contrasti tra laici e ultra-ortodossi, che non presenziano alle occasioni in cui le donne cantano, anche quando si tratta di commilitoni.
Al contrario in Iran il parlamento integralista attacca gli oppositori al Regime, di cui viene chiesta l'impiccagione, e bracca sempre come oppositori gli assassini di scienziati nucleari.  

venerdì 13 gennaio 2012

231. Se un boy ama una Litizzetto...

Continuiamo a indagare debolmente nel misterioso mondo dei boy e delle girl. La saggezza non è mai stata il mio forte, ma ho dato tanto per la ricerca, più di trenta ore... e poi mi intendo di p1rla. E allora ci provo. Uno dei difetti dell'essere umano che proprio non riesco a mandar giù è la pigrizia. La molle lentezza dell'accidia. E in fatto di indolenza, scusate se mi permetto, i maschi sanno essere dei fuoriclasse. Credo che la palma d'oro spetti a un exfidanzato della Molly che non si degnò mai di accompagnarla a casa perché non voleva spostare la macchina e rischiare di perdere il posteggio. Al limite la scortava in pullman... roba da manicomio criminale. Certo, meglio lui che gli uomini senza patente. Se tu, essere per tua natura denominato maschio, non hai la patente per qualche motivo fisico, ok. Non ho rimostranze. Ma se la tua è solo pigrizia allo stato puro o, peggio ancora, sei animato da false convinzioni ecologiche, che peste ti colga. Io li detesto quelli che dicono: «No, io la macchina non la prendo perché inquina». Ok. È cosa buona e giusta. Allora muoviti a piedi, in bici, sul tapis roulant, usa il monopattino, veleggia in aliante, prova a spostarti nell'aria come il mago Copperfield, ma non stracciare l'esistenza a me chiedendomi di venire a prenderti sotto casa, immenso p1rla che non sei altro! Fammi capire: per quale cavolo di motivo mai la mia auto non inquina e la tua sì? Tu sei pazzo, amico ciliegia, sei pazzo e pericoloso. Poi i pigri doc hanno un altro vizio difficile da estirpare: svernano in bagno. Come le talpe d'inverno nel loro cunicolo. Lì ci conservano collezioni complete di fumetti e numeri rarissimi di rotocalchi sportivi. Ci vorrebbe un'impresa di derattizzazione per stanarli. C'è comunque una prova inconfutabile per verificare l'entità della pigrizia del vostro lui. Il modo in cui fa pipì. Datemi retta. Spiatelo. Se fa la pipì da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto.
di L.Litizzetto su ti-amo-bastardo.blogspot.com

martedì 10 gennaio 2012

230. Solidarietà a Ovadia e Gomel !!!

Sul muro esterno della scuola ebraica di Roma ignoti (ma non troppo) energumeni hanno incollato un attacco volgare e intimidatorio contro due autorevoli esponenti dell’ebraismo italiano: “Ogni ebreo è nostro fratello, Moni Ovadia e Giorgio Gomel no”. Se l’avessero fatto persone estranee alla Comunità, si griderebbe compatti all’antisemitismo. Invece l’attacco minatorio è stato perpetrato per mano di altri ebrei, in dissenso con le posizioni di sinistra espresse da Moni Ovadia e Giorgio Gomel. Tanto basta perchè l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane taccia ipocritamente, manifestando viltà d’animo e falsa equidistanza. Me ne rammarico, e spero ci sia ancora tempo per rimediare. L’ebraismo italiano è sempre stato plurale, questa è la sua vera ricchezza. Chiunque non sia obnubilato dal fanatismo riconosce l’apporto culturale d’eccellenza recato dall’opera di Moni Ovadia a tutti noi. Dovrebbero essergliene grati anche coloro che non condividono le sue idee sulla politica israeliana o italiana. Una Comunità che tollera un simile trattamento delle sue minoranze interne, senza denunciarlo, non solo contravviene ai precetti fondamentali dell’ebraismo, ma manifesta un degrado di costumi preoccupante. Da parte mia, tutta la solidarietà e la condivisione a Moni Ovadia e Giorgio Gomel.

da http://www.gadlerner.it/ / 24 maggio 2011

giovedì 29 dicembre 2011

229. Un filo d'Arianna per la Dviri (estratto)

29 dicembre 2011
"Nei giorni scorsi, in Israele, in molti hanno protestato contro il fanatismo religioso e per mantenere il carattere liberale e democratico dello Stato. 
Aliaa Elmahdi, la blogger egiziana di arebelsdiary.blogspot.com, nuda sul web, viene coperta di insulti: come una sirena tentatrice la giovanissima mi ha fatto entrare nel suo mondo e in quello dei suoi compagni, dei giovani egiziani arrabbiati, ormai tutti come spariti dalle piazze egiziane dopo la vittoria dei fratelli musulmani e dei salafiti nel primo e secondo turno di elezioni parlamentari.
Ogni giorno torno alla pagina del suo blog per vedere se è ancora lì, se non l'hanno oscurata: da Facebook è sparita e dal 23 ottobre tace. Ma finché esiste mi sento più tranquilla: si definisce laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista, ha 20 anni e spiega alla CNN che gli adesivi gialli di alcune pose rappresentano "la censura sulla nostra conoscenza, la nostra espressione e la nostra sessualità", e sulla sua pagina che il suo è "un grido contro la società della violenza, del razzismo, della molestia sessuale e dell'ipocrisia", in un Egitto in cui si moltiplicano le donne coperte con il hijiab o il niqab nonché gli stupri e le molestie sessuali. 
E Or Tepler, israeliana, 28 anni, su Facebook ha fatto incontrare 40 ragazze israeliane che hanno posato nude per una foto di gruppo che reca in primo piano la scritta in arabo ed ebraico "sostegno ad Aliaa Elmahdi dalle sorelle israeliane": anche le sorelle israeliane hanno di che preoccuparsi da quando la loro bellezza, così libera e sfacciata a Tel Aviv, è sempre più rara a Gerusalemme, dove si può scegliere di viaggiare in bus "segregati", uomini davanti, donne e bambini dietro, e dove dai cartelloni pubblicitari sono sparite le donne per non "offendere la sensibilità" dei religiosi. Il conflitto tra il mondo religioso e quello laico è in atto. E poco importa quale sia la religione. 
Aliaa è ancora lì. E al blog si sono aggiunte foto, disegni e vignette di simpatizzanti dal mondo intero." 
compendio da manuela dviri / israel day by day

mercoledì 28 dicembre 2011

228. Gnocchi di zucca della Enza

Cannella 1 pizzico / Nocemoscata 1 pizzico / Farina 180 gr / Patate 350 gr / Pepe a piacere / Sale q.b. / Uovo 1 / Zucca in polpa 350 gr / Burro e salvia q.b. La Saporita può sostituire cannella e nocemoscata e il condimento può essere anche ghee.
Accendi il forno a 180°. 
Taglia la polpa di zucca a fette piuttosto grossolane, e per ammorbidirle, infòrnale per circa 20-25 minuti su una placca o teglia rivestita con carta-forno. Una volta cotta estraila dal forno e una volta tiepida passala al setaccio o al mulinetto. Nel frattempo avrai messo a lessare le patate con tutta la buccia in acqua salata: a cottura, scolale e sbucciale tiepide e poi passale come la zucca.
Aggiungi alle 2 puree riunite in una terrina la farina, l’uovo, la cannella, la noce moscata, il sale e il pepe. Impasta bene il tutto fino ad avere un composto omogeneo, liscio ma non duro.
Porta a bollore una grande pentola d’acqua, e intanto, su una spianatoia o un vassoio, forma dall’impasto bastoncini lunghi che taglierai a pezzetti grossi come nocciole: l’atto finale prima della lessatura sarebbe la rigatura degli gnocchi fatta coi rebbi d’una forchetta.
Una volta pronti tutti quanti gèttane una porzione per volta nell’acqua bollente, attendendo che vengano a galla per scolarli con una schiumarola. Per condirli, burro o olio caldo dove si saranno dorate foglie di salvia o basilico. Facoltativo il formaggio grattato.

martedì 29 novembre 2011

227. COMPENDIO DELL’ADDIO A LUCIO MAGRI, L’UOMO A SINISTRA DELLA SINISTRA

da Repubblica / Fatto Quotidiano / il manifesto

Lucio Magri, nato a Ferrara nel ’32, già dagli anni ’50 giornalista e politico, approda prima del ’60 al PCI e ne viene espulso nel 1969, per la critica alla strategia del Partito, con lo shock dell’invasione sovietica della Cecoslovacchia, assieme al gruppo de “il Manifesto”, che aveva fondato come periodico nello stesso anno. Ma per lui nel ’79 Berlinguer che va ai cancelli della Fiat, in appoggio a un movimento destinato a perdere, era determinato, senza Luciano Lama ma con la base popolare del Partito: poi con fasi diverse resta in parlamento fino al ’95. Ora a casa Magri nulla pare fuori posto, la collezione del Manifesto vicina a quella dei fascicoli di cucina. Intorno al tavolo di legno chiaro la sua famiglia allargata, Famiano Crucianelli e Filippo Maone, amici sin dai tempi del Manifesto, Luciana Castellina, compagna di sentimenti e politica per un quarto di secolo. Valentino Parlato non c'è. In cucina Lalla, la cameriera sudamericana, prepara il Martini con cura. Aspettando che qualcuno dica che Lucio non c'è più. Da qui s'è mosso venerdì sera diretto in Svizzera, vicino a Zurigo, dal suo amico medico. L'aveva già fatto una volta, forse 2. Però era sempre tornato, non convinto fino in fondo: domenica mattina rassicura gli amici. "Ma no, non preoccupatevi, torno domani". La sera, un tono più affannato e indecifrabile. Lunedì mattina appare sereno, lucido, determinato. Ha scelto. Poi basta chiudere gli occhi. L'ultima telefonata nel pomeriggio, poi il silenzio. Una depressione vera, incurabile. Un buio provocato da un intreccio di ragioni, pubbliche e private. Sul fallimento politico - conclamato, evidentissimo - s'era innestato il dolore privato per la perdita di una moglie molto amata, Mara, suo filtro col mondo. Lucio non sapeva usare bancomat né cellulare, si racconta. Mara oggi sorride dalle fotografie, in color ciclamino nel giorno delle nozze. Un vuoto che Magri riempie in questi anni con le ricerche per il suo ultimo libro, una possibile storia del Pci. Non a caso titola “Il sarto di Ulm”, il sarto di Brecht che si sfracella a terra perché non sa volare, ucciso da un'ambizione troppo grande per i suoi contemporanei. Anche Magri voleva volare e cambiare il mondo, che negli ultimi anni gli appariva un segno intollerabile del fallimento di un’utopia: per la constatazione amarissima della separazione tra sé e la realtà ha deciso di tagliarsi le ali da sé, evitando agli amici lo spettacolo del sangue sul selciato. Aspettando l'ultima telefonata, a casa Magri: Lalla va a fare la spesa per il pranzo, ha ricevuto le ultime disposizioni dal padrone di casa. È stata lei ad assistere Mara nei 3 anni di agonia per il tumore, e poi ha visto spegnersi lui, quasi blindato in casa. Ogni tanto qualche amico. “Che fai, ti lasci andare proprio ora? Ora che esce l'edizione inglese del tuo libro? Dài, c'è ancora da fare.” Ma lui non era convinto. Lucido e razionale, fino alla fine. E poi s'era spenta la sua stella, così scrive anche nell'ultima lettera ai compagni. Arriva Valentino Parlato, invecchiato improvvisamente di 10 anni, accolto con calore. Ancora niente. Ricordi privati e ricordi pubblici, grande giocatore di scacchi, grande sciatore, politico generoso che preparava i documenti e nascondeva la sua firma. Non era un vanesio, non era un mondano. Dietro alla sua foto più seducente, una dedica asciutta. "A Emma, il suo nonno". Neppure Emma, la bambina di sua figlia Jessica, è riuscita a fermarlo. Poi la telefonata. Ultimo capitolo di una vita ora davvero finita che ha segnato per anni il mondo politico e giornalistico della sinistra italiana. L'ultimo viaggio verso Recanati, dove sarà sepolto vicino alla sua Mara. Luciana Castellina s'appoggia allo stipite della porta, tramortita. Il tempo dell'attesa è concluso, comincia quello del dolore. -28/29 novembre 2011-