domenica 28 giugno 2015

382. La storia-collage del "borg di scigolat"!!

Nel 1550, dopo l'inizio dell'imponente "bastionamento" durato anni, Milano si diede precisi confini, più vasti di quelli medievali. Col passare dei decenni, i varii insediamenti cresciuti a ridosso delle nuove mura diedero vita ad un unico Comune ad anello, detto dei Corpi Santi, ricordo delle sepolture praticate sui corpi dei primi cristiani, Martiri o Santi, appena all'esterno dei limiti urbani.
Tra l’attuale via Melzi d’Eril e l’Arco della Pace, il complesso di Sant’Ambrogio ad Nemus si era salvato dalle ondate di distruzioni barbare succedutesi per quasi 2 secoli grazie al fatto che si trovava in un boschetto lontano dalle mura della cerchia dei Navigli, e a metà tra le due arterie stradali verso il nord, la Comacina e la Vercellina.
Lì accanto, trovandosi in sèguito appena fuori dai Bastioni Nuovi, il Borgo degli Ortolani dei Corpi Santi si sviluppava in origine lungo il tratto della via Varesina che andava dalla porta Tenaglia, nello stesso sito dell’attuale Arena, all’attuale piazza Firenze: in pratica via Canonica e via Pier della Francesca.
Era l’idrografia della zona col Torrente Nirone, la roggia Marianella, il fontanile San Rocco e la roggia Peschiera che fece sorgere lungo la via Varesina mulini, cascine, orti, campi e frutteti, i cui prodotti abbondanti venivano raccolti e poi venduti in loco originando il nome del borgo, borg di scigolat, cioè il borgo dei cipollai o ortolani.
Il Comune dei Corpi Santi fu annesso nel 1873 a Milano: da qui cominciò la perdita dell’identità agricola originaria che coincise col nuovo piano regolatore che ne stravolse anche la fisionomia.
Meno di 10 anni prima dell’accorpamento alla città era stato ultimato il nuovo cimitero Monumentale di Milano, per soppiantare diversi piccoli cimiteri cittadini, il che comportò comunque il progetto di nuove strade di collegamento.
Infatti fino al 1820 le direttrici del Borgo erano il suo tratto di via Varesina, il tracciato stradale del Fontanile di San Rocco da via MacMahon, sino a via Niccolini e via Balestrieri attraverso il sagrato della Santissima Trinità,  di cui resta il bellissimo campanile romanico, e il viale di Porta Tenaglia, ora viale Elvezia. Per il resto c’erano viottoli solcati da altri piccoli canali d’irrigazione, che hanno generato l'intrico di viuzze caratteristiche del Rione.

venerdì 5 giugno 2015

381. Contessa

Non puoi più pretendere di avere tutti quanti attorno a te.

Non puoi più trattare i tuoi amanti come fossero bignè.

Vuoi solo le cose che non hai,

parli delle cose che non sai,

cerchi di giocare ma non puoi,

pensi solamente ai fatti tuoi.

Chi sei contessa?

Tu non sei più la stessa.

Vuoi che io rimanga nel tuo letto per poi sbattermi su e giù.

Non ti lamentare se domani non ti cercheremo più.

Ma vorrei soltanto averti qui,

sei accattivante già così,

ti difendi con il D.D.T.,

fai pesare troppo quei tuoi 'si'.

Chi sei contessa?

Tu non sei più la stessa.

Pensi che ogni cosa di concreto sia da riferire a te,

tu fai la misteriosa per nascondere un segreto che non c'è.

Ma nel tuo castello come va?

Vivi la tua vecchia nobiltà,

non sai neanche tu la verità,

vendi a caro prezzo la realtà.

Nel tuo castello come va?

Vivi la tua vecchia nobiltà,

non sai neanche tu la verità,

vendi a caro prezzo la realtà.

380. Obiezione di Coscienza


L’Impero Liberista Multinazionale ci ha portati sull’orlo di una bancarotta ecologica con effetti così macroscopici che hanno ispirato il tema dell’Expò  2015 “Nutrire il Pianeta”, ma quei buoni principii, obiettivi e progetti sono naufragati proprio per la vittoria dell’ideologia rovinosa della Politica che tutela sempre più i diritti finanziarii delle Compagnie più spregiudicate.

I partner internazionali e sponsor a cui Expò ha dovuto e voluto appoggiarsi sono ormai equiparabili a spacciatori internazionali, in quanto i loro prodotti non solo alimentari  producono spessissimo dipendenza negli utenti/consumatori. Ma possono anche essere considerati negrieri nell’antica accezione del termine, in quanto sfruttano certa manodopera sino quasi alla schiavitù e devastano certi territorii sino alla sterilità.

Il primo Maggio c’è stata l’inaugurazione, e al pomeriggio la consueta manifestazione Mayday, cui si sono aggiunte quest’anno posizioni anti-Expò. Ma in mezzo  ai soliti partecipanti si celava il cosiddetto "blocco nero": di questi teppisti violenti RadioPop ha evidenziato la particolare strategia politica manifestata in diversi contesti di protesta dall'inizio di questo secolo. Per quest'ultima devastazione in città è stata anche notata da diversa gente la sincronizzazione tra i 2 distinti lanci di fumogeni da parte delle forze dell'ordine e l'apparizione e sparizione dal corteo dei Black Bloc mascherati ma con orologi e scarpe "di pregio".

Ma questa "seconda strategia della tensione" mi pare duri dal G8 di Genova del 2001 con tante prove mai più prese in considerazione.

Su tutto ciò obietto e la mia è un’obiezione di coscienza: non andrò all’Expò.

venerdì 15 maggio 2015

379. La pitanga


La pitanga, chiamata pure ciliegia del Suriname, ciliegia del Brasile e ciliegia di Caienna è il frutto dell’Eugenia Uniflora, che qualcuno chiama in italiano pitango, mirtacea tropicale ornamentale del continente Americano, anche invasiva, abbastanza resistente ai parassiti, di facile coltivazione, spesso usata come siepe e schermatura: cresce bene per esempio anche in Israele e Palestina.
Il frutto appunto ha un gusto che varia dall’aspro pungente del colore verde sino all’arancione, al dolce intenso del colore rosso scuro fino al nero. Si usa soprattutto come aromatizzante di conserve, e a crudo ha un alto contenuto in vitamina C ed è fonte di vitamina A.
In Brasile le foglie della pianta vengono spesso sparse sui pavimenti delle abitazioni per essere calpestate, come repellente contro mosche e zanzare, e in Uruguay se ne fa una tisana.  
L’Eugenia Uniflora ha diverse proprietà farmacologiche: il suo olio essenziale risulta anti-ipertensivo, anti-infiammatorio, anti-diabetico, antitumorale e analgesico, oltre ad avere azione antivirale e antimicotica, e in Sudamerica viene usato nella medicina tradizionale contro i disturbi gastrici.
traduzione da
en.wikipedia.org  -  facebook.it

lunedì 4 maggio 2015

378. I motori di Startrek


Per Startrek di Gene Roddenberry, un motore a curvatura (warp drive engine), senza entrare nel merito delle leggi fisiche che sfrutta  e delle sue caratteristiche tecniche, per far arrivare un’astronave a una velocità superiore a quella della luce, lungo la traiettoria impostata contrae lo spazio davanti e dilata quello dietro. Un esempio semplice può spiegare il fenomeno: immaginiamo una formica che cammini su un elastico fissato tra 2 chiodi. La formica per andare da chiodo a chiodo, se non si interviene sull'elastico, dovrà percorrere esattamente la lunghezza dell'elastico. Se invece  si accorcia l’elastico davanti alla formica tirandolo, quello le si allunga dietro, ottenendo che la formica sarà andata da chiodo a chiodo percorrendo un tragitto inferiore alla lunghezza complessiva dell'elastico, senza rilevare localmente alcuna modifica dell'elastico.
fonte: Wikipedia

venerdì 24 aprile 2015

377. Capisaldi del pensiero "umanitario" di Zamenhof, l'ideatore dell'Esperanto.

Ludwig Zamenhof concepì questi principii a cavallo tra il XIX e il XX secolo!!!
"Considero la tendenza dell'umanità a separarsi in diverse etnie reciprocamente nemiche e in comunità etno-religiose come una delle più grandi infelicità della Storia, che presto o tardi devono scomparire e per la cui scomparsa devo adoperarmi per quanto sia in mio potere.
In ogni uomo vedo soltanto un essere umano, lo valuto solamente secondo il suo valore personale e il valore delle sue azioni.
Considero una barbarie qualsiasi tipo d'offesa o d'oppressione verso qualcuno di etnia, religione o stato sociale diversi dai miei."

lunedì 20 aprile 2015

376. Xylella e Ulivi italiani.

-Stop alla Shoah speculativa degli ulivi e all’Olocausto chimico del Salento e dei salentini.
-Il Prof. Altieri richiede il Bando dei disseccanti: DOSSIER DI DENUNCIA INVIATO ALL' ATTENZIONE DEI COMMISSARI EUROPEI alla salute e alle politiche agricole.
- Anche in Toscana avvistati ulivi seccati dal troppo diserbante come ammesso da un agricoltore locale.
-Ci vogliono provvedimenti immediati per evitare la distruzione degli Ulivi del Salento e lo spargimento di inutili pesticidi, revocando le autorizzazioni all'uso dei disseccanti, inutili e distruttori della biodiversità, tossici ed inquinanti, in ambito agricolo ed extragricolo: spesso gli olivi stessi disseccano per eccesso di diserbante.
-Monsanto ha forse importato la xylella-killer in Puglia?
-Per una diagnosi corretta ci vuole un’ indagine seria su fitopatologia, ambiente, clima, Storia e uso intollerabile della chimica industriale, soprattutto per un territorio carsico, come quello salentino, la cui acqua potabile viene tutta dal sottosuolo! Ciò per arrivare a una terapia di salubrità e rispetto dell’ identità agricola dei territori e delle specie cultivar tradizionali e antiche, come l’ogliarola e la cellina: terapia risolutiva che deve salvare ogni albero acciaccato con adeguati meticolosi interventi, e su quelli con radice in perfetta salute.
fonte: http://www.tagpress.it/ambiente-territorio 

martedì 7 aprile 2015

375. Compendio su Amy Winehouse

25.07.2010 - Finora Amy Winehouse m'era parsa monotona, ma ascoltando tutto il suo primo album Frank mi sono emozionato e rinfrancato. Canzoni che riecheggiano anche Sinatra e Fitzgerald, interpretate senza sforzo e senza apparenti artifici, con un mix vocale di Mahalia Jackson, Shirley Bassey, Billie Holliday e Janis Joplin.Orchestrazioni d'epoca ma "distillate", cui la grande voce dà ritmo e swing.
21.08.2010 -  Della Winehouse  una versione solo vocale di "you should be stronger than me" colpisce le mie orecchie spesso distratte il giorno in cui compio 54 anni, ed è un incantesimo. L'estensione della voce dolente e distaccata, viene usata qui con virtuosismo noncurante, da un'impennata quasi allegra a un baratro quasi comico. Da ascoltare e riascoltare.
25.07.2011 - Ciao, Amy! Fuggita via a 27 anni come Janis Joplin, Kurt Cobain, Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, grazie a una probabile dose letale o al miscuglio di qualche schifezza: l'hanno già messa nel "gruppo27". Per la madre era solo questione di tempo, e c'è già chi chiama sciacallo chi farà uscire l'ultimo suo album registrato in attesa di pubblicazione dopo la disintossicazione annunciata. I familiari ne hanno parlato bene affettivamente, mentre io per la sorpresa e per la sua voce subito in mente, ho quasi pianto, ma sono un po' patologico. E di lei avevo scritto solo 2 volte.
11.01.2012 - Della grande Amy ho appena ascoltato il cd postumo "hidden treasures" di cui la maggior parte dei brani m'erano già noti: ma m'ha colpito la sua versione noncurante, divertita e tortuosa di una canzone che amo e conosco dall'età della ragione per le voci di Caterina Valente e di Astrud Gilberto, "Ipanema", bossanova già swingata dalla Fitzgerald e qui sincopata dal jazz e aromatizzata da una goccia di klezmer e lounge. E lo stesso giorno ho riascoltato in Rete per caso "you should be stronger than me" a cappella che m'aveva stregato il giorno del mio compleanno nel 2010: contrasto acustico e volumetrico di chiaroscuri di "no no no". Il suo tono stavolta non mi risultava distaccato e dolente ma ci sentivo una gincana di buffe e leggere affermazioni sonore sul buio di uno studio vuoto. Da ascoltare e riascoltare.
14.10.2013 - Il "melisma": ho scoperto questa parola grazie a un film visto di recente in tivù, Burlesque, con Cher (Sarkisian) e Christina (Aguilera), cercando in Rete. Nel canto è l’ornamentazione melodica che carica su una sola sillaba un gruppo di note ad altezze diverse, “spalmandone” la vocale sulle varie note, modulando l'intonazione senza interrompere l'emissione vocale. Questo virtuosismo fonetico, diffuso nella musica world e operistica, si trova a partire dal canto gregoriano e dalla liturgia ebraica, e poi nel flamenco, nel fado, nel folk mediterraneo, arabo e asiatico, oltre che in tanti generi “afro”. Lo si riscontra, praticato più o meno spontaneamente e intensamente, nei repertorii di Christina Aguilera, Whitney Houston, Mariah Carey, Beyoncé Knowles, Cyndi Lauper, Paula Abdul, Shakira Ripoll, Kate Bush, Jimmy Somerville, Skin Dyer,  Azis Boyanov, Mira Awad, Ofra Haza, Youssou Ndour, Teresa DeSio, Compagnia di Canto Popolare, Mia Martini. E lo praticava alla grande anche Amy Winehouse!

domenica 15 marzo 2015

374. Il mito dell'androgino nel "Simposio" di Platone

Platone fa dire ad Aristofane che in origine tutti gli esseri umani dei 3 sessi, maschi, femmine e androgini, avevano 2 teste, 4 braccia, 4 gambe e 2 organi sessuali e così erano “tondi” e potenti.
Per la loro superbia scalarono l'Olimpo per spodestare gli Dèi, ma Zeus decise di intervenire e divise in 2 quegli aggressori a colpi di saetta.
Così indeboliti gli umani si misero alla ricerca della loro unità che poi Eros rese possibile infondendo nelle loro menti l’atto sessuale.
Dunque al desiderio e alla ricerca dell'intero si dà nome Amore.
Siccome i sessi erano 3, le tipologie d'amore oggi sono 2: il rapporto omosessuale, se i 2 partner facevano parte in principio di un essere umano completamente maschile o completamente femminile, e il rapporto eterosessuale, se i 2 facevano parte di un essere androgino. 
La caratteristica interessante del discorso di Aristofane risiede nel fatto che la relazione erotica fra 2 esseri umani non è messa in atto solo per giungere a un fine quale potrebbe essere la procreazione, ma ha valore per se stessa, prescindendo così dalle conseguenze.

domenica 8 marzo 2015

373. Robot slaughterers


"The 2001's Twin Towers Crash in Manhattan, with its 2 synchronized lesser attacks against the Pentagon and the White House, was maybe a pretext baked by deviated Secret Service to continue the war against Osama Bin Laden's Afghanistan in order to hide those dangerous friendly and business liaisons between the whole Bush family and that Afghani-Saudi VIP." This alternative piece of History had already come out very soon after that very bad Islamic Terror's kamikaze event, but erupted like a sewage geyser in the 2014 documentary Fahrenheit 9/11 by the great and mostly criticized Michael Moore.
I must say that I consider Islam very ambiguous in itself, bearing the two-faced message of Peace and Revenge that displays a pre-Enlightenment and anti-Modernism spirit.
But very different and absolutely negative is Muslim extremism brought up by Ayatollah, Hamas, Qaeda, Caliphate and Bokoharam: this radical ideology denies civil rights except Sharia's, with different shades and varieties, fighting the survival of different religions, atheism, secularism, the visual arts and scientific-philosophical studies.
In the collective memory of the West and beyond, the Twin Towers and their corpses have become the icon of evil and fanatical Muslims who rages on the Judeo-Christian liberal hosting. I think also that people consider fanatical even a vehement demand of one's supremacy as part of a category or social class, or a too long unheard claim about rights or unredempted loss: just during the twentieth century, Corsicans, Zionists, Afro-Americans, Argentines, Catalans, Basques, Sardinians, Southern Tyroleans, Northern Irish, Scottish, Palestinians, Kurds, and segregated South Africans are the examples that come to mind, regardless of terrorism or rioting triggered by the various claims. Another thought of mine is that spontaneous liberal hospitality in 2000 had already become neoliberal exploitation accomplished by Reagan and Thatcher.
We all can observe that after September 2001 most European and American Muslims have become for many people object of suspicion, discrimination and marginalization or even personified bogeys. This was an unforecasted effect of defensive and offensive psychological harassment as well as the reaction of the "Umma", the Islamic community which is more supportive, compassionate and monolithic than "Christianity".
In fact Muslims of all nationalities and races call each other as "brother" or "sister". In the Christian world blasphemy and apostasy, are distinct concepts whereas in Islam almost overlap and are punishable by death penalty thru a fatwa, executable by any "brother" and "sister". On a socially fertilized ground after a wild liberalism the vindictive solidarity of the Umma bore serial desperate siblings who have organized themselves into web, coagulating around Qaeda and now around the Caliph.
Meanwhile, in the Middle East opponents caught in the Caliphate are deleted as chickens, may vegans forgive this comparison: Christians and idolaters are slaughtered and decapitated while the dissident Muslims are "only" grilled alive. But women often undergo the alternative of being "stitched" like stuffed chickens or raped.
Just at the end of this post I've found on the Web several Mrs Clinton's statements about U.S. responsibility about Isis, that could be an ideological virus  escaped from their own control!

giovedì 19 febbraio 2015

372. Epidemie liberiste.

Le liquidazioni inique che società pubbliche e private concedono, anche dopo disastri finanziari e organizzativi, ad amministratori delegati dimissionarii o licenziati, costituiscono un’epidemia economica dannosa per dipendenti, bottegai, artigiani e piccoli risparmiatori incolpevoli, creata in laboratorio da questo maledetto capitalismo neoliberista!
La supremazia politica delle Destre Angloamericane creò coi Mercati sfrenati e globali un oceano di disperati telecomandati molto simile a quello rappresentato per uno scorcio di secolo dal comunismo eurasiatico. Ma ora la dipendenza psicologica di queste masse contemporanee è gestita dai Poteri attraverso i prestiti obbligati, le rate fasulle, i piccoli giochi d'azzardo, i passatempi compulsivi e nevrotici, le malattie indotte e il benessere effimero e illusorio.
E in Italia la vittoria è oggi ancora una volta dell'ottuso liberismo berlusconiano, non tanto rispetto alla "Sinistra in corso" ma sul Popolo che crede ancora nei valori della Sinistra tradizionale.
Il potere economico dell'Arcosauro, basato e accresciuto sul suo conflitto d'interessi mai risolto, unito al consenso elettorale "peloso", fa da piattaforma esattoriale per i "pizzi" morali e immorali pagati dalla maggioranza dei politici italiani, compreso ovviamente Provolino Renzi.
Si dice che dalla fine del 2014, terminate le risorse rinnovabili, i nostri discendenti dovranno fare i conti col nuovo deficit ecologico, difficilmente recuperabile.
Chi s'occupa di biodiversità giudica inutile la diffusione di questi dati a bassa voce, perché finora la gente non s'è ancora resa conto che l'inversione dell'autodistruzione planetaria in corso può essere evitata solo da un ribaltamento della logica politica tanto sbandierata, basata su ricrescita dei consumi, sviluppo economico e sfruttamento delle risorse come ricetta anti-crisi.
Invece contro quest'altra crisi è la riduzione di consumi e produttività che può limitare drasticamente inquinamento e sprechi, per riprender tempo per se stessi e spazio ambientale, lasciando che il pianeta rigeneri piante, atmosfera e modi di vivere: le ideologie si auto-negano ma ci continuano a governare e allora il consumismo sempre più dilagante va sostituito con una scienza sociale che s'ingegni a portarci nel più breve tempo possibile a una rete interconnessa di microeconomie autosufficienti, rivalutando il riciclo, la riparazione e il ricupero assieme a vecchi mestieri e pratiche. E' urgente per non distruggerci.
Si pensi che è stato calcolato che se il livello dei consumi di tutti i terrestri fosse già ora pari a quello degli Statunitensi, l'ecosistema imploderebbe entro quest’anno!!!
fonte wabesmemo.blogspot.it

martedì 10 febbraio 2015

371. Mostarda ordinata nel 1300 da Giangaleazzo Visconti

"mostarda de fructa cum la senavra che fa bone le robe de lo disnare et li caponi et la cacciagione et li viteli boliti et allo spiedo”    
 

domenica 11 gennaio 2015

370. L'olocausto dei Congolesi a fine '800 ad opera del Caucciù Belga!!

Alla ribalta europea l’Africa arrivò a metà dell'800, per scopi scientifici, umanitari e missionari. Ma i resoconti degli esploratori sulle ingenti risorse naturali scatenarono la corsa all’Africa.
Il giornalista Henry Morton Stanley per New York Herald e Daily Telegraph, tra il 1874 e 1877, diresse la prima spedizione africana da est a ovest, da Zanzibar all’Atlantico, discendendo tutto il corso del fiume Zaire/Congo.
Era proprio quel che cercava re Leopoldo II del Belgio per realizzare le sue ambizioni coloniali. Per aggirare il Governo, nel 1876 il sovrano fondò l’Associazione internazionale dell’Africa e poi prese Stanley al suo servizio inviandolo nella regione per stipulare contratti con le popolazioni del bacino del grande fiume.
In pochi anni Stanley firmò oltre 400 trattati di commercio o protettorato coi capi locali, sostenuto da uno schiavista del Tanganica di nome Hamed Tippu Tip, grande produttore e commerciante di spezie, avviando lo sfruttamento sistematico del territorio e fondando città-emporio come Stanleyville e Léopoldville. 
Sull’esempio di Leopoldo il Cancelliere prussiano Bismarck si precipitò a procurare un posto al sole per la Germania, provocando reazioni di Francia, Gran Bretagna e Portogallo, già presenti nella regione.
Così la Conferenza di Berlino sull’Africa Occidentale dovette spartire l’Africa in zone di influenza, con confini che resistono a tutt’oggi. 
L’antico regno del Congo fu diviso in tre parti: al Portogallo toccò Angola e Cabinda, alla Francia la fetta a nord del fiume Zaire, al monarca belga in persona tutto il bacino del grande fiume con le zone circostanti, che diventò il Libero Stato del Congo, senza gravami sui contribuenti belgi, ma non fu mai vero Stato Libero bensì dominio privato che il Re belga gestì senza controllo. 
Tutta la terra non coltivata e tutto il sottosuolo furono dichiarati proprietà dello stato, cioè del re, col monopolio assoluto sulle risorse e con concessioni d'affitto a varie compagnie per 99 anni. 
Ma parliamo del caucciù: la scoperta del processo di vulcanizzazione della gomma e il suo impiego manifatturiero fecero del Congo uno dei più grandi serbatoi mondiali di questo prodotto fondamentale per l’industrializzazione dell’Occidente. Ma occorreva mano d’opera per raccoglierlo e trasportarlo fino al mare. Tutte le stipule effettuate da Stanley erano contratti-capestro con obblighi pesantissimi. 
Il problema era stato da sùbito risolto: tutti gli africani, chiamati «cittadini», furono obbligati a raccogliere il caucciù senza alcun compenso e ogni villaggio doveva consegnare agli emissari del re-proprietario una certa quota del prezioso prodotto vegetale: chi si rifiutava, o consegnava quantità minori di quelle richieste, era punito duramente, fino alla mutilazione: a chi non produceva la quota di caucciù veniva tagliata una mano o un piede; alle donne le mammelle. I ribelli venivano assassinati, e con spedizioni punitive si distruggevano i loro villaggi, o si prendevano in ostaggio le donne. Non esistendo piantagioni, la raccolta della gomma non era stanziale ma nomade, verso zone adatte da sfruttare, lontana dai villaggi anche 2 giorni. 
In quelle spedizioni punitive, secondo un rapporto del 1906, uomini, donne e bambini venivano uccisi senza pietà. 
Così le Compagnie e lo stesso Leopoldo intascarono decine di milioni.
Col Congo, Leopoldo assicurò a ogni membro della propria famiglia un reddito annuo dai 75 mila e i 150 mila franchi e acquistò in Belgio e in Francia proprietà terriere per un valore di 30 milioni di franchi, e ancora spese cifre enormi per corrompere la Stampa attraverso un ufficio preposto a mascherare quei crimini.
In 23 anni di esistenza, nel libero stato del Congo morirono circa 10 milioni di persone, direttamente per la repressione o indirettamente per epidemie o fame, dovuta alla distruzione punitiva dei raccolti: un vero genocidio, quasi metà della popolazione congolese. 
A ciò si aggiunga la caduta del tasso di natalità tra 1896 e il 1903, periodo in cui la raccolta di caucciù raggiunse il suo apice.
compendio da: uninverse.wordpress.com - www.kimbau.org - https://it.wikipedia.org

lunedì 17 novembre 2014

369. Mafia chimica e sistema sanitario...

Professor Peter Christian Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre, internista. Ha lavorato su test clinici e su regolamentazioni farmaceutiche e negli ospedali di Copenhagen. Nel 1993 co-fonda il Cochrane Collaboration. Nel 2010 diventa professore di Progettazione e analisi della ricerca medica, all'Università di Copenhagen.
"Ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato.
Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni, e i soldi dell'industria farmaceutica arrivano dappertutto per comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità, riuscendo a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. 
La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l'opposto della verità sui loro prodotti.
Gli studi sui farmaci finanziati pubblicamente danno risultati diversi da quelli degli studi finanziati dalle multinazionali perché non è salutare che una compagnia che ha la possibilità di guadagnare milioni di dollari interpretando tutto in chiave favorevole, sia di solito l'unica ad avere a disposizione i dati degli studi. 
Nel nostro sistema, le compagnie farmaceutiche sono giudici di se stesse, cosa molto strana che in altri ambiti non viene accettata. Se andassi in tribunale e dicessi al giudice "Ecco le prove, le ho fatte tutte io", sarebbe ridicolo. Ma questo è il sistema accettato. 
La stessa industria fa gli studi sui suoi farmaci. Spesso li manipola a un livello orribile e dunque sappiamo di non poterci fidare di quello che pubblica l'industria farmaceutica nelle nostre più prestigiose riviste mediche. Lo sappiamo da molto tempo.
Studi fatti in tutto il mondo mostrano sulle persone che muoiono per effetti collaterali dei farmaci, sono quasi omogenei: nei soli Stati Uniti morirebbero circa 200.000 persone all'anno a causa dei farmaci che prendono. Nella metà dei casi i farmaci sono presi secondo le istruzioni del medico. Nell'altra metà dei casi la morte è dovuta ad errore, per esempio una quantità eccessiva, oppure il medico non era al corrente di interazioni pericolose con altre sostanze.
Ma non possiamo prendercela troppo con i medici. Ogni farmaco porta con sé 20 o più avvertimenti e controindicazioni. E' assolutamente impossibile essere a conoscenza di tutto.
I farmaci veramente utili sul mercato sono il 5% e con quelli la popolazione sarebbe più sana. I farmaco più economico con gli stessi effetti di quello più caro ci fa spendere ben meno della metà. Molto spesso sarebbe meglio non prescrivere un farmaco, perché tutte le medicine procurano qualche danno e, messe assieme, producono un orribile costo in vite umane. Per esempio si usano troppi antidolorifici. Dovremmo anche usare una minuscola frazione dei farmaci psichiatrici che usiamo oggi, poiché sono in generale dannosi quando usati per più di poche settimane.
Bayer spende circa 10 miliardi di euro all'anno in pubblicità, comprendendo campioni gratuiti, corsi d'aggiornamento per medici, spese dei rappresentanti, donazioni ad associazioni mediche. La Compagnia si rifiuta di fornire i dati in dettaglio. 
Penso si dovrebbe costringere le industrie farmaceutiche a pubblicare dettagliatamente le spese di marketing, e soprattutto bandire completamente la pubblicità sui farmaci, proprio come si è fatto per il tabacco. La pubblicità sui farmaci causa gli stessi danni della pubblicità sul tabacco. Si può star certi che i medici userebbero farmaci validi, che non hanno bisogno di pubblicità per essere accettati, senza rappresentanti che li blandiscono o li corrompono, e i direttori delle riviste mediche non avrebbero paura di pubblicare articoli contro l'interesse delle case farmaceutiche. Con questa riforma si libererebbero le riviste mediche dalle grinfie dell'industria farmaceutica.
Anche secondo dati convincenti pubblicati, le pillole contraccettive Yaz/Yasmin, sono associate a un rischio di embolia  almeno doppio rispetto a quello dei vecchi prodotti. E non sono state ancora bandite malgrado Bayer abbia pagato quasi 2 miliardi di dollari di indennizzi!
Bayer ha anche finanziato studi per dimostrare che le nuove pillole non erano più pericolose delle vecchie.
Nel campo dei farmaci da banco e integratori alimentari, di cui Bayer è tra i i leader di mercato, il principale problema è che la maggior parte di quei prodotti serve solo ad alleggerire le tasche di chi li compra.
Promuovere l'Aspirina come prevenzione quotidiana contro i disturbi di cuore o certi tipi di cancro: pochissimi beneficeranno della profilassi mentre molti ne avranno un danno. Non sembra una buona idea quella di trattare tutti per il beneficio di pochi. Il trattamento eccessivo delle persone sane è uno dei problemi maggiori nella sanità odierna ed è anche una delle maggiori fonti di lucro per l'industria farmaceutica.
Abbiamo monitorato Bayer per oltre 30 anni. Dall'Eroina al Baycol, si è resa responsabile di molti scandali farmaceutici. 
Come le altre grandi compagnie farmaceutiche, Bayer è impegnata nel crimine organizzato: corrompe medici, commette frodi, e nella seconda guerra mondiale sperimentava sui prigionieri dei campi di concentramento (con tassi di morte altissimi) 
In questo secolo ci sono cooperazioni segrete tra Ospedali e Case Farmaceutiche che si ritiene portino a una ricerca medica dettata solamente dal profitto, e la Storia dimostra che ciò che avviene quasi sempre è che la compagnia riceve sia i guadagni che il credito di tali "cooperazioni", mentre il contribuente è destinato a pagare il conto rimborsando farmaci eccessivamente costosi.
Per migliorare la ricerca farmaceutica dovremmo chiedere che vengano fatti degli studi pubblici sui farmaci, pagati dall'industria, ma senza aver a che fare coi i test. E i medici non dovrebbero essere pagati dall'Industria.
La sanità è così corrotta che chi denuncia gli atti criminali delle compagnie farmaceutiche può diventare un paria. Naturalmente non sono in contatto diretto con l'industria farmaceutica, ma ho visto plateali menzogne riguardo al mio libro, propagate dalle associazioni dell'industria farmaceutica e dai loro alleati a pagamento tra i medici."
da intervista su http://www.vittorioveneto5stelle.it/tradotta da Luciano Dallapè 


giovedì 23 ottobre 2014

368. Cara Ivana ti scrivo

"Cara Ivana, sono stato coinvolto, non so come, in una conversazione collettiva privata e non pubblica, dove sembrava che oltre a me, ci fossero solo donne divorziate. E poi, appena ho detto che finora non mi sono sposato perché sono "gay", qualcuno di voialtri mi ha chiesto cosa volessi dire col termine "gay" e ho risposto "omosessuale". 
Non accetto che qualcuno mi faccia lezione di morale o riservatezza,  perché era solo una spiegazione e non un vanto. Signora, questa risposta è solo per lei, che spero felice di essere donna eterosessuale, discriminata nel suo paese solo dai maschilisti, e non dai fondamentalisti religiosi e dai fascisti di tutto il mondo, che sono molti. Stia bene." 
"Dear Ivana, I've been involved, I do not know how, in a private collective conversation, unshared, in which it seemed that besides me, there were only divorced women. And then I just said that so far I have not married because I'm "gay", so some of you guys asked me what I meant by the term "gay" and I replied "homosexual." I do not accept from nobody no Moral or Privacy lessons, because it was only an Explanation and not a Pride. Madam, this answer is only for you, which I hope to be a happy heterosexual woman, discriminated in your country only by sexists, and not also by religious fundamentalists and fascists from all over the world, which are a lot. Take care."
da una conversazione ultra-fraintesa tra un uomo laico e una donna ultra-bigotta su FB / excerpt from a super-misunderstood FB conversation between a secular man and a super-sanctimonious woman 


giovedì 16 ottobre 2014

357. Un esempio esemplare.

ENRICO TRANFA, il presidente del collegio della Corte d’Appello di Milano nel processo RUBY, ha firmato ieri mattina le 330 pagine della motivazioni e poi si è dimesso dalla magistratura dopo 39 anni in toga. Per protesta. Un gesto senza precedenti nella storia giudiziaria italiana che svela così il suo radicale dissenso dalla decisione, maturata nella terna del suo collegio, di assolvere l’ex-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalle imputazioni di concussione e prostituzione minorile che in primo grado ne avevano invece determinato la condanna a 7 anni di reclusione.                 
compendio dal Corriere 17/10/14

mercoledì 24 settembre 2014

356. Occhetto su Renzi - estate2014

L’esperienza che le società moderne sono costrette a vivere loro malgrado, per la crisi dei partiti di sinistra, dimostra solo che le interpretazioni integralistiche del pensiero marxiano non potevano realizzare nulla. Quei partiti dovrebbero ritornare, per rilegittimarsi, al nucleo ancora vitale del metodo d'analisi marxista per comprendere le forze evolutive del mondo. Un invito particolarmente attuale se rivolto a partiti come quelli della sinistra italiana, che hanno perso ogni contatto con la realtà che intendono governare. Ora Renzi non può perdere un colpo perché non è amato dal Pd. "Non vorrei trovarmi al suo posto quando la ruota comincerà a girare male": così Achille Occhetto, ultimo segretario del PC e cofondatore del PDS mette in guardia il premier dagli intrighi di partito. "Rischia di essere ingoiato dal male oscuro della sinistra...". E sfoga la sua amarezza per essere stato messo da parte e totalmente dimenticato.Una censura generazionale: "Io sono considerato quello che ha compiuto l'atto più empio: sembra che si sia passati da Berlinguer a Renzi. Veltroni non mi ha mai chiamato per la presentazione del suo film su Berlinguer".
La sensazione di tradimento coinvolge soprattutto la svolta perché il Pd ha finito per essere somma del peggio del Pci e della Dc, fusione a freddo degli apparati, non si è mai formata una vera coscienza unitaria anche se con Renzi siamo passati a una fusione a caldo a base leaderistica. E il principale errore della sinistra sarebbe aver considerato la svolta una scorciatoia tattica per entrare nel salotto buono per il governo. E questo atteggiamento ha fatto spegnere la fiducia nella sinistra mentre la sua idea era quella di dar vita a una nuova sinistra democratica ma liberal.
"Quando Renzi ha dato il via alla rottamazione, ho stappato bottiglie di vino". Ma ora un avvertimento: nel partito esiste "il male oscuro" (Massimo D'Alema per Occhetto) che tende al complotto anche oggi. Il sabotaggio dell'elezione di Prodi al Quirinale rischierebbe di travolgere anche Renzi. 
Occhetto dice di pentirsi di essersi alleato con Antonio Di Pietro, e ammette che Mani Pulite compromise la svolta favorendo populismo e giustizialismo.
compendio da
www.huffingtonpost.it
liberoquotidiano.it

355. El Pistolin, na filastròca

Fin ai dés, el cress de pés,
Dai dés ai vint el tira per istìnt
Dai vint ai trénta el tira ch'el spavénta
Dai trénta ai coaranta el tira che l'incanta
Dai coaranta ai sessanta el tira ma el s'incanta
Dai sessanta in sù el fa la goardia al bus del cù.
da: proverbimilanes.blogspot.com.uk

lunedì 8 settembre 2014

354. Vacanza a Manhattan 2011.

Vacanza a metà luglio: sollievo, ansia e leggerezza: nessun programma definito quest'anno ma solo biglietti aerei e prenotazione d'albergo in tasca da metà aprile, con uno scalo rivelatosi inutile, a Lisbona. Dormirci una notte senza poterla minimamente visitare e' stato castrante, data la fama decantata da tutti. Comunque il suono della lingua portoghese è stato per le mie orecchie un balsamo anche mentale, dopo 1 anno di lavoro e 2 ore e mezza di ritardo da Malpensa. Il volo finale è appunto Lisbona-Newark: in altre parole si va a Newyork!
Dall'oblò', senza conoscere la rotta, vedo un mare ghiacciato, che potrebbe essere anche una distesa di nubi consistentissime, ma molto al di sotto della nostra quota. Dopo un pisolino intravvedo un cono vulcanico scurissimo emergente dall'oceano. Le attenzioni del personale portoghese di linea ci portano fino al punto in cui finalmente mi si presenta la costa lagunare della zona di N.Y.: di li' a poco l'atterraggio. Monorotaia e treno fino a Manhattan con l'impatto dei suoi grattacieli, ma soprattutto quelli pre-moderni mai visti in Italia, spessissimo in mattoni, con fregi e caratteristiche decò, neoclassiche e neogotiche. Alloggiati di fronte al Madison Square Garden, non perdiamo tempo per un giro veloce: da vedere Time Square col suo riverbero visuale e mentale da BladeRunner, grande film di fantascienza, e Chelsea per la sua atmosfera insieme godereccia e casereccia, dove con amici americani abbiamo pasteggiato una prima volta alla locale Cafeteria. Qui mi ritrovo, e non e' da me, a gustare un'insalatona deliziosa all'italiana, che pare inventata da me, a base di cavolo nero.
Il mattino dopo: Grand Central Station e' già un monumento, nodo multifunzionale, grandioso e prezioso, con l'ambiente piu' alto, a volta dipinta di celeste con mappe astrali di gran suggestione, e specchi, marmi e luminarie decò che riecheggiano la piu' bella fermata del metrò moscovita. Altro monumento meno originale ma pure d'impatto: la cattedrale cattolica di San Patrizio, neogotica, che pare un compendio del Duomo di Milano, di NotreDame di Parigi e dell'abbazia di Westminster.
Comunque, girando per l'isola, ci si rende conto da come l'architettura stessa spesso modifichi e accentui in modo sostanziale le prospettive orizzontali e verticali. Si gira e si capita per caso davanti a 2 luoghi cinematografici famosissimi, il locale gay "Stonewall " su cui fu costruito un film crudo, divertente, ma di denuncia civile su un famoso e brutto fatto di cronaca e repressione, e la gioielleria di "Colazione da Tiffany", film di culto con Audrey Hepburn.
CentralPark, vera riserva naturale che mostra come avrebbe potuto diventare il ParcoLambro di Milano: laghi, laghetti e stagni con anatre, scoiattoli e tartarughe d'acqua. La musica dell'acqua si mischia a quella di saxofoni e arpe cinesi. Vista solo la parte sud, usciamo a vedere li' vicino un altro edificio storico di fama: il Paramount Building, quello delle Produzioni Cinematografiche, pregevolissimo e austero. Il clima estivo e' soffocante ma incrociamo tante piccole oasi verdi con panchine e ombra.

Attraversare il ponte di Brooklyn a piedi: la gran fatica e il gran caldo son ripagati dalla gran vista e dall'emozione. In questa citta' oltre ad apprezzare la varieta' della gente per strada e a valutarne la frenesia, ci si rende per forza conto delle abitudini locali: la popolarita' dei locali di cibo pronto da asporto porta un mucchio di persone a stare in giro anche nelle ore di punta con panini, piatti, fagotti e bicchieri in mano, ma pare non abbiano neppure il tempo di chiedere scusa quando ti urtano. Le mie narici hanno registrato come il profumo piu' diffuso per i marciapiedi di manhattan sia quello di peperoni grigliati e di spezie, proveniente dai baracchini seminati ovunque con pretzel, wurstel, frutta e spiedini. E sono pure evidenti i tombini fumanti come nei film, anche in pieno luglio, e le porte dei vari locali con l'apertura verso l'esterno. Giorno dopo giorno scopro che tutti gli edifici pubblici come Posta, Tribunale, Borsa, Municipio e Polizia siano in stile neoclassico con facciata a frontone. L'edificio del MoMA, museo d'arte moderna, e' ovviamente modernissimo: struttura affascinante, parte del Rockefeller Center, progettata e riprogettata da Goodwin, DurellStone e Taniguchi che ospita tra le piu' famose opere di pittura e scultura del '900, con uno squarcio prospettico centrale interno di gran suggestione.
Certo e' che la fatica di visitare Manhattan quasi esclusivamente a piedi ripaga con la percezione immediata e diretta di nevrosi e virtu' metropolitane: la varieta' di proposte ci permette un pranzo "sushi" al Rockefeller Center e una cena "genuinamente" americana.
Per un lungo fine-settimana tutto mare e natura a casa di conoscenti americani, ci si sveglia di buonora per un viaggio in treno, auto e traghetto fino a Fire Island, localita' unica: diversivo perfetto per eludere il sorpasso dei 100 gradi (farenheit) della citta'. Lasciando New York City in ferrovia si attraversano sobborghi e centri con costruzioni sempre piu' piccole e spesso vittoriane e poi per strada boschi e campagna con palazzine e casette tutte con tetti spioventi e tantissimo legno.
Dalla costa atlantica con 15 minuti di navigazione ecco l'isola, pedonale, con 2 soli empori, 2 soli alberghetti e tantissimi locali pubblici. Incamminandoci verso la casa l'impatto e' fantastico ed esotico: nonostante 2 mesi invernali nevosi, come del resto a New York, ora ci circondano cortine di bambu', felci e un bel po' di pini. Per il resto, vegetazione lussureggiante d'ogni tipo e provenienza, introdotta anche per sopperire alla morìa di pini autoctoni dovuta al tarlo asiatico. In questa sorta di giungla una rete di passerelle di legno collega una miriade di lotti di abitazioni piuttosto semplici tutte d'assi di legno prevalentemente grezzo e con tetti spioventi di tegole bituminose.
Nell'aria il cinguettio di vari volatili e i colori di tante farfalle, mentra la fauna terricola e' costituita da cervi e volpi: unico neo che arriva solo col vento dalla terraferma, un certo microtafano fastidiosissimo che attacca a frotte le persone soprattutto lungo le spiagge. Ma il caldo, non si fosse in mezzo al mare, sarebbe insopportabile: un piccolo paradiso comunque, con tanta gente "in mostra". Ma con gli altri ospiti della casa, tutti americani, c'è' stata una bella socializzazione.

Ultima settimana a New York: prima camminate senza meta e poi una faticata memorabile con la traversata verso sud di Manhattan per Liberty Island e Ellis Island, veri simboli degli U.S.A. Il viaggio è breve ma preceduto da 2 ore di code per biglietteria, controlli ai raggi x e imbarco: bellissimi i panorami della baia e l'atmosfera nelle 2 isole. Il ritorno all'albergo a metà pomeriggio dopo altre code, con abbronzatura inaspettata e tante riflessioni sulle "loro" libertà, è un sollievo. Poi una lunghissima serata tra Chelsea e Hell's Kitchen con 2 diversi amici americani: con l'ultimo, ritrovato dopo 6 anni, molto poco "integrato", a parlare di Milano, del suo Alabama, della NewYork degli altri e di Amy Winehouse appena morta.
In un'unica giornata realizziamo 2 mete, Empire State Building e Museo Guggenheim. La prima inizia con controlli e code sfinenti come per le isole-simbolo per arrivare a 2 diversi livelli d'osservazione con viste impareggiabili anche da un 112° su città intera e baia. Dopo una vera pausa-pranzo raggiungiamo il Guggenheim, progettato dal grande Lloyd-Wright che è subito per me un incanto avendone già amate e studiate le forme razionaliste e moderniste insieme. Vederlo, visitarlo e apprezzarlo è stato emozionante: un'enorme rampa-scìvolo a chiocciola con arioso pozzo-atrio centrale di gran suggestione. Lungo le balconate ci sono le mostre personali e temporanee con opere di proprietà degli artisti, di collezioni private o di altri musei, mentre nelle diverse sale che si aprono sui pianerottoli dei vari livelli ci sono allestimenti semi-stabili con opere di proprietà del Museo o della Fondazione: Picasso, Lautrec, Rousseau, VanGhogh e tanti altri maestri a cavallo tra '800 e '900.
Rimandata all'ultimo giorno utile di questa vacanza la visita al Metropolitan Museum, per farla con l'amico newyorkese che teneva a vedere la mostra giustamente ospitata qui di Alexander McQueen, compianto stilista scozzese adottato da questa città, artista e "scultore" visionario. Ma per noialtri italiani è stata una sorpresa assoluta e una meraviglia trovare qui antichità mesopotamiche, egizie, cretesi, pittura del rinascimento e infinite altre epoche, assieme a innumerevoli opere notissime come "il pasto del cieco" di Picasso, "autoritratto con cappello di paglia" di VanGhogh e una giungla di Rousseau.
Oltre alle cose viste devo registrare pure certe persone conosciute o ritrovate in questa "feria oltreoceano": Richard, Randal, Chelsea e il suo fidanzato, e Rolando, languido per il trasloco imminente con la famiglia a Edimburgo.

A Manhattan delle varie religioni e provenienze della gente in circolazione si mostrano le sedi delle loro società benemerite, i diversi luoghi di culto come le tante chiese cristiane e l’imponente Sinagoga Shearith Israel, compatta, maestosa e sobrissima nella 8^ avenue. A queste mille razze, incroci e religioni corrispondono i segni nazionali, regionali e religiosi indossati dalla gente: sari, sarong, jalabia, kimono. Invece gli altrettanti copricapi possono essere addirittura l’unico segno distintivo: il turbante adulto e adolescenziale dei Sikh, i vari foulard, fazzoletti, reticelle, cuffia e velo di donne musulmane ed ebree e lo zucchetto degli uomini ebrei. Ho visto la kippah (lo zucchetto, appunto) in mille fogge, materiali e dimensioni, come un piattino da caffè o grande come un basco, di cuoio, di stoffa o velluto ricamati, o intrecciata all’uncinetto come centrini. Di questi copricapi m’hanno colpito più degli altri il turbante adolescenziale sikh indossato però con la sua treccia in vista da un giovane adulto chiaramente gay, come pure la minuscola kippah arcobaleno all’uncinetto sfoggiata con orgoglio ebraico e gay da un uomo e incredibilmente da una donna!!


Proprio una bella vacanza.

domenica 31 agosto 2014

353. San Satiro e San Sebastiano in via Torino.

Intorno al sacello di San Satiro, fatto costruire dal vescovo Ansperto nell'879 circa, fu edificata la chiesa di Santa Maria tra il 1476 e il 1482 per custodire un'icona miracolosa: committente il duca Galeazzo Maria Sforza e progettista, secondo alcuni, un giovane artista marchigiano, nientemeno che Donato Bramante.
In un'area di piccole dimensioni, sorse un edificio di respiro veramente monumentale: tre navate, la centrale coperta da una volta a botte, con una cupola emisferica all'incrocio con il transetto, su un modello di LeonBattista Alberti.
Il vero colpo di genio è però la soluzione del presbiterio e dell'àbside: non potendo concludere l'edificio con un quarto braccio per la presenza di una strada assai frequentata, fu fatto costruire un finto spazio in prospettiva, con una volta in stucco, profondo meno di un metro, ma in grado di suggerire una profondità molto maggiore, vero antesignano di tutti gli esempi di trompeloeil successivi, anche se in realtà si tratta di un esempio di 'stiacciato' trasferito dalla scultura all'architettura.

Si trova in via Torino lungo il marciapiede opposto a quello di San Satiro. Il corpo cilindrico di questo stranissimo "civico tempio votivo" suggerisce un battistero monumentale di carattere anche neo-classico, dotato di balaustra superiore esterna, ma non è possibile ammirarlo in una prospettiva di ampio respiro, stretto com'è tra la strada e altri edifici, lì incuneato da sempre: la sua singolare imponenza non interrompe con sagrato o piazza il corso stradale.
L’interno, completamente affrescato, risulta spiazzante visto che il volume cilindrico corrisponde a una pianta rigorosamente centrale, ispirata a quella del Pantheon di Roma, con uno spazio dove nessuno degli altari sarebbe normalmente individuabile come quello maggiore. A una ristrutturazione della cupola corrispose pure la creazione di una cripta.
Fondato su un Voto del 1576 per la fine della peste fatto dalla cittadinanza, su progetto mai completato del Tibaldi, venne modificato da Bassi e Mangone: ospita opere lombarde tra il '700 e il '900. Ora è più santuario che chiesa vera e propria e resta proprietà comunale.

venerdì 29 agosto 2014

352. Defeating a future disaster.

Several sources underline that, by the end of 2014, renewable resources will be exhausted: this will lead our descendants to deal with an ecological deficit, very difficult to recover! 
Biodiversity fans consider unuseful to broadcast softly these data, since till now people have not yet realized that the self-destruction of this planet can be avoided only by an urgent reversal of the vaunted political logic based on re-growth of consumption, economic development and advantage of resources, as an anti-crisis prescription. 
On the other side a different returnless crisis could be defeated only by reducing productivity and fuel consumption, cutting pollution and waste, replacing the loss of consumerism-related products with leisure time and genuine environmental liberty, allowing the planet to regenerate plants, atmosphere and different ways of living. 
Let us realize that ideologies are now self-denying but they continue to govern us: it is imperative to replace the dominant political and increasingly rampant consumerism with a social science that endeavors to find soonest the way to create an interconnected network of self-sustainable micro-economies based on intelligent recycling, repair and recovery along with skilled crafts and practices. This is a primary urgency against our self-destruction. 
So, bear in mind that it's been calculated that if the level of consumption of the entire population of Earth was now equal to that of the Americans, the ecosystem would implode next year!

lunedì 25 agosto 2014

351. compendio in milanese della nostra vacanza in Maremma.

Na bela vacansa in bassa Marema, cont on viagg in màchina cominciaa a Milan del dì de Feragoost, sòta on ciar d’aqua che l’ha sutaa almeen dò oor, con piògia e piovisna alternaa. 
Con tutt i montagn che se surmontaven manman che se andava inans, pareva de vess in mess ai scenn d’on teater, e poeu gh’éra tan de quì terén coltivaa de tanti coloor diferént come ind’ona stòfa a quàder. 
St’an, anca giò là, la vegetassioon l’è belìssima per tuta l’aqua vegnuda de tuti sti més. 
Ma quanche te rìvet in Marema te s'en acòrget, ch'el panorama el cambia: terr inlagaa e bool pién de besti che cooren lìber e lagunn de aqua salmastra: boeu, cavai e pégor. 
Prima nòt squas in Lazzio, purtròp passada in màchina visin al cimitéri de Capalbio: ma em vust quel che l'éra doma' a l'alba.
Prim dì in spiagia a Capalbio: on odoor mist de nafta, de saa e de erbi aromàtic, cont on mar gris ch'el buiva sòta on cél de nivoi goonfi e bianchìssim. Dré de nun, na pinéda bordada de "macchia mediterranea". El soo sbusava de spess tut quel bombas che gh'évom soora el cò.

martedì 12 agosto 2014

350. mia nota originale per "Salviamo il Dialetto" su FB

El me' nòno de Cernòbi, in del '61 l'éra pòc ch'el stava in Liguria e a qui témp i tort salaa in Lombardia se gnosséven nò. 
Inscì la prima voeulta che g'han faa sagia' la TORTA Pasqualina lu l'ha dii, in del so dialet: "Bela e bona, pecaa che ga manca on po de zzuucor (tsùkur)". Batuda involontaria restada per sémper in la memòria de familia!!
da cui la nota in wabesmemo "lo zucchero e la Pasqualina"

domenica 10 agosto 2014

349. San Cristoforo sul Naviglio, chiesa d'acqua a Milano

San Cristoforo sul Naviglio è sull'Alzaia del Naviglio Grande.
Il complesso di 2 chiese. A sinistra la più antica primitiva chiesa romanica, forse sulla base di un tempietto pagano, e ricostruita alla metà del 1200, nel periodo degli scavi del Naviglio Grande, e a metà del 1300 fu aggiunto il portale gotico e il rosone. In quel passaggio obbligato nella rete d’acqua del Lambro lungo il percorso verso Milano, alla chiesa si affiancò dal 1364 un ospedale per pellegrini, organizzato dall'eremita Pietro Franzoni di Tavernasco. La struttura romanica primitiva è una piccola aula coperta a tetto, terminante in una piccola abside semicircolare e la facciata è ornata da un ricco portale in cotto, dal rosone gotico a raggi intrecciati e dagli stemmi dei Visconti, di Milano e del cardinale Filargo da Candia, arcivescovo di Milano e futuro papa Alessandro V.
La più recente Cappella Ducale, ora riunita all'altra tanto da dare l'immagine di una chiesa a doppia navata, fu edificata lungo l'argine del naviglio nel 1400 secolo e dedicata al protettore degli infermi e degli appestati, San Cristoforo, per volere di Gian Galeazzo Visconti e dal popolo: per intercessione del Santo fu creduta di colpo conclusa nel 1399 una grave pestilenza che aveva fatto 20.000 vittime a Milano. Venne intitolata pure ai santi protettori dei Visconti: sulla facciata lo stemma col biscione di famiglia e quello del Comune con la croce rossa in campo bianco. Un semplice portale con 2 alte monofore gotiche ai suoi lati, accanto agli stemmi e a resti di affreschi. Le due monofore segnano il modello tipico delle chiese di Guiniforte Solari, come Santa Maria delle Grazie e San Bernardino delle Monache. In controfacciata, nello spazio tra le due monofore, un affresco su doppio registro, raffigurante una Madonna in trono fra santi, e una Crocefissione affine a quella in San Marco a Milano.
Il Campanile nella forma attuale è una soprelevazione del 1400 del campanile originale. L'interno, trasformato in due navate nel 1625 con l'abbattimento della parete che separava le due chiese, conserva le differenze. La navata sinistra ha soffitto di legno, parete con frammenti di affreschi della scuola del Bergognone e abside affrescata dalla scuola del Luini. La navata destra ha due campate con volte a crociera e pareti decorate da affreschi gotici; una parete ospita pregevole statua in legno del 1300 di San Cristoforo con Bambino.
Di sicuro una delle chiese più milanesi, per lo stretto legame coi Navigli, che la rende molto affascinante.

venerdì 8 agosto 2014

348. I me' passioon de sémper.

A Genoa fin ai set an, i me' passioon éren disegna' de per mi, doe che imaginavi famili intrég de giald, négher, rooss e bianc coi fioeu mis'ciaa-suu, e poeu mangia' el còno de ladmél spolveraa de canela, magara intan che caminavi ai giardinet con quel rumorin de gera sòta i scarp. 

I vacans al mar varéven per mi tut i conchili che catavi-suu in spiagia e tut i baci d'Alassio che me faseevi toeu al Bar Roma dai me' noni. 
Se séri in montagna me godévi la crescénsa de la Valsàssina e i fioor che catavi- suu in di praa. 
De quan che soon rivaa a Milan, in del rioon de Pòrta Vòlta m'è vegnuda la fissa de anda' a mangia' la prima voeulta in d'on "Ristorante Cinese": a Genoa ghe n'éra nò e a Milan ghe n'éra doma' vun pròpi in de nun, giraa l'angol. 
Al "Ming" me regòrdi anmò la me' prima supa col cugiaa de porcelana e el me' prim ris "alla Cantonese" con visin i "involtini primavera". 
E poeu in Paolo Sarpi me fasévi compagna' da la me' mama dal "Maggi" a toeu i pan de mei e magara ie mangiaom setaa giò al taol con la cicolata calda. 
Anca dess che voo per i cinquantòt, hoo conservaa certi gust che gh'évi de piscinin: la passioon per i gnoc al pesto, la cima genoésa, la pasqualina, el polaster a ròst coi patati e l'usmarin, tut i robb imboragiaa e el risòt giald. E anca la cotizza comasca, i gnoc de suca e la polénta taragna!!

domenica 3 agosto 2014

347. Appello di Samer Anabtawi pacifista palestinese su FB

"Ho notato alcuni commenti e canti inquietanti pronunciati ai raduni di solidarietà con Gaza. Tra questi, vi sono stati alcuni commenti contro gli israeliani, che li "invitano" a "tornare in Europa", paragonandoli ad "animali" che dovrebbero essere mandati al "macello".
Lasciatemi essere chiaro: queste sono voci marginali, NON SONO IN NOSTRO NOME! Non ho vissuto la maggior parte della mia vita sotto un'occupazione violenta e brutale perché poi un idiota venga ad equiparare la mia causa per la giustizia con l'orribile antisemitismo. La mia lotta per l'uguaglianza non è razzismo.
A chi osa pronunciare insulti anti-ebraici ai raduni di solidarietà, dico di trovare un altro posto dove scaricare la sua odiosa spazzatura. La mia gente sta soffrendo uno degli episodi più orrendi del Terrorismo di Stato per mano di Israele. Quando si deride la sofferenza degli Ebrei in Europa durante un raduno palestinese, prima di tutto si stanno insultando questi stessi palestinesi che si pretende di rappresentare, in quanto la persecuzione degli ebrei in Europa e la loro espropriazione non sono molto diverse da quello che i palestinesi sperimentano oggi.
Chi tenta di dirottare la nostra sofferenza per contaminare la nostra causa con l'odio, non è benvenuto tra noi, non parla per nessuno di noi. La nostra causa è la pace, la dignità, la libertà e la giustizia. Si tratta di una lotta per l'uguaglianza e la cittadinanza a pieno titolo, con tutto ciò che comporta nei diritti politici e civili. La nostra lotta per la giustizia non ha spazio per tali programmi razzisti e di strette vedute.
Invito ogni attivista presente alle nostre manifestazioni, che sia palestinese o no, ad isolare queste voci ed espellerle dalle nostre proteste. Gli antisemiti non ci appartengono e non sono in mezzo a noi."

venerdì 1 agosto 2014

346. VACANZA A MANHATTAN / ESTATE 2011

Vacanza a meta' luglio: sollievo, ansia e leggerezza. Nessun programma definito quest'anno ma solo biglietti aerei e prenotazione d'albergo in tasca da meta' aprile, con uno scalo rivelatosi inutile, a Lisbona. Dormirci una notte senza poterla minimamente visitare e' stato castrante, data la fama decantata da tutti. Comunque il suono della lingua portoghese e' stato per le mie orecchie un balsamo anche mentale, dopo 1 anno di lavoro e 2 ore e mezza di ritardo da Malpensa. Il volo finale e' appunto Lisbona-Newark: in altre parole si va a NewYork!
Dall'oblo', senza conoscere la rotta, vedo un mare ghiacciato, che potrebbe essere anche una distesa di nubi consistentissime, ma molto al di sotto della nostra quota. Dopo un pisolino intravvedo un cono vulcanico scurissimo emergente dall'oceano. Le attenzioni del personale portoghese di linea ci portano fino al punto in cui finalmente mi si presenta la costa lagunare della zona di N.Y.: di li' a poco l'atterraggio. Monorotaia e treno fino a Manhattan con l'impatto dei suoi grattacieli, ma soprattutto quelli pre-moderni mai visti in Italia, spessissimo in mattoni, con fregi e caratteristiche deco', neoclassiche e neogotiche. Alloggiati di fronte al Madison Square Garden, non perdiamo tempo per un giro veloce: da vedere Time Square col suo riverbero visuale e mentale da BladeRunner, grande film di fantascienza, e Chelsea per la sua atmosfera insieme godereccia e casereccia, dove con amici americani abbiamo pasteggiato una prima volta alla locale Cafeteria. Qui mi ritrovo, e non e' da me, a gustare un'insalatona deliziosa all'italiana, che pare inventata da me, a base di cavolo nero.
Il mattino dopo: Grand Central Station e' gia' un monumento, nodo multifunzionale, grandioso e prezioso, con l'ambiente piu' alto a volta dipinta di celeste con mappe astrali di gran suggestione, e specchi, marmi e luminarie deco' che riecheggiano la piu' bella fermata del metro' moscovita. Altro monumento meno originale ma pure d'impatto: la cattedrale cattolica di San Patrizio, neogotica, che pare un compendio del Duomo di Milano, di NotreDame di Parigi e dell'abbazia di Westminster.
Comunque, girando per l'isola, ci si rende conto da come l'architettura stessa spesso modifichi e accentui in modo sostanziale le prospettive orizzontali e verticali. Si gira e si capita per caso davanti a 2 luoghi cinematografici famosissimi, il locale gay "Stonewall " su cui fu costruito un film crudo, divertente, ma di denuncia civile su un famoso e brutto fatto di cronaca e repressione, e la gioielleria di "Colazione da Tiffany", film di culto con Audrey Hepburn.
CentralPark, vera riserva naturale che mostra come avrebbe potuto diventare il ParcoLambro di Milano: laghi, laghetti e stagni con anatre, scoiattoli e tartarughe d'acqua. La musica dell'acqua si mischia a quella di saxofoni e arpe cinesi. Vista solo la parte sud usciamo a vedere li' vicino un altro edificio storico di fama: il Paramount Building, quello delle Produzioni Cinematografiche, pregevolissimo e austero. Il clima estivo e' soffocante ma incrociamo tante piccole oasi verdi con panchine e ombra.

Attraversare il ponte di Brooklyn a piedi: la gran fatica e il gran caldo son ripagati dalla gran vista e dall'emozione. In questa citta' oltre ad apprezzare la varieta' della gente per strada e a valutarne la frenesia, ci si rende per forza conto delle abitudini locali: la popolarita' dei locali di cibo pronto da asporto porta un mucchio di persone a stare in giro anche nelle ore di punta con panini, piatti, fagotti e bicchieri in mano, ma pare non abbiano neppure il tempo di chiedere scusa quando ti urtano. Le mie narici hanno registrato come il profumo piu' diffuso per i marciapiedi di manhattan sia quello di peperoni grigliati e di spezie, proveniente dai baracchini seminati ovunque con pretzel, wurstel, frutta e spiedini. E sono pure evidenti i tombini fumanti come nei film, anche in pieno luglio, e le porte dei vari locali con l'apertura verso l'esterno. Giorno dopo giorno scopro che tutti gli edifici pubblici come Posta, Tribunale, Borsa, Municipio e Polizia siano in stile neoclassico con facciata a frontone. L'edificio del MoMA, museo d'arte moderna, e' ovviamente modernissimo: struttura affascinante, parte del Rockefeller Center, progettata e riprogettata da Goodwin, DurellStone e Taniguchi che ospita tra le piu' famose opere di pittura e scultura del '900, con uno squarcio prospettico centrale interno di gran suggestione.
Certo e' che la fatica di visitare Manhattan quasi esclusivamente a piedi ripaga con la percezione immediata e diretta di nevrosi e virtu' metropolitane: la varieta' di proposte ci permette un pranzo "sushi" al Rockefeller Center e una cena "genuinamente" americana.
Per un lungo fine-settimana tutto mare e natura a casa di conoscenti americani, ci si sveglia di buonora per un viaggio in treno, auto e traghetto fino a Fire Island, localita' unica: diversivo perfetto per eludere il sorpasso dei 100 gradi (farenheit) della citta'. Lasciando New York City in ferrovia si attraversano sobborghi e centri con costruzioni sempre piu' piccole e spesso vittoriane e poi per strada boschi e campagna con palazzine e casette tutte con tetti spioventi e tantissimo legno.
Dalla costa atlantica con 15 minuti di navigazione ecco l'isola, pedonale, con 2 soli empori, 2 soli alberghetti e tantissimi locali pubblici. Incamminandoci verso la casa l'impatto e' fantastico ed esotico: nonostante 2 mesi invernali nevosi, come del resto a New York, ora ci circondano cortine di bambu', felci e un bel po' di pini. Per il resto, vegetazione lussureggiante d'ogni tipo e provenienza, introdotta anche per sopperire alla morìa di pini autoctoni dovuta al tarlo asiatico. In questa sorta di giungla una rete di passerelle di legno collega una miriade di lotti di abitazioni piuttosto semplici tutte d'assi di legno prevalentemente grezzo e con tetti spioventi di tegole bituminose.
Nell'aria il cinguettio di vari volatili e i colori di tante farfalle, mentra la fauna terricola e' costituita da cervi e volpi: unico neo che arriva solo col vento dalla terraferma, un certo microtafano fastidiosissimo che attacca a frotte le persone soprattutto lungo le spiagge. Ma il caldo, non si fosse in mezzo al mare, sarebbe insopportabile: un piccolo paradiso comunque, con tanta gente "in mostra". Ma con gli altri ospiti della casa, tutti americani, c'e' stata una bella socializzazione.

Ultima settimana a New York: prima camminate senza meta e poi una faticata memorabile con la traversata verso sud di Manhattan per Liberty Island e Ellis Island, veri simboli degli U.S.A. Il viaggio e' breve ma preceduto da 2 ore di code per biglietteria, controlli ai raggi x e imbarco: bellissimi i panorami della baia e l'atmosfera nelle 2 isole. Il ritorno all'albergo a metà pomeriggio dopo altre code, con abbronzatura inaspettata e tante riflessioni sulle "loro" libertà, è un sollievo. Poi una lunghissima serata tra Chelsea e Hell's Kitchen con 2 diversi amici americani: con l'ultimo, ritrovato dopo 6 anni, molto poco "integrato", a parlare di Milano, del suo Alabama, della NewYork degli altri e di Amy Winehouse appena morta.
In un'unica giornata realizziamo 2 mete, Empire State Building e Museo Guggenheim. La prima inizia con controlli e code sfinenti come per le isole-simbolo per arrivare a 2 diversi livelli d'osservazione con viste impareggiabili anche da un 112° su città intera e baia. Dopo una vera pausa-pranzo raggiungiamo il Guggenheim, progettato dal grande Lloyd-Wright che è subito per me un incanto avendone già amate e studiate le forme razionaliste e moderniste insieme. Vederlo, visitarlo e apprezzarlo è stato emozionante: un'enorme rampa-scìvolo a chiocciola con arioso pozzo-atrio centrale di gran suggestione. Lungo le balconate ci sono le mostre personali e temporanee con opere di proprietà degli artisti, di collezioni private o di altri musei, mentre nelle diverse sale che si aprono sui pianerottoli dei vari livelli ci sono allestimenti semi-stabili con opere di proprietà del Museo o della Fondazione: Picasso, Lautrec, Rousseau, VanGhogh e tanti altri maestri a cavallo tra '800 e '900.
Rimandata all'ultimo giorno utile di questa vacanza la visita al Metropolitan Museum, per farla con l'amico newyorkese che teneva a vedere la mostra giustamente ospitata qui di Alexander McQueen, compianto stilista scozzese adottato da questa città, artista e "scultore" visionario. Ma per noialtri italiani è stata una sorpresa assoluta e una meraviglia trovare qui antichità mesopotamiche, egizie, cretesi, pittura del rinascimento e infinite altre epoche, assieme a innumerevoli opere notissime come "il pasto del cieco" di Picasso, "autoritratto con cappello di paglia" di VanGhogh e una giungla di Rousseau.
Oltre alle cose viste devo registrare pure certe persone conosciute o ritrovate in questa "feria oltreoceano": Richard, Randal, Chelsea e il suo fidanzato, e Rolando, languido per il trasloco imminente con la famiglia a Edimburgo.

A Manhattan delle varie religioni e provenienze della gente in circolazione si mostrano le sedi delle loro società benemerite, i diversi luoghi di culto come le tante chiese cristiane e l’imponente Sinagoga Shearith Israel, compatta, maestosa e sobrissima nella 8^ avenue. A queste mille razze, incroci e religioni corrispondono i segni nazionali, regionali e religiosi indossati dalla gente: sari, sarong, jalabia, kimono. Invece gli altrettanti copricapi possono essere addirittura l’unico segno distintivo: il turbante adulto e adolescenziale dei Sikh, i vari foulard, fazzoletti, reticelle, cuffia e velo di donne musulmane ed ebree e lo zucchetto degli uomini ebrei. Ho visto la kippah, cioè lo zucchetto, in 1000 fogge, materiali e dimensioni, come un piattino da caffè o grande come un basco, di cuoio, di stoffa o velluto ricamati, o intrecciata all’uncinetto come centrini. Di questi copricapi m’hanno colpito più degli altri il turbante adolescenziale sikh indossato però con la sua treccia in vista da un giovane adulto chiaramente gay, come pure la minuscola kippah arcobaleno all’uncinetto sfoggiata con orgoglio ebraico e gay da un uomo e imprevedibilmente da una donna!!
!!Proprio una bella vacanza!!

lunedì 28 luglio 2014

345. Domande per Benyamin Netanyahu sul quotidiano israeliano Ha'aretz...

Davvero Israele pensava che Hamas porgesse l'altra guancia? C'è qualcuno che può spiegare il motivo per cui l'assedio di Gaza, anche se parziale, continua? Di cosa esattamente dovrebbe vivere 1 milione e mezzo di persone? 
Per rispondere all'assassinio di 3 adolescenti israeliani sequestrati all'interno dei Territori, Israele s'è scatenato ad arrestare circa 500 palestinesi, compresi membri del parlamento e decine di prigionieri precedentemente liberati che non avevano alcun collegamento col rapimento. L'esercito ha terrorizzato tutta la West Bank con arresti di massa e retate, con l'obiettivo dichiarato era quello di "schiacciare Hamas".
traduzione inglese-italiano di estratto da articolo pubblicato da Gideon Levy giornalista israeliano ed ebreo il 10.07.14  su Ha’aretz