"La legge 194 sull'interruzione di gravidanza è costituzionale", questa la sentenza della Corte Costituzionale, che respinge la questione di legittimità sollevata dal Giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto rispetto all'articolo 4, che di fatto è il nocciolo della normativa, stabilendo i casi in cui la donna può accedere all'interruzione di gravidanza. Questa decisione, che lascia integro l'mpianto della legge 194, è la risposta all'incidente di costituzionalità sollevato in un dibattimento che coinvolgeva una minore intenzionata a interrompere la gravidanza senza coinvolgere i genitori nel suo proposito.
venerdì 29 giugno 2012
martedì 26 giugno 2012
266. Mohammed Morsi e la transizione
compendio da http://it.wikipedia.org/ http://mobile.ilmanifesto.it/attualita/notizie http://www.ilfattoquotidiano.it/
Le elezioni, come la villeggiatura, suscitano tante aspettative che quando si fanno causano subbugli: apesso in Africa, soprattutto se aperte, diventano il pretesto per risse e guerre civili, perché i risultati rappresenterebbero il popolo, o almeno chi va a votare, ma non sempre il popolo fa la cosa giusta. I risultati delle ultime elezioni greche sarebbero, grazie alla loro “dea della saggezza”, proprio adatti ad accontentare Angela Merkel e a rimandare di qualche mese la prova della verità per l'euro, l'Europa e tutti noi.
In Egitto no, perché l'intero processo si è insabbiato senza provocare grosse reazioni internazionali. Gli egiziani ora aspettano la prossima "villeggiatura": avevano lasciato le piazze presentandosi all'incasso con ben 3 turni elettorali per il parlamento e 2 votazioni per il capo dello stato. Forse si era esagerato a trattare come rivoluzione le dimostrazioni in piazza Tahrir e la stessa decisione del malridotto presidente Hosni Mubarak, ferito dall'ingratitudine dei sudditi, di rinunciare al potere: col successore di Nasser, Anwar Sadat, ucciso dalla furia omicida degli islamisti a rinfacciare il tradimento a Camp David, lui da vice-presidente diventa presidente. E ora è come se Barack Obama non abbia mai scelto Il Cairo per lanciare il 4 giugno 2009 un grande appello di democrazia, pace e collaborazione all'Islam sotto gli occhi proprio di Mubarak, insieme destinatario di quel messaggio e comprimario del primo presidente statunitense mezzo euro-americano e mezzo afro-musulmano nella riconciliazione virtuale per l'impegno terzomondista.
Forse fra Occidente e mondo arabo-islamico c'è un equivoco abissale: il buon seme che aveva giustificato la visita di Obama in Egitto dove sarà finito? La dura verità potrebbe essere che a furia di leggere i fatti di quel mondo con parametri "orientalisti" anche i presidenti degli Stati Uniti finiscono per sbagliare analisi, politiche e alleanze.
Come nella Tunisia di Ben Ali, anche in Egitto il regime è stato scosso solo quando la protesta s'è politicizzata con l'entrata in azione dei giovani istruiti, degli intellettuali e delle donne, perché finché avevano manifestato operai o piccoli bottegai il potere era rimasto indenne. Quell'entusiasmo così unitario per un po' cancellò l'evidenza della divisione fra laici e religiosi che però alla fine dominerà la scena oscurando i temi di libertà e di giustizia. I Militari hanno rimaneggiato le regole privando di certe prerogative quegli organi che avrebbero dovuto rappresentare il popolo dopo gli anni di autoritarismo: col Parlamento sciolto per un vizio di legge, la Costituente, eletta da un parlamento dichiarato "incostituzionale", è ora in bilico, e comunque il neo-presidente Mohamed Morsi Issa' al-Ayyat dei Fratelli Musulmani, che "avrebbe" battuto con il 51,7% il rivale ed ex primo ministro di Mubarak, potrebbe non avere neanche la facoltà di scegliersi il ministro della Difesa. Ci sono emendamenti, a integrazione della dichiarazione costituzionale del marzo 2011, che prevedono che i Militari abbiano il potere legislativo, il diritto di veto sulla dichiarazione di guerra e il diritto decisionale dei lavori dell’assemblea costituente.
Morsi si ritroverà a essere un capo di stato dimezzato per almeno il primo anno del suo mandato, fino a che sarà formata la nuova assemblea costituente e rieletto il parlamento. L’altro suo limite è che, nelle settimane tra il primo e il secondo turno, ha ottenuto l’appoggio della parte laica e rivoluzionaria del paese proponendosi come “candidato della rivoluzione”, con l'aspettativa di formare una specie di governo provvisorio di salvezza nazionale.
Tuttavia questa presidenza ridà speranza nella democrazia tutelando i valori della rivoluzione: un difficile mandato della prima persona eletta dal popolo a guidare l’Egitto dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011!!
La "deriva" islamista può aver spaventato qualcuno che ha sinceramente a cuore certi diritti fondamentali ma questo "senso unico" è servito soprattutto a fornire prestesti all'apparato militare, interessato a difendere soprattutto le corporazioni che permettono di controllare l'economia. La grandissima difficoltà odierna di fare opposizione favorisce le interpretazioni fuorvianti come in parte è stato il discorso della e sulla Fratellanza musulmana.
Morsi, con un dottorato conseguito in California, ha 60 anni e una trentennale militanza nel movimento sin dall'Università, coi Fratelli Musulmani ancora banditi dalla vita politica del paese. Nel 1995 entra a far parte del comitato decisionale e viene eletto per la prima volta in parlamento. Famose le sue denunce moraliste pro-censura e pro-Sha'ria. Da allora una parabola in ascesa: nel 2005, diventa portavoce del movimento ed è il candidato più votato alla Camera ma nel maggio 2006 viene arrestato assieme ad altri compagni per una campagna contro frodi elettorali dell’anno prima. Dopo la riabilitazione dell'aprile 2011 dei Fratelli Musulmani, banditi da Nasser nel 1954, si dimette per fondare il Freedom and Justice Party, diventandone il presidente. Però il suo percorso verso la candidatura non è stato certo: quasi un ripiego dopo l’esclusione del numero 2 del movimento Khairat El Shater.
La notizia della sua vittoria è subito rimbalzata in tutto il paese e ha fatto esplodere i festeggiamenti a Piazza Tahrir dove centinaia di migliaia di persone erano già radunate a protestare per il ritardo nella comunicazione dei risultati. Si ricorda l'amara constatazione di Nasser quando, senza saperlo, era ormai vicino alla fine del suo percorso vitale e di leadership: della rivoluzione per il popolo si appropriò una borghesia e una burocrazia avida e anti-popolare. In prima linea anche allora c'erano i gradi alti e intermedi delle forze armate. Come allora, in Egitto da una parte c'è la politica, la sovranità popolare, la democrazia e dall'altra il potere dell'esperienza professionale e l'abitudine al comando.
Non sarebbe giusto dire che era inevitabile una deviazione del processo democratico di cui tutti parevano convinti. Questa transizione è una storia lunga per le istituzioni ma soprattutto per i rapporti di produzione e di distribuzione delle ricchezze e gli accessi ai beni materiali e immateriali. Cosa fa la comunità internazionale, che fa capo al Nord economico? Dovrebbe solo accettare di mettere in discussione i suoi privilegi invece di sentirsi minacciata dalle crisi che scoppiano negli stati della Periferia sullo sfondo di un mutamento epocale: le crisi ci sono state, ci sono e ci saranno, numerose, complesse e poco decifrabili.
In Egitto no, perché l'intero processo si è insabbiato senza provocare grosse reazioni internazionali. Gli egiziani ora aspettano la prossima "villeggiatura": avevano lasciato le piazze presentandosi all'incasso con ben 3 turni elettorali per il parlamento e 2 votazioni per il capo dello stato. Forse si era esagerato a trattare come rivoluzione le dimostrazioni in piazza Tahrir e la stessa decisione del malridotto presidente Hosni Mubarak, ferito dall'ingratitudine dei sudditi, di rinunciare al potere: col successore di Nasser, Anwar Sadat, ucciso dalla furia omicida degli islamisti a rinfacciare il tradimento a Camp David, lui da vice-presidente diventa presidente. E ora è come se Barack Obama non abbia mai scelto Il Cairo per lanciare il 4 giugno 2009 un grande appello di democrazia, pace e collaborazione all'Islam sotto gli occhi proprio di Mubarak, insieme destinatario di quel messaggio e comprimario del primo presidente statunitense mezzo euro-americano e mezzo afro-musulmano nella riconciliazione virtuale per l'impegno terzomondista.
Forse fra Occidente e mondo arabo-islamico c'è un equivoco abissale: il buon seme che aveva giustificato la visita di Obama in Egitto dove sarà finito? La dura verità potrebbe essere che a furia di leggere i fatti di quel mondo con parametri "orientalisti" anche i presidenti degli Stati Uniti finiscono per sbagliare analisi, politiche e alleanze.
Come nella Tunisia di Ben Ali, anche in Egitto il regime è stato scosso solo quando la protesta s'è politicizzata con l'entrata in azione dei giovani istruiti, degli intellettuali e delle donne, perché finché avevano manifestato operai o piccoli bottegai il potere era rimasto indenne. Quell'entusiasmo così unitario per un po' cancellò l'evidenza della divisione fra laici e religiosi che però alla fine dominerà la scena oscurando i temi di libertà e di giustizia. I Militari hanno rimaneggiato le regole privando di certe prerogative quegli organi che avrebbero dovuto rappresentare il popolo dopo gli anni di autoritarismo: col Parlamento sciolto per un vizio di legge, la Costituente, eletta da un parlamento dichiarato "incostituzionale", è ora in bilico, e comunque il neo-presidente Mohamed Morsi Issa' al-Ayyat dei Fratelli Musulmani, che "avrebbe" battuto con il 51,7% il rivale ed ex primo ministro di Mubarak, potrebbe non avere neanche la facoltà di scegliersi il ministro della Difesa. Ci sono emendamenti, a integrazione della dichiarazione costituzionale del marzo 2011, che prevedono che i Militari abbiano il potere legislativo, il diritto di veto sulla dichiarazione di guerra e il diritto decisionale dei lavori dell’assemblea costituente.
Morsi si ritroverà a essere un capo di stato dimezzato per almeno il primo anno del suo mandato, fino a che sarà formata la nuova assemblea costituente e rieletto il parlamento. L’altro suo limite è che, nelle settimane tra il primo e il secondo turno, ha ottenuto l’appoggio della parte laica e rivoluzionaria del paese proponendosi come “candidato della rivoluzione”, con l'aspettativa di formare una specie di governo provvisorio di salvezza nazionale.
Tuttavia questa presidenza ridà speranza nella democrazia tutelando i valori della rivoluzione: un difficile mandato della prima persona eletta dal popolo a guidare l’Egitto dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011!!
La "deriva" islamista può aver spaventato qualcuno che ha sinceramente a cuore certi diritti fondamentali ma questo "senso unico" è servito soprattutto a fornire prestesti all'apparato militare, interessato a difendere soprattutto le corporazioni che permettono di controllare l'economia. La grandissima difficoltà odierna di fare opposizione favorisce le interpretazioni fuorvianti come in parte è stato il discorso della e sulla Fratellanza musulmana.
Morsi, con un dottorato conseguito in California, ha 60 anni e una trentennale militanza nel movimento sin dall'Università, coi Fratelli Musulmani ancora banditi dalla vita politica del paese. Nel 1995 entra a far parte del comitato decisionale e viene eletto per la prima volta in parlamento. Famose le sue denunce moraliste pro-censura e pro-Sha'ria. Da allora una parabola in ascesa: nel 2005, diventa portavoce del movimento ed è il candidato più votato alla Camera ma nel maggio 2006 viene arrestato assieme ad altri compagni per una campagna contro frodi elettorali dell’anno prima. Dopo la riabilitazione dell'aprile 2011 dei Fratelli Musulmani, banditi da Nasser nel 1954, si dimette per fondare il Freedom and Justice Party, diventandone il presidente. Però il suo percorso verso la candidatura non è stato certo: quasi un ripiego dopo l’esclusione del numero 2 del movimento Khairat El Shater.
La notizia della sua vittoria è subito rimbalzata in tutto il paese e ha fatto esplodere i festeggiamenti a Piazza Tahrir dove centinaia di migliaia di persone erano già radunate a protestare per il ritardo nella comunicazione dei risultati. Si ricorda l'amara constatazione di Nasser quando, senza saperlo, era ormai vicino alla fine del suo percorso vitale e di leadership: della rivoluzione per il popolo si appropriò una borghesia e una burocrazia avida e anti-popolare. In prima linea anche allora c'erano i gradi alti e intermedi delle forze armate. Come allora, in Egitto da una parte c'è la politica, la sovranità popolare, la democrazia e dall'altra il potere dell'esperienza professionale e l'abitudine al comando.
Non sarebbe giusto dire che era inevitabile una deviazione del processo democratico di cui tutti parevano convinti. Questa transizione è una storia lunga per le istituzioni ma soprattutto per i rapporti di produzione e di distribuzione delle ricchezze e gli accessi ai beni materiali e immateriali. Cosa fa la comunità internazionale, che fa capo al Nord economico? Dovrebbe solo accettare di mettere in discussione i suoi privilegi invece di sentirsi minacciata dalle crisi che scoppiano negli stati della Periferia sullo sfondo di un mutamento epocale: le crisi ci sono state, ci sono e ci saranno, numerose, complesse e poco decifrabili.
venerdì 15 giugno 2012
265. Annie Lennox va avanti....!!!
ANNIE LENNOX 15/06/12: "Sono appena tornata da Birmingham, dov'ero stata invitata a parlare all'annuale Conferenza d'Orientamento Didattico (Leadership Conference of Teachers)... Un momento importante è stato quando ho chiesto a tutti i 1800 insegnanti presenti di alzare la mano se già sapevano che in Sud Africa una donna incinta su 3 è HIV-positiva, e se ne sono alzate solo alcune! Per qualche ragione, questo fatto sconcertante non ha penetrato la nostra sensibilità occidentale, parlando in generale. La mia missione da 9 anni è di rendere consapevole la gente di quanto donne e bambini siano influenzati e affetti da HIV e AIDS nell'Africa Subsahariana, dove risiede il 90% delle persone che vivono con l'HIV. Semplicemente, per qualche motivo la gente non pare conoscere i fatti... Oh be'... oggi, 1.795 persone sono diventate un po' più consapevoli di ciò che sta succedendo da più di 2 decenni. Spero che ora questi abbiano l'ispirazione di condividere quei fatti coi loro studenti!!"
tradotto da http://www.facebook.com/#!/annielennox
tradotto da http://www.facebook.com/#!/annielennox
264. Appello di Wikipedia-Italia per non scomparire!!
Gentile
lettrice, gentile lettore,
Il
comma 29 del disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche,
telematiche e ambientali - se approvato dal Parlamento italiano - imporrebbe ad
ogni sito web, a pena di pesanti sanzioni, di rettificare i propri contenuti
dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine.
Wikipedia riconosce
il diritto alla tutela della reputazione di ognuno - già sancito dall'articolo
595 del Codice Penale italiano - ma con l'approvazione di questa
norma sarebbe obbligata ad alterare i contenuti delle proprie voci
indipendentemente dalla loro veridicità, anche a dispetto delle fonti presenti
e senza possibilità di ulteriori modifiche. Un simile obbligo costituirebbe una
limitazione inaccettabile all'autonomia di Wikipedia, snaturandone i principii
fondamentali.
Wikipedia
è la più grande opera collettiva della storia del genere umano, in continua
crescita da undici anni grazie al contributo quotidiano di oltre 15 milioni di
volontari sparsi in tutto il mondo. Le oltre 925 000 voci dell'edizione in
lingua italiana ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma
potrebbe oscurarle per sempre.
L'Enciclopedia
è patrimonio di tutti. Non permettere che scompaia.
mercoledì 6 giugno 2012
263. Perforazioni e terremoto.
Compendio di estratti da vari siti e della lettera aperta di Patrizia Guidetti, dipendente di un'azienda sociosanitaria emiliana.
Alle prime scosse di quest'anno PATRIZIA GUIDETTI aveva deciso di tacere sulle molto probabili cause o concause dello sciame sismico in Emilia, ma dopo le scosse ulteriori non può più tacere le notizie concrete intorno a cui quasi tutti i massmedia girano, senza toccare la vera questione: addirittura se qualche geologo inavvertitamente va sul discorso, gli viene improvvisamente tolta la parola in diretta. Ne ha fatto accenno giorni fa MENTANA al suo TG, e ne ha fatto un servizio la GABBANELLI: è il FRACKING, diffuso in Pianura Padana da almeno 2 o 3 anni, che è la fratturazione idraulica del terreno per perforazione, che una volta in profondità piega e corre parallela alla superficie, e in cui viene pompato ad alta pressione un po’ di tutto, a seconda della “ricetta” del perforatore, ricetta non svelabile in quanto segreto commerciale. Si parla di svariate centinaia di perforazioni di verifica, con qualche estrazione di gas rinvenuto. Invece la "subsidenza indotta" è l'abbassamento del fondo di un bacino idrico o di un'area continentale nel corso di lustri, dovuto allo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere, all'estrazione di idrocarburi, e alle bonifiche idrauliche, con condizionamenti reciproci rispetto alle attività umane in zone fortemente urbanizzate ed industrializzate.
Il nostro governo avrebbe dato a gente di Dallas la concessione di questa tecnica, vietata o in via di accantonamento in tanti Stati europei proprio per gli effetti collaterali: in Inghilterra la stanno togliendo perchè ha fatto più danni che benefici. In caso di successo al nostro governo andrà il 7% degli introiti, peccato che la pianura Padana sia strapiena di gente, case, capannoni, chiese e monumenti e che se vien tolto il gas sedimentato per millenni nel nostro sottosuolo a sostenere come un cuscinetto la nostra Pianura Padana, questa collasserà: lo capiscono anche i bambini. E' come quando una torta appena fuori dal forno collassa staccandosi dalle pareti. Non vogliono si sappia questa verità perchè se il governo, già non simpatico, si dovesse prendere carico anche di questo errore di valutazione magari non verrebbero più pagate le tasse e gli americani estrattori verrebbero presi a calci nel sedere. Si continua a parlare dei poveri sfollati, a intervistare geologi per non dire la verità, parlare di calciopoli e altri scandali per tentare di distrarci: si omette la verità come sistema, ma l'omissione ha lo stesso peso della menzogna.
E in uno dei comuni maggiormente colpiti è stato affisso il seguente bando di gara: “Procedura aperta per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione rete di teleriscaldamento e indagine geologica esplorativa inerente un pozzo geotermico comprensive dei lavori strutturalmente e direttamente collegati”.
Crediamo ancora alle cavolate che ci raccontano mentre ci devastano pure il territorio? Mentre la Bulgaria sta dicendo no al fracking, questa pratica è già vietata in Vermont, e per l'Europa solo in Francia e in Germania: l´allarme comunque s'è alzato in diverse zone, come il Vorarlberg austriaco.
compendio da:Alle prime scosse di quest'anno PATRIZIA GUIDETTI aveva deciso di tacere sulle molto probabili cause o concause dello sciame sismico in Emilia, ma dopo le scosse ulteriori non può più tacere le notizie concrete intorno a cui quasi tutti i massmedia girano, senza toccare la vera questione: addirittura se qualche geologo inavvertitamente va sul discorso, gli viene improvvisamente tolta la parola in diretta. Ne ha fatto accenno giorni fa MENTANA al suo TG, e ne ha fatto un servizio la GABBANELLI: è il FRACKING, diffuso in Pianura Padana da almeno 2 o 3 anni, che è la fratturazione idraulica del terreno per perforazione, che una volta in profondità piega e corre parallela alla superficie, e in cui viene pompato ad alta pressione un po’ di tutto, a seconda della “ricetta” del perforatore, ricetta non svelabile in quanto segreto commerciale. Si parla di svariate centinaia di perforazioni di verifica, con qualche estrazione di gas rinvenuto. Invece la "subsidenza indotta" è l'abbassamento del fondo di un bacino idrico o di un'area continentale nel corso di lustri, dovuto allo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere, all'estrazione di idrocarburi, e alle bonifiche idrauliche, con condizionamenti reciproci rispetto alle attività umane in zone fortemente urbanizzate ed industrializzate.
Il nostro governo avrebbe dato a gente di Dallas la concessione di questa tecnica, vietata o in via di accantonamento in tanti Stati europei proprio per gli effetti collaterali: in Inghilterra la stanno togliendo perchè ha fatto più danni che benefici. In caso di successo al nostro governo andrà il 7% degli introiti, peccato che la pianura Padana sia strapiena di gente, case, capannoni, chiese e monumenti e che se vien tolto il gas sedimentato per millenni nel nostro sottosuolo a sostenere come un cuscinetto la nostra Pianura Padana, questa collasserà: lo capiscono anche i bambini. E' come quando una torta appena fuori dal forno collassa staccandosi dalle pareti. Non vogliono si sappia questa verità perchè se il governo, già non simpatico, si dovesse prendere carico anche di questo errore di valutazione magari non verrebbero più pagate le tasse e gli americani estrattori verrebbero presi a calci nel sedere. Si continua a parlare dei poveri sfollati, a intervistare geologi per non dire la verità, parlare di calciopoli e altri scandali per tentare di distrarci: si omette la verità come sistema, ma l'omissione ha lo stesso peso della menzogna.
E in uno dei comuni maggiormente colpiti è stato affisso il seguente bando di gara: “Procedura aperta per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione rete di teleriscaldamento e indagine geologica esplorativa inerente un pozzo geotermico comprensive dei lavori strutturalmente e direttamente collegati”.
Crediamo ancora alle cavolate che ci raccontano mentre ci devastano pure il territorio? Mentre la Bulgaria sta dicendo no al fracking, questa pratica è già vietata in Vermont, e per l'Europa solo in Francia e in Germania: l´allarme comunque s'è alzato in diverse zone, come il Vorarlberg austriaco.
http://www.austriantimes.at/news/Business/2012-02-05/39252/Fracking_is_a_health_risk_in_Vorarlberg
http://www.cronachelodigiane.net/article-il-vermont-banna-il-fracking-105943199.html
http://www.stampalibera.com/?p=46283#comments
http://it.wikipedia.org/wiki/Fracking
http://www.antoninomonteleone.it/
http://video.corriere.it/
lunedì 28 maggio 2012
262. Nuovo reato di propaganda gay!!
Dopo la metà di maggio di quest'anno in corso 40 arresti a Mosca durante una protesta davanti al Municipio di attivisti per i diritti degli 0mo0se55uali, per ottenere un GayPride nella capitale: soprattutto attivisti gay, ma anche dimostranti cristiani ortodossi, lì invece per bloccare la manifestazione.
Il promotore del GayPride russo, l'avvocato e giornalista Nikolài Aleksiéiev, arrestato pure lui e già aggredito e fermato negli anni scorsi per lo stesso motivo, già questo mese era stato il primo condannato a Pietroburgo per il nuovo reato istituito, quello di "propaganda gay": questa legge "regionale" viola le indicazioni in materia di lotta alla discriminazione approvate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, destinatario, nella persona del suo Segretario Generale, di una lettera di denuncia da parte dell'Associazione Radicale Certi Diritti, italiana.
La Russia fa parte appunto del Consiglio d'Europa ma anche il Parlamento Europeo ha appena approvato una Risoluzione di denuncia di questi comportamenti in alcuni paesi dell’Est europeo, richiedendo che vengano al più presto superati: per esempio ora dalla Bulgaria è sparito l'interprete più valente, discusso e famoso di chalga, musica folk nazionale. Azis Boyanov, 33enne di etnia rom, da mesi espatriato col marito, perché letteralmente perseguitato dalla Censura per la sua indiscretissima omo5e55ualità, ed è stato fortunato...!
www.certidiritti.it
it.notizie.yahoo.com
http://www.wabesmemo.blogspot.it/
Il promotore del GayPride russo, l'avvocato e giornalista Nikolài Aleksiéiev, arrestato pure lui e già aggredito e fermato negli anni scorsi per lo stesso motivo, già questo mese era stato il primo condannato a Pietroburgo per il nuovo reato istituito, quello di "propaganda gay": questa legge "regionale" viola le indicazioni in materia di lotta alla discriminazione approvate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, destinatario, nella persona del suo Segretario Generale, di una lettera di denuncia da parte dell'Associazione Radicale Certi Diritti, italiana.
La Russia fa parte appunto del Consiglio d'Europa ma anche il Parlamento Europeo ha appena approvato una Risoluzione di denuncia di questi comportamenti in alcuni paesi dell’Est europeo, richiedendo che vengano al più presto superati: per esempio ora dalla Bulgaria è sparito l'interprete più valente, discusso e famoso di chalga, musica folk nazionale. Azis Boyanov, 33enne di etnia rom, da mesi espatriato col marito, perché letteralmente perseguitato dalla Censura per la sua indiscretissima omo5e55ualità, ed è stato fortunato...!
Intanto in Azerbaigian il ministro per le politiche sociali dichiara “candidamente” che da loro ci sono solo 2 o 3 malati (di omosessualità) e che, anche se alcuni cercano di farne una questione nazionale, gli Azeri al loro paese non hanno problemi!
http://www.fanpage.itwww.certidiritti.it
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venerdì 25 maggio 2012
261. Pollo con le prugne (cucina iraniana)
1 pollo / 3 cipolle / farina integrale q.b. / 4 pugni di prugne secche denocciolate / qualche foglia di menta / 20 gr di basilico o prezzemolo / 1 cucchiaio di fienogreco / 1 cucchiaio di pinoli / 1 presa di uvette / 1 cucchiaino di zafferano / 1 presa di paprika / olio q.b. / 1 cucchiaio di brodo vegetale in polvere o sale q.b.
Spella il pollo e fallo a pezzi. Soffriggi le cipolle ad anelli, dopodiché rosolaci insieme il pollo infarinato.
Aggiungi un po’ d'acqua e lascia cuocere per un quarto d'ora. Aggiungi le prugne secche tagliate a metà e tutti gli aromi, esclusi zafferano e paprika.
Lascia cuocere ancora mezz’ora coperto e a fiamma bassa.
Prepara il riso pilaf coi pinoli e poche uvette e quand’è cotto fanne gratinare ben bene la superficie con un cucchiaio d’olio emulsionato con un cucchiaino di zafferano appena sciolto. Friggi fino a un colore scuro a strisce o losanghe la pelle del pollo a fuoco alto, asciugala bene con la carta da cucina e aggiungi la paprika. Fa’ le porzioni servendo il pollo col riso, un pezzo di gratinatura, una cucchiaiata di pelle arrostita e una palletta di spinaci tritati.
martedì 22 maggio 2012
260. Monti
Di Claudio Messora, blogger di ByoBlu un ritratto di Mario Monti che getta ombre sui reali motivi che porterebbero il mondo economico finanziario a fare pressioni perché diventi il premier di un esecutivo tecnico nel nostro Paese.
La rete mediatica tace o ignora ben 3 cariche ricoperte dal neopresidente del Consiglio dei Ministri italiano.
La prima quella di International Advisor di Goldman Sachs, primaria banca d’affari, già all’inizio del ‘900 guida per le società che vogliono quotarsi e pioniera dei Fondi d’Investimento.
Poi sarebbe tra i 130 partecipanti alle riunioni annuali non ufficiali del Club Bilderberg, attivo dagli anni ’50, in cui si tratta una gran varietà di temi globali, economici, militari e politici: la lista degli invitati in Resort esclusivi sempre diversi è pubblica, ma l’accesso dei media e di esterni è interdetto e la mancanza di diffusione esterna delle decisioni ha nutrito la teoria del complotto.
La terza carica è quella di Rappresentante dell’Europa nella Commissione Trilaterale di U.S.A., Unione Europea e Giappone per il Governo Mondiale, creata negli anni ’70 anche da elementi di Chase Manhattan Bank e del Club Bilderberg per sopperire al declino dell’influenza delle Commissioni di Strategia Politica, le Think Tank, che tanto avevano scontentato i cittadini statunitensi durante la Guerra in Vietnam: pare ne abbia fatto parte anche Bill Clinton.
L’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio a Saint Moritz in Svizzera s’è preso un pugno sul naso da una guardia del servizio d’ordine perché aveva cercato di “imbucarsi” senza invito all’ultima riunione Bilderberg: la segretezza degli argomenti trattati ha suggerito l’idea che vi vengano annualmente stabilite le sorti di alcuni Stati attraverso una privatizzazione selvaggia, per favorire l’alta finanza in un “Nuovo Ordine Mondiale”.
L’ultimo incontro italiano di Bilderberg si è tenuto nel maggio del 2004 a Stresa: tra quei nomi italiani presenti in internet, John Elkann, Giulio Tremonti, Romano Prodi, Emma Bonino, Mario Draghi, Ignazio Visco e Mario Monti, appunto. Accanto a loro anche Barroso e Trichet…
www.ilquotidianoitaliano.it
lunedì 16 aprile 2012
259. Al di là del tifo calcistico...
Per ricordare un grande amico dell'Inter, lunedì 16 aprile, alle 10.30, presso Palazzo Jung, in v.Lincoln 73 a Palermo, ci sarà Mario Corso, in rappresentanza dell'Inter, a presentare "Il cane di Zenone è molto più veloce di me", romanzo verità di Claudio Zarcone a ricordo del figlio Norman che il 13 settembre 2010 si lasciò cadere dal settimo piano della Facoltà di Lettere come segno di protesta contro le baronie univesitarie.
Norman, 27 anni, due lauree in filosofia con lode, un dottorato al terzo e ultimo anno, bagnino d'estate per apprendere l'etica del lavoro, Interistissimo: papà Claudio ha scritto il libro che non avrebbe mai voluto scrivere, con l'Inter ancora una volta a fianco della famiglia: già Massimo Moratti c'era il 4 maggio 2011 all'inaugurazione dello "Spazio Generazione Norman", a Palermo. in questo romanzo-verità si racconta una storia che ha commosso e commuove: Norman Zarcone è diventato icona di una generazione di giovani dal futuro incerto, di cervelli costretti a fuggire all'estero per vedersi riconosciuti. Nelle scorse settimane, l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha istituito due borse di studio alla memoria di Norman, dedicate ai giovani aspiranti pubblicisti che sosterranno i migliori colloqui. E non casualmente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il proprio, personale cordoglio alla famiglia Zarcone nel corso di un'udienza privata.
Norman, 27 anni, due lauree in filosofia con lode, un dottorato al terzo e ultimo anno, bagnino d'estate per apprendere l'etica del lavoro, Interistissimo: papà Claudio ha scritto il libro che non avrebbe mai voluto scrivere, con l'Inter ancora una volta a fianco della famiglia: già Massimo Moratti c'era il 4 maggio 2011 all'inaugurazione dello "Spazio Generazione Norman", a Palermo. in questo romanzo-verità si racconta una storia che ha commosso e commuove: Norman Zarcone è diventato icona di una generazione di giovani dal futuro incerto, di cervelli costretti a fuggire all'estero per vedersi riconosciuti. Nelle scorse settimane, l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha istituito due borse di studio alla memoria di Norman, dedicate ai giovani aspiranti pubblicisti che sosterranno i migliori colloqui. E non casualmente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il proprio, personale cordoglio alla famiglia Zarcone nel corso di un'udienza privata.
sabato 7 aprile 2012
258. Tu sei il mio sole
traduzione di 'O sole mio
Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!
Ma che bellezza un giorno di sole, aria serena dopo la tempesta!
Con l'aria fresca sembra già una festa, ma che bellezza un giorno di sole!
Con l'aria fresca sembra già una festa, ma che bellezza un giorno di sole!
Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!
Brillano i vetri della tua finestra, una lavandaia canta e se ne vanta
e mentre strizza, stende e canta, brillano i vetri della tua finestra!
e mentre strizza, stende e canta, brillano i vetri della tua finestra!
Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio è in fronte a te
il sole mio è in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!
Quando viene sera ed il sole tramonta, mi assale la malinconia, ..
Resterei sotto la tua finestra, quando fa sera ed il sole tramonta.
Resterei sotto la tua finestra, quando fa sera ed il sole tramonta.
Ma un altro sole più bello non c'è
il sole mio e in fronte a te
il sole mio e in fronte a te
il sole, il sole mio è in fronte a te
è in fronte a te!
venerdì 6 aprile 2012
257. Petizione in rete per legge antiviolenza in Marocco
riassunto da avaaz.com / aprile 2012 - http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl
In Marocco giorni fa Amina Filali, 16enne stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: unico modo per sfuggire all'inferno in cui il suo stupratore e la legge l'avevano rinchiusa.
L'articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne: dal 2006 il governo promette contro questo orrore di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne......!
A centinaia i marocchini sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento reale, accendendo i riflettori sul Primo ministro e su tutto il governo, e i media internazionali hanno raccontato la notizia.
Dopo che Amina è stata violentata, la sua famiglia ha sporto denuncia nella città di Larache. Invece di processare lo stupratore, il giudice gli ha offerto la possibilità di sposare la sua vittima, e la famiglia di Amina ha accettato.
A fronte dell'ondata d'indignazione globale, il governo ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene che la relazione è stata consensuale, senza prove che lo dimostrino: il governo spesso colpevolizzerebbe le vittime per insabbiare tutto, mentre la legge è ancora chiusa in un cassetto.
Da tempo le associazioni per i diritti delle donne portano avanti questa battaglia: ora l'ordinamento marocchino DEVE rinunciare a questa tradizione sciagurata e proteggere finalmente le donne.
Ci vuole una legge forte che fermi la violenza contro le donne e che includa l'abolizione dell'articolo 475. Appena raggiunte le 250.000 firme la petizione internazionale verrà consegnata direttamente ai magistrati competenti!!
In Marocco giorni fa Amina Filali, 16enne stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: unico modo per sfuggire all'inferno in cui il suo stupratore e la legge l'avevano rinchiusa.
L'articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne: dal 2006 il governo promette contro questo orrore di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne......!
A centinaia i marocchini sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento reale, accendendo i riflettori sul Primo ministro e su tutto il governo, e i media internazionali hanno raccontato la notizia.
Dopo che Amina è stata violentata, la sua famiglia ha sporto denuncia nella città di Larache. Invece di processare lo stupratore, il giudice gli ha offerto la possibilità di sposare la sua vittima, e la famiglia di Amina ha accettato.
A fronte dell'ondata d'indignazione globale, il governo ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene che la relazione è stata consensuale, senza prove che lo dimostrino: il governo spesso colpevolizzerebbe le vittime per insabbiare tutto, mentre la legge è ancora chiusa in un cassetto.
Da tempo le associazioni per i diritti delle donne portano avanti questa battaglia: ora l'ordinamento marocchino DEVE rinunciare a questa tradizione sciagurata e proteggere finalmente le donne.
Ci vuole una legge forte che fermi la violenza contro le donne e che includa l'abolizione dell'articolo 475. Appena raggiunte le 250.000 firme la petizione internazionale verrà consegnata direttamente ai magistrati competenti!!
venerdì 30 marzo 2012
256. L'Assenza
L’attesa così lunga esaurisce la pazienza
Ricordi così fitti hanno ucciso l’innocenza
Mi riempio di paure, mi chiudo alla vita,
Ho in mente il tuo affetto e il tuo sorriso
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
Ci sono voci antiche in un pozzo di tristezza
e un sentimento azzurro sta dietro la tua assenza
s’io fossi un gabbiano davanti a te sarei
s‘io fossi una lepre io mai mi stancherei
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
Mi manca il tuo conforto, la tua voce e il tuo sguardo,
Se mai ci rivedremo non so neanche dove e quando,
La nostalgia è l’unica amica con cui esco
Nemmeno viaggio più, né rido più né mi diverto
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
traduzione da Ausencia (Tu ausencia) di Goran Bregovic ispirata da entrambi i testi,
quello capoverdiano per Cesària Evora e quello in spagnolo per gli Amparanoia.
Ricordi così fitti hanno ucciso l’innocenza
Mi riempio di paure, mi chiudo alla vita,
Ho in mente il tuo affetto e il tuo sorriso
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
Ci sono voci antiche in un pozzo di tristezza
e un sentimento azzurro sta dietro la tua assenza
s’io fossi un gabbiano davanti a te sarei
s‘io fossi una lepre io mai mi stancherei
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
Mi manca il tuo conforto, la tua voce e il tuo sguardo,
Se mai ci rivedremo non so neanche dove e quando,
La nostalgia è l’unica amica con cui esco
Nemmeno viaggio più, né rido più né mi diverto
La solitudine si sveglia per sentire un suono
Molto diverso per sostanza e colore
Per non cadere smetterò di camminare
Dài solitudine svègliati
traduzione da Ausencia (Tu ausencia) di Goran Bregovic ispirata da entrambi i testi,
quello capoverdiano per Cesària Evora e quello in spagnolo per gli Amparanoia.
255. 2 belle chiacchiere con Ahdaf Sweif.
Compendio di un'intervista di Radiopopolare
Cairo, per tutti gli egiziani, è anche Masr, la stessa parola che si usa per definire l’intero paese. Masr, Egitto, e il Cairo è la parte per il tutto. Lo stesso è successo con la rivoluzione. Diffusa su tutto il territorio, da nord a sud. Eppure, di questa rivoluzione difficile e ancora in corso, ricordiamo quasi solo Tahrir, la piazza della Liberazione.
“Ehi, Masr, ne è passato di tempo. Ci eri mancata”, dice un uomo, mentre osserva la folla in piazza Tahrir, il 1 febbraio del 2011. Accanto a lui lo ascolta Ahdaf Sweif, e dopo poco meno di 1anno ne ricorda questa frase, così semplice, nel suo "viaggio" nella sua rivoluzione, libro appena edito da Bloomsbury, con un titolo che dice già tutto: Cairo, my City, our Revolution.
“E’ vero. La città ha riaffermato se stessa come centro civile del paese”, dice la scrittrice egiziana dalla sua casa cairota nel quartiere di Zamalek. E' tra le più note esponenti della "diaspora" egiziana in Gran Bretagna, giornalista sul "Guardian", autrice di romanzi affascinanti, Ahdaf Sweif ha raccontato la rivoluzione del 25 gennaio 2011 sulle grandi tv britanniche. E la sua doppia anima egiziana e inglese ha lasciato, per il momento, la sua villetta silenziosa di Wimbledon.
“Intendiamoci, gli attivisti di Tahrir vogliono la decentralizzazione. Per esempio, per la riforma delle forze di sicurezza, o quella dei consigli locali rinnovati che dovrebbero avere un ruolo importante”, precisa l’autrice de Il Profumo delle Notti sul Nilo (Piemme). “Il Cairo, però, rimane il cuore della rivoluzione. La città si è ripresa la sua centralità: il potere l’aveva abbandonata da anni al suo destino gestito nei quartieri-bene, nelle città satellite, nelle macchine nere dei cortei ufficiali, praticamente trasferito a Sharm el Sheykh, perché lì Mubarak riceveva i suoi ospiti stranieri, e convocava i summit internazionali. Non nella capitale, megalopoli da venti milioni di abitanti, un quarto della popolazione egiziana. Al Cairo era stata tolta autorità. La città era stata lentamente uccisa, ma con la rivoluzione è tornata al centro del paese. E ora è tutto un rifiorire di arte, di attività, di vita”. Nonostante la violenza degli ultimi mesi.
La sua Cairo decaduta. La città della sua infanzia, adolescenza, gioventù. La città delle donne della sua famiglia: forti, appassionate. Ahdaf Sweif racconta se stessa, e gli altri intellettuali egiziani, i dettagli della Cairo di un tempo, assieme a una rivoluzione non ancora conclusa.
Una rivoluzione di ragazzi. Dei suoi ragazzi. A piazza Tahrir c’è suo figlio, Omar Robert Hamilton, regista di corti e documentari che con altri attivisti di Tahrir ha creato un collettivo per la produzione e la distribuzione di video su YouTube, Mosiryin. Ci sono i suoi nipoti, i figli di sua sorella Leyla e di suo cognato Ahmed Seif al Islam, entrambi figure storiche dell’opposizione. Figlio e nipoti sono tra gli attivisti più importanti. Mona Seif, che si batte contro i tribunali militari. E soprattutto Alaa Abdel Fattah, a buon titolo una delle figure carismatiche di Tahrir. Un ruolo che, però, a lui sta stretto, nonostante il paese si sia mobilitato, lo scorso autunno, quando un tribunale militare lo ha messo in galera per due mesi, da fine ottobre a Natale, e la sua famiglia è stata a suo modo adottata dalla rivoluzione. “Mi fermavano per strada”, racconta. “Mi chiedevano se ero la zia di Alaa. Mi lasciavano regali per lui. Come quel signore che mi ha fermato, ha aperto il suo portafogli, e ha tirato fuori una piccola foto di sua figlia, dicendomi: ‘Gliela dia, perché è la cosa più preziosa che ho’. Mi chiedevano come stesse sua moglie Manal Hassan, che ha poi partorito il piccolo Khaled, mentre lui era in prigione.
“Alaa, mio nipote, non è un leader. Lui si definisce un facilitatore. Uno che riesce a tirar fuori quello che la strada vuole. D’altro canto gli attivisti più conosciuti non potrebbero imporre quel che pensano alla piazza”.
“Alaa, mio nipote, non è un leader. Lui si definisce un facilitatore. Uno che riesce a tirar fuori quello che la strada vuole. D’altro canto gli attivisti più conosciuti non potrebbero imporre quel che pensano alla piazza”.
Ahdaf Sweif è orgogliosa degli shabab, dei ragazzi. A loro ha dedicato il libro.
“Sono diversi da noi. Diretti. Estremamente sicuri di se stessi. Sanno perfettamente ciò che vogliono. Hanno una precisa coscienza politica, e non sono per nulla ingenui. Certo, li abbiamo tirati su noi: un ruolo che ci riconoscono, con estremo garbo, quando ci dicono che senza la nostra dissidenza non sarebbero dove sono ora”. Nonostante questo garbo, però, Ahdaf Sweif sa perfettamente che a far la rivoluzione sono stati i ragazzi, e non loro, gli ex giovani. “Mi si spezza il cuore”, dice commossa. “Perché sono loro a rischiare. Sono i ragazzi i martiri, gli shuhada di questa rivoluzione. Hanno perso la vita, gli occhi, sono rimasti mutilati. Su questo, l’atteggiamento dei genitori dei martiri è lo stesso: E’ per il loro coraggio che non si può tornare indietro. Perché non siano morti invano”. Un atteggiamento, quello di Ahdaf Sweif, che si può descrivere come romantico? “E allora? Che cosa c’è di male a essere romantiche? Pensi alle richieste semplici, chiare di Piazza Tahrir. Le tre parole che hanno segnato la nostra rivoluzione. Pane, libertà, giustizia sociale. Se questo vuol dire essere romantiche, sì, allora lo sono”.
giovedì 29 marzo 2012
254. In Cile morto il giovane gay torturato dai neonazisti
(Compendio dal Corriere della Sera)
Morto martedì sera DANIEL ZAMUDIO, il giovane gay aggredito e torturato dai neonazi per 6 ore d’inferno in pieno centro a Santiago del Cile: l'annuncio è stato dato dal direttore del Policlinico di Santiago del Cile, il Posta Central.
Zamudio, che aveva 24 anni, era stato assalito a inizio marzo in un parco della città, il San Borja: gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia, lo hanno colpito al cranio con un masso e poi è stato ridotto in fin di vita a calci e pugni. Tutto questo in un punto centrale della città, nonostante la presenza di una casermetta dei carabinieri a guardia di un monumento nazionale. Il 10 marzo sono stati arrestati 4 neonazisti tra i 19 e i 26 anni con l'accusa di tentato omicidio, accusa che ora naturalmente sarà modificata. Rischiano dai 10 anni all'ergastolo. Da domenica sera, decretata la morte cerebrale per Zamudio, numerosi si sono recati all'ospedale per testimoniare il proprio dolore e sostegno, lasciando fiori e candele. Il portavoce del Movilh, Movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno, ha ribadito al giornale El Mostrador che Zamudio «è una vittima dell'intolleranza, dell'omofobia e dell'odio che certe persone coltivano», e che coloro che non hanno voluto una legge antidiscriminazione «sono i primi discriminatori».
Zamudio, che aveva 24 anni, era stato assalito a inizio marzo in un parco della città, il San Borja: gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia, lo hanno colpito al cranio con un masso e poi è stato ridotto in fin di vita a calci e pugni. Tutto questo in un punto centrale della città, nonostante la presenza di una casermetta dei carabinieri a guardia di un monumento nazionale. Il 10 marzo sono stati arrestati 4 neonazisti tra i 19 e i 26 anni con l'accusa di tentato omicidio, accusa che ora naturalmente sarà modificata. Rischiano dai 10 anni all'ergastolo. Da domenica sera, decretata la morte cerebrale per Zamudio, numerosi si sono recati all'ospedale per testimoniare il proprio dolore e sostegno, lasciando fiori e candele. Il portavoce del Movilh, Movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno, ha ribadito al giornale El Mostrador che Zamudio «è una vittima dell'intolleranza, dell'omofobia e dell'odio che certe persone coltivano», e che coloro che non hanno voluto una legge antidiscriminazione «sono i primi discriminatori».
martedì 27 marzo 2012
253. Ho ucciso e ucciderò.....
lunedì 24 ottobre 2011
Ho ucciso e ucciderò
Me stesso.
Ho cominciato da me, ad uccidere; attraverso comportamenti ed azioni. Ho proseguito.
Ogni giorno, con comportamenti ed azioni, ad uccidere il mio prossimo, per anni, inconsapevolmente, più o meno, ma me stesso sì.
I miei vicini, i miei connazionali, gli extracomunitari, le persone di tutto il mondo; con il mio singolo comportamento ho ucciso e sto continuando a farlo; senza nessuna scelta etica, contribuendo con il mio enorme apporto, così come altri milioni di miei simili, uccidendo miliardi di persone: pochi milioni che ne uccidono miliardi, compresi loro stessi: Noi stessi.
Penso che proprio sottovalutando il proprio singolo apporto si sia arrivati a far coincidere un disastro planetario: l’apporto di ognuno è enorme e sottovalutarlo è criminale.
Conduco una vita senza soddisfazioni e faccio ben poco per cambiare lo scenario della mia vita, e così come me tantissime persone: ci accontentiamo e ci sentiamo fortunati. Ma abbiamo troppo se lo confrontiamo con altri popoli meno “fortunati”, e non mancano i conflitti, le lotte politiche; la rincorsa ad una Crescita impossibile da sostenere.
Non è solo la violenza che genera la violenza, ma anche la scelta del modo di vivere, che genera violenza a migliaia di chilometri da noi. Ed è pensando a questo che si dovrebbe ragionare sul perché i Governanti sono così distanti dal voler cambiare questo modo di vivere di una piccola parte del mondo; perché incalzano le solite tesi fasulle della finanza e del commercio; del debito; perché rifinanziano le Banche con i soldi dello Stato facendo finta che non siano proprio le Banche ad aver creato il debito: in somma si occupano di tutt’altro fuorché delle persone di cui uno Stato è fatto.
Ed io uccido, e sto continuando a farlo: attraverso la mia non rinuncia al modo di vivere che conosco e che, tutto sommato, mi piace.
Non sono del tutto certo che io non possa farci nulla: «ma che ci puoi fare tu, da solo, o voi, pochi, rispetto alle moltitudini che se ne infischiano!».
Ma uccido, ogni giorno, è bene ricordarselo, rendersene conto, attraverso il normale agire di ogni giorno; a causa della scelta, di un’etica assente, di un piacere effimero, dell’abitudine al massacro, dell’Amore che si è estinto fuori delle mura domestiche, fuori dalle amicizie, dalle cerchie; e che cozza con il sangue di innocenti ma anche di criminali; Amore che si estinguerà nel sangue nostro, del nostro prossimo, dei nostri vicini, conoscenti, connazionali, extracomunitari, della gente di tutto il mondo. E tanto più tarda sarà la reazione alla miseria umana, tanto più sfocerà in violenza la disperazione. Violenza inaudita, perché non rimarrà testimone, non resterà memoria; solo resti del mondo che conosciamo e che, come la Storia che si ripete, si è dissolto nella polvere, lasciando dietro sé rovine di Civiltà sulle quali forse qualcuno potrà fantasticare.
Il fallimento delle Civiltà antiche nulla ci ha insegnato, e la terra è lì, pronta ad assorbire i nostri resti, ad accogliere le macerie dei nostri palazzi, a restituire l’aria a chi la vuole respirare, disinfestata, finalmente, dalla presenza umana.
Quanto tempo ci vorrà è solo un’illusione: il concetto di Tempo è un’invenzione tutta umana, che non ha significato nell’esistenza dell’universo.
Se immagino la Natura come un’entità, credo che non possa che ridere di noi, e di come ci affanniamo per autodistruggerci; anche se penso sia più appropriato pensarla come un qualcosa che, accortasi dell’errore, ci sta semplicemente scrollando di dosso.
DA : robybulgaro.blogspot.it
252. Peperoni Ripieni alla Romena - Ardeiumplutzi
Ingredienti: 6 peperoni grandi / 400 gr. di carne macinata / 150 gr. di riso / 2 cipolle / prezzemolo o basilico / finocchietto / alloro / 700 gr. di passata di pomodoro / pepe, sale, zucchero, olio /
Lessa il riso in tanta acqua salata a metà-cottura, poi scolalo e sciacqualo.
Lava e monda i peperoni lasciandoli interi coi coperchietti. Per il ripieno aggiungi il riso alla cipolla rosolata 2 minuti in olio e con un goccino d’acqua lascialo gonfiare 5 minuti coperto. A fuoco spento mischia riso, carne, odori e l'altra cipolla: poi sala e pepa. Riempi ora i peperoni e mettili in pentola con la passata, un po’ di sale, una foglia d’alloro e poco zucchero a cuocere per 60 minuti a fuoco moderato.
253. Lettera circolare di Pasqualetti 26/03/12
1) Stamattina, nel corso della trasmissione televisiva di Vianello, ho sentito la docente di Scienze Politiche a Bologna, Sofia Ventura, affermare che la corsa di un partito al centro é contraria agli interessi del paese e della democrazia. Il centro é indefinito politicamente ed eticamente e tende a fare scomparire quelle che dovrebbero essere la chiarezza di programmi e la necessaria forza a realizzarli. Quindi il PD....................... si regoli con Casini.
2) Leggere l' articolo di Michele Ciliberto (pagg. 1 e 2) sull 'Unità di oggi che - oltre alle sue varie argomentazioni sull' ideologia ed obiettivi del governo tecnico - contiene (spero sia sta riportata fedelmente) un' affermazione di Monti a Camusso che ritengo pericolosissima: "dobbiamo avvicinare la Costituzione formale a quella materiale". Mi ricorda qualcuno che, senza parole molto forbite, questa Costituzione voleva stracciarla per i suoi scopi privati.
3) Sempre oggi su Repubblica articolo di Tito Boeri "I quattro dilemmi che lacerano il PD". E' vero, ci sono e dobbiamo superarli, con la direzione di Bersani, a tutt' oggi considerato l'unico che può tenere il partito sulla strada della sinistra. Se dobbiamo scegliere cosa siamo, facciamolo riconoscendo che la nostra strada é il "laburismo" e non il liberismo, che ad oggi - complice l'assenza di regole mondiali - ci ha regalato un' altra crisi finanziaria, miseria diffusa e riduzione di quel welfare che ha contribuito a sviluppare l' Italia e l' Europa. Le scelte saranno difficili, ma necessarie. Senza ascoltare chi continua a credere che la nostra strada sia verso il centro e non verso l' altro lato, ovviamente con molta attenzione a Di Pietro, che considero il "berlusconi degli incontentabili e dei sempliciotti"!
Anche se i sondaggi sono da considerarsi indicativi e non verità accertate, il fatto che la base del PD apprezza Monti per gli interventi salvifici, lo condanna per la mancanza di equità, per la guerra ideologica sull' art. 18 (che danneggerebbe i 50/60 soprattutto, senza fare molto per i giovani), sempre la base del PD intende un appoggio condizionato, nell' attesa delle prossime amministrative, senza farsi spaventare dagli alti lamenti di Alfano, mentre il governo dovrebbe accellerare su giustizia e RAI. Al mometo. Poi misure per lo sviluppo, facendo attenzione che l'inflazione non solo si mangi il residuo potere d'acquisto delle classi a reddito fisso, ma riduca le esportazioni e l'afflusso di turisti extracomunitari che possono dare un contributo alla bilancia dei pagamenti.
Un saluto circolare e personale.
Gianfranco Pasqualetti
mercoledì 21 marzo 2012
251. Il Leone troppo ingordo.
Leo, per silvam discurrens, leporem dormientem apud fontem invenit. Dum appropinquat furtim, parvam praedam capere cupiens, iamque cibi dulcedinem praegustat, e longinquo cervum ingentis magnitudinis vidit; tum leporem neglexit et novam praedam agitare incepit. Cervus autem statim insidias animadvertit et celeri fuga salutem invenit; interea etiam lupus, ferarum rumore e somno expergefactus, velocibus cruribus triste fatum effugit. Cum leo ab inutili insectatione destitit et cervum omisit, ad fontem et ad leporem remeavit: sed interea etiam lepus salutem fuga invenerat.
Il Leone, girando la foresta, scorse vicino a una fonte una Lepre addormentata. Ma mentre s'avvicinava furtivamente alla piccola preda, col suo gusto dolce già quasi in bocca e la voglia d'afferrarla, s'accorse d’un bel Cervo maestoso in lontananza, e lasciò perdere la Lepre. Quando il Leone si preparò ad attaccare la nuova preda, il Cervo s'accorse subito del rischio e si mise in salvo fuggendo via veloce: anche un Lupo, risvegliato dai tramestii delle altre bestie si sottrasse a una brutta fine correndo via a gambe levate. Una volta che rinunciò a un inutile inseguimento del Cervo già lontano, il Leone ritornò alla fonte dov'era la Lepre: ma intanto pure quella s'era salvata scappando lontana.
traduzione di W.S.
traduzione di W.S.
250. Capponmagro per 4
Ingredienti
1 gambo di sedano / 2 hg di fagiolini verdi / 2 hg di patate / 2 hg di carote / 1 piccola barbabietola precotta / galletta o pambiscotto o carasau / un filetto di branzino o pescecappone / gamberi, muscoli, vongole / 2 uova sode, olio d'oliva, aceto e sale q.b.
e per la salsa, 20 gr di prezzemolo / 20 gr di basilico / 4 filetti d’acciuga / 1 cucchiaio di capperi / 1 spicchio d’aglio / 1 cucchiaio di pinoli / 12 cucchiai d’olio / 1 cucchiaio di pangrattato / 1 cucchiaio d’aceto / pepe e spezie.
A vapore fa’ cuocere separati, o calcolandone i tempi diversi, il gambo di sedano, i fagiolini, la patata e la carota. Sempre a vapore va cotto il filetto di pesce. Condisci i singoli ortaggi e il filetto a pezzi con un goccio d’olio e aceto.
Su 4 pezzi di pane biscottato o seccato spruzzato appena d’aceto, in fondo a un contenitore abbastanza largo da ospitarli uno accanto all’altro, disponi appunto le verdure, il pesce e poi le fettine di barbabietola. Chiudi con altri 4 pezzi di “biscotto” acetato. Sarebbe da lasciare diverse ore pressato da un peso, al fresco. Sforma poi il tutto in un grande piatto da portata, contornato dalla salsa ottenuta frullandone semplicemente gli ingredienti come per un pesto veloce. Obbligatoria la decorazione: gamberi, cozze, vongole e le uova sode a metà o a spicchi.
giovedì 15 marzo 2012
249. Allarme-eruzione a Santorini!! 14/03/2012
L'isola vulcanica di Santorini, l'antica Tera, definita nel 2011 la piu' bella, è una vera perla turistica: panorami mozzafiato, promontorii, spiagge con sabbie di tutti i colori, tramonti fantastici e siti archeologici ne giustificano la fama e in più è relativamente tranquilla dall'ultima eruzione del 1950.
Ma la sua caldera ha ora livelli di deformazione mai visti ultimamente, secondo più di 20 stazioni GPS istallate nell'isola dal 2006. E' dal gennaio 2011 che una serie di terremoti e deformazioni è iniziata dentro la caldera, secondo una ricerca pubblicata dal Geophysical Research Letters.
La camera magmatica del vulcano si sta riempiendo, e se ne sta monitorando l'attivita': di sicuro vi sono affluiti milioni di metri cubi di lava la cui fuoruscita provocherebbe onde anomale localmente molto pericolose. Il terremoto legato all'eruzione del 1700 a.C., ben prima dei Micenei, propagandosi fino a Cnosso distrusse gran parte della civilta' minoica cretese: Santorini si trova su una sorta di faglia sottomarina tra Mediterraneo ed Egeo, e la distanza tra le 2 isole è intorno ai 120 kilometri. Ma nulla può confermare il disastro imminente. wikipedia.org / terrarealtime.blogspot.com / santorinigrecia.it
La camera magmatica del vulcano si sta riempiendo, e se ne sta monitorando l'attivita': di sicuro vi sono affluiti milioni di metri cubi di lava la cui fuoruscita provocherebbe onde anomale localmente molto pericolose. Il terremoto legato all'eruzione del 1700 a.C., ben prima dei Micenei, propagandosi fino a Cnosso distrusse gran parte della civilta' minoica cretese: Santorini si trova su una sorta di faglia sottomarina tra Mediterraneo ed Egeo, e la distanza tra le 2 isole è intorno ai 120 kilometri. Ma nulla può confermare il disastro imminente. wikipedia.org / terrarealtime.blogspot.com / santorinigrecia.it
domenica 11 marzo 2012
248. Comunicato Stampa dell’ Associazione Radicale Certi Diritti su Alfano.
ALFANO ESPRIME LA PEGGIORE CULTURA CONTRO CIVILTA’ LIBERALE E MODERNA E CONTRO LA SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE 138/2010 SUI DIRITTI DELLE COPPIE CONVIVENTI.
Roma, 10 marzo 2012
Il Segretario del Pdl Alfano con le sue affermazioni dimostra non solo di essere fuori dai valori liberali ma anche fuori dalla destra europea. In tutta Europa le destre promuovono iniziative a livello parlamentare e governativo per la difesa dei diritti delle coppie lesbiche e gay. In Spagna il Partito Popolare è stato tra i sostenitori delle prime proposte sulle unioni civili, in Gran Bretagna il Primo Ministro conservatore si è detto d’accordo per il matrimonio tra persone dello stesso sesso e in Europa il Ppe sostiene le diverse iniziative che mirano a tutelare i diritti delle coppie conviventi. Sappiamo di chiedere troppo ma Alfano dovrebbe leggersi la sentenza della Corte Costituzionale 138/2010 che sollecita la classe politica a legiferare sui temi del riconoscimento dei diritti alle coppie gay anziché continuare ad alimentare antiche e conservatrici posizioni clericali. E’ davvero sorprendente sentir dire da Alfano che i socialisti spagnoli sono al minimo storico perché hanno fatto leggi come quella del matrimonio tra persone dello stesso sesso. E allora il Pdl che in pochi mesi è calato di oltre il 15% dovremmo associarlo alle 'innovative e ‘moderne’ politiche sulla famiglia del mulinaro bianco Giovanardi? Bene, sarà senz'altro così!
sabato 10 marzo 2012
247. Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre
Compendio da Simone Fanti su invisibili.corriere.it
Ho una confessione da fare: anche i disabili fanno sesso. Sessualità&Disabilità sono un tabù per la società. Questa volta non scriverò io ma lascerò la parola alla lettera di Ann, una mamma-coraggio: "Proprio stamane l’insegnante di mio figlio si è lamentata del fatto che se una compagna di classe passa vicino alla carrozzina il mio ragazzo l’afferra per il braccio non la lascia andare etc etc. «La pulsione sessuale è terribile» mi dice come se fossi un’anima bella che non si è accorta che il figlio è cresciuto. Ovviamente le ho risposto in modo brutale sconcertandola. Avrà fatto pure il suo addestramento come sostegno ma non può comprendere proprio tutto perché non lo vive. «Una madre della mia sottotribù invece mi ha insegnato parecchio, quando mi ha telefonato alle 2 di notte chiedendomi di andarla a prendere in una certa via e di portare la macchina grande con il mio tagliando perché era con suo figlio e la carrozzina: li trovo per strada con 2 tutori dell’ordine imbarazzatissimi e rossi come peperoni. Carico in macchina figlio, carrozzina e madre e andiamo in un locale del centro ancora aperto dove mi racconta. Figlio maggiorenne, lei divorziata e il padre che si è rifatto una famiglia con 2 figli sani ancora pargoli: è toccato a lei provvedere (alla sessualità del figlio ndr) perché la nuova moglie non gradisce. Indagini per trovare una “casa” con una tenutaria e ragazza disponibili, ovviamente a prezzo maggiorato, ad accogliere un disabile. Per un po’ va bene e il ragazzo è felice e la ragazza è “fissa”. Purtroppo quella sera arriva un'incursione. Lei, insegnante, seduta vicino all’entrata con un libro di matematica, capelli brizzolati e figura pesante. Sconcerto dei tutori dell’ordine, poi una tutrice dell’ordine arriva trafelata «c’è di là un ragazzo che chiede della mamma». La mia amica si alza e dice «mbe' penso che dovrei vestirlo se c’è qualcuno che mi aiuta». Alla fine permettono alla “ragazza fissa” di aiutare la madre. Poi bisogna portare tutti, clienti e ragazze, in centrale dove verranno identificati mentre la tenutaria viene arrestata. Pronti 2 furgoni. La mia amica propone di seguirli con il figlio con la propria macchina ma i tutori rifiutano. Altro panico e la maitresse blatera che lei fa un buon servizio sociale e che aiuta i bisognosi. Alla fine 2 forzuti tutori scaraventano ragazzo e carrozzina sul furgone delle ragazze che lo accolgono con urla e risate. In Centrale arriva subito il magistrato che messo al corrente della particolarità non sa che pesci pigliare. E qui la mia amica mi racconta un colloquio surreale: «dove è suo marito?» Io non ho marito, mi ha lasciato, pochi disabili hanno il padre». «ma lei non ha un fratello o un amico per queste cose?» «No sono figlia unica e questa faccenda non si delega agli amici». Il resto lo tralascio e dico solo che non ho mai riso tanto in vita mia. Sì, Simone, c’è da ridere perché nella vita normale ci sono mariti e amici, che spariscono nella vita con un disabile. Certi argomenti sono da uomini normali, ma le madri dei disabili a volte devono comportarsi da uomini, che lo vogliano o no. E uomini che fanno le leggi, che comandano, che abbandonano noi donne e madri diverse, non lo capiscono. Anche se c’è un danno cerebrale, i nostri figli crescono e gli ormoni quelli sono. I danni cerebrali a volte provocano modifiche fisiche significative (bava alla bocca, incapacità di camminare) ma la voglia di affetto, di un abbraccio, di un rapporto, c’è sempre. Però nessuno dei normali si sofferma su questo problema: per tutti il disabile è un “infelice” e non un essere umano con i suoi sentimenti e i suoi bisogni. Forse si considera il disabile un angioletto puro, a volte brutto da vedere, ma comunque un qualcosa di amorfo e non un qualcuno. Ho l’impressione, poi, che molti non si rendano conto che i nostri figli debbano farsi la barba come tutti e dobbiamo fargliela noi e così per tante altre cose, elementari e sgradevoli che raramente vengono mostrate per intero in un film, mitico per tutti “il figlio della luna”. E allora come invocare la società perfetta, come meravigliarsi dello sconcerto e dell’imbarazzo di un normale quando nessuno gli scaraventa sotto il naso una realtà elementare: un disabile ha bisogno di tutto ma proprio di tutto, senza ipocrisie nè repulsione, nè distinzione tra padre e madre perché Madre Natura non fa sconti anche quando fa un torto. Sarebbe meglio spingere tutti noi a una riflessione più concreta, meno moralistica, e “più naturale”! E infine, finale come in tutti i film che si rispettino: la mia amica ha trovato un’altra “casa”, il figlio sembra contento della “nuova ragazza”, non ha avuto conseguenze, l’ex marito non ha saputo niente e il 14 febbraio ha ricevuto un mazzetto di roselline. Perché spesso quello che si nega ad un disabile si nega anche alla madre".
venerdì 2 marzo 2012
246. estratto dal monologo di Agrado
Mi chiamano Agrado perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri... oltre che gradevole sono molto autentica.
Guardate che corpo... tutto su misura. Occhi a mandorla 80 mila. Naso, 200 buttateli tutti perché l'anno dopo me l'hanno ridotto cosi con una altra bastonata. Tette, due, perché non sono mica un mostro, però le ho già super ammortizzate. Silicone.. naso,fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle 100 mila, perciò fate voi il conto perché io già l'ho perso. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie quanto l'uomo, sino a 4 sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di più è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica signora mia... e in questo non bisogna essere tirchie, perché una più è autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di se stessa.
dal film "Tutto su mia madre" di Pedro Almodovar
giovedì 1 marzo 2012
245. GESU' BAMBINO 4 marzo 1943
poesia originale di Paola Pallottino su musica di Lucio Dalla, subito censurata, tradotta prestissimo in portoghese per Chico Buarque de Hollanda da Pino Ulivi: una serenata per voce e violino!!
Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare
parlava un'altra lingua, però sapeva amare;
E quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato:
l'ora più dolce prima di essere ammazzato.
Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto,
con l'unico vestito ogni giorno più corto,
e benché non sapesse il nome e neppure il paese
mi riconobbe subito proprio all'ultimo mese
Compiva sedici anni quel giorno la mia mamma,
le strofe di taverna le cantò a ninna nanna!
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
giocava alla Madonna con il bimbo da fasciare.
E forse fu per gioco, o forse per amore
che mi volle chiamare come nostro Signore.
della sua breve vita, il ricordo, il ricordo più grosso
e' tutto in questo nome che io mi porto addosso.
E ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino
per i ladri e le signore sono Gesù bambino.
martedì 28 febbraio 2012
244. "Eroe No-Tav? No, un cretinetti!"
compendio da Sallusti su "il Giornale" 28.02.2012
Luca Abbà ha fatto il bullo ed è caduto da un traliccio dell'alta tensione in val Susa. Folgorato da una scossa, ora è in coma. Ma per gli antagonisti è già un eroe. Si era arrampicato per protesta. Morale: fratture e ustioni in tutto il corpo più un coro di solidarietà dei novelli rivoluzionari al quale onestamente non ci sentiamo di aderire. Non è un eroe, è uno che mette in pratica cose cretine ed illegali. Nel caso c'è pure l'aggravante dell'età, 37 anni, che rende il tutto pure patetico. Abbà è vittima di se stesso ma non l'unico responsabile della sua autodistruzione. A soffiare sul fuoco della protesta il lungo elenco di cattivi maestri, intellettuali, ex comici, politici con e senza orecchino che giocano con le parole e ora, senza nulla rischiare, pure con la vita degli altri.
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RIASSUNTO
domenica 26 febbraio 2012
243. Mills: per S.B. prescrizione, non assoluzione vera!
Di Pietro (Idv): "L'ha scampata anche stavolta"
"Ancora una volta la prescrizione salva S.B. dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione", conclude.
"Ancora una volta la prescrizione salva S.B. dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione", conclude.
venerdì 24 febbraio 2012
242. Bufala in rete su Messa allucinogena.
Interviene l'Arcidiocesi di Campobasso per dire che la Chiesa del Santo Spirito non esiste, e lo stesso Vescovo ha tacciato il sito di "un chiaro attacco verso la Chiesa Cattolica".compendio da una bufala di www.abruzzo24ore.it
Al di là delle prese di posizione esiste, però, un problema serio nell'informazione web: l'attendibilità della notizia.
Al di là delle prese di posizione esiste, però, un problema serio nell'informazione web: l'attendibilità della notizia.
Normale messa domenicale in una qualsiasi parrocchia e poi all'improvviso il caos: questo è quanto è accaduto domenica 19 febbraio nella chiesa del SantoSpirito di Campobasso.
Era tutto come in mille altre funzioni, ma al momento dell'eucarestia tutti i presenti, dopo aver ingerito le ostie, si sono letteralmente scatenati.
C'era chi sosteneva di vedere il proprio santo prediletto, chi in balia di visioni infernali abbracciava il crocifisso, chi rubava il calice del vino al prete, che s'è addirittura visto costretto a nascondersi in confessionale per 2 vecchine che lo prendevano a borsettate dandogli del demonio. Lo stesso celebrante, approfittando della bolgia è riuscito poi, dalla sagrestia, a chiamare le forze dell'ordine che sono riuscite a sgomberare l'edificio, nonostante la guerriglia dei fedeli, convinti che i poliziotti fossero "cavalieri dell'apocalisse".
La polizia scientifica ha poi spiegato quel comportamento collettivo con l'ergotismo, intossicazione alimentare acuta data da farine di cereali contenenti gli sclerozi della segale cornuta, il principio di base dell'LSD.
Infatti la farina usata per quelle ostie doveva essere infetta e allucinogena: l'effetto di questa droga sopravviene in meno di un minuto, quando assunta in quella forma.
martedì 21 febbraio 2012
241. Brillante sentenza anche secondo Gabriella!!
compendio da Linda Chiaromonte su IlManifesto 19.2.12
E’ un successo importante la sentenza del 13 febbraio del tribunale di Reggio Emilia, dopo la 138 del 2011 della Corte Costituzionale che ha riconosciuto alle coppie dello stesso sesso il diritto di vivere liberamente come coppia col diritto all'unità della famiglia. E’ stato accolto il ricorso sostenuto dall'associazione radicale Certi Diritti e presentato da Giulia Perin, dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), per una coppia omosessuale sposata in Spagna, al diniego della questura della città emiliana al ricongiungimento familiare e al permesso di soggiorno per il compagno di origini uruguayane. Si è fatta leva sull'applicazione della norma per la libera circolazione dei cittadini in Europa, valida anche per i familiari dei comunitari. È la prima volta in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che viene riconosciuto il diritto a 2 persone dello stesso sesso di vivere insieme in un paese senza riconoscimento del loro matrimonio spagnolo. Lo straniero, considerato familiare, potrà vivere a ReggioEmilia col suo compagno, senza rischiare il rimpatrio. «È il primo tassello di una battaglia che ha l'obiettivo di spingere il governo a legiferare sulle unioni civili e in generale sul diritto di famiglia compiendo una riforma complessiva - dice Gabriella Friso, da 10 anni responsabile dell'ufficio Diritti dell'associazione Les Cultures di Lecco e dal 2010 nel direttivo di Certi Diritti -. Questa sentenza apre un dibattito per l'Italia, fanalino di coda in Europa». L'Ue si è data delle normative valide per tutti gli stati, fra cui la libera circolazione dei cittadini. Altre sono di appannaggio di ogni singolo stato, come il diritto di famiglia. La linea non è stata quella della richiesta di riconoscimento del matrimonio, che avrebbe incontrato sicura bocciatura oltre ad essere materia governativa, ma del diritto di libera circolazione e della discriminazione verso lo straniero per il rifiuto del permesso di soggiorno. Considerare un familiare il coniuge, pur nell'assenza del riconoscimento dell'istituto del matrimonio spagnolo, ha portato all’accoglimento. E’ una causa-pilota su materia ancora inesplorata. Gabriella Friso è convinta sia necessario far emergere contraddizioni e discriminazioni risultato delle unioni civili non riconosciute fra persone dello stesso sesso: «Per lo Stato riconoscere il compagno come familiare significa dare un duro colpo all'omofobia e iniziare un cammino sul lungo percorso del cambio di cultura. Ora si aprono le porte a una serie di iniziative volte a consolidare questo brillante risultato».
lunedì 20 febbraio 2012
240. GrandeMistero
di Davide VanDeSfroos - Sanremo 2012
Continuerà a domandarlo il merlo picchiando la grondaia
Col becco sfoderato che è l’unica sua spada
Notte, notte, perché ci abbracci tutti?
E sembra che alla fine poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti tra i fiori calpestati
Onda, onda, perché riporti tutto?
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
Continuerà a domandarlo il merlo picchiando la grondaia
Col becco sfoderato che è l’unica sua spada
Notte, notte, perché ci abbracci tutti?
E sembra che alla fine poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti tra i fiori calpestati
Onda, onda, perché riporti tutto?
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto con curve che non sai
Buio, buio, perché mi hai quasi preso?
Ma appena io mi arrendo tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi e fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio sopra il vecchio cancello
Vento, vento, ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri e poi li ruberai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto con curve che non sai
Buio, buio, perché mi hai quasi preso?
Ma appena io mi arrendo tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi e fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio sopra il vecchio cancello
Vento, vento, ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri e poi li ruberai…
Lune a dondolo io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni di cose ne ho perse
ma monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
E palle di ghiaccio, colpite di testa!
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande grande mistero eh yeh…
mercoledì 15 febbraio 2012
239. "Ho fatto un altro sogno"
Martedì 14 Febbraio 2012
Movimento Agende Rosse - http://www.19luglio1992.com/
Sognavo una Polizia diversa di come poi l'ho conosciuta negli ultimi anni. Tentai, insieme ad altri, di cambiarla aderendo al “movimento” che costituimmo in gran segreto. Poi, quando ottenemmo la smilitarizzazione, formammo il Sindacato e assunsi anche incarichi dirigenziali. Ma, ahimè, in tutti questi anni di smilitarizzazione noto scarsi risultati nel cambiamento che noi tutti auspicavamo, ovvero avere una Polizia tra le gente e per la gente. Sognavamo un diverso approccio con i manifestanti, non utilizzando il manganello o essere meno “interventisti” su taluni impieghi decisamente opinabili e che di certo non erano quelli auspicati dal “movimento”.
Non avrei voluto vedere come lo scorso ottobre/dicembre gli scontri di Roma, ove un nutrito gruppetto di black bloc, mise a ferro a fuoco le vie della Capitale. E, come spesso accade, nessuno si assunse la responsabilità dei gravi fatti, mentre era dovere del Ministro dell'Interno assicurare la libertà di manifestare pacificamente e non che Roma divenisse campo di battaglia. I black bloc, andavano fermati in tempo, attraverso l'opera di prevenzione, che nei fatti di Roma è mancata. Forse, è stato sottovaluto il pericolo o peggio “distrattamente” voluto che tutto ciò accadesse.
No! Non era questa la Polizia che sognavo e la mia, la nostra visione del poliziotto era un'altra: assicurare a tutti la libertà di manifestare pacificamente. Interloquire con maestranze, studenti e manifestanti, per concordare all'unisono un piano di svolgimento pacifico delle manifestazione e perché no! Insieme a loro ricercare ed espellere dalle manifestazioni i promotori di violenza.
No! Non volevo vedere gli scontri di Roma che, mi hanno riportato nei miei primi anni di poliziotto, quando in più occasioni fui coinvolto negli scontri tra operai della Fiat a Torino e poi coi portuali di Genova: quanti cubetti di porfido mi lanciarono addosso o gli sputi in faccia, per non parlare di Genova ove alcuni miei colleghi, furono letteralmente arpionati e gettati nella fontana nella piazza di Genova.
Avevo da poco compiuto vent'anni e proprio da quegli scontri, nacque in me la necessità di aver un diverso rapporto con gli scioperanti, talchè nonostante gli scontri, io stavo dalla parte degli operai.
Poi, quando divenni adulto ed ecco la prospettiva di formare un “movimento” per cambiare dall'interno la forma mentis di tanti. All'inizio, noi del movimento fummo, schedati, pedinati e qualcuno pagò duramente per il profuso impegno. Ma, quando Cossiga ci diede la libertà di poter esprimere i nostri ideali, cominciammo a fare “comizi” e confronti all'interno delle fabbriche e nelle scuole. Portammo, finalmente la Polizia tra la gente. In un'assemblea di fabbrica, ricordo l'acredine e diffidenza che un operaio aveva espresso verso di me che stavo parlando: riuscii alla fine, dopo uno scambio di opinione a convenire sul cambiamento reciproco. Noi riuscii, invece, a convincere un senatore della DC, che dissenziente, abbandonò per protesta la sala Consiliare del Comune ove mi cimentavo come oratore.
Non era questa la Polizia che sognavo; mai avrei immaginato di assistere alla destituzione dalla Polizia di Stato, di un funzionario di Polizia per motivi che esulano il servizio. L'averlo destituito non ha giovato all'immagine stessa della Polizia, soprattutto per le motivazione addotte: ritengo sia stato un grave errore. Sto parlando di Gioacchino Genchi, espulso dalla Polizia di Stato, per volere di un uomo politico, ovvero Silvio Berlusconi, risentito da una presunta offesa rivolta alla sua persona. Le motivazioni della destituzione sono davvero risibili: "Ha continuato pervicacemente, con ostentata pertinacia (...) a porre in essere un comportamento fortemente scorretto in assoluto contrasto con i doveri che ogni appartenente all'amministrazione della polizia di Stato solennemente assume con il giuramento all'atto della nomina". Così recita il provvedimento di destituzione: "Ha fatto delle dichiarazioni dal contenuto gravemente lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato, arrecando in tal modo disdoro all'immagine e all'onore dell'amministrazione di appartenenza".
Su questa presunta offesa ci sarebbe molto da disquisire, se si pensa a tutte le offese poste in essere dal citato uomo politico e rivolte ai Magistrati, con l'assordante silenzio degli uomini delle Istituzioni che sarebbero dovuti intervenire. O se vogliamo ricordare alcuni appartenenti alla Polizia di Stato che con condanne passate ingiudicate, hanno arrecato disdoro all'immagine della Polizia.
Comunque auspico, un rapporto proficuo intenso e collaborativo tra Polizia e organizzazioni studentesche e mondo del lavoro, affinchè tutti possano manifestare in libertà e senza violenze.
In buona sostanza una Polizia al servizio del cittadino!
di Pippo Giordano Movimento Agende Rosse - http://www.19luglio1992.com/
martedì 14 febbraio 2012
238. "Un-ministro-dovrebbe-parlare-da-ministro" da blogsicilia.it
di Pippo Giordano 23 giugno 2010 -
“Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste. Non c’è uno Stato padano, ma la Padania esiste“.
Questa è l’ultima eclatante sortita del Senatur della Lega Nord, Umberto Bossi.
Due sole domande spontanee, secche e dirette all’Onorevole:
E gli altri 50 milioni 367 mila di Italiani, quel giorno che lei deciderà, insieme alle sue truppe pontidiane, di battersi per la Padania, dove andranno al mare o in montagna?
O forse rimarranno a giocare a tressette o a scala quaranta, oppure a guardare la televisione italiana oramai imbavagliata da una legge sulle intercettazioni, che potrebbe essere presto emendata?
Oh! come siamo ridotti: siamo alla frutta! Se un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà sulla Carta Costituzionale, fa delle affermazioni del genere, ditemi voi cosa ci riserva il futuro.
In linea di principio, sono d’accordo che la nostra Repubblica possa essere riformata in senso federalista, ma la sua riforma deve avvenire con gli strumenti messi a disposizione della collaudata democraticità del Popolo italiano.
E giova qui ricordare che sussulti golpisti di “delorenziana” memoria e progetti piduisti sono stati rintuzzati in quell’antro buio, del quale il dotto Dante ha descritto egregiamente.
È perfettamente inutile lagnarsi ogni giorno che nel nostro Paese non ci siano garanzie Costituzionali: le continue esternazioni d’impotenza avviluppano la mente e non fanno vedere al di là del proprio naso.
Ma, affinché in Italia possa avvenire la riforma della Carta Costituzionale, occorre seguire specifici percorsi normativi già esistenti.
E sarebbe inutile specificarlo, ma poiché sembra che qualcuno, facendo lo gnorri, se ne dimentica, in Italia esiste una sola sede deputata ad emendare le leggi, ed è il Parlamento, sovrano della volontà del Popolo. Non ci sono né scorciatoie né altri percorsi diversi dall’iter costituzionale.
Poi, se a qualcuno non piace, ebbene, esiste il trattato di Schengen; può benissimo emigrare per altri lidi e rimanerci: non occorre neanche il passaporto, anzi non effettuano nemmeno i controlli e quindi può esportare capitali, tanto poi ci penserà Tremonti a farli rientrare.
Ritornando sulle esternazioni di Bossi, capisco la folcloristica scena mediatica dell’ampolla, del diniego di Bossi junior di non riconoscere il Tricolore o di Zaia di non annettere l’inno di Mameli, ma un ministro dovrebbe parlare da ministro.
Se vuol fare dichiarazione in contrasto con la Carta Costituzionale, si dimetta e faccia attività specifica.
Questa è l’ultima eclatante sortita del Senatur della Lega Nord, Umberto Bossi.
Due sole domande spontanee, secche e dirette all’Onorevole:
E gli altri 50 milioni 367 mila di Italiani, quel giorno che lei deciderà, insieme alle sue truppe pontidiane, di battersi per la Padania, dove andranno al mare o in montagna?
O forse rimarranno a giocare a tressette o a scala quaranta, oppure a guardare la televisione italiana oramai imbavagliata da una legge sulle intercettazioni, che potrebbe essere presto emendata?
Oh! come siamo ridotti: siamo alla frutta! Se un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà sulla Carta Costituzionale, fa delle affermazioni del genere, ditemi voi cosa ci riserva il futuro.
In linea di principio, sono d’accordo che la nostra Repubblica possa essere riformata in senso federalista, ma la sua riforma deve avvenire con gli strumenti messi a disposizione della collaudata democraticità del Popolo italiano.
E giova qui ricordare che sussulti golpisti di “delorenziana” memoria e progetti piduisti sono stati rintuzzati in quell’antro buio, del quale il dotto Dante ha descritto egregiamente.
È perfettamente inutile lagnarsi ogni giorno che nel nostro Paese non ci siano garanzie Costituzionali: le continue esternazioni d’impotenza avviluppano la mente e non fanno vedere al di là del proprio naso.
Ma, affinché in Italia possa avvenire la riforma della Carta Costituzionale, occorre seguire specifici percorsi normativi già esistenti.
E sarebbe inutile specificarlo, ma poiché sembra che qualcuno, facendo lo gnorri, se ne dimentica, in Italia esiste una sola sede deputata ad emendare le leggi, ed è il Parlamento, sovrano della volontà del Popolo. Non ci sono né scorciatoie né altri percorsi diversi dall’iter costituzionale.
Poi, se a qualcuno non piace, ebbene, esiste il trattato di Schengen; può benissimo emigrare per altri lidi e rimanerci: non occorre neanche il passaporto, anzi non effettuano nemmeno i controlli e quindi può esportare capitali, tanto poi ci penserà Tremonti a farli rientrare.
Ritornando sulle esternazioni di Bossi, capisco la folcloristica scena mediatica dell’ampolla, del diniego di Bossi junior di non riconoscere il Tricolore o di Zaia di non annettere l’inno di Mameli, ma un ministro dovrebbe parlare da ministro.
Se vuol fare dichiarazione in contrasto con la Carta Costituzionale, si dimetta e faccia attività specifica.
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