venerdì 16 luglio 2010

122. coco soup


ZUPPA DI CAVOLFIORE E COCCO
INGREDIENTI x 6 persone:
1kg di cavolfiore bianco
1 patata piccola
1 cipolla
1lt di brodo di pollo ( io avevo quello vegetale)
250ml di latte di cocco
1 cucchiaino di semi di senape
1 pezzetto di zenzero grattugiato
olio extra vergine di oliva
prezzemolo o basilico o menta
sale e pepe
60 ml di yogurt naturale (FACOLTATIVO)
Lavate il cavolfiore, eliminate le foglie e il gambo e tenete da parte solo i fiori. Pulite la patata e tagliatela a pezzi; tagliate la cipolla finemente.In un tegame mettete a scaldare circa 20 ml di olio, aggiungete la cipolla e la patata e fate rosolare per un paio di minuti. Aggiungete anche il cavolfiore facendolo insaporire per 5 min. , i semi di senape e lo zenzero grattugiato. Coprite le verdure col brodo caldo e portate ad ebollizione e continuate la cottura per 20 min. o comunque fino a che il cavolfiore risulterà tenero.
A cottura avvenuta, prelevate metà delle verdure e frullatele ( io ho usato il mini-pimer) ottenendo una sorta di purea. Rimette le verdure frullate nella pentola con il resto della zuppa e mescolate, aggiungete ora il latte di cocco (e lo yogurt) aggiustate di sale, pepate e decorate con delle foglioline di prezzemolo. Servitela bella calda.

121. Mama Afrika

Mama Afrika: Miriam Makeba, cantante sudafricana di jazz e world music, nota per il suo impegno politico contro l'apartheid e per essere stata delegato alle Nazioni Unite.
Nata a Johannesburg in Sudafrica nel 1932 e morta a Castel Volturno il 9 novembre del 2008: suo padre era xhosa e sua madre una sciamana swazi. Iniziò la professione di cantante negli anni cinquanta coi Manhattan Brothers, e poi fondò gli Skylarks facendo un mix di jazz e musica tradizionale sudafricana, una world music antelitteram. Pur avendo già successo, alla fine degli anni cinquanta guadagnava poco e, come nera, in Sudafrica, non percepiva i diritti musicali, per cui pensò di lasciare il paese: nel '60 partecipò al documentario anti-apartheid "Come Back, Africa" per il quale fu invitata al Festival del cinema di Venezia e una volta in Europa decise di non rimpatriare.
A Londra conobbe poi Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista, e là incise molti dei brani che la resero celebre: Pata Pata, The Click Song e Malaika.
Nel 1966 Miriam Makeba ebbe il Grammy per la migliore incisione folk, con l'album "An Evening with Belafonte & Makeba" inciso con Belafonte, esplicitamente politico e con riferimento alla vita dei neri sotto l'apartheid, contro cui nel 1963 portò la propria testimonianza alle Nazioni Unite: il governo di allora rispose bandendo lei e i suoi dischi dal Sudafrica.
Nel 1968 sposò l'attivista politico statunitense, originario di Trinidad, Stokely "KwameTure" Carmichael, "primo ministro" delle Pantere Nere, legato al nazionalismo nero e ai movimenti panafricani, ex-integrazionista. Essendo lui considerato un estremista, alla Makeba negli Stati Uniti furono annullati i contratti discografici. I due coniugi si trasferirono in Guinea, amici del presidente di quel paese, ma nel 1973 si separarono. Lei, seguitando a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa, svolse anche il ruolo di delegata della Guinea alle Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986. Dopo la morte nel 1985 della sua unica figlia Bongi, anche lei cantautrice, si era trasferita a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour Graceland di Paul Simon, e poco dopo uscì la sua autobiografia, "Makeba: My Story".
Nel 1990 Miriam rientrò in Sudafrica, convinta da Nelson Mandela. Nel 1992 interpretò il ruolo della madre della protagonista nel film "Sarafina! Il profumo della libertà", ispirato alle sommosse di Soweto del 1976.
Nel 1999 fu nominata "Ambasciatrice di buona volontà" dalla FAO. Nel 2002 prese parte anche a un documentario sull'apartheid. Ebbe tanti riconoscimenti e nel 2004 si classificò al 38º posto nella classifica dei "grandi sudafricani" stilata da SABC3. Nel 2005 ci fu il suo tour mondiale di addio alle scene, a causa dell'artrite reumatoide di cui pativa fin da giovane.
Miriam Makeba è morta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dove, qualche ora prima, nonostante forti dolori al petto, si era esibita in un concerto contro la camorra dedicato allo scrittore Roberto Saviano e molti, tra i quali lo stesso Saviano, hanno denunciato un grave ritardo nei soccorsi.

120. "amore non libero" (notizia)

Una coppia sorpresa in pieno giorno a Cesena, denunciata per "atti osceni in luogo pubblico": effusioni amorose in auto nel parcheggio del viadotto Kennedy.
Il sesso in auto è certamente qualcosa di molto frequente, ma la Cassazione, con la sentenza 19189, ha deciso che è un reato e che può essere punito con tre anni di carcere.
(patrizia mattavelli su www.voceditalia.it)

giovedì 15 luglio 2010

119. A GroundZero veliero del '700!! (notizia)

A NewYork, a 9 anni dall'11 settembre, scoperto a GroundZero un vascello del Settecento durante i lavori in corso: gli archeologi lo stanno ora ripulendo a mano, in quanto estremamente fragile, in mezzo al materiale di riporto usato 200 anni fa per allargare la punta sud di Manhattan, poi Battery Park. Il sopraintendente archeologo dichiara: ''Per fortuna è piovuto: se ci fosse stato il sole il vascello si sarebbe disfatto''. Anche un'àncora da 50 chili è stata rinvenuta nei pressi del relitto emerso dal fango del cratere dove sorgevano le Torri Gemelle: gli operai hanno intravisto in mezzo al terreno una fila di assi di legno così regolari che e' stato chiaro che facevano parte di una nave, 10 metri in tutto.
Nel 1982 a Manhattan era stata riportata alla luce un’altra imbarcazione durante lavori in Water street.


(www.ansa.it)

mercoledì 14 luglio 2010

118. Un delitto a Roma, una villa ad Arcore...

La cronaca nera registra a Roma, domenica 30 agosto 1970, 3 morti che faranno da premessa storica a ben altro: in un attico ai Parioli il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, 43 anni, abbatte con un fucile da caccia la seconda moglie Anna Fallarino, 41, e l'amante di lei Massimo Minorenti studente di 25, e quindi s'ammazza. La sorella di Anna Casati Fallarino, per l'eredità che comprende, oltre a svariati miliardi la storica VILLA SAN MARTINO AD ARCORE, incarica come patrocinatore della propria famiglia il 36enne avvocato CESARE PREVITI. Ma l'eredità andrà invece alla figlia di primo letto ancora minorenne del marchese. Sorpresa: Previti allora si propone come protutore della marchesina Annamaria, che dopo 2 anni lascerà l'Italia sposandosi in Brasile. Per la difficoltà obiettiva di amministrare dall'estero un patrimonio italiano, la Casati conferma il tutore Bergamaschi mantenendo come avvocato il protutore Previti, da lei stessa incaricato nel 1973 di vendere la villa di Arcore, ma senza arredi, pinacoteca, biblioteca e circostanti proprietà terriere. Con una telefonata a Brasilia, Previti annunzia tripudiante alla cliente il nome dell'acquirente già reperito, il magnate in ascesa S.B., e dichiara alto il prezzo, 500 milioni di lire: il valore di un appartamento in centro a Milano per una villa settecentesca di 3mila 500 metri quadri completa di tutti gli annessi esclusi dall’incarico ufficiale. Per di più S.B. dilazionerà il pagamento in anni, con tasse a carico della marchesina, che a quel punto entrò in conflitto con Previti. A metà del 1977 nasce a Roma l'Immobiliare Idra, in cui entreranno come sindaci Umberto Previti e, sino al 1979, il figlio Cesare: alla ditta sarà intestata quella villa di Arcore.

venerdì 9 luglio 2010

117. ora reato pure il "dito medio" (notizia)

Attenzione: se state litigando, oppure dopo che qualcuno vi ha rubato il parcheggio, non mostrate più il dito medio. E’ reato. Infatti, questo gesto ormai diventato un’abitudine ora equivale prendere a parolacce una persona, ovvero è un’ingiuria. Lo stabilisce la V^ sezione penale della Cassazione, confermando la condanna inflitta a una donna dal giudice di pace di Domodossola. L’imputata aveva mostrato il pugno con il dito medio alzato al marito, da cui era in fase di separazione, incontrandolo in automobile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per la “volontarietà offensiva del gesto”.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna contro il verdetto del giudice di pace. Claudia M. (38 anni) ha cercato di sostenere che il suo gesto non era stato accompagnato dal alcuna “frase di contorno”, quindi non poteva offendere l’ex marito Agostino Z.

La Cassazione ha invece ritenuto valide le parole del marito secondo il quale il gestaccio del 23 maggio 2006 era stato preceduto, il 17 maggio, da un insulto verbale proferito da Claudia. Spiega la Cassazione che i due episodi, quello verbale e quello gestuale, esprimono entrambi, sebbene con “modalità difformi” una “offesa” alla onorabilità della persona alla quale sono indirizzate.
Claudia è stata quindi condannata a una multa (la cui entità non è nota) e anche al pagamento delle spese processuali. La donna dovrà poi versare mille euro alla cassa delle ammende per avere fatto perdere tempo alla giustizia.

(www.dazebao.org)

giovedì 8 luglio 2010

116. pestaggio alla camera nel giorno dei manganelli in piazza (una notizia in 3)

Rissa alla Camera. La bagarre a Montecitorio è scoppiata nel corso dell'esame del ddl Meloni sulle comunità giovanili. Dopo la richiesta di rinvio del testo in commissione da parte del Pdl, con l'accordo di tutti i gruppi e dello stesso ministro della Gioventù, Francesco Barbato (Idv) ha innescato la miccia. Il deputato Idv ha accusato Meloni di «essere vecchia perché ricorre a una logica di vecchia politica che fa rabbrividire anche Pomicino e Mastella». E il motivo, ha proseguito Barbato, «è che Meloni, con questo ddl, vuole finanziare la sua corrente, quella di Alemanno e del suo assessore regionale Lollobrigida». Contro il deputato, a quanto riferito da diversi testimoni, si è scagliata, insieme con altri colleghi del Pdl, Barbara Saltamartini, che spiega che Barbato le ha dato della «camorrista, ladra e mafiosa» e detto che farebbe meglio a dedicarsi a «coccolare il presidente Berlusconi» e che sarebbero stati deputati dell’Idv a spintonarla e insultarla, e a reagire i suoi colleghi del Pdl. Cicchitto, capogruppo del Pdl si è in seguito scusato in aula, respingendo la violenza ma ritenendo indegno il modo di Barbato di far politica. La Mussolini, dal canto suo, ritenuta con Barbato colpevole del rinvio, ha dichiarato di essere stata insultata e minacciata da Marsilio e Rampelli (meloniani), forse per la coda di paglia che hanno: si regalano milioni di euro al ministro senza portafoglio Meloni, senza un motivo.
(www.corriere.it)

Squadrismo in aula. Come ai vecchi tempi, quando le squadracce del Duce non lesinavano all’opposizione bastonate e pestaggi, Franco Barbato dell’Idv è stato aggredito alla Camera, durante la seduta sull’indecente ddl della Meloni, ministro della Gioventù: durante il suo intervento il dipietrista accusa il ministro di usare una logica politica ‘vecchia’ facendo scattare la reazione della Saltamartini del Pdl e innescando un vero e proprio assalto. Gli assistenti parlamentari intervengono ma Barbato viene colpito alle spalle con un pugno in pieno volto. La ricostruzione del capogruppo dell’Idv Donadi, è che una ventina di deputati, tutti Pdl e forse ex-An, si siano mossi contro Barbato. La rissa costringe Rosy Bindi a sospendere la seduta: poco dopo Barbato viene accompagnato in infermeria e poi in ospedale per accertamenti. Donadi dichiara che alle aspre critiche politiche di Barbato si poteva rispondere con altre critiche, non con una violenta aggressione squadrista. Nella stesso contesto minacce e insulti vengono rivolti, infatti, ad Alessandra Mussolini, che racconta che, dopo il rinvio in commissione del provvedimento, Marsilio e Rampelli, deputati del Pdl che fanno capo a Meloni, le sono andati incontro in aula e le hanno detto di 'stare attenta'. Insultata e minacciata, incolpata con Barbato del rinvio, per una verità sostenuta in aula e in commissione: mancano i fondi per i minori, ma si danno finanziamenti ai finti-giovani di 30 anni e così si buttano via milioni.
(www.dazebao.org)

Rissa alla Camera. Botte per le strade della Capitale e nei palazzi della politica. Seduta sospesa nell’aula della Camera dove è scoppiata una rissa tra Franco Barbato (Idv) e deputati del Pdl durante l’esame del ddl Meloni. Sono volate parole grosse e spintoni e sono intervenuti i commessi. Dopo che il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, aveva accettato il rinvio in commissione del ddl, Franco Barbato dell’Idv è intervenuto accusandola di "volere questo provvedimento non per sostenere i giovani, ma la corrente politica sua e di Alemanno e dell’assessore Lollobrigida". Barbara Saltamartini (Pdl) è immediatamente partita per attaccare Barbato, ed è stata trattenuta dai commessi. Nel frattempo, però, altri deputati del Pdl si sono avvicinati dall’altra parte ed è scoppiata la colluttazione. Dalle tribune si è visto Fabio Rampelli (Pdl) in un "corpo a corpo" con un collega dell’Idv, mentre Maurizio Bianconi gridava a squarciagola a Barbato "Pe22o di merda". Dopo qualche minuto, e dopo aver invocato l’intervento dei deputati questori, la vicepresidente Rosy Bindi ha sospeso la seduta. Prognosi di 15 giorni per Barbato. Non presente in aula Fini, che, come presidente della Camera, incarica un’istruttoria immediata, per la quale Donadi dell’Idv promuove l’acquisizione dei filmati.
(www.ilgiornale.it)

115. altra lettera di un'aquilana

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società i recupero crediti, perconto di Sky: mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009 e mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciatola mia casa enon vi ho più fatto ritorno, causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi didovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio dianni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata inselci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola e le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare tasse e contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. e i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro diretribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago , in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti aprezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontanichilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema: "Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."

venerdì 2 luglio 2010

114. no-bavaglio-day 01/07/10 (1 notizia in 3)

A Roma, Milano, Padova, Lecce e decine di altre città d'Italia, ma anche da Parigi e Londra un unico grido: “No alla censura, no alla mafia, no al bavaglio”. Decine di migliaia i cittadini che si oppongono alla legge con cui S.B. vuole fermare quasi tutte le indagini e toglierne agli elettori l'informazione. Fini sposa le tesi di Piero Grasso dell'Antimafia e invita il Pdl a riflettere. E Napolitano dice “Avevo consigliato di dare priorità alla manovra economica, ma non mi hanno ascoltato”, ed anche che pure le manifestazioni evidenziano punti critici preoccupanti. Ora secondo Schifani sarà impossibile l'approvazione della legge prima dell'estate.
-il fatto quotidiano-


In varie città protesta contro il ddl intercettazioni. A Roma manifestazione principale. Saviano: tutela solo la privacy del malaffare. Il Capo dello Stato dichiara che il suo appello a pensare prima di tutto alla manovra è rimasto inascoltato e che non spetta a lui indicare soluzioni: chiari i punti critici. E usa parole inusualmente dure sulla legge contro le intercettazioni, che bocciano in effetti l’accelerazione del governo, ed invitano a cambiare il provvedimento per evitare che il Quirinale lo respinga. La D'Addario in piazza: contestata perché non gradita.
-corriere della sera-


La sinistra va in piazza a litigare con la D’Addario che, non invitata, si presenta a piazza Navona alla manifestazione, e intercetta i giornalisti con sorrisi, capelli al vento e sobrio tailleur nero, per pubblicizzare il suo secondo libro, fresco fresco di stampa: "Nessuna pubblicità, sono qui per difendere il vostro lavoro e la vostra libertà. Questa legge riguarda anche me. Se fosse già stata in vigore, voi sareste in carcere e la mia verità non sarebbe mai venuta fuori". Furibondi gli organizzatori: "La sua presenza può mandare tutto in vacca".
-il giornale-

giovedì 1 luglio 2010

113. legge-bavaglio: prevista violenza sessuale LIEVE su minori

VIOLENZA SESSUALE "DI LIEVE ENTITA’" AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI PROPONENTI L’EMENDAMENTO
Si erano inventati un emendamento proprio carino. Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori. Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità". Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Ecco i firmatari dell'emendamento 1707:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl), sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania), sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), sen. Roberto Centaro (Pdl), sen. Filippo Berselli (Pdl), sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina);il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
(notizia da "il fatto quotidiano")

mercoledì 30 giugno 2010

112. Condanna ridotta a 7 anni in appello, col calcolo della fine dei rapporti con la Mafia: 1 notizia in 3.

Quotatissimi i giudici chirurghi, che riescono, armeggiando di codice e di bisturi, a certificare esattamente la data in cui i potenti che hanno frequentato e fiancheggiato Cosa Nostra hanno smesso di farlo: zac, non ci fanno più né affari né alleanze né reati.
Ma a dirci chi è davvero Dell’Utri è lui in persona: ha voluto ribadire la propria fede in Mangano “eroe”, che non ha parlato nonostante le torture dei nazisti targati Repubblica Italiana ed ha annunciato le proprie “condoglianze” al sostituto procuratore generale che ha sostenuto l’accusa.

-il fatto quotidiano-

In conferenza-stampa Dell’Utri, anticipando le “condoglianze” che farà al pm Gatto, definisce la sentenza “pilatesca”: assoluzione piena, quindi, ma solo per le «condotte successive al 1992». Per il resto, i giudici hanno confermato sentenza e impianto accusatorio del primo grado, riducendo solo di due anni la pena che il tribunale aveva calcolato in nove anni, mentre il pg ne aveva chiesti undici.
Sulla sentenza incombe tuttavia il rischio di prescrizione per i fatti contestati a Dell’Utri dagli anni Settanta.

-il secolo XIX-

Condanna ridotta a sette anni. Marcello Dell'Utri non è in aula a Palermo alle 10 quando la Corte legge la sentenza del processo di secondo grado a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa: lo hanno assolto per i reati riferiti al periodo successivo al 1992, periodo al quale l’accusa riconduce l’incontro fra imputato e i fratelli Graviano. Intanto avviata pratica a tutela dei giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo. Nel mirino alcuni articoli di stampa, in particolare uno apparso sul quotidiano Il Fatto, perché "discreditano la magistratura".
-Il Giornale-

giovedì 24 giugno 2010

111. Il Reverendo King, su diritti civili e discriminazioni

Nel 1964 fu assegnato il Nobel per la pace a Martin Luther King.
Nel 1963 questo pastore protestante nero aveva scritto "Lettera dalla prigione di Birmingham", risposta alla dichiarazione scritta quell'anno da otto ecclesiastici intitolata "Invito all'unità", in cui veniva auspicato che la battaglia contro la segregazione razziale si combattesse solo nei tribunali, non nelle strade.
Allora King rispose, tra le altre cose, che senza l'azione diretta e non violenta come la sua, non si sarebbero potuti ottenere dei veri diritti civili: "Abbiamo anche la responsabilità morale di disobbedire alle leggi ingiuste: io concordo con sant'Agostino nel ritenere che una legge ingiusta non è legge».
E sull'emancipazione ribattè: "Aspettare significa quasi sempre mai ".

lunedì 21 giugno 2010

110. su radiopadania delirio razzista e omofobo di un'ascoltatrice

http://www.glbt-tv.it/?p=2503

"I politici sono gli unici a non aver sentito la crisona e Marrazzo ha speso migliaia di euro coi trans: se gli avessero abbassato lo stipendione.... forse questi ce55i umani, aborti di natura, immondi e stranieri, qui sarebbero di meno, a delinquere e a buttar malattie....La lega ha paura dei cattolici: dovrebbe essere piu' incisiva e aggressiva, ma io sono cattolica e non voto UDC e non ascolto il cardinalone Tettaca22i.....Anche rispetto a questa massa di cinesi, che come la muffa distrugge l’economia italiana, ci vorrebbero espulsioni di massa. Noi non siamo razzisti, ma fuori dalle balle, foeura di ball!!"

martedì 15 giugno 2010

109. DUE SCRITTE A MILANO

I POPOLI CHE ABBANDONANO LA TERRA
SONO DESTINATI ALLA DECADENZA


IL RISPARMIO E' LA PRIMA SORGENTE
DELLA POTENZA NAZIONALE




(I DUE MOTTI CHE SOVRASTANO I PORTALI LATERALI IN CIMA ALLA SCALINATA DEL PORTICO INTERNO DELLA SEDE DELLA CASSA DI RISPARMIO DELLE PROVINCE LOMBARDE IN VIA VERDI A MILANO)

mercoledì 9 giugno 2010

108. Sixties' memory: Bebawi Trial

Farouk Chourbagi was a handsome Egyptian textile merchant who mixed fabrics and females while living and loving in Rome. He was found dead in his office off Via Veneto one morning last year, his body riddled with bullets, his face scarred with acid. The cops nabbed Farouk's combustible mistress, a honey-blonde Egyptian named Claire Bebawi, and her rich cotton dealer husband Youssef. Each said the other did it: he in a fit of jealousy, said she; she to end the affair, said he. Both were indicted for murder and went on trial together as codefendants.Thus began one of the most spectacular murder trials in Italian history. Starting last January, it took 57 hearings and 300 hours of juicy testimony. Witnesses from Egypt, the Sudan, Lebanon and Switzerland babbled in six languages. Claire shrieked obscenities in Arabic, jolting her lawyer, ex-Italian Premier Giovanni Leone. One witness recoiled from facing Claire, and the court traveled to Hamburg to interview her.The Bebawis turned out to be divorced, though living together, but the prosecution established little else. It failed to produce the gun; it did not shake either Claire's story that she was in the office bathroom while Youssef killed her lover, or Youssef's story that she did it while he was out walking. The whole affair cost thousands—all of it totally wasted. The court has just declared a mistrial for the completely unexpected reason that three of the six jurors were found to be ineligible.Italy calls jurors "people's judges," theoretically gives them equal status in criminal trials with the two judges. Requirements include "good moral standing," a secondary school education and ages between 30 and 65. Eligible citizens are listed (32,000 in Rome), screened by mayors, magistrates and judges, finally picked by lot. Unfortunately, the screening fails to match the requirements. As the Bebawi trial neared its end, one woman juror turned out to be over 65, another had less than secondary schooling, and a third (a highly educated countess) had gone to a private school not recognized by the state. Aghast, the government aims to pinpoint responsibility and possibly assess damages. As for the Bebawis, they face a hot Roman summer in jail and may not get a new trial until October. Not that most Italians mind; they loved the first trial and are delighted at the prospect of a second.
http://www.time.com/time/magazine

giovedì 3 giugno 2010

107. 4 risate con Daniele Luttazzi

Luttazzi ha detto che:
"Per sopportare la visione delle atrocità della guerra in Iraq (conflitto appoggiato anche da Ferrara) bisogna pensare a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con S.B. e Dell'Utri che gli p1sciano addosso, Previti che gli kaga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta".

alla voce "Giuliano Ferrara" su wikipedia

mercoledì 2 giugno 2010

106. Una Costituzione concertata mirabilmente, ora sconcertata..!

La Costituzione italiana ha radici nella lotta partigiana di Resistenza antifascista.
Venne elaborata e quindi approvata dall'Assemblea Costituente, alla quale erano stati eletti i rappresentanti dei partiti democratici, il 22 dicembre 1947. Venne promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947. Quel giorno stesso venne pubblicata sulla edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (n. 298). Entrò in vigore il I gennaio 1948. Alla base della Costituzione italiana c’è stata un intesa fra i partiti, definita «compromesso costituzionale». Essa si realizzò all’interno della commissione che procedette concretamente all’elaborazione della legge fondamentale del nostro Stato.
All’interno di tale commissione si realizzò un equilibrio fra concezioni politiche diverse: cattoliche, comuniste, socialiste, liberali.
Questo comportò uno sforzo continuo di mediazione realizzato anche con reciproche rinunce. Il «compromesso costituzionale» trova una sua espressione anche nelle firme e nelle controfirme apposte sotto la Costituzione: il Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, liberale; il Presidente dell’Assemblea Costituente, Umberto Terracini, comunista; il Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, democristiano.
La Costituzione contiene una parte con i principi fondamentali (artt. 1-12); una parte prima, ove sono elencati i diritti e i doveri dei cittadini (articoli 13-54); una seconda parte, che stabilisce l'ordinamento della Repubblica (articoli 55-139); e 18 disposizioni transitorie e finali, relative per lo più al passaggio dal regno d’Italia alla Repubblica Italiana.
La Costituzione si basa su alcuni pilastri fondamentali strettamente interconnessi: - Intende impedire ogni possibile deriva autoritaria, che aveva caratterizzato la precedente storia del nostro paese fino all’aperta dittatura fascista, affermando il principio della divisione dei poteri, della centralità del parlamento e delle altre assemblee elettive rispetto all’esecutivo.
Rifiutando ogni accentramento presidenzialistico con la riaffermazione dell'universalità dei diritti civili e politici, delle libertà di associazione, di pensiero, parola, manifestazione, stampa (titolo I, rapporti civili, della I parte).
- Ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11).
- Si fonda - unica in tutto l’Occidente, per il notevole ruolo che ebbero nella sua stesura le forze di sinistra, comunisti e socialisti - sul lavoro: L'Italia è una Repubblica democratica,fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art. 1). Riconosce che è il lavoro e non il capitale né la rendita fondiaria il fondamento primo della Repubblica. Afferma così che libertà ed eguaglianza sono valori strettamente interdipendenti, e si propone di creare le condizioni per l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3). Riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo (art. 4), tutelandolo in tutte le forme, compresa l’associazione sindacale (artt. 35-40).
La Costituzione prevede la limitazione stessa del diritto di proprietà e di iniziativa privata se essa è in contrasto con l'utilità sociale o reca danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (artt. 41-44).
Ponendo il lavoro a suo fondamento, la Costituzione riconosce il conflitto sociale e tutela la rappresentanza politica di esso nel Parlamento, eletto sulla base di un principio rigorosamente proporzionale. Quando nel 1953 fu approvata dal Senato una nuova legge elettorale maggioritaria (65% dei seggi alla coalizione che superava il 50%), fu subito battezzata “legge truffa”, revocata nel giugno 1954 per la fortissima opposizione nelle piazze e in Parlamento.
La storia dell’Italia repubblicana è attraversata da acute lotte di classe che si svolgono non solo sul terreno economico sociale e politico, ma anche su quello costituzionale. Per la sua forte caratterizzazione sul fronte sociale, la Costituzione è oggetto di continui attacchi da parte delle forze conservatrici e reazionarie,
che cercano in tutti i modi di non applicarla o di revisionarla per renderla conforme ai modelli del liberismo economico dell’Occidente e di una gestione autoritaria dello Stato. Finché i comunisti e le forze autenticamente di sinistra e democratiche hanno avuto un peso politico e sociale, questi attacchi sono stati respinti, grazie a poderose lotte di massa. Soprattutto nel decennio 1968- 1977 sono state realizzate, nel quadro della Costituzione repubblicana, importanti conquiste per i lavoratori, quali la L. 300 (Statuto dei lavoratori, nel 1970). Nei primi anni 90 comincia invece lo stravolgimento della Costituzione in funzione delle politiche neoliberiste di smantellamento dello stato sociale e dell’intervento pubblico in economia. Nel 1993, con il sostegno del PDS (poi DS, poi PD), viene cancellato il sistema elettorale proporzionale, per affermare il bipolarismo maggioritario, che intende mettere ai margini le opposizioni di classe e i partiti antisistema, concependo due poli sostanzialmente analoghi. Il sistema maggioritario, combinato con un forte presidenzialismo, si impone anche negli enti locali e nelle regioni (1999), con un antidemocratico svuotamento di poteri delle assemblee elettive ed una concentrazione di potere nell’esecutivo e nel suo capo. La modifica del titolo V della II parte della Costituzione (2001) apre le porte ad un federalismo competitivo e concorrente con i poteri dello Stato centrale, che va in direzione del separatismo della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania (fondata nel 1989 e forte oggi al Parlamento italiano di 60 deputati, 26 senatori e di 9 deputati al Parlamento Europeo) e accentuerà il divario economico-sociale tra Nord e Sud.
Il referendum del giugno 2006 respinge il tentativo di Berlusconi di dar vita ad una repubblica presidenziale. Ma, subito dopo, ricomincia l’assalto alla Costituzione per darle il colpo di grazia in senso federalista e presidenzialista.
Difendiamo e rilanciamo la Costituzione repubblicana!
Soprattutto in questa fase di crisi strutturale del capitalismo, che intende scaricare tutti i costi di essa sui lavoratori e le masse popolari, la battaglia per la difesa e il rilancio della Costituzione è parte essenziale della lotta a difesa dei lavoratori!

Federazione della Sinistra.
Coordinamento provinciale di Bari

martedì 1 giugno 2010

105. COME IN UN GIALLO SI DISSOLVONO 9000 POSTI DI LAVORO - COMPLICI I MEDIA

AGILE -- ex EUTELIA

COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!
E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l'ultima è Phonemedia, 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma – Siena Montepaschi -- Milano -- Torino -- Ivrea -- Bari -- Napoli – Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, essun giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d'ordine è che se non siamo visibili all'opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti
*Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTO DOCUMENTO ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio *
*Altrimenti questa azienda morirà *
Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. -- ex Eutelia
*GRAZIE*

mercoledì 26 maggio 2010

104. Archeologia: primo ritrovamento di domus etrusca!!!

Venuta alla luce a Vetulonia, frazione di Castiglion della Pescaia, in provincia di Grosseto, la prima casa signorile etrusca perfettamente conservata di 2400 anni fa. 6 monete etrusche e romane rinvenute circoscrivono al 79 a.C. il crollo della casa, concomitanti le guerre di Lucio Cornelio Silla. La quantità enorme di reperti fornirà informazioni sulla vita quotidiana e sulle tecniche di costruzione. Riemersi con la casa anche il magazzino delle derrate, con orcio da granaglie, e il frantoio. Il pavimento originale era di coccio pesto. Tra il vasellame rinvenuto anche piatti di vernice nera. Elementi come chiodi in abbondanza e argilla fanno supporre a un piano superiore di travi di legno e soffitto d'argilla, appunto. Sempre d'argilla, seccata al sole, i mattoni parallelepipedi usati per le mura.


(compendio da il manifesto 26.05.2010/www.patrimoniosos.it)

venerdì 21 maggio 2010

103. intercettazioni: norma salvapreti

Mentre gira il mondo battendosi il petto e chiedendo scusa per i crimini commessi dai preti pedofili – lodevole iniziativa, presa tuttavia solo dopo l'esplosione dello scandalo a livello mondiale e dopo avere avuto per decenni un ruolo decisivo nel silenziare il tutto – Papa Benedetto XVI accetta la norma salvapreti, prevista nel ddl sulle intercettazioni, per la quale, con un ulteriore e inaccettabile privilegio attribuito ai membri del clero, se un pubblico ministero vuole intercettare o indagare un "uomo di Chiesa", deve avvisare immediatamente il Vaticano.
(da ANTICLERICALE.NET)

giovedì 20 maggio 2010

102. Fini&Capanna (nota da Facebook)

L'incontro tra Gianfranco Fini e Mario Capanna per la presentazione del libro di quest'ultimo "Per ragionare". E ragioniamo.
Non è che perchè uno ha fatto il 68 poi ci debba campare tutta la vita perchè pensa di aver capito tutto della vita. L'effetto nazionalnostalgico alla Gianni Minà è dietro l'angolo. Continuiamo a ragionare.
Questi manuali di chi ha capito tutto dalla vita hanno decisamente rotto la m1nchia. Sono più invadenti (e meno interessanti) de "La Torre di Guardia", la cui sfortuna editoriale è dovuta semplicemente al fatto che i Testimoni di Ge(n)ova si ostinano a proporla negli orari sbagliati, quelli in cui sbatteresti la porta in faccia anche a Miss Z0ccola/o (per par condicio). Qualcuno quindi dica loro che anche Dio alla fine della settimana dai tempi della genesi dorme fino a tardi. Continuiamo a ragionare.
Mario Capanna non era quello che andava in giro con l'eskimo e i pugni alzati e tutto il resto? Gianfranco Fini non era quello che invece faceva il saluto romano e picchiava quelli come Capanna che a sua volta picchiavano quelli come Fini? Perchè ora fanno linguainbocca? Smettiamo pure di ragionare.
Che è meglio.
(estratto da P.L.)

mercoledì 19 maggio 2010

101. no al webbavaglio!

Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta". In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccare il blog. Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una media-company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa media-company, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa di S.B. in un conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normare con leggi repressive internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa! Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

www.nobavaglio.it

sabato 15 maggio 2010

100. Grecia: io in piazza c'ero (articolo)

"Mai nella mia vita mi sono sentita così arrabbiata e spaventata per quello che riserva il futuro. Ieri è stata la mia prima manifestazione e sono andata perché sentivo che le misure di austerità decise dal governo ci toccano tutti. Quello che è successo è stato inaspettato: tre persone sono morte e le cose sono sfuggite dal nostro controllo politico. La gente è arrabbiata perché non ha rubato nulla. Ha lavorato tutta la vita e ora è l'unica che deve pagare per quello che i politici hanno combinato nelle ultime decadi. La manifestazione di ieri è stata la più grande mai tenutasi in Grecia e c'erano studenti, adulti, famiglie con i bambini, anziani. Tutti pronti a combattere per i loro diritti. Ho chiuso gli occhi e ho sentito la rabbia. Quando li ho riaperti c'era una sola grande voce che gridava contro l'oppressione economica e gli errori commessi dai politci di ogni partito. Poi la voce è stata zittita. Cordoglio, lacrimogeni, aggressività, morte. Benvenuti in Grecia."

(Zoe Koskinidou su www.metronews.it)


venerdì 14 maggio 2010

099. TAGLIAMO IL SISTEMA (articolo)

Nelle prossime settimane una potente campagna mediatica cancellerà le responsabilità della crisi e tenterà di ridurre la spesa pubblica con un altro colpo alle condizioni di vita dei lavoratori. Solo nuove proposte efficaci e comprensibili potrebbero impedire un’altra vittoria di chi continua a proporre le stesse ricette fallimentari neoliberiste, partendo, ad esempio, dalla grande opportunità offerta dalla vicenda della protezione civile. Diego Anemone, giovane uomo d'affari in grado di pagare un milione di euro per aiutare ad acquistare casa ad un solo ministro, aveva così una fila di politici o dirigenti statali che non rifiutavano i suoi favori: ristrutturazioni, manutenzioni, arredamenti da lui pagati di cui veniva rifuso con giganteschi interessi attraverso l'affidamento di opere pubbliche. Ricchezze alimentate da una spesa pubblica senza controllo. Dicono le indagini in corso che il solo Angelo Balducci pretendeva il 10% dell'importo dei lavori. Con gli altri soggetti tecnici si arriva a somme da capogiro. La Corte dei Conti stima in 60 miliardi di euro i soldi sottratti allo Stato attraverso il sistema della corruzione: ogni italiano paga così mille euro all'anno di un’impressionante tassa aggiuntiva occulta. Il sistema delle grandi opere, a cominciare dal Ponte sullo Stretto, l’Anas e l’Alta Velocità hanno fatto sparire miliardi con nulla di ultimato e quasi tutto da iniziare, contribuendo ai bilanci di tante imprese nazionali. Ma la severissima Confindustria non ne parla: e preferisce accanirsi contro ogni spesa a favore dei lavoratori. Le opere pubbliche sono in mano ad una struttura di politici, di tecnici compiacenti e d'imprese che spesso controllano grandi mezzi di informazione. Tagliando questo sistema malavitoso si avrebbe una cifra utile a interrompere la recente spirale per cui i comuni per fare cassa sono stati istigati a vendere beni pubblici o a incrementare la realizzazione di nuovi inutili quartieri: ci si potrebbero mettere in sicurezza le scuole, curare i parchi, i beni culturali o lasciare aperti i pochi servizi sociali ancora esistenti. Il comune di Roma avrebbe quasi 3 miliardi all'anno, molto di più dei 500 milioni stanziati dal governo. Mettere fine a un sistema che fa affluire miliardi a pochi speculatori e ad un sistema politico marcio eviterebbe anche un ulteriore taglio dello stato sociale. Ma la sinistra è muta, incapace di incalzare su un terreno estremamente favorevole: basterebbe chiedesse che il controllo della spesa per le Opere Pubbliche e per la Sanità sia affidato a galantuomini estranei alla politica, e il conseguente taglio di spesa eviterebbe ogni altra macelleria sociale.


(Paolo Berdini su "il manifesto" 14.05.2010)

mercoledì 12 maggio 2010

098. Vergogna

Voi che sicuramente andate sul sito del Vaticano più di me e siete sempre a conoscenza delle varie notizie, sapete dirmi se al cardinal Bertone è venuta improvvisamente la raucedine???
Lui che è sempre pronto a mettere bocca su tutto, anche su ciò che non dovrebbe riguardare la Chiesa? Sulla comunione di Berlusconi non ha niente da dire? Pluridivorziato e con quel che combina……????? E poi ci sono persone, come nella nostra parrocchia, che si fanno mille scrupoli e si sentono in colpa ed in dovere di seguire le direttive della chiesa!
Siamo tutti uguali davanti all'altare….ma qualcuno è più uguale degli altri. Anche i sacramenti sono diventati ad personam!
Che vergogna
(email diffusa da "Indignato" tra i fedeli di una parrocchia lombarda, a proposito del funerale di Vianello....)

097. cara Gelmini, mi permetta

Gentile ministro Gelmini, le scrivo per complimentarmi con lei che finalmente ha avuto il coraggio di denunciare, in un’intervista, i privilegi concessi alla vera casta italiana: le madri lavoratrici. Annunciando il suo rientro al lavoro in anticipo rispetto ai termini della maternità obbligatoria (che brutta parola: sovietica, quasi), lei ha giustamente invitato le donne, queste scansafatiche impenitenti, a “fare dei sacrifici” senza restare a casa per mesi a girare i pollici. Era ora che qualcuno se ne accorgesse, diamine. In fondo gli uomini quando partoriscono tornano subito al lavoro, e anche per allattare non chiedono mica l’orario ridotto. Diciamolo: l’Italia che lavora l’hanno rovinata i sindacati e le madri. Solo che mentre i sindacati sono i crisi, quelle cialtrone continuano a partorire. Io mi chiedo che bisogno ci sia di quelle maternità che durano mesi, addirittura un anno: lo so per esserci passata, è stato tutto così offensivamente facile. Dopo due mesi sono venuti quelli dell’asilo nido per chiedermi di lasciare lì i bambini, hanno tanto insistito “Venga, abbiamo un sacco di posti liberi, è un vero piacere”. Poi sul lavoro mi sono venuti incontro, si sa che in Italia è così, con tante donne ai posti di comando è chiaro che l’organizzazione è mirata alla famiglia: per evitare che dovessi pulire la scrivania, visto che avevo un po’ sonno perché di notte non dormivo, me l’hanno portata via. Gentilissimi. È stato un periodo d’oro, ero sempre dall’estetista, tutto a spese dell’Inps. Tornassi indietro avrei vergogna, di tutti quei privilegi. Ci pensi lei!
Marina Morpurgo

www.metronews.it

lunedì 10 maggio 2010

096. totticalcio

Sul marito scalciatore, Ilary Blasi dichiara: Totti non si discute, si ama.
Vietato criticare, nel paese governato dal partito dell'ammore.

(Paola Rizzi su Metro)

domenica 9 maggio 2010

095. la casetta di Scajola

sacjolaNicola Porro ha intervistato Claudio Scajola, recentemente, sul Giornale: il ministro ha comprato nel 2004 un appartamento al Colosseo, pagandolo con un mutuo da 610mila euro ancora in essere. Ma un figuro oggi in galera e le sorelle Papa, venditrici, dicono di aver ricevuto anche contanti per 200mila euro come anticipo dal ministro, e 80 assegni circolari per ben 900mila euro.


REPUBBLICA

Scajola: "Vittima di processo mediatico
Parlerò dopo la mia audizione in procura"

"La mia persona quotidianamente infangata" afferma iI ministro sospettato d'aver acquistato un appartamento a Roma con i soldi di Diego Anemone.


Copertina del 5 Maggio 2010

lunedì 3 maggio 2010

094. San Vincenzo in Prato: da vedere a Milano ASSOLUTAMENTE

Tra le chiese più antiche di Milano fu fondata nell'antico podere Prata e dedicata alla Madonna da re Desiderio nel 770 su un oratorio cimiteriale romano, di cui è ancora visibile una serie di reperti, murati sul fianco settentrionale ma prese l'attuale forma di basilica tra il IX e l'XI secolo: del IX secolo il battistero ottagonale esterno.
Catalogo vivo dell'architettura paleocristiana fu la seconda basilica di Milano: tra via D. Crespi e via San Calocero un esterno spoglio e un interno di impianto paleocristiano, originale, appunto. Così doveva apparire la basilica vetus frequentata da Sant'Ambrogio.
Pianta a 3 navate con capriate lignee e in facciata pioventi con 3 portali sovrastati da lunette cieche, da 2 grandi finestre nella parte superiore, e dal timpano, coronato nell'ottocento dal motivo identico a quello che si trova sul retro. L'abside maggiore e il suo timpano sono l'elemento stilistico più significativo dell'esterno originale, a motivi romanici di fornaci ed archetti in cotto, mentre le absidiole sono ricostruzioni ottocentesche.
Interno: i colonnati delle navate sostengono 9 archi a tutto sesto: notevoli ed eterogenei i capitelli di recupero romani ed altomedievali. Tante vetrate moderne, su Angeli, Creazione e incipit di S.Giovanni.
Dipinti della fine dell'800 per l'abside e i medaglioni tra le arcate. L'affresco sull’altar maggiore, la "Madonna del pianto", crocifissione del XV secolo, e il frammento d'affresco nella navatella di destra, "Madonna dell'aiuto" provengono da S.Calocero: all'inizio di quella di sinistra una colonna con capitello corinzio rivestita di mattoni. Sotto il presbiterio sopraelevato si trova la cripta, con voltine a crociera, colonnine e capitelli: un'eccellenza tra le cripte "ad oratorio" romaniche lombarde.
Nell’altare un’urna di pietra con reliquie dei martiri già qui intorno all'anno 1000 e dietro un antico pozzo miracoloso.
Dopo secoli di splendore legato a un convento benedettino, con la sua crisi la chiesa decadde come commenda per più di 2 secoli, e alla fine del '700 fu sconsacrata ed adibita ad usi profani: magazzino, stalla e caserma coi francesi. Venduta nel 1810 e trasformata in laboratorio chimico, si danneggiò gravemente e gli affreschi del '400 all'interno andarono distrutti.
Alla fine dell'800 la basilica fu restaurata e ricostruita in parte: inoltre le fu dato campanile, sacrestia e annessi in stile, mentre la superficie interna della chiesa venne ornamentata interamente a guazzo. Interventi più recenti hanno eliminato quasi tutta la decorazione parietale ottocentesca, sostituito il pavimento, e risanato l'elegante cripta, rievidenziandone la struttura originaria.

giovedì 22 aprile 2010

093. Il mondo della Trota (nota da Facebook)

Di un altro c0gli0nazzo proprio non si sentiva il bisogno. Certo, con la Lega già avevamo fatto una certa abitudine al cattivo gusto. Sia si trattasse di portare maiali nei terreni delle moschee, o di esibire magliette offensive verso l’Islam provocando qualche piccola bomba: un movimento indipendentista che non si fa scrupolo di allearsi con il partito patriottico per eccellenza, fa proprio pensare. Ma qui un punto di coerenza riesco ancora a trovarlo: la Lega ha nel suo DNA tratti razzisti, nazionalisti, patriottici tipici dei fascisti, da loro stessi ora rinnegati, coll'eccezione politica e intellettiva della Santanchè. Senza ragione e senza pudore invece la Lega insedia ministri nella Roma Ladrona che non perde occasione di insultare dalla "sua" stampa.
Comunque stavo parlando di un c0gli0nazzo, della Lega per la precisione, “figlio di papà” ma con un aspetto da “ragazzo di vita” pasoliniano: Renzo Bossi. Figlio del priapico Umberto, il 22enne rampollo è dai "suoi" soprannominato “la trota”, ed esce allo scoperto con un’intervista su Vanity Fair, in cui illustra la sua visione articolata del mondo. Bene, innanzitutto Renzo ai mondiali di calcio non tiferà Italia in quanto il Tricolore identifica un sentimento di cinquant’anni fa. Echeca22ocentra: stiamo parlando di calcio, mica della parata del 25 aprile. Peraltro sembra che il tricolore sia antecedente al 1960. Comunque, il giovane Renzo durante i Mondiali potrebbe tranquillamente andarsene al mare o dedicarsi a qualche pagliacciata pseudoceltica di quelle che i “lumbard” amano tanto. Ma più avanti arriva la prima “perla”: secondo lui infatti nella vita bisogna provare tutto tranne i “kulattoni e la droga”. Ma se a ventidue anni non ti sei mai fatto e magari neppure desiderato, una canna o un pippotto, o sei un bugiardo ipocrita o sei uno sfigato o entrambi. E i “kulattoni” non mordono di sicuro per cui tenersi alla larga da loro non sarà facile. Vittorio Sgarbi spesso parlava di “kulattoni raccomandati”. Sul fatto che tu sia raccomandato non ci piove e comunque se pensi che nella vita sia necessario provare un po’ tutto potresti sorprenderti di te stesso. E una canna ogni tanto fa un gran bene. Inoltre il “trotone” se la prende con la gente maligna e pettegola che lo considera ignorante pluribocciato. Beh, caro trotone, visto che sei stato bocciato per due volte tra i 15 e i 18 anni, sei esattamente pluribocciato. Neppure quel nome così pesante ti ha salvato dalla bocciatura: il sospetto di una certa ignoranza viene spontaneo. Diventa certezza leggendo la tua intervista: affermi di studiare economia ma non in Italia. A Mendrisio? Affermi infine, di non avere mai percepito uno stipendio di 12mila Euro nella tua posizione all’interno dell”osservatorio sull’Expo”. Ma come! Li percepivano tuo zio e tuo fratello come portaborse di Speroni e Salvini e tu niente? Allora o sei bugiardo o sei un c0gli0ne o un bugiardo c0gli0ne. Tanto vale ammetterlo, visto che, senza quel nome alle spalle, col ca22o che saresti consigliere regionale a 22 anni. E ti assicuro che non c’è assolutamente nulla di cui essere fieri nel “non essere mai scesi a Sud di Roma”. Sono frasi da ignoranti. E non c’è assolutamente niente di cui essere fieri nel creare o promuovere giochi quali “rimbalza il clandestino”. Perché oltre che ignorante passi anche da stron2o. E se l’ignoranza può anche non essere una colpa, per la stron2aggine non c’è pietà che tenga.

(P.L.)

lunedì 12 aprile 2010

092. kshari (pasta e legumi)

KSHARI (Pasta e legumi)
Ingredienti per 6 persone:400 g di riso300 g di pasta filini300 g di maccheroni piccoli200 g di ceci200 g di lenticchie200 g di sugo di pomodoro fresco2 cipolle grosse4 cucchiai di farina2 uovaolio d'olivacipolla, aglio, peperoncinosale e pepe


Fate cuocere separatamente i ceci e le lenticchie finchè saranno ben cotti ma non disfatti e poi scolateli. Lessate separatamente anche la pasta filini, i maccheroni e il riso, scolateli e teneteli al caldo. Impanate le cipolle tagliate ad anelli prima nelle uova leggermente sbattute e poi nella farina e quindi friggetele finchè diventano dorate. Disponete nei piatti il riso, la pasta filini, i maccheroni, i ceci e le lenticchie. Cospargete il koshari con il sugo di pomodoro soffritto in olio con aglio, cipolla, peperoncino, sale e pepe, disponete le cipolle fritte intorno al piatto e servite il tutto ben caldo.

domenica 11 aprile 2010

091. insalata di piselli e pecorino

piselli freschi appena sgranati e pecorino non stagionato a dadini, a piacere, qualche strisciolina di basilico, conditi con un filo d'olio extravergine d'oliva: una sciccheria!!

mercoledì 7 aprile 2010

090. Valanga di palle sui dati elettorali

I dati elettorali sono troppo complicati e i giornalisti buttano la spugna.
La concretezza a loro fa male, ma se si rifanno i conti usando un po’ di logica la situazione sembra un po’ meno tragica.
Innanzi tutto i dati sull’astensionismo da solo non han senso perché andrebbero sommati al conteggio delle schede annullate con frasi che vanno dall’invettiva politica alla bestemmia, assieme a quelle più sobriamente “bianche”: imbucate dal circa il 3,5% degli aventi diritto al voto.
Allora su 40 milioni e 800 mila aventi diritto, più di 16 milioni non hanno votato o hanno votato in modo non valido.
Poco meno del 40%.
Ma attenzione: l’aumento del rifiuto per la politica è stato minimo rispetto alle precedenti elezioni europee.
Eppure quasi tutta l’informazione, Repubblica compresa, non ha fornito il dato delle schede non valide: scomparso!
E il paragone con le precedenti Regionali largamente impiegato dai media non ha senso: una comparazione con le Europee di un anno fa ci fa invece capire cosa è cambiato.
La sinistra al tracollo perde 4 regioni di cui 3 toccate dagli scandali della corruzione. Ma il supertracollo c’era stato alle Europee, appunto. Stavolta il PdL perde il 2% dei voti e la Lega avanza del 2%, cioè i voti al governo sono pari. Ma è allucinante che abbia sostanzialmente tenuto, dopo tutti gli scandali che li hanno travolti.
Ma a sentire i giornali pare che la Lega abbia sfondato!!!!
Non male che il PD cresca del 2%, perché anche in prospettiva la distanza tra PdL e opposizione si è accorciata. IDV perde lo 0,7% totale ma analiticamente avanza parecchio dove non ci sono le liste di Grillo ma perde dove ci sono. Udc perde quasi un punto percentuale.
Le liste postcomuniste e verdi guadagnano qualche decimo di percentuale.
Grande l’affermazione delle Liste Beppe Grillo in Emilia Romagna (7%) e Piemonte (4%) al 2,5% nelle altre regioni.
Il fatto che dopo tutto quel che è successo ancora tanti italiani abbiano dato il loro voto a Berlusconi dà molto sconcerto, ma complessivamente l’opposizione a Berlusconi è cresciuta.
L’informazione di Mediaset e non solo, farebbe ritenere nulla la possibilità della fine dell’era Berlusconi prima del 2020, mentre invece qualche speranza risiede in un PD che esprima un leader che la faccia finita coi candidati inquisiti e con il sostegno agli inceneritori ( come ha fatto per esempio Nichi Vendola in Puglia ) e che prenda impegni chiari sulle riforme.
Allora sì che si potrebbe immaginare una grande coalizione che comprenda anche le liste di Grillo.
In questo momento la coalizione di governo viaggia intorno al 48%, l’opposizione, UDC esclusa, intorno al 44%. Questi 4 punti percentuali non sono la fine del mondo!!
Molti accusano Grillo di aver causato la perdita del Piemonte: in sua assenza molti voti si sarebbero riversati nell’Italia dei Valori. 6.000 voti appena la distanza. E’ indiscutibile il regalo fatto a Silvio, ma questo calcolo è forse limitato: per battere Berlusconi domani il PD deve decidere di cambiare rotta, deve smettere di essere un luogo d’inciucio che candida gente dell’apparato.
Bersani candidando inquisiti in Campania e Calabria, ha rifiutato un vero rinnovamento. Comprensibili gli Amici di Grillo che alla fine hanno scelto di rompere in Piemonte non riuscendo a trattare qualcosa di decente con questo PD!! Forse questi risultati freneranno il PD dall’allearsi con Casini e Cuffaro.
L’esperienza di Vendola insegna che un’alleanza a sinistra può essere vincente e unire tutte le forze progressiste su programmi decenti e concreti.
Creare un movimento progressista unitario è un passaggio fondamentale. E’ necessario far germogliare un progetto che cancelli i micropartiti e coaguli il popolo delle buone pratiche sociali in una forza di rinnovamento gestita a rete, che esprima le migliaia di associazioni e comitati locali che stanno concretamente costruendo modi di vivere e relazionarsi antagonisti alla cultura berlusconiana.

lunedì 29 marzo 2010

089. trama di un libro


Nel dicembre del 2009 la commissione Murphy ha reso pubblico il suo rapporto d'indagine sugli abusi sessuali commessi dai preti della Chiesa irlandese nei confronti di minori: sono stati presi in esame, nella sola diocesi di Dublino, i casi di 46 sacerdoti che, dal 1975 al 2004, hanno fatto 320 vittime. Esploso lo scandalo, a febbraio papa Benedetto XVI ha convocato in Vaticano i vescovi irlandesi, promettendo chiarezza e tolleranza zero nei confronti dei preti che abusano dell'innocenza dei bambini. La situazione, adesso, preoccupa molto il papa; ma non bisogna dimenticare che per quasi vent'anni proprio Joseph Ratzinger ha guidato la Congregazione per la Dottrina della Fede, l'organismo pontificio che ha nascosto nei suoi archivi molte scabrose e più che imbarazzanti verità.




(Anonimo, Il peccato nascosto)


sabato 27 marzo 2010

088. barzellette

Una zitella tampona un camionista che arrabbiatissimo scende dal camion e dice: "signorina la precedenza è come la f1ga, ogni tanto bisogna darla!"
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La moglie di un professore di matematica torna a casa dopo essere stata in piscina. Sul tavolo della cucina trova una lettera del marito:
Cara moglie,
siamo sposati da quasi trent’anni, e ti amo esattamente come il giorno in cui mi sono dichiarato. Devi renderti conto, però, che hai ormai 54 anni e non riesci più a soddisfare alcune mie necessità. Spero che non ti addolorerà più di tanto sapere che, mentre stai leggendo questa mia, sono in albergo con una studentessa diciottenne del mio corso di algebra. Sarò a casa prima di mezzanotte.
Tuo marito, che non smetterà mai di amarti.
Quando il marito torna a casa, appena prima di mezzanotte, trova anche lui una lettera sul tavolo. La apre e legge:
Caro marito,
forse ti renderai conto che anche tu hai 54 anni, e che pertanto anche tu non riesci più a soddisfare alcune mie esigenze. Spero che neppure a te crei troppo dolore venire a sapere che, mentre stai leggendo questa mia, sono in albergo con il ragazzo della piscina, anche lui diciottenne.
La tua amata moglie.
P.S. Siccome sei un matematico, saprai che il 18 entra nel 54 molte più volte di quante il 54 possa entrare nel 18; ti consiglio perciò di non rimanere alzato ad aspettarmi.

mercoledì 24 marzo 2010

087. Dopo il ritorno del creazionismo a scuola, anche la teoria razzista?

Il professor Richard Lynn, rispolvera Lombroso e dichiara che la “razza” del sud Italia è inferiore, meno intelligente, di quella del nord. Secondo la sua teoria i più intelligenti d’Italia sarebbero i friulani e i meno intelligenti i siciliani a causa di contaminazioni genetiche provenienti dai popoli del Nordafrica (che orrore!). Sicuramente saranno felici i leghisti, un po’ meno i meridionali.

Il professor Lynn dimentica che le teorie diLombroso sono state superate oramai da quasi un secolo, che si sono dimostrate false e che la fisiognomica è solo una buffonata per co6l1oni neonazisti, degni compagni del professor Lynn. È piuttosto evidente che il professore suddetto è solo un bieco razzista che si permette di dare valenza scientifica ai suoi pregiudizi da vecchio stupido. Non dimentichiamo che furono proprio false teorie pregiudiziali elevate indegnamente a rango di teorie scientifiche la base del nazismo e del massacro che ne è derivato. Si sperava che l’umanità non dovesse più sentire certe stupidità. Invece a quanto pare di idioti è sempre pieno il mondo.

Altra cosa assurda è che sia stato intervistato e che a ste ca22ate si dia spazio sui media e si discuta pure il loro valore! Un giornalista gli ha chiesto se verrebbe in Sicilia a parlare della sua teoria. Lynn ha risposto che vorrebbe prima essere sicuro che non lo uccidano. Mi sento, pur non essendo meridionale, di rassicurarlo: caro professore, sicuramente non la uccidiamo se viene in Italia ma un bel “vai a ca6are” te lo becchi di sicuro!

http://attualizzando.wordpress.com

martedì 23 marzo 2010

086. Tante scuse a Emilio Fede

per EMILIO FEDE

Ho 63 anni compiuti, abito a Segrate, ho lavorato 20 anni per Mediaset in qualità di dirigente.

Oggi, dopo una cena piacevole, percorro con mio marito la stradina notoriamente pedonale, ora abusivamente usata da poche auto di alti papaveri e rispettive scorte per raggiungere gli Studi televisivi di Rete 4.

Da una di queste auto ci viene suonato il clacson, mio marito fa presente che i pedoni hanno la precedenza in quanto strada pedonale, si abbassa un finestrino e: "Spostati faccia di m3rda!"

Riconosco Emilio Fede, che protende il suo viso sotto quello di mio marito, invitandolo: mettimi le mani addosso, toccami! Mi metto tra i due: "Sono stata tua collega per 20 anni, ho lavorato 20 anni con Carlo Bernasconi (braccio destro di S.B., morto nel 2001, gran brava persona)".

A quel punto il grande cambiamento: mi scusi Signora, mi scusi Signora. Non le voglio le tue scuse, caro Fede, chiedo scusa io: per essere rispettata come donna ho dovuto ricordarti di aver fatto parte del clan dei prepotenti e degli arroganti. Sia, per me e per tutti, un momento di profonda riflessione.

Silvia Cavanna / Segrate, Milano

(Repubblica - 23/03/2010)