mercoledì 25 maggio 2011

206. Una poesia vera e una vera vergogna....

Stralcio dal "Giornale"

Quei cattolici rossi pronti a farsi fregare!

Laudato sii, o mio Pisapia. I frati­celli del convento rosibindi&C hanno scritto il loro Cantico delle creature rifondarole. E si sono alla fine schierati apertamente a fian­co del candidato della sinistra estrema, quello che da sempre so­stiene unioni gay, aborto ed euta­nasia. I valori cristiani possono aspettare, l’antiberlusconismo, evidentemente, no: pur di dare una botta al Cavaliere, i cattolici Dio&bandiera rossa non esitano a dare una botta anche ai precetti del catechismo. Uccidere? Ma sì, dai, un po’ si può. Purché muoia anche la giunta Moratti. Del resto se Parigi vale una messa, il Comune di Milano non varrà almeno una confessione? La tentazione era già nell’aria. Lo ricorderete. Nel sabato preelettorale la diocesi di Milano aveva pensato bene di lanciare un richiamo alla città, secondo il noto Vangelo di Repubblica: andate e predicate il rispetto del silenzio elettorale. Il quotidiano debenedettiano temeva un discorso di Berlusconi alla festa del Milan, il vicario episcopale ritenne di dover intervenire, suscitando qualche perplessità: il rispetto del voto amministrativo è un tema importante, per carità. Ma davvero è prioritario per la Chiesa? Davvero nostro Signore si preoccupava dei regolamenti del seggio più che della salvezza delle anime? Davvero, più che buoni pastori, chiedeva di essere buoni scrutatori? Da qualche tempo sul sagratodel Duomo si ha l’impressione che possa succedere di tutto: bivacchi di musulmani, preghiere alla Mecca, consacrazioni islamiche. Purché non parli Berlusconi alla festa del Milan, si capisce.Quello è un vero peccato. Ieri un gruppo di cattolici di sinistra, tutti molto vicini alla Curia, ha scelto di uscire allo scoperto. Da Mariapia Garavaglia (indimenticata ministro della Sanità Dc) a Lino Duilio, da Franco Monaco a Patrizia Toia, tutto l’establishment dei compagnucci di Dio si è apertamente schierato al fianco di Pisapia perché dicono «è l’unico in grado di garantire il rispetto delle diverse culture». Per non farsi mancare niente, da Roma, monsignor Domenico Mogavero, responsabile Cei per gli affari giuridici, ha tenuto a far sapere che, in vista del ballottaggio di Milano, non «c’è nessun pericolo-islamizzazione» (tradotto: i cattolici possono appoggiare Pisapia e i suoi progetti di moschea).

sabato 14 maggio 2011

205. Aforismi?

"Non penso mai al futuro. Arriva così presto."
"E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio."
"L'immaginazione è più importante della conoscenza."
(Albert Einstein)

204. Pubblicità dell'Ikea secondo LuceLitz

Polemicone di Giovanardi per il nuovo manifesto dell'Ikea. E' andata così. Qualche giorno fa, sui muri di Catania sono comparsi dei nuovi manifesti in cui si vedono due uomini di schiena che si tengono per mano e sopra la scritta: «Noi dell'Ikea siamo aperti a tutte le famiglie». Io ho subito pensato: Che bel messaggio di civiltà e di accoglienza. E ho anche canticchiato Cremonini: «Ho visto un posto che mi piace si chiama mondo…».

Peccato che invece il Giova sia andato giù di testa. Quando ha visto il manifesto le pupille sono andate a sbattergli contro gli occhiali… sbeng. Gli fumavano gli amici di Maria come la carbonella dei barbecue. Han dovuto cercare di raffreddarlo come il nocciolo di Fukushìma. Allora. Io li ho visti, ’sti due uomini nella foto. Sono assolutamente e indiscutibilmente normali. A parte che uno dei due potrebbe anche essere Giusy Ferreri di spalle coi capelli corti, quindi cadrebbe ogni polemica. Tra l'altro sembra che si tengano per mano, ma magari si stanno solo passando la matitina di legno dell’Ikea.

Ma anche appurato che siano due che stanno insieme, io non capisco tutto ’sto casino. Perché? Due uomini o due donne che vivono insieme e condividono l'armadio 4 stagioni non sono una famiglia? Certo non classica e regular, ma che importa. E qual è la famiglia? Quella tradizionale? Un marito, una moglie e l'amante che non si vede perché è nascosto nell'armadio Sgnuffa dell’Ikea?

Poi a ben vedere non è affatto un manifesto offensivo, tutt'altro… No, dico, capisco se avessero fotografato due che si frugavano nelle brache con la scritta: «Eccolo qua, il pezzo che non trovavo!». Oppure i due incastrati uno sull'altro come i ripiani di una libreria con sopra la scritta: «Noi dell'Ikea siamo aperti a qualsiasi tipo di montaggio». Allora sì. C'era ostentazione. Ma così no.

Guarda Giovannone, basterebbe così poco, per avere finalmente un'Italia veramente all'avanguardia in fatto di legislatura per le coppie gay. Sai cosa? Basterebbe che Berlu si stufasse della jolanda. A volte capita agli uomini di una certa età… Basterebbe che il sire stanco e stufo della troppa jolanda ingurgitata negli anni, avesse un leggero scarto omosex. A forza di mandar giù gnocca sera e mattina, mattina e sera succede, che ti venga voglia di cannelloni, no? E, in preda a questa nuova sollecitazione ormonale, cominciasse a guardare con interesse le sue poderose guardie del corpo. O magari capisse finalmente che ciò che lo lega ad Angelino Alfano non è interesse, ma amore vero. A quel punto, cari amici e amiche gay, sarebbe fatta. Leggi a piovere, matrimoni agevolati, viaggi di nozze a Mikonos omaggio… e soprattutto Vladimir Luxuria ministra delle Pari opportunità, Signorini sottosegretario, e Giovanardi lo mandano poi a prendere lezioni di recupero dai Village People.

(Luciana Litizzetto su www.lastampa.it)

venerdì 13 maggio 2011

203. Aforismi?

"La cosa più importante è non smettere mai di domandare."
"La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire"
(Albert Einstein)

202. Un simbolo di Milano

Dalla nostra finestra del soggiorno si vedono piante, terrazze, tetti, zigurrat urbane, il tutto dominato dalla Torre-Antenna della compagnia televisiva di stato.

Questa sorta di traliccio ha sempre fatto parte del mio panorama domestico.

Di quella grande sagoma che ha dispensato programmi-tivù in esclusiva per anni, mi sentivo ingenuamente interlocutore privilegiato, assieme ai miei vicini di casa e di quartiere.

Con gli anni, come una 6a1dracca che invecchia restando slanciata, ha "messo sù" luci di segnalazione, oltre a colore e imponenza dati dalla nuova illuminazione diffusa che la rendono simile a un albero di Natale, ma pure bigiotteria, porri e calazi, in realtà fusti per la trasmissione satellitare. Nel corso della mia vita la Torre mi si è imposta anche fuori casa, lungo uno dei viali alberati più larghi della città, come mole e buon punto di riferimento incombente per me che, privo del senso dell'orientamento, quando mi muovo da solo ho bisogno di sentirmi "circoscritto" da immagini precise.

Se di giorno siedo al computer, mi concedo un poco di relax guardandola in mezzo al resto e se poi è una serata tersa, mi diventa persino bellissima.

compendio da www.wabesmemo.blogspot.com / luglio 2009 in città

201. Aforismi?

"La prima necessità dell'uomo è il superfluo."
"Se i fatti non corrispondono alla teoria, cambiate i fatti."
(Albert Einstein)

venerdì 22 aprile 2011

200. Paola Turci reloaded!!

“Ci si dimentica che molte persone sono state uccise per i nostri diritti, per farci stare insieme, per un'Italia unita” dice Paola Turci, che canta di amori, dei guai dell'occidente e di drammi ignorati come il genocidio in Ruanda: tra rock e melodia, collabora volentieri con colleghi come i Baustelle, Max Gazzé, Marina Rei e Fiorella Mannoia, a riprova che per lei un tessuto sonoro elaborato va di pari passo con le parole. Musicista a tutto tondo, guarda con attenzione a quel che accade in Italia, alla sua vita sociale, alla sua democrazia e in questo periodo fa cose mai fatte prima: leggere la Costituzione, cantare per Emergency, imparare a memoria qualche riga di un libro per difendere la cultura in un momento difficilissimo, in cui "vogliono perfino cambiare l'articolo 1 della Costituzione". Suona e canta il 26 aprile al Circolo degli artisti di Roma, al concerto organizzato dal Pd e da l'Unità per la Liberazione e la Resistenza: un brano simbolo della Resistenza, impresso nella memoria di generazioni, “Pietà l'è morta” del 1944.

estratto compendiato da http://www.unita.it/culture

sabato 16 aprile 2011

199. Regione Liguria 1 / Governo 0 !!!

LA CONSULTA SULLA LEGGE "LIGURE" CONTRO L’OMOFOBIA: SONORA SCONFITTA DEL GOVERNO, SU POSIZIONI SEMPRE PIU' DELIRANTI E ISPIRATE AL FONDAMENTALISMO RELIGIOSO E IDEOLOGICO. L'ITALIA FA COSI' UN PASSO AVANTI, E IL TESTO DELLA LIGURIA, IL MIGLIORE IN ITALIA, VIENE DEPOSITATO DAI RADICALI ALLA REGIONE LAZIO.
Roma, 30 marzo 2011: Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti: “L’assurda decisione del Governo italiano di opporsi alla Legge Regionale n.52 del 2009 "Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere", approvata il 29 ottobre 2009 dalla Regione Liguria “perché la legge eccede dalle competenze regionali perché solo lo Stato può decidere in materia di diritto civile” è stata oggi giustamente respinta dalla Corte Costituzionale. Ciò dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, di come le azioni del Governo, in tema di diritti civili e umani, siano del tutto inesistenti e vengano persino osteggiate con assurde azioni legali senza che vi sia alcun fondamento giuridico e che ignorano delle gravi difficoltà in cui si trovano in Italia centinaia di migliaia di persone, vittime di violenze, atti di bullismo e gravi discriminazioni. La Legge regionale 52/2009 della Liguria, è in assoluto il miglior testo oggi esistente in Italia in tema di lotta alle discriminazioni e azioni violente contro le persone più deboli e non possiamo che ringraziare le forze politiche, in primis i Verdi che l’hanno proposta, per il risultato aforze riunite, e proprio per questo i Consiglieri Regionali della Lista Bonino Pannella, al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, hanno depositato di recente l'identica proposta di legge: grande efficacia sul piano sociale, educativo, assistenziale e della prevenzione. Il Governo italiano ha fatto anche su questo una pessima figura. Per fortuna la politica ispirata dal fondamentalismo politico e religioso ne è uscita sconfitta”.
da www.radicali.it


martedì 12 aprile 2011

198. La scoperta del gayernìcolo

In uno scavo archeologico nella Repubblica Ceca, sarebbe stato portato alla luce il primo uomo delle caverne gay, 5000 anni dopo la sua morte. Lo scheletro dell’età della pietra, di sesso maschile, pare risalire al periodo tra il 2900 e il 2500 avanti Cristo, sepolto nello stesso modo in cui venivano sepolte le donne, probabilmente ad indicare il suo orientamento sessuale. Gli uomini venivano sepolti distesi sul lato destro con la testa rivolta ad ovest, con accessori maschili come armi e coltelli, mentre le donne su lato sinistro con la testa rivolta ad est. In questo caso fu steso sul lato sinistro con la testa rivolta ad ovest e, proprio come accadeva per le donne, con un vaso domestico, il che ne fa ipotizzare agli archeologi una sessualità diversa.

compendio da www.antikitera.net / www.gaywave.it


sabato 9 aprile 2011

197. tragedia del 6 aprile a Lampedusa

Si rovescia un barcone nel canale di Sicilia con 370 persone a bordo. Appena 48 quelle tratte in salvo. L'imbarcazione proveniente dalla Libia. 7 aprile: L'onorevole monopolitano dell'Idv Pierfelice Zazzera ha esposto in Parlamento un cartello con la scritta “Maroni Assassino”.

Asca

Gli sbarchi non si fermano, Lampedusa: mare in burrasca, si ribalta barcone, oltre 250 persone disperse, solo 51 si salvano. Il dolore di Berlusconi: "E' una tragedia". Il giorno dopo la tragedia scoppia la bagarre: follia alla Camera, Deputato Idv a Maroni: "Assassino".

ilGiornale

A Lampedusa strage di migranti: 48 i sopravvissuti di 300 persone che viaggiavano su un barcone di 13 metri partito dalla Libia 2 giorni prima. 7 aprile: tensione in aula alla Camera: il deputato Idv, Pierfelice Zazzera, ha esposto un cartello con su scritto ''Maroni Assassino''.

l'Unità

giovedì 31 marzo 2011

196. Celentano sul Corriere 16/03/2011

Caro Direttore,

60.000 case distrutte, 1 milione di sfollati e 5000 dispersi in quel florido Giappone che nel giro di 6 minuti è improvvisamente precipitato nel buio più scuro. Ma soprattutto migliaia di radiazioni sulla testa dei giapponesi. Ora io non vorrei neanche parlare del clamoroso fuori-tempo (non solo musicale) esternato da Chicco Testa, ospite della bravissima Lilli Gruber dalla voce affascinante. Non vorrei ma come si fa, poi la gente pensa davvero che lui parli per il bene dei cittadini. «Gli impianti nucleari hanno dimostrato di tenere botta». Ha detto il nostro Chicco ormai appassito per mancanza di clorofilla e quindi non più in grado di catturare quell'ENERGIA SOLARE di cui un tempo si nutriva.

«Chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo». Ha sentenziato. Dopo neanche un'ora esplode la centrale nucleare di Fukushima. Un tempismo davvero sorprendente quello del Chicco. Ma la cosa più incredibile che più di tutti impressiona, è lo stato di ipnosi in cui versano gli italiani di fronte ai fatti sconcertanti di una politica che non è più neanche politica. Ma piuttosto un qualcosa di maleodorante e che di proposito vorrebbe trastullarci in uno stato confusionale. Dove sempre di meno si potrà distinguere il bene dal male, le cose giuste da quelle ingiuste. Sparisce quindi quel campanello d'allarme che ci mette in guardia quando c'è qualcosa che non quadra nei comportamenti di un individuo. Un qualcosa che detto in una parola si chiama SOSPETTO. E di sospetti sul nostro presidente del Consiglio, tanto per fare un esempio, ce ne sono abbastanza. E così nel bel mezzo di una tragedia come quella che sta vivendo il Giappone, dove fuoco e acqua stanno distruggendo tante vite umane, senza contare l'aspetto più insidioso dovuto alle radiazioni liberatesi nell'aria, il nostro presidente del Consiglio non demorde. Ha subito fatto annunciare dai suoi «CicchittiPrestigiacomini» e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andrà avanti. L'orientamento popolare contro le centrali nucleari decretato dal referendum fatto 24 anni fa, fu chiarissimo. Ma per Berlusconi non basta: «Chi se ne frega della SOVRANITÀ POPOLARE!». L'unica sovranità che conta per lui è il Potere di guidare gli uomini in una sola direzione come se fossero degli automi.

Tra i vari tg, talk show e quello che si legge sui giornali, ho seguito con un certo interesse il cammino politico del terzo polo. Si spera sempre di intravedere quel «CHE» di trasparenza mai assaporata che per ora, a quanto pare, possiedono in pochi. Uno di questi è Antonio Di Pietro. Ma il governo cerca di ostacolarlo. Le ottocentomila firme raccolte da Di Pietro contro le centrali atomiche e il legittimo impedimento, saranno oggetto di un referendum che «si farà», ha detto il ministro Maroni allievo di Berlusconi. Ma a giugno. Quando la gente va al mare.

E questo naturalmente vale anche per il milione e quattrocentomila firme raccolte dal Forum italiano Movimenti per l'acqua, di cui nessuno parla tranne il loro sito che gentilmente vi indico - www.acquabenecomune.org - per i due quesiti referendari contro la privatizzazione di questo prezioso bene comune.

Una trappola radioattiva quindi per chi non vuole essere schiacciato dalla bevanda nucleare. Ora il mio potrebbe sembrare un appello, ma non lo è. È una preghiera. Una preghiera che non è rivolta ai politici. «LORO NON SANNO QUELLO CHE FANNO». Per cui mi rivolgo a tutti quelli che invece li votano i politici. Di destra, di sinistra, «STUDENTI», leghisti, fascisti e comunisti, per il vostro bene, non disertate il referendum. Questa volta sarebbe un suicidio. Dobbiamo andare a votare anche se il governo spostasse la data del referendum al giorno di Natale. Non sia mai che prendiate sotto gamba questi referendum: saremmo spacciati.

La natura, come vedete, si è incazzata. Gli esperimenti nucleari nel Pacifico, le trivellazioni nei fondali del Golfo del Messico, milioni di ettari di bosco incendiati per favorire la cementificazione abusiva, i tagli alla cultura ridotta ormai in pezzi. Tutte cose, per cui la NATURA «sta perdendo la pazienza». Come vi dicevo ho seguito con un certo interesse il cammino politico del terzo polo. E Casini che fino a prima della tragedia di questi giorni ha sempre parlato in modo equilibrato, subito dopo il terremoto, intanto che le radiazioni cominciavano a liberarsi nell'aria e trecentomila persone venivano evacuate dalle loro case, ci ha tenuto a ribadire, con una certa fierezza, il suo parere favorevole al nucleare, facendo quasi un rimprovero al governo per non aver ancor iniziato i lavori. Caro Casini, che tu fossi un nuclearista convinto lo sapevamo tutti e io rispetto la tua opinione, anche se è orribile. Ma dirlo proprio in questo momento, non pensi che tu abbia dato una sberla sui denti al tuo elettorato? Tralasciando il piccolo particolare che l'Italia è uno dei Paesi a maggior rischio sismico, come tu sai, le radiazioni sono pericolose non soltanto perché si muore, ma per il modo di come si muore. Una sofferenza di una atrocità inimmaginabile. E poi non si è mai in pochi a morire. Specialmente quando la catastrofe raggiunge dimensioni come quella che sta vivendo la povera gente in Giappone. E non venirmi a dire che le centrali nucleari di terza generazione sono più sicure della seconda, e che ancora più sicure della terza saranno quelle di quarta, disponibili per altro nel lontano 2030. La verità è che tu e Berlusconi siete degli IPOCRITI MARCI. Lo sapete benissimo che per quanto sicure possono essere le centrali atomiche, anche di decima o di undicesima generazione, il vero pericolo sono soprattutto le SCORIE RADIOATTIVE, che nessuno sa come distruggere e che già più di mezzo mondo ne è impestato.

SCORIE collocate in contenitori sui piazzali delle centrali, a cui, tra l'altro, si aggiungono elevatissimi costi economici, sociali e politici richiesti dalla necessità di sorvegliare questo micidiale pericolo per un tempo praticamente INFINITO. Lo sapete benissimo e ciò nonostante continuate a INGANNARE i popoli promettendo loro quel falso benessere che serve solo a gonfiarvi di Potere e ad arricchire le vostre tasche. Mi dispiace ma non c'è niente da imparare dal terzo polo, come non c'è niente da imparare da tutta la classe politica. L'unica buona notizia che galleggia in questo mare di annegati e che mi ha sorprendentemente colpito, è ciò che di veramente buono sta facendo il sindaco Matteo Renzi nella sua Firenze. Finalmente uno che ha intuito cosa c'è nel cuore della gente. E che ha il coraggio di dire no alla cementificazione facile con la quale, secondo i malvagi, si costruirebbe per il bene dei cittadini. Bravo Matteo! Forse tu hai capito tutto e magari ancora non ti rendi conto di quanto sia importante ciò che hai capito.

Adriano Celentano


lunedì 14 marzo 2011

195. Andrea

www.digayproject.org
Ciao, mi chiamo Andrea.
Ho 15 anni e sono 9ay. Mi considero italiano, anche se originario del Marocco, non mi considero musulmano e non sono praticante, ma i miei non lo sanno e se lo vengono a sapere per me sono guai.
Fin da piccolo non davo così tanto peso alla mia sessualità, pensavo ogni persona libera di scegliere la sua sessualità e invece vivo in un mondo pieno di pregiudizi e falsità. In un mondo che deve fare da padre-padrone della mia vita.
Indosso sempre quella maschera che non mi appartiene, avvolto dalla falsità e stanco di tutto questo.
Fin da piccolo mi sentivo un po’ diverso, provavo attrazione verso i miei amici, credevo che fosse una cosa di passaggio invece ora, dopo anni, ho capito di essere 9ay e ho paura: già a quattro mesi ero in Italia. I miei sono di origine marocchina e musulmani ma non mi sono mai riconosciuto in questa religione: è capace solo di discriminare.
Il concetto stesso di orientamento sessuale non trova riconoscimento né applicazione nella legge islamica. I miei genitori sono molto religiosi e so già che non mi accetteranno MAI, e questo mi porta un sentimento di “odio” verso di loro.
Ho scritto questa lettera non per avere aiuto ma per sfogarmi un po’.
Investito da tante emozioni di dolore, vorrei tanto avere una persona con cui parlare ma il paesino dove vivo è una cittadina delle Marche di circa 10.000 abitanti e se ci fossero 9ay di certo non lo direbbero in giro.
Sono stanco di tutta questa ipocrisia e omofobia che c’è in giro.
Dicono che nasciamo liberi, eppure c’è chi, per un motivo o per l’altro, vive di una libertà solo apparente.
I miei quando passano nella mia camera e mi vedono che guardo "Amici" cominciano a dire: "Che disonore, che vergogna avere un figlio 9ay! Un mostro, un malato, un deviato, una follia della natura" riferiti a Platinette.
Mi chiedo come sarebbe la loro reazione se sapessero di me. Nessuno sente le mie urla interiori che a volte invocano aiuto, un semplice abbraccio o una carezza.
Sono un ragazzo omosessuale che si uccide lentamente annegato dalle sue stesse lacrime. Sono solo.
È bello sapere che c’è un ragazzo che mi fa sorridere veramente ma so già che quella persona non ricambierà mai il mio affetto! La mia stanza è il mio mondo, mi ci chiudo nel mio silenzio, e ci verso lacrime, e ci sogno ogni giorno di essere un altro!
Già so di non essere unico, immagino altri ragazzi come me, magari con le mie stesse paure e perplessità, e questo forse mi fa sentire un po’ meglio, e mi dico: "non abbatterti, ci sono altri come te".
Bella filosofia di m3rda. Purtroppo la gente è ignorante e ha paura di tutto ciò che è diverso, perché non lo si conosce, perché non rientra nei canoni di normalità e quindi lo si sminuisce e lo si prende in giro (ch3cca, kula77one, finocchio, leccaka22i, fr0cio, deviato, s0d0mita, depravato, rikki0ne, ecc.) così sembra di allontanarlo.
Ma forse penserete: "Andrea vuole fare la vittima" ma così mi sento e di tutta questa malinconia non è colpa mia ma del prossimo, che porta con sè sempre una manciata di pregiudizi!
Io nonostante tutto sono felice di essere 9ay.

Andrea

martedì 8 marzo 2011

194. Sterminio canadese

www.auroraproject.it

Il Dipartimento Affari Indiani canadese e la sua “Soluzione Finale”.

Nel 2000 Jasper Joseph, nativo canadese della Columbia Britannica, ricorda i suoi cugini, uccisi nel 1944 con iniezioni letali dal personale del Nanaimo Indian Hospital. Durante quell’isolamento di 3 anni subì esperimenti di vario tipo ma 2 suoi cuginetti erano troppo ribelli e così furono eliminati. Il mondo deve ancora conoscere l’entità del genocidio perpetrato verso milioni di indigeni già invasi, da parte di Stato e Chiese canadesi convinti della propria supremazia razziale. Già nel 1907 la stampa canadese attestava il tasso superiore al 50% dei decessi nelle "scuole residenziali indiane". Ma negli ultimi decenni quel massacro è stato rimosso da storia e coscienza pubblica del Canada, in quanto il sistema doveva distruggere la maggior parte dei nativi tramite malattie, trasferimenti e omicidi, assimilandone socialmente un manipolo: collaborazionisti addestrati a servire il genocidio in cui il Canada istituzionale è coinvolto ad ogni livello, polizia, associazioni, chiese cattoliche e protestanti, sanità e giustizia.
Connivenze e complicità, che partono da quelle scuole religiose edificate dal governo e obbligatorie per i nativi, centri di conversione forzata al cristianesimo, poi diventati campi di sterminio per almeno metà degli studenti, i cui cadaveri svanirono letteralmente, dopo esser stati infettati, percossi e torturati.
Con buona pace di Ottawa le Chiese già responsabili, dichiararono per tutto il 20°secolo una guerra senza quartiere agli indigeni non cristiani: così ai 50.000 bambini morti nei "collegi" s'aggiunsero i sopravvissuti, ora “popolazione colonizzata appena al limite della sopravvivenza, con tutte le caratteristiche di una società del terzo mondo”, così valutati nel novembre del 1999 da gruppi per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Ma l’olocausto continua, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul Genocidio, a cui il Canada è vincolato dal diritto internazionale.
Diversi dei 30 collaboratori, indigeni e non, di cui questo rapporto si è avvalso, mantengono l'anonimato a causa di minacce di morte, licenziamenti, e sfratti dalle loro riserve e il divulgatore di tutto ciò, ministro della Chiesa Unitaria del Canada è stato licenziato, "schedato" e diffamato, ma l'Olocausto canadese dev'essere rivelato e i responsabili giudicati dal Tribunale per i Crimini Internazionali: un secolo o più di crimini contro i primi abitanti del Canada, con la collusione di ambienti disparati: oggi, dopo i 50000 decessi nei campi-scuola, c'è ancora la sofferenza di chi vuole pane e giustizia. Almeno dal 2001 esiste la Commissione per la verità sul Genocidio in Canada, a Vancouver, Columbia Britannica.
Il Gradual Civilization Act del 1857 nel Canada Superiore dichiarò l'intento di rieducazione rispetto alla "cultura indigena inferiore", privando quindi della cittadinanza la popolazione nativa, categorizzandola separatamente dai non-indiani.
Nel 1874 il Federal Indian Act ribadì l’inferiorità legale e morale degli indigeni ed istituì il sistema delle "scuole residenziali". Definizione legale di un indiano tuttora in vigore in parte del Canada: “individuo selvaggio, privo della conoscenza di dio e di qualsiasi stabile e chiaro credo religioso”, quindi legalmente non-entità e parimenti sacrificabile, nella propria terra! Con la creazione di quei collegi, che ufficialmente dovevano dare istruzione, furono portate avanti intenzioni genocide dagli invasori cristiani dei territori aviti dei nativi, dal 1880 fino al 1984.
Gli indiani adulti refrattari alla conversione venivano sterilizzati in programmi gestiti in ospedali e sanatori gestiti dalla chiesa, secondo anche quanto dichiarò Ethel Wilson a un Tribunale per i Diritti Umani a Vancouver nel 1998: dal 1952 sapeva che il dottor George Darby, medico missionario della Chiesa Unitaria, veniva pagato per quello, dall'Ufficio Affari Indiani di Ottawa. Nel 1995 la polizia avviò un’indagine sulle atrocità avvenute nei "collegi indiani", e si cominciò a distruggerne le prove e a invitare tutti a tacere: che i finanziamenti arrivassero da Ottawa era quasi di dominio pubblico. Parecchi di quei documenti furono trovati sulla spiaggia dilavati dall'acqua.
Il Sexual Sterilization Act della British Columbia autorizzava i prèsidi dei "collegi", eletti congiuntamente da chiesa e governo, a consentire la sterilizzazione di qualsiasi nativo sotto la loro tutela legale: interi gruppi di bambini indigeni, raggiunta la pubertà, subirono quella sorte. Il suddetto decreto divenne federale nel 1920 e per tutti i bambini indigeni divenne obbligatorio frequentare i "collegi" nonostante il governo stesso avesse già riconosciuto dal 1910 che il tasso di mortalità fosse più elevato proprio in queste scuole: questo dimostra le intenzioni genocide verso i non-cristiani. E in quegli ospedali, sanatori e collegi i tassi di mortalità erano identici, quali che fossero le chiese, istituzioni legittime e fidate, che li gestivano, il che esclude l'accidentalità della frequenza: quindi tale sistema era intrinsecamente omicida con strutture e leggi che incoraggiavano, istigavano, occultavano e successivamente negarono questi crimini.
Nel 1909 il Dr. Peter Bryce, del Ministero della Sanità dell’Ontario, fu assunto dal Dipartimento Affari Indiani di Ottawa per visitare le scuole residenziali indiane del Canada occidentale e della British Columbia e fare rapporto sulle loro condizioni sanitarie. Il rapporto scandalizzò a tal punto governo e chiese che venne ufficialmente insabbiato e che il dottore fu estromesso dall'amministrazione statale: nel 1922 Bryce scrisse un libro dal titolo "La storia di un crimine nazionale". Vi si affermava che in quei "collegi" tantissimi bambini indiani venivano sistematicamente e deliberatamente uccisi, con un tasso di mortalità fra il 35% ed il 60% e che personale e funzionari nascondevano o falsificavano regolarmente documentazione e prove della morte dei piccoli. Fu dichiarato che uno dei metodi più utilizzati per uccidere era quello di esporre intenzionalmente gli studenti al contagio di malattie come la tubercolosi per poi negare loro assistenze e cure mediche. Anche testimoni indigeni confermarono la storia della tubercolosi, asserendo di esser stati costretti a dormire nello stesso letto di compagni che già stavano morendo di tbc, nel 1942. Secondo tali testimonianze spesso gli omicidi erano più palesi: pestaggi, strangolamenti, calci, defenestrazioni, oltre alla denutrizione forzata e alle cadute forzate dalle scale. Nessuna indagine seguiva ai decessi a causa dell'equiparazione degli indiani ad animali. Un'assistente sanitaria di un Consiglio di Tribù della zona di Vancouver conferma gli omicidi alla scuola di Kuper Island, a sud della quale c'era un cimitero, scoperto nel 1973, per i bambini nati dai rapporti tra i preti e le ragazze indiane o i feti abortiti ad opera delle suore che spesso facevano morire le puerpere: ragazze stuprate e uccise vennero sepolte nei tavolati dei pavimenti ma i funzionari di polizia negli anni seguenti si rifiutarono di perquisire persino edifici ormai dismessi, anche minacciando i richiedenti, onorando la prassi dell'insabbiamento sistematico. Oltre alla collusione anche di indigeni è provata anche la falsificazione sistematica di certificati di morte per malattia per gli studenti uccisi da parte di ospedali e sanatori. Studenti che rinvenissero i cadaveri nascosti venivano spesso puniti con espulsione, ricovero ospedaliero e droga. Tristissimo ed efficace è il sistema di collaborazione indotta e forzata tra gli studenti nativi stessi che continuano a sopprimere le prove dei crimini. Presso i collegi fondamenta piene di scheletri e fosse comuni sono attestate da numerosi testimoni come pure durante lo smantellamento della Scuola di St Mike una sepoltura multipla all'interno dei muri. Nel 1972 fu effettuata una riesumazione generale in gran segreto del cimitero del collegio di Kuper Island. Obitori-discariche erano presso i sanatori vicini alle scuole.
Un'altra strategia consisteva nel provocare gravi danni fisici e mentali nei nativi allo scopo di "uccidere l’indiano che è dentro gli indiani”, per possedere menti e anime degli indigeni non sterminati , facendone copie di terza classe dei bianchi. Nel 1938 si scriveva: "il problema rappresentato dagli indiani è di natura morale e religiosa. Essi mancano dei fondamenti di base del pensiero e dello spirito civile, il che spiega la loro natura, il loro comportamento infantile, il loro selvaggio stile di vita e i diritti che li tengono inchiodati alla loro terra" perché si riteneva che il problema indiano venisse risolto con la scomparsa dei segni distintivi della cultura nativa. Il controllo mentale portato avanti nei collegi doveva condurre all'abbandono da parte degli indigeni delle loro terre e delle loro riserve perché i bianchi ci si insediassero. Della strategia di annientamento culturale faceva parte l'alimentare la discordia e la dilazione tra studenti, costringendoli a combattersi e molestarsi. Un lavaggio del cervello per far dimenticare il proprio ruolo tradizionale e culturale ai nativi: quello di Custodi del Territorio avuto dal Creatore, per proteggere terre, pesci, e foreste e perdere lo scopo di esistere. I bianchi volevano tutto per se stessi, e nelle scuole residenziali trovarono il metodo, che funzionò. E Harriett Nahanee dichiarò nel 1995: "Noi ora siamo per la maggior parte poveri, dediti a vizi, violenti in famiglia, e tutto questo iniziò nelle scuole, dove ci manipolarono la mente affinché odiassimo la nostra cultura e noi stessi, cosicché avremmo perso tutto quanto. Questo è il motivo per cui affermo che il genocidio è tuttora in corso".
Con la tutela assunta da parte dei prèsidi della costa occidentale, avvenuta fra il 1933 ed il 1941, emersero i primi riscontri di reti pedofile organizzate in quelle scuole residenziali, con quel sistema legalmente e moralmente libero di fare ai suoi allievi coatti tutto quello che voleva: i collegi per nativi divennero “zona franca” per pedofili, assassini e medici perversi, con cavie umane vive a disposizione per collaudi di farmaci o ricerche sul cancro.
Nelle scuole di Kuper Island e di Alberni, oltre a esservi praticati gli obbrobi già trattati, divennero poli accentrati per bambini di tutta la provincia, a cui lì veniva spezzata la lealtà tribale e parentale, sviluppandone l'aggressività reciproca e troncandone i legami: in più vigeva la segregazione sessuale, come testimoniato da diversi superstiti e l'accidentale scambio d'effusioni tra ragazzi e ragazze veniva punito durissimamente, talvolta fino alla morte, per mano dei compagni costretti a usare verghe e fruste. La lezione per tutti era non fidarsi o affezionarsi a nessun compagno e di abbandonare qualunque spontaneità e istinto in favore dell'obbedienza agli ordini.
Dai collegi venivano sfornati 2 tipi d'indiani: schiavi e traditori. I capiconsiglio della tribù hanno minacciato di tagliare le indennità a chi avesse parlato in tribunale. A tale condizionamento si arrivò con l’uso istituzionalizzato di scosse elettriche su bambini che parlavano la loro lingua o che erano “disobbedienti” . Secondo testimoni oculari in certi collegi della Columbia Britannica e del Quebec esistevano addirittura stanze di tortura, con sedie elettriche fisse, spesso fatte funzionare da personale medico.
Frank Martin, postino indigeno, descrive nel 1998 la sua reclusione per esperimenti, dal 1963 al 1964, in una scuola vicino a Nanaimo: rapito dal villaggio a 9 anni, si risvegliò drogato in una cella, dove restò rinchiuso come un animale 14 mesi. Ogni mattina gli somministravano scosse elettriche alla testa sino allo svenimento per sottoporlo nel pomeriggio a raggi X per diversi minuti. A 18 anni si ammalò di cancro ai polmoni senza aver mai fumato.
David Martin invece nel 2000 dichiarò di esser stato ricoverato con la diagnosi di tubercolosi, ma senza sintomi, e legato al letto per 6 mesi, a subire iniezioni dolorose, pruriginose e irritanti, intanto che altri bambini urlavano dall'isolamento.
Altre torture erano quelle dentali: Harriet Nahanee subì quel trattamento senza analgesici nel 1946 e Dennis Tallio nel 1965.
Il famigerato Dott.Mengele, scienziato nazista, collaborò coi canadesi per gli esperimenti atti a rimodellare la memoria tramite elettrochoc, torture e farmaci.
L’uso di “reclusi” delle scuole residenziali per esperimenti medici, autorizzato da un accordo con le chiese, è confermato da ex-dipendenti del governo federale. Per anni, secondo un ex funzionario, gli Affari Indiani facevano trasferire ragazzi provenienti dagli orfanotrofi e dai collegi gestiti dalle Chiese ai manicomi per la sperimentazione medica e scientifica anche a beneficio di Difesa e Intelligence. Le molte sovvenzioni di quegli anni finivano ad alimentare le tangenti a prèsidi e alti funzionari.
Ma decine di sopravvissuti di 10 posti diversi in Columbia e Ontario hanno descritto sotto giuramento torture vissute in prima persona o da testimone, dall'età di 5 anni in su:
  • legatura del pene
  • perforazione con aghi di mani, guance, lingua, orecchie e pene
  • sospensione sopra tombe aperte con minaccia di sepoltura a vivo
  • alimentazione forzata di cibo rigurgitato o con vermi
  • rivelazione della morte avvenuta o imminente dei genitori
  • denudamento pubblico e umiliazione verbale e sessuale
  • costrizione alla posizione eretta per 12 ore, sino al crollo
  • immersione nell’acqua ghiacciata
  • costrizione a dormire all’aperto durante l’inverno
  • estirpazione dei capelli
  • testa sbattuta ripetutamente contro superfici in muratura o in legno
  • percossione quotidiana senza preavviso con fruste, bastoni, stecche da biliardo, tubi di ferro e finimenti di cuoi e metallo
  • estrazione di denti d'oro senza analgesici
  • isolamento per giorni senza acqua, cibo nè ventilazione
  • scosse elettriche a testa, genitali ed arti.
Ecco quel sadismo sintetizzato e giudicato nel 1998 dalle parole di un sopravvissuto, Bill Seward: "Era la gente della chiesa ad adorare il diavolo, non noi. Volevano l’oro, il carbone, la terra che abitavamo, così ci terrorizzavano affinché consegnassimo tutto a loro. Se si viene violentati tutti i giorni a partire dai 7 anni come si fa un a combinare qualcosa nella vita? Le scuole residenziali furono istituite per distruggere le nostre vite, e ci riuscirono. I bianchi erano terroristi, puri e semplici."


compendio da

http://www.auroraproject.it/index.php?option=com_content&view=article&id=67:lolocausto-dei-nativi-canadesi&catid=43:controinformazione‏


mercoledì 2 marzo 2011

193. Proposta oscena!!

Ci chiediamo sinceramente cosa abbia spinto Renzo Dionigi, chirurgo e numero uno dell'Università dell'Insubria, a proporre Umberto Bossi per la laurea honoris causa in scienze delle comunicazioni. Forse il dito medio alzato più volte, il gesto dell’ombrello agli avversari politici, gli insulti a Roma ladrona, la storia secondo Bossi, dove i longobardi, popolo democratico, si battono contro i romani schiavisti e totalitari? O la gentilezza delle sue risposte, come quella che anni fa fece alla Boniver, che aveva dichiarato: “i leghisti si stanno armando”. E Bossi da Curno: "Boniver, bonazza! Noi siamo sempre armati! Di manico!”.
Che Bossi sia un buon comunicatore non c’è dubbio. Da anni arringa le folle e ne ottiene il voto. C’è però da dire che forse un titolo onorifico non deve prescindere dai contenuti della comunicazione e soprattutto dal grado di civiltà della stessa: non sembra proprio il caso di conferirlo per insulti e gestacci. Sarebbe un’offesa alla cultura e alla civiltà dell’Italia oltre che a tutto il sistema universitario che così mostrerebbe un punto di grande degrado.
Va detto che la cosa è spinta anche dalla ministra Gelmini, il che fa capire quanto sia inadatta al suo ruolo, e dalla provincia di Varese.

compendio da http://attualizzando.wordpress.com/

domenica 27 febbraio 2011

192. Condannata la prof anti-bullo di Palermo

Un anno di carcere, in appello, alla prof palermitana che aveva tentato di fermare il bullismo omofobico nella sua classe.
Il 24 febbraio 2011, l'Associazione Radicale Certi Diritti emette un comunicato-stampa.
Di recente la Corte d’Appello di Palermo ha condannato ad 1 anno di carcere per abuso dei mezzi di correzione un’insegnante che nel gennaio 2006 aveva tentato di interrompere una serie di atti di bullismo omofobico ai danni d’un suo alunno, facendo scrivere al responsabile 100 volte alla lavagna “sono un deficiente”, con discussione in classe. Aggredita verbalmente e denunciata dal padre dell’alunno punito, e assolta a metà del 2007: il giudice, esclusi danni morali a carico del punito, riconosceva la validità dell’intervento della professoressa che se non fosse intervenuta, “avrebbe finito per accreditare l’idea che condotte vessatorie verso i più deboli sarebbero state accettate”. La nuova sentenza rovescia la precedente e infligge alla professoressa la pena gravissima di 1 anno di carcere, uscendone rafforzata la posizione del padre del ragazzo, incentrata sul rifiuto di condannare i documentati comportamenti vessatori del figlio. Soprattutto, questa sentenza mandando una conferma dell’impunità dei bulli, dissuade fortemente gli insegnanti dall’assumere in pieno i loro doveri educativi, e riduce a irrilevante il diritto di tutti alla sicurezza e alla dignità contro ogni discriminazione.
L’Associazione Radicale Certi Diritti dà piena solidarietà alla professoressa punita con grave allarme per questo nuovo contributo alla diffusione della cultura dell’omofobia, dopo la persecuzione, non interrotta da nessuno, che portò al suicidio del giovane Matteo, ricordata anche nella sentenza di primo grado della professoressa palermitana, di cui sono rimaste in ombra tutte le responsabilità.

lunedì 21 febbraio 2011

191. detti genovesi

finché ee prìe anniàn au fundu, d'abelinae ghe ne saiàn de lungu
finché le pietre andranno a fondo, di rinc0gli0niti ce ne saranno sempre

cuandu nsciu baansigu ghe digu c'aa se mette, aa vegne russa e aa dixe "nu, me sun scurdaa ee braghette"
quando sull'altalena le dico che si metta, diventa rossa e dice "no, ho scordato la braghetta"

gh'e tante scignurin'e che'nsciu capellu g'an a ciumma de l'oxellu ma l'oxellu nu ghe l'an
ci son tante signorine che sul cappello hanno la piuma d'uccello ma di uccello non ne hanno

scibeen che sun picin ghe l'u cume mae puae u paa n palu telegràfficu cun tuuti i fii atacae
scibeen che sun picin'a ghe l'u cume mae muae aa paa na barcaveia cun tuuti i sò mainae
anche se io son piccolino ce l'ho come papà, pare un palo telegrafico completo di fili
anche se io son piccolina ce l'ho come mammà, pare una barca a vela completa di equipaggio



190. Confindustria d'altri tempi.

Si è a lungo ritenuto che Confindustria abbia “sponsorizzato” il regime per convenienza, sia per un’innegabile contiguità ideologica, sia in seguito alla nomina da parte del Primo Ministro di Alberto De Stefani come ministro del Tesoro, economista liberale, legatissimo all’organizzazione. Il 2 ottobre, il patto firmato tra Confindustria e rappresentanti del governo, abolisce vari sindacati dei lavoratori, rimpiazzandoli con altri leali al regime. Altre conseguenze sono state la messa fuori legge di scioperi e serrate e l’esclusione dei lavoratori non iscritti al partito dal mercato del lavoro. Per quasi un decennio alla guida di Confindustria sarà un alto dirigente del partito di governo.

189. Battutona dopo Rubyòpoli

Dicono che Ruby alla domanda provocatoria: "Ruby ????" , abbia risposto: "Pure, ma principalmente Trombo !!!!" ....Ed ora …………. che squillino le trombe..anzi..che trombino le squillo!!

domenica 20 febbraio 2011

188. LIGRESTI sfratta la Cascina Campazzo!!!

Nella zona a sud di Milano la cascina Campazzo e' un'azienda agricola tradizionale con 100 mucche, con coltivazioni iniziate nel tardo '200 dai Cistercensi, sita nel Parco del Ticinello di prossima istituzione. Giovedì 24 febbraio sfratto esecutivo da parte di Ligresti, un nome una garanzia, di questo angolo di verde, animali e agricoltura, punto di riferimento del quartiere e di tantissime persone. La persecuzione di Ligresti dura da più di 20 anni. Lui vuole solo costruire, non gli frega nulla della natura e dell'umano.

compendio
di notizie da
www.vivere.milano.it / www.provincia.milano.it
e di comunicato dei residenti

venerdì 11 febbraio 2011

187. Il conto d'albergo (barza)

Un'anziana signora decide di farsi un bel regalo per un memorabile 70° compleanno: una notte in uno dei più costosi alberghi di Londra.
Il mattino dopo, all'uscita, l'addetto al banco le porge un conto di 250 sterline. Al che la signora sbotta e domanda la ragione di una spesa così alta."E' davvero un bell'albergo ma la mia stanza non valeva certo 250 sterline, per una notte, e oltretutto senza prima colazione!"
Si sente rispondere dall'impiegato che 250 sterline è il 'costo corrente', e allora chiede di parlare col Direttore. Informato dall'impiegato il Direttore arriva, si presenta, e dichiara: "In albergo ci sono una piscina olimpionica e un ampio centro per conferenze a disposizione.""Ma io non ne ho approfittato", dice lei."Be', ci sono e avrebbe potuto", spiega il Direttore.
E poi spiega anche che avrebbe potuto assistere all'interno dell'albergo a uno degli spettacoli per cui l'albergo è appunto famoso. "I migliori artisti da Liverpool, Glasgow e Dublino si esibiscono qui" dice lui. E lei obbietta "Ma io non ci sono andata""Be', ci sono e avrebbe potuto", ribatte ancora lui.
A qualunque altra meraviglia citata dal Direttore la signora risponde "Ma io non ne ho usufruito!" a cui il Direttore controbatte con la sua risposta standard.
Dopo parecchi minuti di botte e risposte col Direttore ancora irremovibile, la signora decide di pagare, compila un assegno e glielo consegna.
Il Direttore, visto l'assegno, le dice sorpreso: "Ma signora, qui ci sono solo 50 sterline"
"Esatto" risponde "Ho scalato le 200 sterline per la notte a letto con me".
"Ma non sono stato con lei!" obbietta ancora più sorpreso lui.
"Be', male! Io là c'ero e lei avrebbe potuto."

martedì 8 febbraio 2011

186. Sulla manifestazione del 13 febbraio

Tentativo di far sembrare la manifestazione di domenica prossima una piccola cosa, una cosa di donne: "Sono femministe, moraliste. Predicavano il libero amore ora si atteggiano a suore." Le brave ragazze contro le prostitute, le madri contro le pu77ane, il mondo diviso in Marie e Maddalene così come i libri sacri ci insegnano, come gli uomini in fondo desiderano. Le pu77ane per strada offendono il decoro urbano, in villa sono accompagnate dagli autisti. Il femminismo e il moralismo non c'entrano: molte suore hanno firmato il nostro appello e parecchie prostitute, preti e libertini. Una donna di 65 anni, leader del comitato per i diritti civili delle prostitute, aderisce oggi alla manifestazione: “Noi eravamo in lotta contro il mondo, volevamo rompere l'ipocrisia, queste ragazze non sono contro ma sono funzionali al "sistema" di cui parla Lele Mora, da decenni modello di riferimento per generazioni di ragazze: la strada per la realizzazione di sé è una libertà condizionata alla sottomissione. Un mondo di cortigiane". Il problema non è mai chi vende, è chi compra. L'amore è gratis, si può fare in quanti e come si vuole. Anche vendersi è lecito. E' l'acquisto all'ingrosso, della società intera, che fa schifo, specie se si comprano adolescenti: che siano consenzienti, e i loro padri con loro, non migliora ma peggiora piuttosto la responsabilità di chi dovrebbe indicare altri orizzonti e non lo fa. Di chi cavalca la sua privata debolezza spacciandola per legge di vita.

compendio da "suore e pu77ane" di Concita De Gregorio su blog.unita.it

martedì 1 febbraio 2011

185. Promesse tradite tradotte

5 giugno 2009

S.B., nato il 29/09/36, ha detto che darà le dimissioni non appena venisse dimostrato che aveva mentito sulla natura dei suoi rapporti con una certa modella 18enne. Il suo avvocato, intanto, ha denunciato il giornale spagnolo El Paìs per la pubblicazione di immagini di donne in topless e un uomo nudo che si intrattengono nella casa in Sardegna del Primo Ministro. La settimana scorsa gli inquirenti italiani hanno individuato le foto e messo sotto indagine il fotografo con l'accusa di violazione della privacy.
Le foto sono venute alla luce con lo scandalo che vede coinvolti S.B. e la modella napoletana Noemi Letizia, alla cui festa di compleanno il premier si recò settimane fa. La moglie del 72enne S.B. citò quella festa, a cui il premier si era recato, annunciando appunto l'intenzione di divorziare.

www.telegraph.co.uk

184. Mora Corona Moric: il triangolo no!!

Nina Moric ha dichiarato:
Fabrizio Corona ha preso in giro me e Lele Mora, ferendo così 2 donne, e spero che Dio faccia in modo che a nostro figlio Carlos nessuno riveli la verità, io sono profondamente cattolica e avevamo suggellato la nostra unione davanti a Dio.

sabato 22 gennaio 2011

183. Boccassini poliedrica!!

Un anno fa promossa la napoletana Ilda Boccassini, oggi 61anni, il pm della procura di Milano protagonista di tante battaglie giudiziarie con il presidente del Consiglio, che nel 2004 chiese per lui, poi assolto, la condanna a otto anni di reclusione nel processo Sme.
Entrò nel pool di Mani Pulite al posto di Di Pietro, già nel '94 accusata coi colleghi dallo stesso S.B. di persecuzione e complotto, e nel processo Sme di aver gettato su di Lui e quindi sul paese "tonnellate di fango". Baget Bozzo disse "il fascismo non è stato nulla rispetto all'odiosa burocrazia togata rappresentata dai pm Colombo e Boccassini che saranno ricordati come giudici iniqui" e lei ne ripetè le parole..
Boccassini ha fatto parte all'inizio del pool sulla criminalità organizzata, con indagini come "Duomo Connection". Dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, chiese di essere applicata alla procura di Caltanissetta per occuparsi dell'uccisione di Giovanni Falcone. Più di recente ha condotto le indagini sulle nuove Br, sventando nel 2007 un attentato all'abitazione milanese di S.B., e guadagnandosi in quell'occasione il plauso del centro-destra.
(compendio da www.americaoggi.info)


venerdì 21 gennaio 2011

182. Signorine

20 gennaio 2011

Musetti dai lineamenti regolari, nasini adeguati, capelli immancabilmente lunghi fino a superare le scapole, scriminature nitide, bocche tumide, corpi snelli, tette in bellavista (alcune naturali, altre gonfiate: palpare per scegliere), trucchi accurati, laboriosi, come se fosse il make up la loro attività principale, sorrisi freddi, dentature abbaglianti: sono tutte uguali, senza difetti apparenti né pregi particolari, le replicanti del premier, le signorine da intrattenimento. Fotografate nei loro “book” (gli unici libri con cui abbiano qualche consuetudine), intercettate nelle loro conversazioni monotematiche (i soldi), compongono il quadro della desolazione postmoderna: giovani e navigate, ignoranti e furbe, pronte a vendersi, ma capaci di contrattare il prezzo. La sola emancipazione che conoscono: diventare il “m4gn4ccia” di se stesse.

(lidia ravera su www.unita.it=


mercoledì 19 gennaio 2011

181. Rubyòpoli 3

Per S.B. quei pm devono essere puniti: violata la costituzione. Bossi: l’hanno massacrato! Per Cicchitto non è un blitz giudiziario, è un blitz militare, un’operazione di destabilizzazione: chiunque sia andato ad Arcore è stato seguito, schedato, intercettato, quindi in ballo libertà elementari. Letizia Moratti: amarezza di fronte alla prostituzione, un atteggiamento che può derivare da problemi personali, da mettere in atto politiche per aiutare chi ha commesso errori e comportamenti contrari alla dignità delle donne. Per Francesco Casoli nessuno oggi, possiede la patente di moralità per poter giudicare l'uomo Berlusconi, una persona unica che è sottoposta a pressioni inimmaginabili. Osvaldo Napoli: impressioni e giudizi, intenzioni e propositi di arricchimenti più o meno facili alle spalle del premier ma nulla si sa dalle intercettazioni, perché le sue intenzioni o i suoi propositi vengono spiegati attraverso il racconto non si sa quanto veritiero fatto da altri.

Ruby intercettata: "gli ho chiesto 5 milioni" e "Fede quel weekend ad Arcore disse stasera bungabunga". E quella notte dell’arresto per furto lei Ruby, nipote di Mubarak dalla lingua lunga, si allontana lungo via Fatebenefratelli con Nicole Minetti. La prima volta a cena ad Arcore da S.B. con Emilio Fede a S.Valentino, con altre 20 ragazze, poi altre serate, una con Clooney, Canalis e Santanché, e altre con Mora e Minetti Di tutti i testimoni l’avvocato Ghedini se n’è persi 3. Dalle ultime notizie relative alle intercettazioni emergono ipotesi che riguardano comportamenti e reati di una gravità inaudita, e la dissoluzione dell'etica pubblica. Assumono oggi ancora più significato le parole di Veronica Bartolini-Lario quando parlava delle 'vergini che inseguono il drago' e di 'ciarpame politico', infatti non solo soubrette e veline ma anche donne poi candidate dal premier ed elette nelle istituzioni. Per la Bonino i problemi del Paese sembrano bloccati sulle vicende private del Premier. Palomba dell'Idv: elementi di prova assolutamente schiaccianti e Berlusconi si deve dimettere per non trascinare l'Italia nel baratro.


compendio da www.repubblica.it / www.diariodelweb.it / www.dailyblog.it

martedì 18 gennaio 2011

180. Pensiero di una bimba durante la guerra

"Ma il problema fondamentale è: riuscirò mai a scrivere qualcosa di grande, sarò mai una giornalista e scrittrice?"

(Anna Frank)

179. Erezioni anticipate

di Marco Travaglio

Mentre si attende con ansia di conoscere la fidanzata del vecchio pu77aniere (la stanno ancora cercando, ma potrebbe essere la badante che ogni sera gli cambia il pannolone), già conosciamo l'identità dei numerosi fidanzati ad honorem che in queste ore tragiche ma non serie gli allestiscono l'ultimo casting. Sabina Began, detta l'"ape regina", rivela che "il presidente ama molto i gay", insomma c'è speranza pure per Signorini. Il quale ha inventato un fidanzato finto persino a Noemi Letizia, figurarsi quale fidanzata regalerà al Capo. La Santanchè giura che la conosce da mesi, ma invita il premier a tenerla segreta e comunque lei non la svelerà nemmeno sotto tortura, per via del suo proverbiale riserbo che due estati fa la indusse a spiattellare la presunta love story fra Veronica e il bodyguard.

Poi ci sono i giornalisti, si fa per dire. Umilio Fede assicura: "Se le accuse contro di me fossero confermate, mi dimetterei". Ma se non lo sa lui quel che ha fatto, chi dovrebbe saperlo? Sallusti apre Il Giornale con titoli degni del migliore giornalismo investigativo: "La stanza segreta di Silvio". Ingolositi, i lettori si addentrano nella sua prosa malferma e scoprono che ad Arcore "ho visto la stanza dei regali, dove tutto è ordinatamente diviso per valore economico o simbolico. A me sono sempre toccate cravatte", il cui valore economico e simbolico non sfuggirà (erano finiti i calzini e i torroncini). Ieri zio Tibia annuncia: "La notizia è che B. è fidanzato... Di questa signora fino a ieri si sapeva solo nella cerchia più stretta... misteriosa, ma poi non tanto e non a tutti": ma a lui sì, visto che dalla stretta cerchia è sventuratamente escluso (vedi cravatte). Anche Belpietro pare tagliato fuori: solo l'altro giorno, su Libero, scriveva che "i fedelissimi invitano B. a fidanzarsi", mentre ora si scopre che lo è da mesi, all'insaputa dei fedelissimi. Ma Prettypeter sorvola e, sempre elegante, osserva: "Non ho esitazioni: meglio un vecchio porco di tanti giovani ipocriti tipo Fini".

Anche Il Tempo di Mario Sechi è colto in contropiede: "Silvio è fidanzato". Segue articolo strappalacrime di Lidia Lombardi sul dramma delle aspiranti (in tutti i sensi): "Silvio, mica si fa così. Mica si dice all'improvviso, senza preparare al colpo. Mica si sfasciano in 10 secondi e 10 parole anni e anni dal coiffeur preferito delle vere sciure. Mica s'azzerano le ore passate dall'estetista, dal chirurgo delle starlette, dal lookologo, dal massaggiatore, dal trainer, dalla sarta. Soldi buttati al vento. Perfino quelli rifilati al maestro di canto. Sperando, chissà, che a quella convention, sotto i riflettori azzurri, bè, lui ne scegliesse una... Piangono in gramaglie le mille Aspiranti Fidanzate d'Italia. Folgorate dall'annuncio più choc della legislatura. Quel bel signore senza un capello fuori posto, distinto, colorito quanto basta, spumeggiante in privato (si dice). Soprattutto il più ricco d'Italia.

E poi libero, liberissimo dopo che quella trinariciuta di Veronica ha buttato al vento il ben di Dio. Insomma, il principe azzurro, il partito ideale". Bondi, inopinatamente escluso, si è chiuso nel suo dolente silenzio. Intanto Ostellino, sul Pompiere, strilla all'"attacco alle libertà individuali". E Carlito Rossella, che la sa lunga, narra che da tempo "Silvio insegue il grande amore". Ruby, al telefono, conferma a modo suo: "Per lui Noemi è la pupilla, io il culo". Quale sarà l'organo riservato a Tibia, Umilio, Prettypeter, Ostellino e Rossella? L'anatomia non conosce confini.